| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 92 minuti |
| Al cinema | 21 sale cinematografiche |
| Regia di | Pupi Avati |
| Attori | Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Giuliana De Sio, Lina Sastri, Sebastiano Somma Pino Quartullo, Raoul Bova, Antonella Salvucci, Patrizio Pelizzi, Jerry Calà, Gianni Franco, Massimo Bonetti, Filippo Velardi, Morena Gentile, Nadia Rinaldi, Giovanni Leuratti, Tony Campanozzi. |
| Uscita | giovedì 30 aprile 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 3,35 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 24 aprile 2026
Una storia di caduta e rinascita, dove il ritorno alle origini e l'incontro con un amore passato si intrecciano con la riscoperta di sé. Nel tepore del ballo è 17° in classifica al Box Office. mercoledì 13 maggio ha incassato € 3.537,00 e registrato 37.335 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Gianni Riccio è un famoso conduttore televisivo. Anche se la sua infanzia non è stata facile per la scomparsa di entrambi i genitori in due diverse circostanze, ora però può essere soddisfatto del successo ottenuto. Quando però si ritrova nel bel mezzo di un crack finanziario con complicazioni anche penali tutto gli crolla addosso. Si vede costretto a tornare ai luoghi di origine incontrando di nuovo un antico amore che potrebbe costituire per lui l'occasione di una rinascita.
Pupi Avati realizza un film in cui conferma la sua poetica, immergendola in una visione in cui denuncia e speranza di riscatto coesistono.
Mentre scorrono sullo schermo immagini, parole e musiche del nuovo film emergono nella memoria citazioni o richiami al suo cinema precedente. A un certo punto si fa riferimento a un soprammobile a forma di elefante e chi ha amato Storia di ragazzi e di ragazze pensa a quella bambina che trovava un oggetto analogo dando così il via alla narrazione. Si vede poi Jerry Calà fare l'ospite in un programma televisivo e si pensa al suo ruolo manipolatorio in funzione di recupero di credibilità nell'episodio di Sposi da lui diretto. Quando poi il braccio destro e amico di Giorgio, mentre è alla guida di un'auto, dice dei versi di Giovanni Pascoli si ha un'ulteriore conferma del grande amore di Pupi per il poeta.
Avati costituisce un raro esempio di un autore che rimane fedele a se stesso pur rinnovandosi ogni volta con la massima libertà che alla sua, non più tenerissima, età si può esercitare. Con la filmografia che ha alle spalle non si sente, ora più che mai, di dover ossequiare nessuno. Non lo ha fatto in maniera esplicita con i rappresentanti del potere governativo nella serata dei David di Donatello del 2025 così come non lo fa con questo film in cui la disillusione si affianca alla speranza.
Capace, come è da sempre, nel dirigere attori a cui chiedere di osare nell'andare controcorrente rispetto a quanto fatto fino ad allora, propone a Massimo Ghini di realizzare il ritratto di un uomo che è costretto a privarsi delle maschere che il successo sovrappone al suo volto (si veda a tal proposito la scena magistrale della doccia) e a Giuliana De Sio di calarsi nei panni di una conduttrice di quella televisione del dolore che Pupi detesta e che mette alla berlina in una scena (altrettanto magistrale come scrittura e come prestazione recitativa) in cui si passa dalla finta commozione all'invettiva volgare più accesa. Tutto ciò non rinunciando a parlare di amore in una situazione in cui il più basso tornaconto finisce con il trasformarsi in una consapevolezza di tutt'altro tenore.
Nelle due valigie che ci accompagnano nel corso dell'esistenza, secondo Pupi si possono trovare in una materia in putrefazione e nell'altra ricordi che, con il passare degli anni, passano dal creare timore al produrre calore. Un calore che, insieme al ricordo del tepore di un ballo, può aiutare ad andare avanti nella vita. Nonostante tutto.
Non è scontato che a 87 anni uno abbia ancora delle cose da dire. Nel caso di Pupi Avati è così e, soprattutto,c'è un mestiere che consente di vedere un film fatto come si deve, non un capolavoro, ma una storia con un senso leggibile, senza mai momenti di caduta, e che alla fine vale il prezzo del biglietto. Non è scontato, al cinema oggi lo è sempre meno. [...] Vai alla recensione »
No, caro Pupi Avati non ci siamo. Capisco che fai un film all'anno anche per essere immortale. Ma sarebbe stato meglio farne uno ogni 4 anni ma bello. Nel 1973 a Jesolo il playboy locale, bagnino nello stabilimento balneare di famiglia, sogna di farsi sposare da una delle tante signore tedesche facoltose che vengono in vacanza in Italia. Tutte le donne cadono ai suoi piedi, soprattutto una che gli [...] Vai alla recensione »