Un passo indietro. Negli Anni Quaranta e Cinquanta, primi Sessanta, non c'è dubbio che l'attore fosse il modello, l'eroe americano, in assoluto. Tanto che attirò le attenzioni di un personaggio scomodo e pericoloso: Stalin. Qualcuno della propaganda del Kgb suggerì al russo che togliere di mezzo quell'attore sarebbe stato un colpo durissimo per i nemici americani e un trionfo per i bolscevichi. Il dittatore aderì. L'azione venne organizzata ma Wayne venne protetto e forse Stalin, appassionato di western, non insistette più di tanto. A rivelare il complotto fu Nikita Kruscev durante una visita in America nel 1964 dopo che era stato deposto.
Le donne per esempio. Ci sono film in cui sono valorizzate, eccome. In Ombre rosse Ringo-Wayne è l'unico di una piccola comunità -la famosa diligenza- a non emarginare Dallas, la prostituta che tutti evitano. Alla fine... la sposa. Mi sembra un bel segnale di rispetto. Nel 1952 stupisce tutti nel ruolo dell'amoroso in Un uomo tranquillo, fra i massimi capolavori, di Ford. Il grande bacio nel vento, dinamico e (quasi) violento con cui strega la rossa Maureen O'Hara, è una sequenza da cineteca, pari al leggendario bacio, a rate, fra Grant (l'amoroso per eccellenza) e Bergman in Notorious. Valgono le battute finali di Torna El Grinta. Wayne ha accompagnato e protetto Katharine Hepburn durante tutto il film, in un battibecco continuo, anche forte. Lui è "Wayne", lei una predicatrice. Alla fine, separandosi, lei dice: "Conoscere lei è stata un'avventura che ogni donna dovrebbe sperimentare una volta almeno. Penserò a lei, col suo volto abbronzato, la sua pancia sporgente, le sue mani come zampe d'orso, e il suo occhio lucente. E devo dire ancora che lei fa onore a tutto il sesso maschile e sono felice di averla come mio amico".