| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 86 minuti |
| Regia di | Bruno Colella |
| Attori | Roberto De Francesco, Antonino Bruschetta, Marieta Zukowska, Ana Cieslak Denise Tantucci, Nino Frassica, Romuald Andrzej Klos, Giulio Scarpati, Natalia Jedrus. |
| Uscita | giovedì 27 agosto 2026 |
| Distribuzione | RS Productions |
| MYmonetro | 2,67 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 28 agosto 2026
Una favola on the road, il racconto di due cugini italiani, più che cinquantenni, a bordo di due moto Harley Davidson. In Italia al Box Office Limoni a Varsavia ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 18,8 mila euro e 3,3 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Giuseppe e Nicola che hanno aperto da molti anni un ristorante italiano, facendosi passare come fratelli Tassi, sono ora in difficoltà. I locali con cibo italiano hanno proliferato ed occorre trovare un'idea. Riuscendo a portare in sala chef internazionalmente famosi si potrebbe rilanciare il locale. Decidono allora di partire per l'Italia avendo anche come meta il luogo in cui uno zio appassionato di chimica e di arte culinaria aveva destato in loro, all'epoca bambini, l'interesse per la ristorazione.
Una commedia che tra suggerimenti culinari e piacevoli interventi di chef stellati racconta con leggerezza la strana amicizia tra due cugini/colleghi.
Bruno Colella si avvale, per questo suo film che lo vede tornare alla fiction dopo il
divertente e surreale My Italy del 2017, delle conoscenze maturate nel corso
della sua lunga attività professionale sia in campo attoriale che in quello (meno noto) della
cucina stellata. Nel primo ambito fa ruotare attorno alla coppia Bruschetta/De Francesco (i
due cugini che si spacciano per fratelli) un buon numero di validi esponenti della non
nuovissima guardia come Frassica, Sastri, Scarpati e Rigillo (divertentissimo in una breve
ma gustosa caratterizzazione).
Con loro vediamo poi interpretare se stessi, offrendo la sensazione di essersi proprio
divertiti, Gianfranco Vissani, Dario Cecchini, Filippo La Mantia, Gino Sorbillo, Federico
Delmonte nonché il critico gastronomico Luigi Cremona e l'enogastronoma Lorenza Vitali.
Perché è a loro, su consiglio di Cremona e Vitali, che Giuseppe e Nicola (che scopriremo
essere più uniti di quanto si potesse pensare) si rivolgono per chiedere aiuto scoprendo in
ognuno interessi e intenzioni inattese.
La struttura dell'on the road, con un'ampia premessa in cui si pongono le basi delle
personalità dei protagonisti, funziona portando ad ogni tappa a una nuova sorpresa.
Non mancano poi suggerimenti forse poco noti (come quello sul far sparire l'odore di aglio
dalle mani) o notizie non troppo conosciute (sulla paternità del babà al rhum) che il Colella
sceneggiatore sa interpolare senza didatticismi a una vicenda nella quale il significato del
titolo si scoprirà solo molto avanti mentre emergeranno soprese in alcuni subplot. Il
rapporto tra le due culture (quella italica e quella polacca) viene presentato senza
particolari stereotipizzazioni ma con una sottile ironia che non risparmia anche chi in
quello stato nordico è andato/a viverci senza mai davvero apprezzarne la cucina. Si riesce
così a sorridere anche su un tema su cui si è maggiormente incentrato l'interesse dopo
che la cucina italiana è entrata a far parte del Patrimonio Culturale Immateriale
dell'Unesco.
Due cugini ristoratori, emigrati da tempo in Polonia, devono reinventarsi, causa concorrenza spietata, e al contempo recuperare le proprie origini. Così fanno un viaggio in motocicletta per tornare in Italia, dal geniale zio Annibale, cuoco e scienziato. Troveranno ad aspettarli una bizzarra eredità: una pianta di limoni alquanto speciale. Inizio da commedia all'italiana sui generis (Colella ne è da [...] Vai alla recensione »
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