| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Francia, Belgio, Lussemburgo |
| Durata | 78 minuti |
| Regia di | Quentin Dupieux |
| Attori | Woody Harrelson, Kristen Stewart, Emma Mackey, Tim Heidecker, Charlotte Le Bon Nassim Si Ahmed, Nicolas Raffy, Eric Wareheim. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| MYmonetro | 2,92 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 18 maggio 2026
Un viaggio dai risvolti inaspettati per un padre e una figlia a Parigi.
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CONSIGLIATO SÌ
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Un padre (Phil) e una figlia (Madeleine) si trovano nell'ampia suite di un hotel 5 stelle a Parigi per realizzare un tentativo di riavvicinamento dopo un periodo di tensioni. Phil alza la voce in una discussione sui reciproci spazi di privacy e una cameriera, insospettita, nel timore che lui trascenda decide di restare ad osservarli. Li pedinerà anche al ristorante. Intanto Madeleine vede, un po' alla volta, un vecchio film con un mostro e due scienziati.
Quentin Dupieux continua a divertirsi a stupire ma in questa occasione finisce con il rimanere un po' prigioniero del suo gioco.
Dupieux, che ci ha regalato uno straordinario ritratto di Salvador Daaaaaali e ha messo alla berlina con lucida ferocia il teatro da boulevard con Yannick - La rivincita dello spettatore, si cimenta con due star di livello internazionale come Woody Harrelson e Kirsten Stewart mettendo in scena un duetto (che poi si trasforma in un trio) che progressivamente diviene sempre più grottesco avvalendosi anche di un tormentone con effetti trasferiti. Madeleine divora, sia in hotel che al ristorante, grandi quantità di prelibatezze francesi ma il ventre che aumenterà in maniera spropositata (ricordando quello di greenewayana memoria) è quello del genitore.
Dupieux crea poi un parallelismo tra tentativi di ribellione e di autonomia della figlia e le giovanili rivolte di piazza, aggiungendovi un'ironica presa in giro delle iper precauzioni che il politically correct oggi impone. La figura della cameriera, che non molla i due, avendo semplicemente sentito Phil alzare la voce e immaginando chissà quali possibili violenze nei confronti di Madeleine lui possa finire con l'esercitare, è emblematica in proposito.
Il regista e sceneggiatore aggiunge poi, con un pizzico di sadismo nei confronti della sua attrice protagonista che ha fatto da tempo coming out con assoluta tranquillità, il rifiuto di un'avance lesbica in nome della preferenza per l'altro sesso.
Tutto questo però, rispetto alle sue opere precedenti, risulta artefatto in modo un po' troppo compiaciuto anche perché a ciò aggiunge una presa in giro, in un bianco e nero d'epoca, de ll mostro della laguna nera che si immagina che Madeleine stia vedendo un po' alla volta in cui i due scienziati che catturano la creatura non sono al top dell'intelligenza.
Resta ovviamente un marchio autoriale sicuramente originale che si fa perdonare anche le espressioni forzate richieste ad Harrelson rispetto alla linearità composta della recitazione di Stewart.
Da qualche film Dupieux è meno selvaggiamente intuitivo, più linearmente metaforico, ma la metafora (condita dall'uso ingegnoso di una psicoanalisi mainstream, da talk show) stavolta è davvero perfetta. Padre e figlia in vacanza a Parigi, una mangia di continuo ma, tra un incidente surreale e una (finta) pellicola di mostri vintage vista sul PC, è solo l'altro a ingrassare.