Tutto quello che resta di te

Film 2025 | Drammatico, 145 min.

Regia di Cherien Dabis. Un film Da vedere 2025 con Saleh Bakri, Cherien Dabis, Adam Bakri, Maria Zreik, Mohammad Bakri. Cast completo Titolo originale: All That's Left of You. Genere Drammatico, - Cipro, Germania, Grecia, Giordania, 2025, durata 145 minuti. Uscita cinema giovedì 18 settembre 2025 distribuito da Officine Ubu. - MYmonetro 3,94 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 9 settembre 2025

Un ritratto di famiglia che esamina il rapporto tra nonno, padre e figlio e l'eredità del trauma tramandato a ciascuno di loro. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Spirit Awards, In Italia al Box Office Tutto quello che resta di te ha incassato 549 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,94/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,58
PUBBLICO 4,23
ASSOLUTAMENTE SÌ
Tre generazioni palestinesi, tra esilio e resistenza: una storia che svela il volto nascosto dell'oppressione.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 19 agosto 2025
Recensione di Giancarlo Zappoli
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1988 Prima Intifada. Noor, un adolescente viene colpito da un proiettile sparato dagli israeliani. La madre, ormai anziana, si rivolge ad un interlocutore, di cui scopriremo l'identità solo molto più avanti, sentendo la necessità di raccontargli quanto accaduto alla famiglia nel passato. Si passa a Jaffa nel 1948 quando il nonno di Noor, Sharif, viene arrestato perché attaccato alla propria terra dopo che gli inglesi hanno lasciato la regione. E poi si arriva al 1978, al campo dei rifugiati in Cisgiordania. Qui Salim, figlio di Sharif, viene umiliato da un soldato israeliano dinanzi al figlio Noor, del quale poi seguiremo le vicende che coinvolgeranno i genitori.

Cherien Dabis dirige e interpreta un film che invita tutti a interrogarsi su quanto accade oggi.

La storia del cinema ha visto portare sullo schermo, nel corso dei decenni, il susseguirsi delle generazioni all'interno di un nucleo familiare. In Italia Ettore Scola con La famiglia rappresenta uno dei punti più alti di questo tipo di narrazione. È solo conoscendo il passato che si può comprendere il presente, ed è ciò che Dabis fa scegliendo un punto di vista, quello palestinese, senza dimenticare quello di chi vi si oppone.

C'è uno scambio di battute (nell'ultima parte del film) che è estremamente significativo in proposito ma che in questa sede, per ovvi motivi di spoiler, non è possibile citare.

Vedendo questo film vengono alla mente le parole pronunciate nel febbraio di quest'anno ad una radio ultraortodossa dal vicepresidente della Knesset (il parlamento israeliano): "Chi è innocente a Gaza? I civili sono usciti e hanno massacrato la gente a sangue freddo. Sono feccia, subumani, nessuno al mondo li vuole. I bambini e le donne vanno separati e gli adulti eliminati." Sono parole che dovrebbero far rabbrividire chiunque si ritenga umano e, purtroppo, non si tratta di una fake news.

Questo film ci porta dalla parte dei 'subumani' e ce ne mostra la vita nel susseguirsi degli anni, mostrando come chi viene sottoposto a soprusi non venga messo nella condizione di poter sviluppare sentimenti di fratellanza ma possa conservare comunque un senso profondo di umanità.

Veniamo messi di fronte ad una narrazione che ci ricorda che i palestinesi non sono Hamas, la quale pretende di agire a nome di tutti non avendone il diritto.

Ci ricorda anche che non è con l'oppressione e la separazione (quella che un presidente sicuramente non estremista come Jimmy Carter definì come "apartheid") che si lavora per la pace. Tutto ciò con una collocazione cronologica che precede il 7 ottobre.

Il passaggio generazionale consente di vedere in azione i padri e i figli ed offre un ruolo importante, in una società in cui prevale il maschile, anche alla madre di Noor. Nella seconda parte, ancor più che in quella storicamente più rilevante, si avverte come la separazione incida in maniera determinante nel quotidiano e si comprende come entrando in contatto con l'"altro" possiamo modificare le dinamiche relazionali nel profondo.

Gli antichi romani dicevano "Senatori boni viri, senatus autem mala bestia", i singoli sono brave persone; è quando li si vede come massa che, a seconda delle posizioni ideologiche, vengono considerati 'nemici' senza più alcuna distinzione. Così tutti i palestinesi finiscono con l'essere identificati con Hamas e tutti gli israeliani con il governo Nethanyau.

Senza aspirare ad un happy end illusorio Dabis riesce a farci incontrare delle persone. Aiutandoci a capirne le vite.

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sabato 8 novembre 2025
Lucio D'Auria
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La storia siamo noi, noi e quelli «prima di noi». Cherien Dabis (regista, sceneggiatrice e interprete) in «Tutto quello che resta di te» attraversa 80 anni di storia, riflessi negli occhi di una famiglia, per raccontare il popolo palestinese. Quattro finestre temporali dal 1948 a Jaffa, per finire nel 2022 nello stesso luogo, oggi Tel Aviv, seguendo le parole e le vicende di un pugno di persone per [...] Vai alla recensione »

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