Il tempo è ancora nostro

Film 2024 | Drammatico, 102 min.

Regia di Maurizio Matteo Merli. Un film con Ascanio Pacelli, Mirko Frezza, Miguel Gobbo Diaz, Simone Sabani, Viktorie Ignoto. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2024, durata 102 minuti. Uscita cinema giovedì 7 maggio 2026 distribuito da Father&Son. Valutazione: 2 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Ultimo aggiornamento lunedì 4 maggio 2026

Due adulti si ritrovano dopo anni, grazie alla passione per il golf. Il tempo è ancora nostro è 76° in classifica al Box Office. mercoledì 13 maggio ha incassato € 359,00 e registrato 676 presenze in totale.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO NÌ
Un film con troppi dialoghi che tolgono spontaneità. Bella prova di Andrea Roncato.
Recensione di Simone Emiliani
lunedì 25 marzo 2024
Recensione di Simone Emiliani
lunedì 25 marzo 2024

1989. Stefano ha 12 anni, è orfano di madre e vive nelle case popolari con il padre Costantino. Tancredi invece viene da una famiglia borghese e ha perso il padre. Malgrado la differente estrazione sociale, diventano grandi amici e condividono lo stesso sogno: giocare a golf sui campi dell'European Tour.

2022. Stefano e Tancredi non si sono più frequentati. Il primo è rimasto povero e si trova in una comunità di recupero dove si è disintossicato. Il secondo invece lavora nella finanza e non sembra mancargli nulla ma una foto sulla copertina di "Finance" rischia di mandare all'aria il suo matrimonio e si trova costretto a vedere la figlia, a cui è molto legato, solo nei ritagli di tempo. Il passato però ritorna all'improvviso. Tancredi vuole riconquistare la sua famiglia e ritrova la passione per il golf. Si mette così alla ricerca di Stefano e intanto rivede Costantino, con cui aveva un forte legame quando era bambino. L'obiettivo è quello di ritrovarsi a giocare insieme e sfidare Paco, un avversario tanto forte quanto presuntuoso.

Il tempo ritrovato. Il tempo è ancora nostro mostra i due protagonisti adulti, che ora hanno oltre 40 anni, a un bivio della loro esistenza. La loro vita è stata segnata dal successo e dalle scelte sbagliate ma la passione per il golf li unisce di nuovo.

Maurizio Matteo Merli, figlio dell'attore Maurizio, riprende quelle atmosfere disincantate al centro dei poliziotteschi degli anni '70 di cui il padre era tra i principali protagonisti nel panorama italiano e le incrocia con una storia d'amicizia e con la rappresentazione dei tempi sportivi della partita di golf che al cinema si erano già visti con Kevin Costner in Tin Cup di Ron Shelton.

Attraverso i volti dei due protagonisti, interpretati da Ascanio Pacelli e Mirko Frezza (il secondo più bravo del primo), mette a fuoco i loro fantasmi interiori, i rispettivi sogni, delusioni e un nuovo punto di vista sulla vita dal momento in cui si sono rivisti. Se la sceneggiatura, scritta dallo stesso regista, qui al suo primo lungometraggio, riesce a dare l'adeguato spessore ai due personaggi, non si può dire la stessa cosa dei dialoghi spesso onnipresenti, dal taglio teatrale, che tolgono respiro alla storia.

Frasi come "Meglio una brutta verità che le belle bugie che racconti tu", "Il passato è storia, il futuro è una chimera", "Riprendere una passione giovanile non vuol dire cambiare" appaiono spesso innaturali e quella sensazione di artificiosità sottolinea molte scene del film come quelle, per esempio, di Tancredi con la moglie oppure evidenti nella caratterizzazione troppo marcata di Paco, il forte avversario sul campo di golf. Il tempo è ancora nostro (che è la frase che Tancredi dice a Costantino) non lascia prendere ai personaggi le proprie pause. Tra le battute dei personaggi e la musica sembrano quasi assenti i momenti di silenzio, come se il film avesse bisogno di spiegare ogni cosa invece di attendere i tempi giusti di immedesimazione con lo spettatore.

Peccato perché la base della storia era solida così come i flashback del passato che potevano essere più presenti per definire meglio il contrasto ma anche il legame tra i due protagonisti. Resta qualche intuizione come le visioni di Stefano dopo che si è addormentato sulla tomba del padre, la sua camminata a piedi nudi sul campo e la prova di Andrea Roncato. Nostalgica e amara, come invece Il tempo è ancora nostro non è riuscito ad essere.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 9 maggio 2026
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il regista è figlio d'arte. Il nome del genitore Maurizio Merli è legato al poliziesco made in Italy, da "Roma a mano armata" a "Napoli violenta" a "Il cinico, l'infame e il violento", che bene inquadra il genere. Maurizio Matteo Merli si dedica al golf, poco frequentato dal cinema, che preferisce i campioni del calcio oppure il baseball, immancabile nei film universitari americani.

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