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Ombre rosse
Un film di John Ford.
Con John Wayne, Thomas Mitchell, John Carradine, George Bancroft, Andy Devine.
continua»
Titolo originale Stagecoach.
Western,
b/n
durata 97 min.
- USA 1939.
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Intorno al 1880 una diligenza parte con sette passeggeri da Tonto diretta a Lordsburg, nel Nuovo Messico, attraverso un territorio occupato dagli Apaches di Geronimo. Per la strada sale Ringo, ricercato per un delitto che non ha commesso. All'arrivo dovrà vedersela con i fratelli Plummer, i veri responsabili del crimine di cui è accusato. Sceneggiato da Dudley Nichols sulla base del racconto Stage to Lordsburg di Ernest Haycox (ispirato a Boule de suif di Maupassant), è forse – almeno in Italia per due generazioni di critici e di cinefili – il western più famoso e amato di tutti i tempi. Questo “Grand Hotel” su ruote, come fu definito sul New Yorker, si presta a letture di ogni genere, come ogni classico. Ebbe 5 nomination agli Oscar e ne vinse 2: T. Mitchell come attore non protagonista e la musica, che attinge al folclore americano. Il western precedente di J. Ford è del 1926. |
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premi nomination |
Premio Oscar 5 6 |
La leggenda del western.
venerdì 16 febbraio 2007
di Mario Sconamila
Ogni entità,seppur piccola,ha un preciso punto di riferimento."Ombre Rosse" è senza alcun dubbio il simbolo del cinema western,intendendo con questo termine l'autentica vita di frontiera piena di mille contraddizioni.Si compie normalmente l'errore di giudicarlo alla stregua della tecnica dei nostri giorni:quindi una pellicola malridotta(risente notevolmente dell'usura del tempo),una musica incomprensibile ai profani(che vinse un Oscar)e l'ingombrante(solo per chi non capisce)presenza degli indiani.A continua » |
Western doc.
lunedì 28 gennaio 2008
di Chiari Alessandro
Se qualcuno vi chiede il titolo di un film epico, credo che possiate citare “Ombre rosse” in tutta sicurezza. Vi troneggia (per carità, l’origine è sempre la parola “trono”, ma non nell’attuale senso spregiativo) un imberbe John Wayne, circondato da un impressionante stuolo di caratteristi che fanno a gara nel superarsi in bravura, icona tagliata a colpi d’ascia ed insuperata in onestà, integrità, lealtà ma comunque (lui, rude uomo del west) capace di innamorarsi perdutamente al primo sguardo della continua » |
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Quando i pregiudizi ammazzano più delle frecce
sabato 3 gennaio 2009
di ignazio Serra
In una diligenza che si porta da Tonto a Lordsburg vi si trova a bordo il mondo con le sue virtù e i suoi vizi. Vi è l’uomo che rappresenta la legge e chi ha l’etichetta di fuorilegge; colui che appare onesto e invece è un ladro; chi è additata come donna dai facili costumi e chi è schiavo dell’alcool o del gioco; come pure chi esercita una professione causa di molti mali. Lo stare in tanti, concentrati in uno spazio ristretto, li rende metafora della società, dove male e bene sembrano confondersi continua » |
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| La prostituta Dallas (Claire.Trevor) e il fuorilegge Ringo (John Wayne) che le ha proposto di andare a vivere con lui | |
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Ma voi non mi conoscete, voi non sapete chi sono io Io so tutto quello che voglio sapere |
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| Il gambler John Carradine e il medico alcolizzato Thomas Mitchell: la signora è Louise Platt | |
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Un gentiluomo non fuma in presenza di una signora. Tre settimane fa ho estratto un proiettile a un tale che era stato ferito da un gentiluomo. Il proiettile era nella schiena. |
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| La prostituta Claire Trevor e il bandito John Wayne | |
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È stato tutto un sogno pazzesco, che mi aveva allontanato dalla realtà. Diciamoci addio qui, Ringo. Noi non ci diremo mai addio. |
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Altre frasi celebri del film Ombre rosse
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DVD | Ombre rosseUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 3 dicembre 2008
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di Filippo Sacchi Il Corriere della Sera
Ombre rosse è un film da maestro e John Ford è tale. È un film del West, la cui materia narrativa non si diversificherebbe poi tanto dall’ordinaria materia del film del West, se non fosse per lo straordinario vigore con cui è espressa, e che ce la fa umanamente vicina e nuova. Per più che tre quarti, il film è la descrizione del viaggio di una diligenza attraverso le sconfinate praterie del Kansas, al tempo in cui l’America si attraversava in diligenza, e le piste del West erano infestate dalle scorrerie dei Pellirosse. » |
di Gian Piero dell'Acqua
Il viaggio di una diligenza insidiata dagli indiani attraverso il deserto del Nuovo Messico, intorno al 1880. A bordo, la moglie di un ufficiale, incinta, e una ragazza di piccole virtù, un gentiluomo sudista e un medico alcoolizzato, un rappresentante di liquori e un arrogante banchiere in fuga. Inoltre, il postiglione, lo sceriffo e Ringo, un fuorilegge che viene tradotto in carcere. Durante una tappa, la moglie dell’ufficiale partorisce, assistita dal dottore che si è liberato dall’alcool con una buona dose di caffè, e dalla ragazza. » |
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di Mario Gromo La Stampa
Da La spia in poi Ford non doveva quasi mai deluderci, queste Ombre rosse sono ben degne della sua firma. È un film dalla tessitura anche audace, sovente complessa in un suo drammatico crescendo; e tutta la prima metà del film si propone ambizioni non comuni, ha pagine duttili, cadenze ampie. La vicenda, nell'Arizona verso la metà dell'ottocento, si intesse di cinque, presentate da un montaggio a temi paralleli davvero magistrale. Dallas è una povera prostituta che i puritani del luogo cacciano dalla loro cittadina con il dottor Boone, un alcoolizzato. » |
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