Le relazioni pericolose

Film 1988 | Drammatico V.M. 14 120 min.

Titolo originaleDangerous Liaisons
Anno1988
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata120 minuti
Regia diStephen Frears
AttoriMichelle Pfeiffer, Glenn Close, John Malkovich, Uma Thurman, Keanu Reeves, Mildred Natwick Swoosie Kurtz, François Montagut, Laura Benson, Peter Capaldi, Joe Sheridan, Valérie Cogan, Joanna Pavlis, Nicholas Hawtrey, Paulo Abel Do Nascimento, François Lalande, Harry Jones, Christian Erickson, Catherine Cauwet, Valerie Gogan.
TagDa vedere 1988
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 4,32 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Stephen Frears. Un film Da vedere 1988 con Michelle Pfeiffer, Glenn Close, John Malkovich, Uma Thurman, Keanu Reeves, Mildred Natwick. Cast completo Titolo originale: Dangerous Liaisons. Genere Drammatico - USA, 1988, durata 120 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 4,32 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una perfida marchesa per umiliare un suo ex amante fa ricorso a un altro ex, Valmont, che si incarica di sedurre, prima del matrimonio, la promessa sposa dell'amante di cui sopra. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto 3 Premi Oscar,

Le relazioni pericolose è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato assolutamente sì!
4,32/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,48
ASSOLUTAMENTE SÌ
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Un cast formidabile per una storia perfetta in ogni dettaglio.
Recensione di Giancarlo Zappoli
domenica 19 aprile 2020
Recensione di Giancarlo Zappoli
domenica 19 aprile 2020

Nella Francia pre rivoluzionaria il libertino visconte di Valmont stringe un patto con la marchesa de Merteuil: potrà godere delle sue grazie se riuscirà a sedurre l'assolutamente sposata e timorata di Dio madame de Tourvel e dovrà provarlo con una lettera da lei scritta. Nel frattempo le renderà un servigio se riuscirà ad avere un rapporto con la vergine Cècile de Volange che sta per andare in sposa al conte di Bastide di cui vuole vendicarsi per l'abbandono subito.

Ad alcuni sembrò strano che Stephen Frears, l'anno dopo dell'impegnato, multietnico e antitatcheriano Sammy e Rosie vanno a letto si facesse coinvolgere nella realizzazione di un film in costume che segnava al contempo la sua prima collaborazione con una produzione americana.

In realtà la sua regia non perde nulla in profondità e in polemica e ci guadagna sul piano formale. Forte della lezione kubrickiana di Barry Lyndon il regista ha a disposizione un cast di elevata qualità a partire da Michelle Pfeiffer.

A tal proposito ha dichiarato: "Ho scritturato Michelle Pfeiffer perché è conturbante. È anche la più bella donna del mondo così non saprei dire dove una cosa inizia e l'altra finisce... Riesce a essere conturbante perché è così bella? Difficile dirlo."
Non le sono certo da meno l'ambiguo Malkovic, la manipolatrice Close o una Uma Thurman in iniziale ascesa. Con l'aggiunta di un ingenuo Keanu Reeves.

Basandosi sul romanzo epistolare di Chorderlos de Laclos scritto quasi alla vigilia della Rivoluzione nel 1782 e grazie a una inappuntabile sceneggiatura di Christopher Hampton, Frears lavora con grande dovizia sui primi e primissimi piani per leggere i mutamenti di sentimento dei suoi personaggi cogliendoli attraverso anche minimi mutamenti di sguardi e di espressioni. Sentimenti che sembrerebbero non poter albergare nei due cinici protagonisti Merteuil e Valmont convinti, l'una per una personale visione della condizione femminile e l'altro per la convinzione di essere totalmente refrattario all'amore, di poter ordire intrighi senza esserne mai scalfiti.

Frears offre a Glenn Close un monologo che rimane nella memoria e sa centrare il bersaglio quando ci ricorda che quella società (ma solo quella?) poggiava le sue fondamenta sulla messa in scena di se stessi, sul recitare un ruolo che annullasse la persona reale e costruisse tutto sull'apparire. Chi cerca di conservare una propria identità finisce con il soccombere, ma Frears va oltre ricordandoci che anche chi afferma che la trafittura della vergogna di se stessi è analoga a quella della deflorazione (la si prova una volta sola) non è poi così invulnerabile come pensa. Può arrivare un momento in cui quella maschera che si riteneva così ben aderente al volto da non poter essere rimossa finisca con il cadere.

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Recensione di Stefano Lo Verme

Nella Francia del XVIII secolo, il cinico e libertino visconte di Valmont complotta con la perfida marchesa di Merteuil per sedurre la giovanissima e illibata Cécile de Volange, e nel frattempo si impegna a conquistare per scommessa una rispettabile donna sposata, madame de Tourvel; ma per sua sfortuna commette un errore imperdonabile...
Tratto dal celeberrimo romanzo epistolare di Pierre Choderlos de Laclos (già portato sul grande schermo da Roger Vadim nel 1959), Le relazioni pericolose è il primo film americano del regista inglese Stephen Frears, che per la trasposizione cinematografica dell'opera di Laclos si è basato sull'eccellente sceneggiatura di Christopher Hampton, autore a sua volta di una fortunata riduzione teatrale del romanzo stesso. Accolto da un clamoroso successo di critica e di pubblico e vincitore di numerosi riconoscimenti, inclusi tre premi Oscar per la sceneggiatura, la scenografia e i costumi, Le relazioni pericolose è un torbido dramma erotico / sentimentale che si avvale di una magistrale ricostruzione d'epoca (la Francia sfarzosa ed opulenta di fine Settecento), di una splendida colonna sonora di George Fenton e soprattutto di tre straordinari interpreti.
La trama del film ruota attorno alle vicende e agli ambigui rapporti che legano i tre personaggi principali: l'affascinante e spregiudicato visconte di Valmont (John Malkovich), nobile annoiato e seduttore per professione; l'astuta e crudele marchesa di Merteuil (Glenn Close), sua complice nonché ex-amante, che si diverte a giocare con le vite degli altri manovrandoli come se fossero pedine su una scacchiera; e la bella e diafana madame de Tourvel (Michelle Pfeiffer), vittima designata delle oscure trame degli altri due. Restituendo in modo estremamente fedele la maliziosa ironia del libro di Laclos, nonché la sua acuta descrizione di un'aristocrazia ipocrita e decadente, Stephen Frears mette in campo con indiscutibile abilità narrativa un'avvincente partita a scacchi dei sentimenti fra vittime e carnefici, ma nella quale i rispettivi ruoli finiranno ben presto per sovvertirsi, con esiti del tutto imprevedibili.
A rendere il film ancora più coinvolgente, oltre ai brillanti dialoghi ripresi direttamente dal testo di Laclos, contribuiscono in gran parte l'ottima interpretazione del luciferino John Malkovich, la dolente radiosità di Michelle Pfeiffer ed una superlativa performance della "cattiva" Glenn Close (candidata all'Oscar come miglior attrice), capace di esprimere in maniera esemplare la sottile crudeltà del suo personaggio; il suo intenso primo piano nell'ultima scena del film, quando la marchesa si guarda allo specchio e finalmente abbandona la propria maschera per lasciarsi andare ad una muta disperazione, è da antologia della storia del cinema.

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Versione fastosa e divertente dello scandaloso romanzo epistolare di Chordelos de Laclos.
Recensione di Stefano Lo Verme

Una perfida marchesa per umiliare un suo ex amante fa ricorso a un altro ex, Valmont, che si incarica di sedurre, prima del matrimonio, la promessa sposa dell'amante di cui sopra. Valmont assolve l'incarico, ma la faccenda gli costa l'amore dell'unica donna cui tiene veramente. Valmont muore in duello. La marchesa viene scacciata dalla città. Versione fastosa e anche divertente del famoso romanzo epistolare di Chordelos de Laclos che scandalizzò per due secoli. Oggi i motivi di scandalo si sono esauriti tutti.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Francia fine '700: un po' per gioco un po' per vendetta, la marchesa di Merteuil macchina col visconte di Valmont un complicato intrigo di seduzione, amore e abbandono, intrigo che sfugge di mano a entrambi. 1° film hollywoodiano del britannico S. Frears che, nel raccontare in immagini il sulfureo romanzo (1782) di strategia erotica di Choderlos de Laclos, si è servito della riduzione teatrale (1986) del suo compatriota Christopher Hampton, autore anche della sceneggiatura, conservandone la struttura e l'atteggiamento di sogghignante sarcasmo verso la vicenda e i personaggi. Rispetto al romanzo, quel che perde in ambiguità, sottigliezza, complessità, il film guadagna in ritmo e in energia sebbene manchi l'aria del tempo: c'è il testo, non il contesto. Verso l'epilogo, quando il dolore artiglia i due abominevoli complici, Frears trova accenti nuovi e forti, con icastiche invenzioni. Una bella squadra di attori tra cui spiccano la trepida Madame de Tourvel di M. Pfeiffer, unico personaggio borghese della vicenda, la gestualità quasi buffonesca di Valmont di un J. Malkovich molto poco settecentesco e la sottile perversione che G. Close imprime alla marchesa. 3 Oscar: a Hampton, a Stuart Craig (scene) e per i costumi.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 31 agosto 2009
Hal 9000

L'esordio hollywoodiano di Frears è l'adattamento della versione teatrale che Hampton (sceneggiatore) aveva tratto dal capolavoro di Pierre Chodelors. Frears ricostruisce in modo accurato l'epoca senza mai sfiorare la maniera tanto "I puristi si scandalizzarono per l'atmosfera poco settecentesca (salvo ricredersi dopo il flop del "Valmont" di Forman)" [Paolo Mereghetti] ed affronta in modo magistrale [...] Vai alla recensione »

martedì 4 ottobre 2011
Davo93

Vincere o morire. La filosofia di Madame de Merteuil e del Visconte di Valmont non lascia spazio a indecisioni, non lascia spazio a pietà. Vendetta e passione, gli istinti che dominano. Spietati e cinici, il nobile e la ricca vedova si lanciano in un appassionante gioco di manipolazione che vede come vittime due ragazzini ingenui e innocenti. Il Visconte però non si accontenta di circuire la giovane [...] Vai alla recensione »

lunedì 8 agosto 2011
THOMàS

E' un fiume in piena, che trascina e spazza via qulunque forma di resistenza. Malkovich, la Pfeiffer e Glenn Close non sbagliano un colpo, interpeti perfetti di per stati d'animo e personalità incredibilmente delineati. i volti sono l'esatta faccia per l'esatto sentimento. La gelosia, la rabbia, l'innocenza, l'amore, l'imponderabile sono gestiti con maestria, nel [...] Vai alla recensione »

domenica 31 luglio 2011
LaMazoniana

Cosa dire di questo straordinario film,  vincitore di tre Premi Oscar, interpretato da attori superbi, tra i quali fanno capolino due giovanissimi Uma Thurman e Keanu Reaves, al loro primo ruolo di rilievo? Come l’opera da cui è tratto (considerato il miglior romanzo epistolare mai scritto) credo che “Le relazioni pericolose” possa essere, in qualche modo, forse, riassunto [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 marzo 2016
Giulia70

La prima volta che ho visto questo film,dopo che anni prima avevo letto il romanzo,ne rimasi estasiata,definendolo bellissimo,ero ancora giovanissima,oggi a distanza di anni e di centinaia e centinaia di film visti,posso dire che l'unico aggettivo giusto è "la perfezione" ad oggi,secondo me, nessun altro film ha raggiunto questo livello di sceneggiatura,regia e interpretazione Vai alla recensione »

sabato 21 settembre 2013
moviesaddicted

Non vedevo l'ora di dire due parole su questo bellissimo film. Tutto è curato molto bene dalle musiche ai costumi e i dialoghi ottimamente redatti. Ma lasciatemi dire che, non so se sia merito del produttore o del regista, ma la Close e Malkovich sono talmente esatti nei ruoli e talmente bravi che dopo il film non riesci ad immaginarli mentre fanno la spesa o imbottigliati nel traffico.

martedì 4 maggio 2010
Lost876

Non ho parole per descrivere la bellezza infinita di questo film, per non parlare delle magnifiche interpretazioni di tutti gli attori anche se quella più stupenda è quella di Glenn Close che è veramente straordinaria, se solo le attrici di oggi sapessero recitare come fa lei allora il cinema si che sarebbe grandioso...Glenn sei un mito!!!!!

lunedì 7 gennaio 2013
mousseline

Film assolutamente stupendo, coinvolgente, ben recitato e ben diretto. Il libro da cui è tratto è un capolavoro di inconsueta bellezza; il film, contrariamente a quanto accade nella maggior parte delle trasposizioni cinematografiche di grandi libri, è decisamente all'altezza del testo. Malkovich e Close:  perfetti.

Frasi
Tu credi ancora che gli uomini ci amino come li amiamo noi? Gli uomini, vedi, godono della felicità che ricevono. Mentre noi possiamo solo godere della felicità che diamo. Loro non riescono assolutamente a dedicarsi esclusivamente anima e corpo a una sol
Dialogo tra Madame De Tourvel (Michelle Pfeiffer) - Madame de Rosemonde (Mildred Natwick)
dal film Le relazioni pericolose - a cura di Maryan
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Stefano Reggiani

Chissà quale potrebbe essere oggi l'anima del libertinaggio. Esclusa la seduzione, com'era nel romanzo del principe di Laclos, resta la corruzione. Se una volta si esercitava nelle alcove, oggi molto frequentate, ma poco fortificate, adesso si potrebbe pensare ad una forma di corruzione pubblica, metti una sottile opera di persuasione su un pubblico amministratore per indurlo a vendersi.

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giovedì 29 aprile 2010
Tirza Bonifazi Tognazzi

La grande promessa Da piccola non ero particolarmente brillante, né particolarmente atletica; ero troppo alta, troppo strana e avevo un aspetto bizzarro. In pratica ero una bambina decisamente singolare".

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martedì 25 agosto 2009
Stefano Cocci

In Cheri è un'affascinante cortigiana Una donna che ha incarnato un tempo rimanendo una donna di un altro tempo. Michelle Pfeiffer stupì il mondo nel 1983 con Elvira di Scarface malgrado il regista Brian De Palma, che fino a l'ultimo si mostrò riluttante [...]

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martedì 30 dicembre 2008
Stefano Cocci

Bionda vendicativa La bellezza scorre poderosa nella famiglia Thurman. La mamma e la nonna di Uma erano modelle. La biografia ufficiale annovera tra i successi di mamma Nenette quello di essere stata presentata a Timothy Leary addirittura da Salvator [...]

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martedì 11 novembre 2008
Stefano Cocci

Un attore preparato che non ama prendersi troppo sul serio Bello, bravo, preparato: John Malkovich rappresenta l'aristocrazia intellettuale di Hollywood con i suoi studi raffinati, la sua passione per il teatro e anche l'attitudine anticonformista nei [...]

winner
miglior scenegg.ra non origin.
Premio Oscar
1989
winner
miglior scenogr.
Premio Oscar
1989
winner
migliori costumi
Premio Oscar
1989
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