Cha0

Film 2025 | Animazione, 90 min.

Anno2025
GenereAnimazione,
ProduzioneGiappone
Durata90 minuti
Regia diYasuhiro Aoki
AttoriKenta Miyake, Oji Suzuka, Anna Yamada .
Uscitagiovedì 25 giugno 2026
TagDa vedere 2025
DistribuzioneAnimagine
MYmonetro 3,13 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Yasuhiro Aoki. Un film Da vedere 2025 con Kenta Miyake, Oji Suzuka, Anna Yamada. Genere Animazione, - Giappone, 2025, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 25 giugno 2026 distribuito da Animagine. - MYmonetro 3,13 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 26 giugno 2026

Dopo un incidente, un ingegnere sposa una principessa sirena: tra media, affari e ricordi perduti, l'amore unisce terra e mare. In Italia al Box Office Cha0 ha incassato 18,1 mila euro .

Consigliato sì!
3,13/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,25
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
L'animazione incontra il romanticismo. Con una freschezza e una sincerità difficili da ignorare.
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 25 giugno 2026
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 25 giugno 2026

In un futuro alternativo in cui il contatto tra umani e creature marine intelligenti è ormai una realtà consolidata, il giovane impiegato Stephan conduce una vita ordinaria e priva di scosse. Tutto cambia quando riceve una proposta di matrimonio da ChaO, principessa del regno sottomarino. L'incontro tra due mondi lontanissimi per cultura, abitudini e persino biologia dà avvio a una relazione improbabile, destinata a mettere in discussione certezze individuali e pregiudizi collettivi.

Esordio nel lungometraggio del regista e animatore Yasuhiro Aoki, già collaboratore di produzioni importanti e autore di cortometraggi apprezzati negli ambienti dell'animazione giapponese, ChaO si inserisce in una tradizione ben consolidata del cinema nipponico: quella delle storie d'amore impossibili tra esseri appartenenti a mondi differenti.

Un filone che attraversa decenni di anime e manga, dalle malinconie soprannaturali di Rumiko Takahashi fino alle più recenti riflessioni sull'incomunicabilità e sulla convivenza con l'altro, e che strizza l'occhio a un classico come La sirenetta. Eppure, il film riesce a ritagliarsi una propria identità grazie a un tono sorprendentemente leggero, che preferisce la tenerezza alla tragedia e l'osservazione dei piccoli gesti quotidiani agli eccessi melodrammatici.

L'elemento più riuscito dell'opera è proprio il modo in cui l'alterità viene tradotta in dinamica sentimentale. ChaO non è soltanto una principessa proveniente da un universo sconosciuto: è l'incarnazione di tutto ciò che sfugge al controllo, alla razionalità e alle convenzioni sociali. La sua energia travolgente entra in collisione con la timidezza e la rigidità del protagonista, generando una serie di situazioni comiche che non servono soltanto a divertire, ma diventano lo strumento attraverso cui il film riflette sull'accettazione reciproca. In questo senso ChaO appare meno interessato alla costruzione di un universo fantascientifico coerente che alla rappresentazione di una relazione amorosa come continuo negoziato tra differenze.

La componente visiva contribuisce in maniera decisiva al fascino dell'operazione. L'animazione mantiene una qualità artigianale sempre più rara nel panorama contemporaneo, dominato da standard produttivi che tendono a uniformare stili e soluzioni. Aoki predilige il movimento espressivo dei personaggi e una ricchezza cromatica che distingue nettamente il mondo terrestre da quello acquatico, senza mai ricorrere a un fotorealismo fine a sé stesso. L'impressione è quella di assistere a un racconto illustrato in costante trasformazione, dove ogni inquadratura cerca di trasmettere una sensazione prima ancora che un'informazione narrativa.

Non tutto funziona con la stessa efficacia. Alcuni sviluppi della sceneggiatura risultano prevedibili e la seconda parte fatica a mantenere l'equilibrio tra commedia romantica, avventura e worldbuilding. Come accade spesso nelle produzioni animate contemporanee, il desiderio di ampliare la portata del racconto rischia di disperdere l'attenzione rispetto ai personaggi, che restano invece l'aspetto più convincente del film. Quando ChaO si concentra sul rapporto tra i due protagonisti, sulle loro incomprensioni e sulla difficoltà di trovare un linguaggio comune, raggiunge momenti di autentica grazia. Quando prova ad allargare lo sguardo alle dinamiche geopolitiche tra i due mondi, perde parte della propria forza.

Resta però la sensazione di trovarsi di fronte a un'opera animata capace di distinguersi in un panorama spesso dominato da franchise e formule ripetitive. Dietro la superficie colorata e l'apparente leggerezza si nasconde infatti un discorso molto semplice ma sempre attuale: ogni relazione significativa implica l'incontro con qualcosa di radicalmente estraneo a noi stessi. L'amore, sembra suggerire Aoki, non consiste nel cancellare questa distanza, bensì nell'imparare a conviverci.

In un'epoca in cui gran parte dell'animazione mainstream tende a privilegiare l'azione, il citazionismo o la nostalgia, ChaO sceglie invece la strada meno battuta della commedia romantica fantastica. Una scelta che restituisce al film una freschezza e una sincerità difficili da ignorare. Più che un racconto sul futuro o sulle creature marine, ChaO è una favola contemporanea sull'incontro tra sensibilità incompatibili, e sulla possibilità che proprio da quell'incompatibilità nasca qualcosa di prezioso.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 28 giugno 2026
Davide Di Giorgio
Duels.it

Sarebbe uno strano incontro, quello fra un uomo e una sirena, se Chao non lo inserisse all'interno di un contesto in cui l'ordinario segue criteri tutti suoi: nella Shanghai immaginata da Yasuhiro Aoki si aggirano infatti esseri umani dai corpi grotteschi e deformed, con teste o fisici enormi (anche quando neonati), mentre alle strade si affiancano dei sentieri d'acqua sospesi nel cielo.

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