Sotto le nuvole

Film 2025 | Documentario, 115 min.

Anno2025
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata115 minuti
Regia diGianfranco Rosi
Uscitagiovedì 18 settembre 2025
TagDa vedere 2025
Distribuzione01 Distribution
MYmonetro 3,36 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gianfranco Rosi. Un film Da vedere 2025 Genere Documentario, - Italia, 2025, durata 115 minuti. Uscita cinema giovedì 18 settembre 2025 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 3,36 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento domenica 21 settembre 2025

Tra il Golfo e il Vesuvio, Napoli si racconta in bianco e nero: tra storia, archeologia e vita quotidiana, un viaggio nel tempo e nell'anima del territorio. Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Sotto le nuvole ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 121 mila euro e 43,6 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,36/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,18
PUBBLICO 3,40
CONSIGLIATO SÌ
Una Napoli totalmente al di fuori delle convenzioni e degli stereotipi vista con lo sguardo di chi ha al centro della propria indagine l'umanità.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 20 giugno 2025
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 20 giugno 2025

La Napoli del Vesuvio. La Napoli dei Campi Flegrei con le scosse di terremoto. La Napoli dei tombaroli. La Napoli degli archeologi. La Napoli di chi fa doposcuola cercando di offrire il proprio sapere a chi più ne ha bisogno. La Napoli dei marinai siriani in rotta fissa: Odessa-Napoli e ritorno. La Napoli del centralino dei Vigili del Fuoco e della varia umanità che ne cerca l'aiuto. La Napoli dello sventramento. La Napoli com'era nella visione di un Maestro: Roberto Rossellini.

Gianfranco Rosi entra in una Napoli che è al contempo frutto di uno sguardo personale ma anche messa a disposizione delle diverse sensibilità di coloro che osservano.

C'è una grande varietà di opzioni tra cui lo spettatore è invitato ad aderire in questo film che si presenta come al contempo (e può sembrare un ossimoro) il più elaborato ma anche il più libero della pluripremiata filmografia del suo autore. Il più elaborato perché il regista ha trascorso ampia parte degli ultimi tre anni nel capoluogo campano per cogliere nel profondo le sensazioni che la città e l'area che la circonda procurano. Il più libero perché, in questa occasione, non c'era un percorso prefissato attorno a cui muoversi (Il Grande Raccordo Anulare di Roma), un tema sempre scottante come quello delle migrazioni con il loro carico di tragedie o i viaggi di un Pontefice.

Qui c'era una città già narrata innumerevoli volte in tutte le espressioni artistiche e spesso definita attraverso stereotipi non sempre lusinghieri. Rosi sfugge a tutte le innumerevoli trappole folkloristico-criminal-stigmatizzanti sin dal titolo. "Chisto è o' paese do' sole" viene così letto sotto quella coltre di nuvole che Jean Cocteau definiva opera del Vesuvio. Nuvole funzionali anche alle riprese, sempre estremamente rilevanti, di un bianco e nero che non fa rimpiangere mai, neppure per un'inquadratura, l'assenza del colore. In questo film, carico di sfumature non solo sul piano cromatico ma anche su quello delle vite vissute nel presente o nel passato, veniamo invitati ad esplorare suolo e sottosuolo di un'area carica di storia in cui il tempo finisce con il sospendersi anche mentre continua a fluire (come ci ricorda l'inquadratura di un vecchio orologio da tavolo).

Rosi ci immerge in una precarietà che appartiene alla Storia (l'eruzione del Vesuvio nel 79 dc) e alle storie del quotidiano con le ripetute scosse nell'area dei Campi Flegrei. Le telefonate che arrivano al centralino dei Vigili del Fuoco sono la testimonianza più vivace e vera dell'anima profonda del popolo napoletano declinata in una molteplicità di aspetti. Rosi ci accompagna nei sotterranei deturpati dai tombaroli così come nello splendore di una villa a Civita Giuliana che attende di essere messa a disposizione di chi voglia ammirare il bello. Nel fare ciò non si adagia sugli schemi narrativi del documentario classico ma va oltre seguendo i propri soggetti per poi lasciarli andare con lo scopo di tornare a proporceli in una struttura non legata a vincoli o a punti obbligatoriamente fermi. Non ci sono camorra e stadi pieni di tifosi osannanti qui. Non ci sono spaccio né folklore per turisti. C'è invece chi si mette a disposizione, con la giusta semplicità necessaria per farsi ascoltare, per aiutare ragazzini a studiare e a fare i compiti. Ci sono i marinai siriani che vedono la città partenopea come un luogo sicuro a cui attraccare prima di tornare a rischiare la vita nel porto di Odessa.

Ad ognuno la transvesuviana visiva di Rosi concede lo spazio per esprimersi e per riflettere senza mai piangersi addosso. Sempre tenendo presente il potere comunicativo del cinema che ha bisogno però di cure e di attenzione. Così come ne avrebbe quella sala fatiscente e diroccata in cui ci propone di fare memoria della settima arte prima che finisca in un'altra sala (quella del mistero) in cui tutto si confonde offrendo una molteplicità di motivi di riflessione. Per giungere poi alla sequenza finale che, anche per la sua totale imprevedibilità, è grande cinema da ogni punto di vista.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 17 febbraio 2026
Ivan il matto

     Il paradosso è che non si vede mai il sole nella Napoli splendidamente fotografata in bianco e nero da Gianfranco Rosi nel docufilm “Sotto le nuvole” in concorso all’ultimo Festival del cinema di Venezia. Ultimo italiano ad aver vinto il Leone d’Oro nella città lagunare (“Sacro Gra” nel 2013) e l’Orso d’Oro a Berlino [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 21 settembre 2025
Graziarosa Villani
Asbury Movies

"A Muntagna" da fondale per storie di vita raccontate, in un rimando temporale continuo, in un bianco e nero che tutto cristallizza. L'evento clou, e non poteva essere altrimenti, è l'eruzione del 79 d.C. che tutto seppellisce. Tutto finisce Sotto le nuvole del Vesuvio che affascina e intimorisce. Pompei, Ercolano, Stabia, Baia: città seppellite sotto metri di lava e sedimenti piroclastici, in un [...] Vai alla recensione »

NEWS
PREMI
sabato 6 settembre 2025
 

Il film di Gianfranco Rosi si aggiudica il premio. Vai all'articolo »

winner
premio speciale della giuria
Venezia
2025
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