13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

Film 2016 | Azione +13 144 min.

Titolo originale13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi
Anno2016
GenereAzione
ProduzioneUSA
Durata144 minuti
Regia diMichael Bay
AttoriJohn Krasinski, Freddie Stroma, Toby Stephens, Pablo Schreiber, David Denman Max Martini, James Badge Dale, Dominic Fumusa, David Giuntoli, David Costabile, Wrenn Schmidt, Elektra Anastasi, Peyman Moaadi, Liisa Evastina.
Uscitagiovedì 31 marzo 2016
TagDa vedere 2016
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,04 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Michael Bay. Un film Da vedere 2016 con John Krasinski, Freddie Stroma, Toby Stephens, Pablo Schreiber, David Denman. Cast completo Titolo originale: 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi. Genere Azione - USA, 2016, durata 144 minuti. Uscita cinema giovedì 31 marzo 2016 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,04 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un film ispirato ad una storia realmente accaduta, tratto dal libro omonimo di Mitchell Zuckoff. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, In Italia al Box Office 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi ha incassato 136 mila euro .

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Consigliato sì!
3,04/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,58
CONSIGLIATO SÌ
Un sanguinoso scontro a fuoco nella Libia post-Gheddafi ricostruito attraverso uno spettacolare assedio.
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 1 aprile 2016
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 1 aprile 2016

Libia, 2012. Jack Silva, bisognoso di qualche guadagno extra, sceglie di imbracciare nuovamente il fucile per i GRS, le Guardie di Sicurezza, corpo di appoggio alla CIA. Arrivato a Bengasi, si trova ben presto al centro di una guerra civile. L'ultimo giorno della sua missione coincide con un attacco, ampiamente pianificato, di terroristi libici alla base segreta americana.
Aspettarsi attente disamine sul senso di una situazione intricata o sulla psicologia dei fronti bellici opposti è totalmente fuori contesto. 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi è un film di Michael Bay: come tale, non è il luogo per domandarsi se sia giusto o sbagliato che l'America reciti il ruolo non richiesto di gendarme del mondo, o se il fatto di essere presente in forze anche lontano da casa propria sia causa diretta della perdita assurda di molte vite umane, americane e non.
Se Bay lancia un'invettiva politica in 13 Hours, questa è rivolta all'amministrazione in carica durante i fatti di Bengasi, e in particolare a Hilary Clinton - allora Segretario di Stato, durante l'uscita del film invece nel pieno della corsa alla Casa Bianca - attraverso riferimenti non troppo velati alla mancanza di interesse nel sostegno alle truppe e al prevalere di burocrati, che pensano solo alla pensione in luoghi che invece dovrebbero ospitare solo combattenti di professione. La rivisitazione dei fatti di Bengasi si trasforma quindi, quasi inevitabilmente, nella glorificazione dei contractors, di quei veterani restituiti alla vita civile - barba incolta, lenti a contatto, chiacchiere in skype con i familiair - ma incapaci di fare a meno del fronte di guerra. E consapevoli che la loro presenza sia fondamentale, "laggiù", in quel famigerato Medio Oriente, disprezzato per il clima e i suoi pericoli, ma inevitabile destinazione dei soldati nordamericani. Con 13 Hours Bay realizza un'opera che non si pone per niente come minore nella sua filmografia, ma al contrario come uno degli episodi più forti sul piano teorico. Riprendendo lo spirito da anarchico di destra tipico di Eastwood - guerrieri da una parte, scaldascrivanie che sanno solo dare ordini dall'altra - il regista di Transformers si getta a capofitto nell'epica della guerra perpetua soffermandosi sull'assuefazione alla stessa. Già visto in The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, si dirà, ma la forza di Bay è (anche) l'umiltà di chi non si illude nemmeno per un attimo di essere il primo ad affermare qualcosa; unita alla tenacia di chi sa che i concetti a volte vanno ripetuti con forza perché possano divenire persistenti.
13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi, tratto dalla vera storia dell'assalto alla dépendance dell'ambasciata statunitense a Bengasi, comincia dalle immagini di cronaca su Gheddafi per dedicarsi poi alla ricostruzione fittizia di personaggi e situazioni che abbandonano ben presto un'idea di verosimiglianza. A Bay, e a noi che non riusciamo a distogliere lo sguardo dalle immagini in digitale ad altissima definizione, interessa assai meno risultare credibile che rendere l'idea sulla babele linguistica e culturale di un Paese dilaniato, lontano e impossibile da ricondurre a un paragone con l'Occidente. "Surreale... Mondi diversi" è la frase con cui uno dei contractors definisce le azioni dei libici "buoni", difficili da comprendere e da distinguere, almeno quanto i loro corrispettivi "malvagi". Per questi ultimi, una volta identificati con chiarezza, non esiste alcun habeas corpus in grado di salvarli. Il loro destino è quello inevitabile, comune agli Indiani di Ombre rosse, agli zombi di Romero (rievocati dalla Zombieland, mattatoio abbandonato attraversato dagli assalitori) o agli alieni di Space Invaders: essere abbattuti senza aver pronunciato una parola, né aver lasciato un segno che possa testimoniare la loro appartenenza al genere umano. Ma è di questa incomprensione della diversità, di questo "o noi o loro" che ribadisce la diffidenza nei confronti dell'altro da sé, che si nutre il cinema belluino e patriottico, ma adrenalinico e puro di Michael Bay. Quello capace di regalarti un assedio lungo e vibrante come non se ne vedevano da Distretto 13 di John Carpenter. Il cinema (americano) è anche questo, non va dimenticato.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
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Con il massiccio (e molto interessato) appoggio esterno di Francia e Gran Bretagna, nell'ottobre del 2011, in Libia, Gheddafi viene brutalmente ucciso per strada. Fra gruppi di libici a favore del nuovo fragile governo appoggiato dagli occidentali e altri scalmanati di impossibile individuazione, l'ordine non viene ristabilito e il paese piomba nel caos, mentre il fondamentalismo islamico si rafforza. In occasione della ricorrenza dell'11 settembre, nel 2012 a Bengasi l'Ambasciata americana provvisoria è attaccata da estremisti non meglio individuati. A proteggerla arrivano da una vicina sede CIA 6 soldati professionisti: in ritardo e senza sapere la lingua, il gruppetto si muoverà per le strade della cittadina per mettere in salvo l'ambasciatore. Sarà una notte lunghissima. Tratto dal libro di Mitchell Zuckoff, sceneggiato dal promettente Chuck Hogan, è un notevole film "di assedio" che raggiunge punte di alta tensione, ma anche una metafora del rapporto delle potenze occidentali con le popolazioni locali, con politici e militari incapaci anche solo di capire di chi fidarsi e poi di riconoscerlo. Qualche concessione alla retorica del bunch of friends e qualche momento sentimentale fra soldati e famiglie non disturbano, perché l'azione convulsa (e disordinata e di massimo realismo) è preponderante e la retorica patriottica è sottotono. Buon cast e finale, come d'uso, con immagini dei veri protagonisti della storia che è dedicata ai due caduti.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 9 febbraio 2017
laurence316

La cronaca tipicamente da blockbuster hollywoodiano degli attacchi al compund americano a Bengasi, Libia, l’11 settembre 2012 e, successivamente, la notte stessa, al vicino avamposto della CIA, si trasforma in un action movie forsennato (come c'era da aspettarsi da Michael Bay) dalla durata spropositata. E’ un film superficiale in cui non sempre la retorica patriottica è tenuta [...] Vai alla recensione »

martedì 20 marzo 2018
Giess

Se ci limitiamo ad analizzare la pellicola per quello che è, senza addentrarsi troppo in riflessioni di politica estera americana, credo che Michael Bay abbia fatto davvero un ottimo lavoro. Non è un docu-film, è una ricostruzione dei fatti davvero avvincente che trasmette allo spettatore tutto quel vortice di emozioni che prova un uomo quando si ritrova a dover fronteggiare un [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 ottobre 2016
Ashtray_Bliss

Come ho già ampiamente spiegato in altre recensioni, è sbalorditivo quanto l'America del 2016 sia tutt'oggi ancorata alla retorica dell'eroismo a stelle e strisce, come si compiaccia di tenere alta la bandiera di questo mito vivente dell'eroe americano che si sacrifica per la sua nazione ed è pronto a tutto pur di difenderla da vere o presunte minaccie.

sabato 10 dicembre 2016
max scia

2012, nella libia del post gheddafi un manipolo di contractors si trova nel mezzo di una guerra civile a difendere un base segreta americana, ultimo avamposto della democrazia a bengasi, dall'attacco dei terroristi dell'isis.- sappiamo tutti che tipo di regista sia michael bay, ma il fatto che il film fosse tratto da una storia vera mi ha dato una certa speranza.

sabato 2 aprile 2016
minleo

Un film imbarazzante come solo i peggiori film americani sanno essere. I protagonisti sono un manipolo di machi pieni di muscoli che, nella Libia del 2012, sono sul campo a rischiare la vita per fare da guardie del corpo  ai soliti burocrati inetti, che, pare, si trovano in Africa quasi per caso. I nostri eroi, invece, uomini veri e veri duri, si sono fatti già le ossa in Iraq e risolvono [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 agosto 2016
Liuk

Il film è ottimo: azione frenetica, personaggi ben delineati, storia credibile. Quello che mi ha colpito è la confusione che regna sovrana in Libia dopo che i geni occidentali hanno fatto cadere Gheddafi, resa sicuramente molto bene in questa pellicola. Da vedere.

martedì 5 aprile 2016
Daminax14

Un film discreto, senza alti o bassi. O forse si? Sin dalle prime battute si capisce subito che il patriottismo americano, ormai nauseante nei film d'azione/militari, sarà immancabilmente presente, e alcune scene potevano benissimo essere saltate. Ma tant'è, il film riesce a tenere incollati alla sedia e a suscitare qualche emozione nelle scene finali, probabilmente a causa del [...] Vai alla recensione »

domenica 30 aprile 2017
GUSTIBUS

..."Ron non c'è l'ha fatta"..mi ha fatto commuovere verso la fine del film piu'questa frase che il commovente(?)"famiglia all'improvviso"..le recensioni iper negative su questo film mi hanno scandalizzato!!!e tanto...e'un film con i contro-cavoli e voi "amici" l"avete schiantato e pure il pubblico in Italia.

sabato 4 giugno 2016
g_andrini

Bravi gli attori, trasmettono un buon phatos. Quello dei contractors è stata una realtà collaterale alla guerra. Le scene d'azione sono molto ben coreografate, di prima qualità. Ogni tanto vedere un film di guerra risulta piacevole...

sabato 28 maggio 2016
GUSTIBUS

BASATO SU UNA STORIA VERA...RICHIAMA IN PARTE LA FILOSOFIA NE'DESTRA..NE SINISTRA DEL GRANDE "EASTWOOD"..DA BAY NON MI ASPETTAVO UN FILM NELLA CONCEZIONE ANCHE IMPEGNATO..CI VOGLIONO FILM CHE RICALCANO IL REALE E

sabato 23 dicembre 2017
gm

Film con buona ambientazione, ricostruzione interessante e ottimi fotografia e suono. A parte alcuni concetti un po' didattico-ripetitivi ricostruisce bene il clima di incertezza e la vita quotidiana in un paese arabo in piena guerra civile. Le figure dei contractors sono credibili come pure una certa ottusità del Dipartimento di Stato. Non capisco certi commenti critici laddove a un giudizio [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 novembre 2016
thecooler

Lo scenario è quello a cui siamo abituati negli ultimi anni ovvero il nord Africa con le sue guerre a battaglie interne; qui però non ci sono i soliti marines scatenati ed eroici bensì un gruppo di paramilitari dei quali poco importa ai poteri forti.Per proteggere i loro clienti e successivamente per la sopravvivenza stessa si trovano in una battaglia epica "soli contro tutti" [...] Vai alla recensione »

sabato 31 dicembre 2016
Contrammiraglio

Siamo ben lontani dai magnifici Black vedo down e The hurtlocker, diciamo un paio d'ore di svago senza troppe pretese. ......

giovedì 21 aprile 2016
pier delmonte

Caos Libia, Chris Stevens, ambasciatore usa viene ucciso, fatto realmente accaduto e la Universal Pictures ci fa un film. Non mi e’ piaciuto, non so, forse non ci sono i registi di guerra tipo Coppola, Kubrick, Spielgerg, Stone, o forse internet ci ha banalizzato certe azioni e immagini. Comunque quelli del 17 febbraio si rifanno alla data dell’inizio della guerra civile in Libia (17 febbraio [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Tutti gli dei, tutti gli inferni, tutti i paradisi sono dentro di noi!"
Rone (James Badge Dale)
dal film 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi - a cura di roberto
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