Tra malintesi, nevrosi e legami familiari, il film di Arnaud Lemort trasforma un incubo domestico in una girandola di situazioni paradossali e irresistibili. Dal 23 luglio al cinema.
di Silvia Guzzo
Un trentenne alle prese con una crisi di nervi sta per lanciarsi dal cornicione di un palazzo mentre un uomo distinto, con il piglio da intellettuale, cerca disperatamente di fermarlo. Sullo sfondo, risuonano le urla di una giovane donna che sembra ritrovarsi ad assistere all’ennesima replica di una situazione tanto terrificante quanto assurda. Scopriremo ben preso l’identità di questi misteriosi e bislacchi protagonisti: in primo luogo Damien, un giovane ansioso tormentato da mille fobie; poi Olivier, il suo psicanalista da cinque anni, e, infine, la segretaria dello studio.
Con questa scena si apre Terapia di famiglia, la commedia di Arnaud Lemort con la star del cinema francese Christian Clavier, in uscita nelle sale italiane il prossimo 23 luglio. Per l’occasione, Clavier veste i panni del cinico analista Olivier Béranger, disaffezionato alla professione e incapace di accettare qualsiasi pretendente della sua unica figlia, la sbadata e affascinante Alice.
Peccato che Oliver si ritrovi ad affrontare uno scenario catastrofico che non avrebbe potuto immaginare nemmeno nei suoi incubi peggiori: il nuovo fidanzato di Alice è il problematico e incurabile Damien − proprio quel paziente che, per sfinimento, aveva deciso di allontanare dallo studio. A partire da queste premesse si sviluppa una commedia leggera costruita sul susseguirsi di equivoci e malintesi che innescano situazioni assurde e tragicomiche.
Protagonisti di questi folli avvenimenti sono personaggi altrettanto stravaganti, caratterizzati per estremi: lo psicanalista cinico e manipolatore, la figlia buffa e imprevedibile, il giovane ipersensibile e nevrotico, l’ex fidanzato ballerino ruba cuori, la mamma carismatica e accogliente, un improbabile santone-guaritore alcolizzato ma allo stesso tempo intrigante.
A dare vita a questo sgangherato universo narrativo è un cast composto da volti noti dello spettacolo e del cinema francese: accanto a Clavier, troviamo l’attore teatrale Baptiste Lecaplain nel ruolo di uno stressatissimo Damien; ad interpretare la sensibile Alice c’è Claire Chust, mentre la star della televisione Cristiana Reali è sua madre Paloma Béranger.
I personaggi secondari contano nelle loro fila l’attore, comico e giornalista musicale Thomas VDB, voce storica della radio nazionale France Inter, che qui veste i panni dell’eccentrico medium-guaritore Marius; insieme a lui, anche Rayane Bensetti, vincitore, nel 2014, del "Ballando con le stelle francese", impegnato a dare il volto a Stéphane, l’ex fidanzato di Alice.
A fare da sfondo alla narrazione una fotografia dai toni caldi e luminosi, che dona alla storia lo stesso sapore dolce e rassicurante suggerito dall’ambientazione principale: un’accogliente villa borghese sulle sponde del Lago di Ginevra, nella regione Auvergne-Rhône-Alpes. In questo scenario soleggiato e idilliaco irromperà il caos portato dallo scontro titanico tra lo spaventatissimo Damien e il malefico dottor Béranger, intenzionato a trovare per sua figlia un compagno di vita di gran lunga migliore.
Nella cornice di una commedia familiare dal ritmo serrato che punta tutto su situazioni equivoche capaci di innescare conseguenze paradossali e imprevedibili trovano spazio anche temi più seri, affrontati con i toni scanzonati della farsa francese − dalla salute mentale, al rapporto padre-figlia, passando per gli stereotipi e per le aspettative connesse al concetto di mascolinità.