| Titolo originale | Trespass Against Us |
| Anno | 2016 |
| Genere | Azione, Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 99 minuti |
| Regia di | Adam Smith (I) |
| Attori | Michael Fassbender, Brendan Gleeson, Lyndsey Marshal, Rory Kinnear, Sean Harris Killian Scott, Kingsley Ben-Adir, Gerard Kearns, Tony Way, Barry Keoghan, Anastasia Hille, Georgie Smith (II), Kacie Anderson, Ezra Faroque Khan, Alan Williams, Peter Wight, Mark Lewis Jones, Anna Calder-Marshall, George Russo (II), Carl Grose, Yvonne D'Alpra, Barry McCormick, Anthony Stephens, Billy Cook. |
| Uscita | mercoledì 28 giugno 2017 |
| Tag | Da vedere 2016 |
| Distribuzione | Videa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,80 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 30 giugno 2017
Un figlio cerca di ribellarsi al destino criminale della famiglia ma dovrà scontrarsi con la personalità del padre. In Italia al Box Office Codice criminale ha incassato 185 mila euro .
Codice criminale è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Chad, il padre Colby e alcuni amici conducono da anni un’esistenza ai margini della società, sopravvivendo grazie a furti occasionali e alla destrezza di Chad, eccellente pilota. Chad, stanco di questa vita, vorrebbe trasferirsi altrove con moglie e figli, ma Colby è contrario e Chad non riesce ad affrontarlo e a dirgli di no.
Non si assisteva da diverso tempo a un'inquadratura finale con fermo immagine candidamente esibita, come quella che chiude Codice criminale. Ma è proprio in virtù di questa ingenuità che il film di debutto di Adam Smith si lascia apprezzare o detestare, a seconda della disposizione d’animo con cui lo si guarda.
Dominato dalla presenza di due pesi massimi della irishness su grande schermo come Michael Fassbender e Brendan Gleeson, il film si pasce delle loro marcate caratterizzazioni. I monologhi deliranti di Colby o il complesso sistema di contraddizioni su cui si regge la psicologia di Chad - vulnerabile ma all’occorrenza feroce, succube del padre e amorevole con il figlio - sono scritti per esaltare le doti dei due attori. Ruolo ideale e tipico della sua carriera quello di Gleeson, dove Fassbender deve prodigarsi in cambiamenti radicali di espressione per inseguire i mutamenti d’animo di Chad.
La centralità dei due attori è purtroppo anche il limite di un film esile, tanto nella trama che nei punti in cui dovrebbe mostrare una personalità propria. Gli inseguimenti sono diretti diligentemente ma mancano del necessario pathos e le risoluzioni usate per sciogliere i nodi etici o narrativi seguono sempre la via più breve. La relazione tra padre e figlio non trova la necessaria catarsi, né può vantare la solennità biblica di Affliction, ma il livello di attenzione dello spettatore alle vicende dei Cutler non è mai in discussione. Da recuperare, ove possibile, in versione originale, per apprezzare il lavoro mirabile compiuto dal cast sulle incomprensibili espressioni vernacolari in irlandese.
L'opera prima di Adam Smith in ambito cinematografico ci trasporta nella periferia rurale e povera dell'Inghilterra, offrendo spunti di riflessione importanti verso un gruppo sociale spesso dimenticato, certamente emarginato e naturalmente problematico quale i nomadi (qui i nativi inglesi) ma senza mai riuscire in pieno a sfuggire dagli stereotipi che accompagnano quel determinato gruppo [...] Vai alla recensione »
Una vecchia automobile sfreccia all'impazzata nei campi alla periferia di una città, inseguendo una lepre, in una strategia di caccia rocambolesca e inusuale. A guidare la monovolume è un bambino sui dieci anni, eccitato nel ricoprire (si presume per la prima volta) il ruolo di protagonista in quel disperato inseguimento, incitato dal padre e dagli altri affiatati compari a bordo della vettura.
Un incipit che, oltre a esibire la fermezza registica di Smith, si presta inevitabilmente a una lettura connotativa, in cui emergono da subito i temi centrali di questo dramma familiare e sociale a tinte gypsies.
C'è innanzitutto, al centro di ogni cosa, la famiglia: o meglio una combriccola sbandata, che tramanda di padre in figlio il proprio "codice criminale", retta sulle massicce spalle dell'autoritario Colby (un Brendan Gleeson brutto, sporco e cattivo, adattissimo al ruolo).
Ma c'è anche, in quel rifiuto da parte della macchina di rimanere entro la segnaletica della strada, l'elemento dell'outsider, doppiamente presente all'interno del film: a essere outsider sono innanzitutto i Cutler nei confronti della società, troppo impegnati in affari malavitosi per prendersi la briga di indagare se la terra sia effettivamente tonda o se l'uomo derivi realmente dalle scimmie (le domande che il piccolo Tyson pone curiosamente al padre e al nonno a tal proposito sono frettolosamente liquidate come questioni di poca importanza). Ma outsider è anche il protagonista Chad (Michael Fassbender) nei confronti della sua stessa genìa che, continuamente coinvolta in un gioco di guardie e ladri con la polizia, non sembra poter dare più l'adeguata protezione ai suoi figli e a sua moglie.
Ed è su questo piano che la partita si gioca: su una lotta intestina tra la volontà di evadere da un'esistenza disgraziata che non lascia alcuna alternativa al gesto criminale e la necessità di sottomettersi all'autorità dal capo-famiglia e al proprio senso di appartenenza, effetto collaterale di ogni contratto sociale, che in cambio della protezione offerta ai propri firmatari richiede la cessione della propria libertà singolare, la sottomissione ai voleri del Leviatano. Non è un caso che la ribellione di Chad nei confronti della cellula sociale rappresentata dalla cerchia dei propri consanguinei si faccia più forte proprio nel momento in cui tale protezione sembra venir meno: nel momento in cui, cioè, sembra venire meno una delle parti del patto.
Ma una volta presa la decisione di uscire dal giro criminale del padre-padrone, Chad deve guardare in faccia la realtà. E la realtà è che la società civile non è pronta ad accogliere chi per lungo tempo ne è stato il nemico, che un altro codice sociale ben più grande continuerà, nonostante tutto, a dare la caccia a chi tempo addietro ne ha rifiutato le condizioni. Non rimane allora che la fuga, una fuga da tutto e da tutti. Non rimane che issarsi sui rami dell'albero più alto del prato e aspettare, guardando dall'alto, con un dolore amaro, quella caccia alla lepre, quella fuga animale troppo primitiva e ingenua per sapersi difendere dalle machiavelliche macchinazioni dell'uomo.
È un film con due anime. Da una parte, un adrenalinico thriller che racconta la vita criminale di una famiglia di pavee, i nomadi anglosassoni, tra furti e fughe rocambolesche. Dall'altra, una storia patriarcale di sottomissione e ribellione di fronte ad un destino che sembra già scritto dalla nascita. Non tutto fila a dovere in questo Codice criminale, traduzione orribile del più esplicativo originale [...] Vai alla recensione »