Tratto dal romanzo di Quinnell e dall'omonimo film di Tony Scott. Su Netflix.
di Giovanni Piretti
John Creasy è un ex agente della CIA in piena depressione e affetto da disturbo post-traumatico da stress. La sua vita è appesa a un filo dopo una missione in Messico finita tragicamente; un suo ex collega, che lavora in Brasile, vuole riabilitarlo e gli affida un incarico. Le cose prendono una piega diversa dal previsto, ma Creasy avrà comunque la possibilità di rimediare al senso di colpa occupandosi della figlia dell'amico e cercando di sventare una minaccia terroristica persistente.
Netflix tende a prendere un prodotto e a rivisitarlo, espandendone il potenziale e l'universo narrativo. Qui accade proprio questo, a partire dal romanzo di Quinnell e dal film di Tony Scott.
Gli autori giocano su due fronti: ampliano la profondità emotiva del protagonista e della ragazzina, arricchendo il retroscena e l'antefatto, e introducono una coprotagonista/alleata locale; al contempo aumentano il realismo delle scene d'azione.. La serie riesce in entrambi i compiti e risulta piacevole, grazie a una regia solida e a una buona scrittura dei dialoghi principali.