Torna anche in streaming il festival della sperimentazione e dell’innovazione. Ecco cosa non perdere. Dal 15 giugno. SCOPRI IL PROGRAMMA ONLINE »
di Pedro Armocida, Direttore Artistico
Si rinnova la collaborazione tra la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema (la 62a edizione a Pesaro dal 13 al 20 giugno 2026) e MYmovies ONE per dare la possibilità al pubblico di immergersi nel cuore del festival che pulsa intorno a queste due bellissime parole: Nuovo Cinema.
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Ecco dunque il Concorso Pesaro Nuovo Cinema, il cui lavoro di selezione vede, oltre al sottoscritto, Paola Cassano, Cecilia Ermini, Raffaele Meale, Stefano Miraglia, Federico Rossin. Un programma, in anteprima italiana, che permette di mappare il cinema più sperimentale in tutte le latitudini.
Un cinema che spesso utilizza la pellicola, in particolare i formati 16mm e Super8, proprio come nel caso di Silencio Azul del cileno Matías Rojas Ruz che parte da un fatto reale, una nave affondata nel 1965 al largo della costa di Manquemapu con 51 persone a bordo, non per ricostruirne la cronaca ma per mostrare come il ricordo di essa viva nelle gente del luogo e nello stesso paesaggio, tra testimonianze orali e motivi musicali e il tempo eroso dal mare salato.
Il titolo della regista uzbeka Saodat Ismailova, Swan Lake, potrebbe far pensare al ritorno dell’elemento dell’acqua mentre invece si riferisce al Lago dei cigni di Cajkovskij che veniva mandata a ciclo continuo in tv in situazioni di emergenza e disordini, anche quelli legati al momento della dissoluzione del regime. Di architettura di regime parla il thailandese Local Sensation di Tulapop Saenjaroen, in particolare di quella dopo il colpo di stato del 19 settembre 2006 con la sua ideologia reazionaria.
Una riflessione sul potere che trova spazio anche in Estados Generales del regista peruviano Mauricio Freyre che, dal giardino botanico di Madrid, attraverso lo studio dei semi presi dalle ex colonie spagnole torna in Perù per riflettere sulla continuità delle strutture neocoloniali.
Argomenti che tornano come un incubo in Far From The Light Of Day dell’israeliano Yotam Ben-David che vive in Francia e mette in scena semplicemente un letto con due uomini, uno dorme, l’altro veglia. Uno è palestinese, l’altro israeliano. Un film intimo, di parola, un antidoto alla guerra. E proprio questa dimensione più casalinga permea Henry Is A Girl Who Likes To Sleep della regista olandese Marthe Peters che riesce a trasmettere l’amore degli animali domestici per noi, e viceversa.
Il francese Emmanuel Piton, in L'IMAGE FANTÔME, porta avanti la sua ricerca sulla memoria e sui segni del passato evocando una lontana esperienza personale: «Nella casa in cui sono cresciuto una volta è apparso qualcosa, una forma, una presenza, un’immagine che non mi ha mai abbandonato».
La regista francese Celine Berger in OVERWORK sceglie dei film d’archivio prodotti dal governo della Repubblica Federale Tedesca negli anni Settanta e Novanta per riflettere sulla violenza che sottende alcuni lavori mentre il francese Philippe Rouy porta avanti il progetto impossibile di mappare tutte le 6852 isole dell’arcipelago giapponese a futura memoria post-nucleare in Des millénaires d'absence.
Dialoga con altre sezioni della Mostra, quella legata ai videoessay, THE THING IN THE COFFIN dell’ungherese Péter Lichter che propone decine di spezzoni in 35mm, 16mm, Super 8 e copie digitali di decine di adattamenti di Dracula che hanno subito una trasformazione attraverso vari tipi di decomposizione e deformazione fisiche.
L’ampia programmazione della Mostra su MYmovies ONE include anche tre opere prime italiane, in anteprima mondiale, che, pur nella loro eterogeneità, rappresentano bene il nostro cinema più indipendente e sperimentale. A partire dal sorprendente lungometraggio Punk State di Loris Di Pasquale con la sua definitiva condanna della società dello spettacolo, Poi due corti molto personali, quello di Alessandro Cevola Oreste, originale coming of age, e l’esordio alla regia dell’attore Gabriel Montesi che, in Masterclass, non poteva che riflettere sul ruolo attoriale.
Infine, per la sezione legata alla musica, Roads to Nowhere - Sentieri del rock italiano, ecco Uscivamo molto la notte di Stefano Pistolini sulla Firenze inizi anni ’80, vivace coacervo di nuove culture giovanili.
Buon viaggio.