| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia, Drammatico, |
| Produzione | Regno Unito |
| Durata | 113 minuti |
| Regia di | Peter Glanz |
| Attori | Richard E. Grant, Claire Foy, Jack Farthing, Bel Powley, Kíla Lord Cassidy Richard McCabe, Vicki Pepperdine, Pip Torrens, Robert Bathurst, Tony Way, Tom Godwin, Roger Ashton-Griffiths, Les Kenny-Green, Nicholas Woodeson, Antony Somers, Angus Kennedy, Samuel Barnett, Sebastian Armesto, Miles Jupp, Michael Culkin, James Smith (II), Derek White, Dominic Charman. |
| Uscita | giovedì 11 giugno 2026 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 15 giugno 2026
Nel cuore dell'Inghilterra del XVIII secolo, tra intrighi, potere e follia aristocratica, la famiglia Savage è pronta a tutto pur di sopravvivere... In Italia al Box Office Savage House ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 7 mila euro e 4,3 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Inghilterra, XVIII secolo. Gli aristocratici coniugi Savage sono da tempo sull'orlo della bancarotta: la passione per il gioco d'azzardo, il bere e le donne di Sir Chauncey hanno prosciugato le finanze e spinto la moglie dell'uomo, un tempo affascinata dai metodi spicci del marito, a cercare consolazione tra le braccia del suo valletto. I due hanno una figlia, l'adolescente Fanny, appassionata d'astronomia e decisamente diffidente verso i genitori, e frequentano una sola famiglia, gli altrettanto decaduti Bennett. L'inaspettata visita del Duca e della Duchessa del Devonshire dà però ai Savage la possibilità di riscattarsi, organizzando un fastoso banchetto per il quale i due arriveranno a spendere e a giocarsi tutto ciò che gli rimane.
Quasi interamente retto dalle prove volutamente esagerate di Claire Foy e Richard E. Grant, il film offre del Settecento inglese un'immagine altrettanto eccessiva e sinistra, come di un mondo putrido sull'orlo del suo disfacimento.
L'americano Peter Glanz, del suo film, ha curato quasi tutto (regia, sceneggiatura, montaggio, musica) e non nasconde l'origine "straniera" nel ricostruire il passato con la libertà e la sfrontatezza di chi alla precisione storiografica preferisce, naturalmente, l'orrido e il grottesco. I riferimenti che vengono in mente di fronte sono fin ovvi: il Lanthimos di La favorita, prima ancora il Peter Greenaway di I misteri del giardino di Compton House, magari pure qualcosa di meno nobile, ma ben più popolare, come Bridgerton... Senza altrettanta sofisticatezza, in un caso, e con più senso cinematografico, nell'altro, Savage House riesce a essere al tempo audace e malinconico, autenticamente decadente e affettato, per il modo in cui scorge il dramma dietro la comicità e l'orrore di una società in cui le consuetudini sociali soffocano le aspirazioni dei singoli individui, anche quando spregevoli.
Il tono del film è volutamente sgradevole, come del resto i suoi personaggi (non solo i coniugi protagonisti, ma pure i servi, gli amici, i consanguinei e i rivali sociali), e lo sfoggio di cattiveria è evidente fin dall'inizio, finendo alla lunga di venire un po' a noia, tra liti, escandescenze, illusioni, fallimenti, miserie fisiche e spirituali. La rappresentazione di un'età georgiana stupida e soffocante ha però qualcosa di autenticamente nobiliare, nel senso che il film riesce a trasmettere l'ansia di potere e rispettabilità di chi, ridicolmente decaduto, non esita a nascondere la polvere sotto il tappeto, la puzza di sudore sotto i merletti, l'invecchiamento dietro chili di trucco, la fronte madida sotto la parrucca.
Merito anche della fotografia contrastata di Adriano Goldman, che in passato ha lavorato con Claire Foy per The Crown, ma merito soprattutto degli interpreti (Claire Foy e Richard E. Grant, si diceva, ma anche Bel Powley nella parte del valletto e i buffi vicini ridicoli di Richard McCabe and Vicki Pepperdine), che si caricano il film sulle spalle coi lori corpi pesanti e i loro modo comunque seducenti, nonostante infezioni, pelle raggrinzita, denti digrignati, espressioni di scherno, disappunto, orrore.
Intendiamoci, l'estetica di Savage House è quella classica dei film in costume buono per qualche piattaforma o, per l'appunto, qualche uscita estiva: i controluce, l'illuminazione di camini e candele, gli interni cupi, i rimandi pittorici sono quelli tipici di un prodotto di medio valore come questo.
A fare di Savage House un'operazione almeno curiosa è lo spietato divertimento che si percepisce nella scrittura dei dialoghi (ad esempio, le battute sul proprio conto in banca di Sir Chauncey o il cinismo esibito di Milady), molto più che nella prevedibile deriva degli eventi, con le illusioni dei protagonisti che sfociano letteralmente nella follia e mettono a nudo - con un'aperta citazione di un capolavoro, quello sì, del cinema in costume, Le relazioni pericolose - la verità dietro la maschera.
Una commedia nera in costume davvero ben fatta, che vale la visione soprattutto per le interpretazioni dei due protagonisti. Il tutto è sorretto da dialoghi affilati, pungenti e costantemente brillanti, capaci di strappare più di una risata senza mai perdere mordente.
1715, James "the Old Pretender" Stuart cerca di riconquistare il trono. È un periodo di precarietà politica ed economica, aggravato da una pandemia di vaiolo e con un'eclisse in arrivo pronta a liberare il male nel mondo. È in questo contesto che i Savage, lui parvenu cinico e libertino, lei nobile decaduta a causa del consorte, tentano di ricostruire la dignità della propria casata con l'occasione [...] Vai alla recensione »