Un’amara riflessione sulla situazione edilizia a Palermo. Presentato al Biografilm e presto in sala.
di Giancarlo Zappoli
Un antico e degradato palazzo nel centro storico di Palermo viene sgomberato e i suoi inquilini sfrattati per fare posto ad una ristrutturazione che lo faccia diventare uno degli edifici più richiesti, ma anche più esclusivi, della città. Qui viene documentata l'attesa dello sfratto mentre la vita quotidiana dei suoi abitanti continua.
Tiziano Locci e Tito Puglielli propongono una nuova forma di cinema di denuncia.
Il loro è un "j'accuse" pronunciato a bassa voce e proprio per questo risuona nel modo giusto. La loro telecamera sale lungo le scale, mostra gatti che allattano o che si aggirano fuori casa, non nasconde il degrado dell'edificio ma lo presenta per quello che è diventato: un luogo abitato da persone diverse da molti punti di vista ma comunque legate a questo palazzo 'storto' come viene definito.