| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia, Svezia, Belgio |
| Regia di | Fanny Liatard, Jérémy Trouilh |
| Attori | Anamaria Vartolomei, Sayyid El Alami . |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 6 agosto 2026
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CONSIGLIATO SÌ
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Chaya è una bambina di undici anni che da tre anni vive, con il padre Rafi e il fratello Nour, nella regione delle Landes in Francia provenendo dall'Iraq. Quando apprendono che il permesso di soggiorno non verrà rinnovato il padre si reca all'estero per trovare un lavoro che consenta loro un trasferimento in Inghilterra mentre Nour entra progressivamente in quella che viene definita come sindrome da rassegnazione. Si rifugia cioè nel sonno da cui non esce. Chaya decide allora di andarlo a cercare proprio in quel territorio: nel mondo dei sogni.
Fanny Liatard e Jérémy Trouilh affrontano la loro opera seconda con la stessa tensione morale ma con minore efficacia.
Chi ha visto la bellissima opera prima dei due registi Gagarine - Proteggi ciò che ami ricorda la loro abilità nel fondere il contesto sociale (un complesso residenziale popolare che sta per essere evacuato per procedere alla demolizione) con le scelte ricche di immaginazione di chi vuole evitare tutto ciò. A sostenere con grande efficacia il doppio livello c'era la presenza di esponenti delle 370 famiglie sfrattate.
In questa occasione invece i protagonisti si riducono a poche unità e gran parte della narrazione si concentra sul rapporto tra fratello e sorella. La struttura complessiva della narrazione finisce così con l'indebolirsi anche se, sul piano visivo, la parte onirica è di forte impatto.
Restano intatti l'impegno e la passione con cui Liatard e Trouilh affrontano le tematiche che riguardano l'immigrazione e, nello specifico, il contrasto tra i rappresentanti della Legge, che necessitano di prove e testimonianze, e chi, come Nour, non riesce a rievocare quanto gli è accaduto a causa dell'indescrivibile (appunto) dolore sperimentato.
Bravissima Douae Butarbuch M'Zaouki riesce ad esprimere un'ampia gamma di sentimenti e reazioni a quanto le accade intorno (che cerca di comprendere) regalando la sua reale età anagrafica al personaggio di Chaya che diventa un po' emblema di tanti minori messi brutalmente a confronto con situazioni tanto più grandi di loro. Il cercare il fratello, che si è chiuso nel proprio universo onirico, si trasforma nel tentativo non solo di richiamarlo alla realtà ma anche di trovare delle risposte.
La ripetuta presenza simbolica delle gru (che aprono il film e vengono riproposte più volte in volo) finisce però con il divenire la cartina al tornasole di un film che sente il bisogno di rafforzare quei concetti che nel film precedente erano affidati con efficacia alle azioni dei protagonisti.
Siamo nelle Landes, un Dipartimento francese di cui, personalmente, ignoravo l'esistenza. In realtà non così minuscolo, più o meno la grandezza delle Marche, si trova a sud-ovest, non distantissimo né dai Pirenei, né dal confine con la Spagna, a ovest c'è l'Oceano, all'interno il Dipartimento ospita la superficie boschiva più ampia di tutta l'Europa Occidentale.
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