John WayneNome: Marion Michael MorrisonData nascita: 26 Maggio 1907 (Gemelli), Winterset (Iowa - USA) Data morte: 11 Giugno 1979 (72 anni), Los Angeles (California - USA) |
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dal film I cavalieri del nord ovest (1949)
John Wayne è Il capitano Nathan
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Trasferitosi ragazzo in California comincia a frequentare Hollywood, ed ecco gli incontri decisivi: Tom Mix, cowboy del muto, Raoul Wash e John Ford. Alto quasi due metri, imponente, è all'inizio un perfetto stuntman. Poi diventa comparsa, poi, piano piano, attore. Dopo alcuni film poco significativi, nel '39, Ford gli dà la grande occasione col ruolo di Ringo in Ombre Rosse. John lega da allora il suo nome a una serie di western classici diventando il più importante testimone del genere. Ecco i titoli: Rio bravo, Il massacro di fort Apache, I cavalieri del nord-ovest, Sentieri selvaggi, L'uomo che uccise Liberty Valance, con John Ford, Il fiume rosso, Un dollaro d'onore, Eldorado, Rio Lobo, con Howard Hawks. L'eroe naturalmente non opera soltanto sulla frontiera ma anche nella guerra. Eccolo dunque in pellicole importanti, di opportuna propaganda in quel tempo, come Gli eroi del pacifico e I sacrificati. Il suo personaggio ha dunque preso forma: una sorta di giustiziere che raddrizza torti individuali, collettivi e nazionali. Non ha le sfumature di un Gary Cooper, ma non è neppure il portatore monocorde di un unico messaggio. Nel 1952, ancora grazie al suo amico John Ford, stupisce tutti nel ruolo dell'amoroso in Un uomo tranquillo, fra i massimi capolavori generali del cinema. Il grande bacio nel vento, dinamico e (quasi) violento con cui strega la rossa Maureen O'Hara, è una sequenza da cineteca, pari al leggendario bacio a rate fra Grant e Bergman in Notorious. Nella pratica corrente degli anni settanta, quando tutto si era capovolto e nel western i buoni erano diventati gli indiani, di Wayne si cominciava a parlare (e scrivere) dicendo che non aveva mai indossato una divisa in vita sua. Si disse che era fascista e reazionario. Tutte idiozie. È vero che John stava sistematicamente dalla parte del candidato repubblicano, è vero che credeva nei valori della patria e della famiglia. Ed è vero che identificava se stesso coi propri ruoli. Ma tutto ciò può essere inteso come elementare e fin troppo criticabile espressione di uno yankee tutto d'un pezzo. Ma è stato talmente ingenuo e onesto che ciò che vale di lui è l'eroe portatore di giustizia, nei film. Katharine Hepburn in Torna El Grinta, dopo una certa diffidenza iniziale dichiara tutta la sua stima, e passione, per un uomo sempre pronto a proteggere i deboli. Eppure Katharine aveva speso una carriera a non apprezzare gli... uomini forti. Nel '67 Wayne ha diretto Berretti verdi, apologetico dell'intervento in Vietnam degli USA. È stato un errore, ma del patriota-in-buona-fede. Nel '68, a sessantun anni all'attore veniva finalmente attribuito l'Oscar, con il poco memorabile Il Grinta. Era un atto dovuto. Nel Pistolero, il suo ultimo film, Wayne ha il cancro. A diagnosticarglielo è il medico James Stewart, altro magnifico uomo del west, altro falco patriota. Ma per John c'è un ultimo torto da raddrizzare. Siamo ormai all'inizio del Novecento, il west è finito. Il Pistolero va all'ultimo duello in tram. Tramontava John e tramontava il western. E Wayne, che il cancro l'aveva davvero, guardava in faccia la propria fine, questa volta eroe completo, non solo nei fotogrammi. Poco dopo moriva.
Premio Oscar 1969
Premio Oscar 1949
Il dvd sta riproponendo nuove serie che poi nuove non sono, e questo è interessante.
In edicola parte una proposta su Sean Connery; la Warner ripresenta, in edizione preziosa, tutti e cinque i titoli dell'ispettore Callaghan, con Clint Eastwood; ancora in edicola stanno uscendo alcuni dei titoli fondamentali con John Wayne. Le ragioni per queste scelte editoriali sono molte, legate a variabili magari complesse, ma la prima opzione naturalmente è il marketing, dunque il gradimento, e quei tre nomi sono in testa a quella hit parade, per numero di titoli e per gradimento, appunto. Il segnale va rilevato: nel mezzo di tanta proposta, nella televisione, fra fiction più o meno sentimentali e banali, fra film violenti o tristi o "effettistici", il mercato del dvd, che è sempre più importante in termini di numeri e che dunque sempre più rappresenta la scelta popolare, riscopre l'eroe. Eastwood è del '30, come Connery. Nasce come eroe, certo non senza macchia, del nuovo western di Leone che diede indicazioni che cambiarono il genere. E anche diretto da altri, il "westerner" di Clint aveva sempre quella personalità. Terminata quella stagione, in qualche modo Eastwood non volle dilapidare quell'eredità e continuò a operare, questa volta in un ambiente che non erano i boschi, le pianure o le rocce, ma a San Francisco nei panni dell'ispettore Callaghan che altri non è che uno sceriffo metropolitano. Quando Callaghan ha di fronte un criminale non sta a leggergli i suoi diritti, lo ammazza ritenendo di fare un favore alla collettività. Nel west si faceva così.
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Donnie Brasco
continua»
Genere Drammatico, - USA 1997. |
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Ombre rosse
continua»
Genere Western, - USA 1939. |
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Il giorno più lungo
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Genere Guerra, - USA 1962. |
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Sentieri selvaggi
continua»
Genere Western, - USA 1956. |
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Un uomo tranquillo
continua»
Genere Commedia, - USA 1952. |
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l titolo corretto di questa puntata sarebbe "donne". Argomento: le italiane nel cinema internazionale, possibilmente grande cinema. Certo, abbiamo lasciato dei segni, visibili, ma non così visibili. Le co-produzioni internazionali sono una opportunità e una necessità del cinema contemporaneo. Un sistema che favorisce di fatto gli operatori di settore, siano produttori, registi, tecnici, attori. Alcune nostre attrici hanno dunque avuto occasione di porre il loro nome nel cast di una produzione internazionale. Naturalmente l'"opportunità" andava poi colta e onorata, e lì dovevano entrare in gioco il talento e l' appeal. L'italiana che più si è fatta notare nell'era contemporanea ha messo, e mette in campo, più l'appeal che il talento. Scrivo di Monica Bellucci. Classe 1964, dunque "artisticamente" matura, ha nutrito quello che ormai è corretto chiamare il suo mito, come testimonial di grandi prodotti, come emigrata di lusso in Francia, come moglie di un francese sexy, come ospite d'onore e madrina di mondanità di vertice. Nei molti film internazionali nei quali è apparsa, ha dato un'ottima prova per presenza e discreta per talento in The Private Lives of Pippa Lee, accanto a grandi nomi del cinema americano come Keanu Reeves e Winona Ryder.
A marzo era stato annunciato il remake diretto dai fratelli Coen del western Il grinta interpretato da John Wayne. A metà settembre Variety aveva riportato che Jeff Bridges era stato scelto per interpretare il protagonista, un ruolo che fece vincere nel 1969 l'Oscar a John Wayne.
Il film originale di True Grit raccontava la storia di un Marshal degli Stati Uniti, Rooster Cogburn e di un altro uomo in uniforme che inseguono l'assassino del padre di una ragazzina di quattordici anni. I Coen per essere più fedeli al romanzo anziché alla pellicola del '69 hanno deciso di raccontare la pellicola dal punto di vista della ragazza anziché da quello di Gogburn.
Oggi Variety riporta che Matt Damon e Josh Brolin sono entrambi in trattative per entrare nel cast di True Grit. Damon sarà La Boeuf, l'uomo di legge interpretato precedentemente da Glen Campbell che assieme a Cogburn e alla ragazzina insegue il killer, mentre Brolin interpreterà Tom Chaney, l'assassino. Non è ancora stata scelta l'attrice che interpreterà Mattie Ross e chi sarà Ned Pepper, il capo della gang a cui si unisce Chaney, interpretato nel film del '69 da Robert Duvall.
Scott Rudin (Non è un paese per vecchi) è il produttore della pellicola prevista nei cinema americani per il 2010.
Nel pomeriggio della prossima domenica si chiude con un viaggio nel lontano passato del selvaggio West la trilogia di Doc e Marty e di Ritorno al futuro – Parte III (Italia 1, 19.00) e si apre una settimana che riscopre i luoghi dell'immaginario del western e della mitica Monument Valley. A tornare indietro nel tempo è anche il mito cinematografico dell'uomo pipistrello, tornato a grandi risultati artistici nel 2005 dopo il baratro pop-psichedelico in cui era finito col tramonto degli anni '90. Batman Begins (Italia 1, 21.25) riazzera il tempo e le origini di Bruce Wayne (Christian Bale) e della criminalità di Gotham City grazie all'apporto di Christopher Nolan, autore di culto dopo Memento e The Prestige. Il resto del cinema lo si consuma in piena notte, fra una sfida miti musicali. Come risposta al remake depurato e giovanilista appena uscito nelle sale, si conquista di prepotenza il suo spazio televisivo in piena notte l'originale Saranno famosi (Italia 1, 2.25) di Alan Parker, prototipo di una infinita serie di film, telefilm e programmi televisivi che dura da trent'anni. Dopo aver figurato come giurato d'eccezione all'ultima Mostra di Venezia, il rocker Luciano Ligabue ripropone questa sera il suo film d'esordio, Radiofreccia (Canale 5, 2.15). Tratto da un racconto scritto di suo pugno e interpretato da Stefano Accorsi, Radiofreccia racconta la storia di un giovane della periferia emiliana fra rock, radio pirata e tossicodipendenza. La serata della cinefilia più militante di Fuori Orario propone invece una notte interamente dedicata al sottovalutato regista americano Richard Fleischer, importante autore di pellicole di genere come i due thriller L'assassino di Rillington Place n.10 (RaiTre, 1.55) e Terrore cieco (RaiTre, 3.40).
Il lunedì riparte a passo di danza con i pinguini del cartoon Happy Feet (Italia 1, 21.10), ma per il resto della serata si dedica ai grandi autori del cinema americano e italiano. Clint Eastwood propone uno dei suoi film più anomali, la rappresentazione semi-teatrale fra giallo e grottesco della buona borghesia americana nei primissimi anni '80 di Mezzanotte nel giardino del bene e del male (Rete 4, 23.15). Il rappresentante alla prossima edizione degli Oscar Giuseppe Tornatore scopre il talento di Ksenia Rappoport in La sconosciuta (Iris, 21.00), mentre Nanni Moretti si propone esclusivamente nelle vesti di attore per il film di Daniele Luchetti dedicato alla politica italiana della Prima Repubblica: Il portaborse (Sky Italia, 21.00).
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