Vediamo gli eventi dal punto di vista di Clara, bambina borghese in un Cile estremamente conservatore. Clara ha un legame particolare con la natura e con gli avi, parla con i morti e possiede la capacità di prevedere alcuni eventi futuri. Sua madre le vuole bene; suo padre è più restio a capirla, ma la persona che più la accetta e la coccola è Rosa, promessa sposa di Esteban Trueba.
Esteban, proprietario terriero, sarà il contraltare della serie: una forza antagonista che rappresenta la tradizione maschilista e che si rivelerà sempre più complessa man mano che il suo cinismo si attenua e il senso di colpa cresce. Il destino di Clara la condurrà in una prigionia che la porterà a subire violenza e a ribellarsi.
Un ottimo uso dei tempi narrativi, che rende ogni scena illuminante, con dialoghi intensi e silenzi funzionali. La regia è solida, seppure non indimenticabile; in un periodo in cui l'aspetto compositivo e fotografico è fortemente condizionato dalle produzioni di piattaforma, questa serie restituisce lo spirito del romanzo originale e arricchisce lo spettatore con una storia autentica. Il risultato è rafforzato da ambientazioni fedeli, scenografie curate e dalla scelta di girare in Cile con un cast cileno.