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Ultimo aggiornamento venerdì 3 febbraio 2017
Il giovane Billy finisce, per caso, in diretta tv durante una missione in Iraq. Al rientro lui e la sua squadra verranno accolti come eroi. Al Box Office Usa Billy Lynn - Un Giorno da eroe ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,6 milioni di dollari e 119 mila dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Billy Lynn è l'eroe della Bravo Squad, un plotone di soldati americani reso famoso dalla registrazione video di un loro combattimento in Iraq. Billy e i suoi commilitoni sono richiamati temporaneamente in patria per partecipare allo spettacolo che si tiene durante l'intervallo di una partita di football americano. Ma la sorella di Billy, Kathryn, è preoccupata dalle sue condizioni di salute e cerca di convincerlo a non tornare in Iraq.
Il non-autore più premiato dall'Academy Awards, Ang Lee, intreccia in Billy Lynn i due rami principali della sua eterogenea filmografia: l'osservazione delle contraddizioni della American way of life (Brokeback Mountain) e l'esplorazione di nuovi percorsi del medium cinematografico (La tigre e il dragone, Vita di Pi).
Come tocca regolarmente agli esperimenti più audaci, che intendono abbracciare una nuova tecnologia, anche Billy Lynn è probabilmente destinato a essere scarsamente considerato da un punto di vista artistico e a essere ricordato nei manuali principalmente per i suoi primati statistici. Innanzitutto perché saranno pochissimi a poter usufruire del film al massimo delle sue potenzialità, visto che poche sale al mondo lo proietteranno coerentemente rispetto a come è stato girato, ovvero in HFR (120 frame al secondo, cinque volte la normale frequenza), 4k di risoluzione e 3D.
Guardare Billy Lynn senza l'ausilio di questo apparato tecnologico significa perlopiù rimanere perplessi di fronte alla quantità e alla qualità dei primi piani su cui Ang Lee insiste o alla confusione degli eventi che caratterizza le convulse scene di guerra sul fronte iracheno. L'intento di Ang Lee, evidenziato dall'ordinarietà di molte inquadrature e di buona parte dei dialoghi, è di coinvolgere lo spettatore in un azzardo tecnologico, che superi la forma cinematografica tradizionalmente intesa per contaminarla con l'esperienza di eventi mediatici - reportage televisivo, videogame - che hanno già da tempo superato il limite dei 24 fps.
Non a caso sono le sequenze più stranianti, dai flashback bellici all'assurdo carrozzone dello show delle Destiny's Child, a usufruire maggiormente di una soggettiva videoludica e ad agevolare il transfert nella mente, al limite del deragliamento, di Billy. Un'operazione concettuale e stimolante - con alcuni tocchi originali, come la scelta di rendere Beyoncé una figura aliena e remota, inquadrata solo di spalle e riconoscibile per i capelli biondi - che rischia di essere relegata nel dimenticatoio per i limiti che denota sui "fondamentali" cinematografici e per la difficoltà di essere fruita come originariamente inteso.
A rimanere, nella sua nuda retorica, sarà soprattutto la visione critica del rapporto tra America e show business e tra guerra e sua spettacolarizzazione, che non va oltre una banalizzazione di quanto già raccontato (meglio) in Redacted o Flags of our Fathers.
Eroe per caso dopo essere stato filmato durante l'azione di salvataggio di un commilitone caduto in battaglia, il giovane Billy Lynn rientra dall'Iraq per un tour celebrativo che porterà il suo squadrone in giro per il paese. La partita dell'NFL alla quale dovrà presenziare nel suo ultimo giorno prima della partenza per il fronte, sarà l'occasione per confrontarsi con alcune questioni familiari lasciate [...] Vai alla recensione »
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