My Italy

Film 2017 | Commedia +13 90 min.

Titolo originaleMy Italy
Anno2017
GenereCommedia
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diBruno Colella
AttoriMark Kostabi, Krzysztof Bednarsky, H.H. Lim, Thorsten Kirchhoff, Achille Bonito Oliva, Marco Tornese, Bruno Colella, Lina Sastri, Piera Degli Esposti Jerzy Stuhr, Serena Grandi, Maciej Robakiewicz, Rocco Papaleo, Nino Frassica, Enzo Gragnaniello, Nicola Vorelli, Sebastiano Somma, Eugenio Bennato, Alessandro Haber, Tony Esposito.
Uscitagiovedì 18 maggio 2017
DistribuzioneMediterranea
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Bruno Colella. Un film con Mark Kostabi, Krzysztof Bednarsky, H.H. Lim, Thorsten Kirchhoff, Achille Bonito Oliva, Marco Tornese, Bruno Colella, Lina Sastri, Piera Degli Esposti. Cast completo Titolo originale: My Italy. Genere Commedia - Italia, 2017, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 18 maggio 2017 distribuito da Mediterranea. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Il racconto incrociato delle storie e delle opere di quattro artisti stranieri, abituali frequentatori del nostro Paese.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un film-nel-film, una sorta di folle divertissment dedicato all'aspetto surreale dell'arte moderna e a coloro che decidono di dedicare all'arte la propria vita.
Recensione di Paola Casella
martedì 9 maggio 2017
Recensione di Paola Casella
martedì 9 maggio 2017

Un produttore italiano gira l'Europa insieme al suo segretario in cerca di fondi per finanziare il suo nuovo film, "un progetto così particolare che pochi lo capiscono, soprattutto le banche" e che vede protagonisti quattro artisti contemporanei stranieri di stanza a Roma: lo scultore polacco Krzysztof Bednarski, il video-artista danese Thorsten Kirchoff, il pittore americano Mark Kostabi e il performance artist malese H.H. Lim. Mentre il produttore fa la sua questua, ai quattro artisti succedono strane avventure: una vedova di camorra chiede a Bednarski di replicare per il marito il monumento funerario che lo scultore ha dedicato a Krzysztof Kieslowski a Varsavia; un idraulico comunica a Kirchoff che la sua installazione alla Certosa di Padula, che raffigura un bagno, perde acqua e va spostata per riparazioni; Kostabi va in giro porta a porta a vendere i suoi quadri che scambia anche con pasti gratis presso i migliori ristoranti di Roma; Lim si innamora di una turista italiana vista a un tavolino del Caffè Greco e decide di seguirla.
My Italy è un film-nel-film, una sorta di folle divertissment dedicato all'aspetto surreale dell'arte moderna e a coloro che decidono di dedicare all'arte la propria vita: non solo scultori e pittori, ma anche cantanti, attori, e soprattutto cineasti. Bruno Colella, regista, sceneggiatore e interprete (nei panni del produttore) di questa commedia fuori formato (e spesso fuori di testa) crea una commedia sui paradossi dell'arte moderna senza mettere in ridicolo gli artisti o i loro seguaci, come hanno fatto Woody Allen o film come l'argentino L'artista. Colella ha attinto alle sue numerose amicizie e collaborazioni nel mondo del teatro e del cinema affidando a ognuno un piccolo ruolo che porta avanti un frammento della narrazione: attori come Piera Degli Esposti, Alessandro Haber, Lina Sastri, Rocco Papaleo, Luisa Ranieri, Serena Grandi (in un cammeo eminentemente metacinematografico), Sebastiano Somma (strepitoso nella sua inaspettata apparizione kitch) e gli inarrivabili Nino Frassica e Remo Remotti, ma anche molti musicisti della scena napoletana- Eugenio ed Edoardo Bennato, Tony Esposito, Petra Montecorvino, Enzo Gragnaniello, Nicola Vorelli - e qualche "nome" di importazione: uno per tutti, l'attore-regista polacco Jerzy Stuhr.
A collegare le vicende dei quattro artisti protagonisti, e a contestualizzarli nella scena dell'arte contemporanea, è il critico d'arte Achille Bonito Oliva, che qui si rivela anche ottimo interprete comico. My Italy è davvero uno strano pesce: uno spettacolo di arte varia, un diario di viaggio attraverso l'Europa e l'Italia, un omaggio al mondo lunare degli artisti e ad alcune città - su tutte la Roma attraversata dal fantasma di Fellini (e del suo Roma) e una Napoli che respira musica e si nasconde negli anfratti più segreti. Non c'è una trama lineare, né una coerenza stilistica (anche se la fotografia di Blasco Giurato fa del suo meglio per unire i puntini) e My Italy resta caotico e sbullonato, una commedia sui generis che tracima vitalità e che a tratti fa ridere di gusto.
Nel suo modo scomposto e sgarrupato rende giustizia a un mondo, quello degli artisti, e a un Paese, il nostro, senza capo né coda, che sopravvivono ogni giorno rivelandosi occasionalmente capaci di gesti altissimi e profonda umanità. E i quattro artisti protagonisti, interpretando se stessi, si prestano al gioco con divertita autoironia.

Sei d'accordo con Paola Casella?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 23 maggio 2017
anonimo1946

Il film è un album fotografico, che, attraverso una serie di quadri, anche slegati fra loro, descrive con ironia e con affetto il mondo dell'arte, del cinema e, in genere, della cultura. Vari rimandi e citazioni: "La grande bellezza", "Mi manda Picone" ed altri. Gradevole, fa star bene e diverte.

martedì 9 maggio 2017
Elisa Tugliani

Mi permetto di aggiungere a questa acutissima recensione il bellissimo contributo della sensibile e poetica interpretazione di Marco Tornese, nel film assistente del regista Colella, una coppia che grazie alla sottile comicità rimanda a mio avviso ad una garbata citazione delle grandi coppie comiche del cinema italiano.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 18 maggio 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Strepitosa commedia surreale, un helzapoppin umoristico di irresistibile simpatia. Mentre a Varsavia un produttore italiano (il sorprendente regista Bruno Colella) cerca fondi per un nuovo film, a Roma quattro artisti stranieri si trovano coinvolti in pazzesche avventure. Tanti popolari attori (da Frassica alla Sastri, da Haber a Papaleo) si danno il cambio, sbeffeggiando senza freni il cinema e l'arte [...] Vai alla recensione »

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