| Titolo originale | E.1027 - Eileen Gray and the House By the Sea |
| Anno | 2024 |
| Genere | Documentario, Drammatico, |
| Produzione | Svizzera |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Beatrice Minger, Christoph Schaub |
| Attori | Natalie Radmall-Quirke, Axel Moustache, Charles Morillon, Vera Flück, Eileen Gray . |
| Uscita | giovedì 12 marzo 2026 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Trent Film |
| MYmonetro | 3,75 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 6 marzo 2026
Ha costruito una casa per sé. Purtroppo si è rivelata un capolavoro. Una storia sul potere dell'espressione femminile e sul desiderio degli uomini di controllarla. E.1027 - Eileen Gray e la casa sul mare è 105° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 375,00 e registrato 193 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Tra il 1926 e il 1929 la designer irlandese Eileen Gray, che fino a quel momento aveva prodotto oggetti di arredamento, lavora insieme al compagno, l'architetto e giornalista Jean Baldovici, a un progetto molto personale: la Maison en bord du mer, una villa costruita sugli scogli di Roquebrune Cap Martin, piccolo municipio nel Sud della Francia. La casa richiama le forme di un'imbarcazione, si ispira al modernismo interpretandolo in chiave funzionale e viene battezzata con le iniziali dei due: E per Eileen, 10 come la decima lettera dell'alfabeto esteso (J di Jean), 2 come B di Badovici, 7 come G (Gray). Fondatore della rivista "Architecture vivante", pubblicata fino al 1932, Baldovici frequenta e ammira Le Corbusier, che, ospite della E.1027, ne resta fatalmente ossessionato.
Mentre Gray la lascia dopo sole due estati, nel 1931, progettando un'altra abitazione a Tempe à Pailla, sulle vicine colline di Castellar, sei anni dopo l'architetto svizzero dipinge degli affreschi sulle pareti che erano intenzionalmente concepite bianche dalla sua ideatrice, li fotografa e nel pubblicarne le immagini, implicitamente si dichiara l'artefice della E.1027. E nel 1952, per non allontanarsene, costruirà a pochi metri da essa il cabanon, una piccola abitazione di legno. Alla morte di Badovici, Gray, che gli aveva intestato la villa, non ne tornerà mai in possesso. La sua figura appartata e anticonformista di pioniera e disegnatrice di interni (tra le primissime studentesse alla Slade school of Arts di Londra) riemergerà solo quando nel 1968 un articolo di Joseph Rykwert sulla rivista "Domus" colmò un'incomprensibile dimenticanza di lei nel campo artistico, a pochi anni dalla sua morte.
Quella sopra è sintesi sommaria di E.1027 - Eileen Gray e la casa sul mare, che, per rappresentare la biografia artistica della cosmopolita Eileen Gray (1878-1976) all'approccio convenzionale del genere contrappone una narrazione che utilizza più di un codice espressivo e un ampio lavoro di ricerca d'archivio.
Oltre che dentro la reale casa del titolo, i tre protagonisti assoluti Eileen Gray (Natalie Radmall-Quirke), Jean Badovici (Axel Moustache) e Le Corbusier (Charles Morillon) si muovono all'interno di un grande set teatrale multi ambiente, che li isola o li avvicina, come nella ripresa di un'improvvisazione scenica. In luogo di ricostruire sul set cronologicamente vicende e ambienti, i co-registi Beatrice Minger e Christoph Schaub proiettano immagini su pareti per dare la temperatura eccitata dell'epoca delle avanguardie o pescano dal cinema di Fernand Léger, Jean Vigo, Germaine Dulac, Man Ray.
In un'atmosfera sospesa e aperta, che circoscrive il rapporto tra i tre, il film lascia spazio all'immaginazione dello spettatore e al contempo offre una panoramica della produzione artistica di Gray e delle idee che l'hanno ispirata. Nel trio corre una sottile tensione, tra ammirazione e competizione, indipendenza e complicità, ma anche una latente energia sessuale.
Questa storia di creazione e appropriazione indebita dice che anche una donna privilegiata e sessualmente libera come Gray viene oscurata da un collega maschio. Al di là del tema usurpatorio, il film va oltre, le restituisce la parola: la sua voce fuori campo, attingendo alle moltissime fonti consultate, dirige il racconto. "Gli uomini hanno costruito il mondo per soddisfare i loro bisogni. Forse potrei immaginare una casa diversa, per poi concepire un mondo diverso".
Con uno scarto dalla concezione di Le Corbusier della casa come "macchina per abitare", Gray mise in primo piano l'essere umano, la necessità di "comprendere le condizioni di vita attuali, i ruoli, le aspirazioni e i bisogni degli uomini". Per lei la casa "non è una macchina, è un involucro che ci protegge delicatamente dall'ambiente, la nostra estensione spirituale, un conforto. È il corpo". La E.1027 è un'applicazione pratica dell'idea. Il film ne mette in primo piano l'immaginazione, l'opera, il lascito: il più alto degli atti di riconoscimento.