| Titolo originale | Stagecoach |
| Anno | 1939 |
| Genere | Western |
| Produzione | USA |
| Durata | 99 minuti |
| Regia di | John Ford |
| Attori | John Wayne, Thomas Mitchell, John Carradine, George Bancroft, Andy Devine, Claire Trevor Louise Platt, Berton Churchill, Florence Lake, Donald Meek, Tim Holt, Tom Tyler. |
| Tag | Da vedere 1939 |
| MYmonetro | 4,40 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 5 ottobre 2020
Nuovo Messico 1880: una diligenza lascia una città per raggiungere un forte. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto 2 Premi Oscar,
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Nuovo Messico 1880: una diligenza lascia una città per raggiungere un forte. I passeggeri sono una prostituta (Trevor), un commerciante di liquori, un banchiere, una donna incinta, un giocatore di professione (Carradine), un medico alcolizzato (Mitchell), uno sceriffo (Bancroft), ai quali si aggiunge Ringo (Wayne), evaso (ma è innocente) dal carcere per vendicarsi di Luca, assassino di suo padre. La diligenza fa sosta in alcune stazioni e alla fine del viaggio viene assalita dagli indiani. Nel frattempo i rapporti umani si sono intrecciati e ognuno ha rivelato se stesso. Il banchiere era semplicemente un ladro, la donna ha partorito, il giocatore muore, il medico si riscatta, il commerciante avrà qualcosa da raccontare, Ringo compie la sua missione. Lo sceriffo lo arresta, ma poi lo lascia fuggire con la prostituta. Non c'è dubbio che si tratti di uno dei più grandi film mai realizzati, riconosciuto universalmente anche dai recensori più severi e aristocratici.
Per la prima volta un western si prestava a letture più articolate e profonde grazie anche alla (probabile) fonte, Palla di sego, di Maupassant. Il viaggio, i rapporti interni di un gruppo diversissimo, il pericolo che sovrasta e poi arriva, davano la possibilità a Ford di mostrare attitudini, anche intellettuali, che non gli venivano attribuite. Ecco dunque in campo i pregiudizi, il coraggio, la paura, il dolore e l'avventura, serviti da attori magnifici, compreso John Wayne, ritenuto fino ad allora un "bisteccone" monocorde e divenuto divo di massima grandezza.
C'è anche l'epica, anche se non è il valore principale del film (l'epica era meglio rappresentata da un western di De Mille del '36, La conquista del West, con Gary Cooper): epica è l'iniziativa di Wayne di sposare la prostituta Dallas appena conosciuta; il corteggiamento notturno, di pochissime parole (alla Wayne, appunto), coi protagonisti appoggiati a una palizzata (importante elemento fordiano che serve a "dividere" la scena fisicamente e idealmente), è uno dei più straordinari momenti del cinema di Ford.
Sul piano della tecnica cinematografica Ford presentava iniziative importanti: la cinepresa che corre parallelamente alla diligenza, per esempio. Da ricordare l'attacco finale degli indiani nel deserto, con Wayne che spara dal tetto della diligenza e col più liberatorio degli "arrivano i nostri" della cavalleria, con tanto di tromba che suona la carica. Ombre rosse dava il via a una stagione straordinaria del western in quel 1939, ultimo anno di pace che sarebbe diventato l'anno magico del cinema di ogni tempo, anche in Europa.
Nel 1880, su una diligenza in partenza dalla cittadina di Tonto in direzione di Lordsburg, verso il New Mexico, si ritrovano, oltre al conducente e allo sceriffo, la moglie incinta di un ufficiale, un giocatore di carte, un rappresentante d'alcolici e un banchiere che sta fuggendo con i soldi della banca. All'ultimo momento si aggiungono anche un medico ubriacone e una prostituta, cacciati dal paese. Sulla strada la diligenza trova Ringo, un fuorilegge rimasto senza cavallo, che viene preso in consegna dallo sceriffo. Alla seconda stazione di rifornimento, dopo due giorni di viaggio, la donna incinta partorisce mentre tra Ringo e Dallas, la prostituta, n asce l'amore. Il viaggio però si complica quando, nel territorio degli Apaches di Geronimo in rivolta, la diligenza è assaltata dagli indiani; l'arrivo della cavalleria riuscirà ad evitare il preannunciato massacro. Una volta in città, il banchiere viene arrestato mentre lo sceriffo concede a Ringo di consumare la propria vendetta contro i responsabili del delitto di cui era stato accusato e di fuggire oltre confine con Dallas per ricostruirsi una vita. Ispirato a un racconto di Maupassant, "Ombre rosse" rappresenta nella storia del cinema l'esempio più noto del western classico, in cui si ritrovano tutti gli elementi fondamentali del genere: dai grandi spazi (la Monument Valley resa leggendaria proprio da questo film) al tema del viaggio, dal clima di minaccia incombente per la presenza degli indiani all'intervento della cavalleria, dall'eroe ingiustamente accusato che supera una prova impossibile alla punizione dei colpevoli. Il film, che segnò il ritorno di Ford al western dopo 13 anni e la consacrazioine per John Wayne, costituisce un atto di accusa verso l'epoca precedente a Roosevelt, contro l'ipocrisia sociale e l'emarginazione nei confronti dei più deboli, gli esclusi dalla società, che non a caso sono gli autentici protagonisti del film.
OMBRE ROSSE del regista John Ford si potrebbe definire,a mio giudizio,il più grande film western realizzato negli stati uniti(ma ci sono anche altri "classici" come MEZZOGIORNO DI FUOCO). TRAMA:Nell'1880 una diligenza con a bordo un fuorilegge,una prostituta,un rappresentante di alcolici,un medico ubriaco e un meschino banchiere si dirige verso il New Mexico ma dovranno vedersela con gli indiani. Vai alla recensione »
Il viaggio di una diligenza insidiata dagli indiani attraverso il deserto del Nuovo Messico, intorno al 1880. A bordo, la moglie di un ufficiale, incinta, e una ragazza di piccole virtù, un gentiluomo sudista e un medico alcoolizzato, un rappresentante di liquori e un arrogante banchiere in fuga. Inoltre, il postiglione, lo sceriffo e Ringo, un fuorilegge che viene tradotto in carcere.