| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Matteo Incollu |
| Attori | Ginevra Mascia, Noé Frei Cruzinha, Felice Montervino, Francesca Spano, Andrea Mameli Luca Mameli. |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 10 agosto 2026
La storia di una bambina dalle capacità soprannaturali.
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CONSIGLIATO NÌ
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Tra i paesaggi bruciati di un'estate in Sardegna, Alessandra ha undici anni e ha perso la mamma. Vive quindi sola con il padre, e passa molto tempo in riva al lago con il suo amico Matteo. I due si mettono in testa di sistemare e dipingere una barca, ma devono anche fare i conti con un gruppo di bulletti adolescenti che li convincono per sfida a entrare nella casa di Pietro Paura, il più classico dei luoghi infestati da presenze soprannaturali. Per Alessandra sarà la scoperta di un mondo al di là del reale, dentro cui la paura lascia spazio a una comunione con l'esoterico che la attirerà sempre di più.
Lungometraggio d'esordio per il regista sardo Matteo Incollu, già autore di alcuni corti e in precedenza assistente alla regia per Salvatore Mereu. Il suo è un viaggio tra la dimensione onirica e quella dei fantasmi, radicata però in un fortissimo spirito locale che utilizza le atmosfere peculiari e i paesaggi inconfondibili della Sardegna profonda.
Lo si potrebbe definire un Sardinian gothic, modulato sui campi lunghi e gli orizzonti
piatti di una natura in cui è il vuoto a creare timore. Incollu la popola di sparuta umanità,
soprattutto con bambini lasciati a loro stessi. Solo l'enigmatico papà musicista di Alessandra fa
qualche comparsata, a suo agio con la figlia e perfino con il lutto che entrambi stanno ancora
elaborando. Eppure l'uomo - confinato e incorniciato dal chiaroscuro degli interni domestici -
non è in grado di esaudire la curiosità della bambina, che invece si fa domande e guarda
lontano, tra i luoghi proibiti e quelli semplicemente strani del folklore locale.
Spiriti e fantasmi, il passato che ritorna, una dimensione del macabre che seduce
più che spaventare: Alessandra non troverà subito un contatto con la madre, perché sono altre
le presenze che aleggiano, i morti che forse si nascondono dietro il semplice miraggio di
qualcuno di vivo in una terra tanto spopolata. Il regista ne accetta i ritmi lenti anche se alla lunga
un mondo così scarno grava sulla coesione del film, che assume un'andatura disgiunta e rigida
nel montaggio e che deve fare i conti anche con la difficoltà di avere un cast quasi
esclusivamente di giovanissimi.
È l'immagine fissa a dare i risultati migliori, una serie di tableaux che ci dicono del
talento di Incollu per la composizione dell'inquadratura, sobria anche nei momenti più d'effetto.
A tratti l'eleganza visiva dell'opera riesce a evocare l'atmosfera da fatidica ultima estate in cui si
intravede la fine dell'infanzia, e tanto basta per un esordio denso e promettente.
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