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Antonello Fassari

Antonello Fassari è un attore italiano, regista, sceneggiatore, è nato il 4 ottobre 1952 a Roma (Italia). Antonello Fassari ha oggi 69 anni ed è del segno zodiacale Bilancia.

Il nuovo Aldo Fabrizi

A cura di Fabio Secchi Frau

Scampare alle etichette, si sa, è una cosa ardua. C'è chi se le autoimpone per pubblicità e chi se le vede affibbiate da terzi. Antonello Fassari rimane, invece, del tutto indifferente. Eppure la critica cinematografica l'ha destinato a colmare quel vuoto lasciato da una grande icona del cinema italiano degli Anni Cinquanta: Aldo Fabrizi, con il quale divide perfino le iniziali di nome e cognome. Per timore reverenziale, non andiamo avanti in questo discorso, ma ci viene da chiedere se sarà forse questo il prezzo del suo misterioso (ma non inspiegabile) successo? La condivisione di una fama, quasi di un corpo, di una voce (quella di Fassari è meno arrochita e più squillante), di una stazza (non tanto imponente come quella di Fabrizi, certo) e di una romanità che li contraddistingue e accomuna entrambi nella loro popolarità immensa? Antonello Fassari è principalmente una creazione ronconiana, essenziale a teatro, ma piacevole omaggio cinematografico anche a quelle caratterizzazioni che stanno all'ombra del Colosseo. Folgorante nella dialettica, quando entra in scena bisogna necessariamente drizzare le orecchie. Da applaudire.
Dopo essersi diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma, debutta a teatro, diretto da Luca Ronconi, ne "Partita a scacchi", seguendo il regista in molti altri spettacoli per il Laboratorio di Progettazione Teatrale di Prato. Dal 1973 in poi, sarà in scena ne: "Calderon", "La torre", "L'utopia", "Il pappagallo verde", "La contessina Mitzi", "Besucher", spaziando da Aristofane a Pasolini.
Parallelamente alla sua attività teatrale si affianca una carriera televisiva e radiofonica davvero notevole. Nel 1979, esordisce cinematograficamente nel film di Paolo Cavara Atsalut pader con Gianni Cavina, passando poi ad Alberto Lattuada in un piccolo ruolo ne La cicala (1980). Per il piccolo schermo sarà invece diretto da Mauro Bolognini nella miniserie La Certosa di Parma (1981), poi da Renato Castellani ne Verdi (1982), senza dimenticare il film tv Al Paradise (1983).
Nel contempo, continua a lavorare con i grandi registi teatrali: Eduardo De Filippo, Giancarlo Sepe e Giuseppe Patroni Griffi. Nel 1984, affianca Ugo Tognazzi e Alessandro Benvenuti ne Fatto su misura, presenziando, però, in maniera ancora più assidua il piccolo schermo in serie televisive come Il commissario Corso (1987), I ragazzi della 3 C (1987), Festa di Capodanno (1988) e il programma Tv "Scusate l'interruzione" (1990), dove ha l'occasione di mettere in luce il suo straordinario talento comico.
Osannato e particolarmente apprezzato dai fratelli Vanzina che ne fanno uno dei loro attori chiave, reciterà anche per il re della commedia all'italiana, Mario Monicelli, nel film drammatico Il male oscuro (1990) con Vittorio Caprioli e Stefania Sandrelli (che poi ritroverà anche nel film Non chiamarmi Omar del 1992), anche se indubbiamente la sua interpretazione migliore è legata al film drammatico sulla tragedia di Ustica Il muro di gomma (1991) di Marco Risi, con Angela Finocchiaro, Johnny Dorelli, Gianfranco Barra, Roberto Herlitzka, Ivano Marescotti, Eliana Miglio e Tony Sperandeo.
Carlo Mazzacurati lo imporrà invece in una delle sue pellicole migliori: Un'altra vita (1992). Grande spalla comica è capace di passare da un Christopher Walken made in Italy ne Celluloide (1995) a un Ciccio Ingrassia sprovvisto di Franco Franchi ne Camerieri (1995), dal dramma di Marco Tullio Giordana Pasolini, un delitto italiano (1995) all'ironia burina e schietta di serial come S.P.Q.R. (1998) e Anni '50 (1998). Torna al Piccolo di Milano nel 2000 con "I gemelli veneziani" di Ronconi e poi si fa regista cinematografico firmando Il segreto del giaguaro (2000), storia di un romano coatto sciupafemmine con il rapper Er Piotta, l'imitatore Dario Ballantini e due miti della recitazione come Lando Buzzanca e Ugo Conti. Il film non ha molto successo, e Fassari preferisce tornare a essere semplicemente un attore e a farsi dirigere dai grandi maestri del cinema italiano come Ettore Scola, magari affiancando vecchie amiche di set come Stefania Sandrelli in Gente di Roma (2003).
Dopo molta televisione, mezzo che lo ha aiutato a stabilizzare maggiormente il suo nome e la sua fama, diventa praticamente una presenza fissa del piccolo schermo nella florida stagione del Duemila delle fiction e dei telefilm: i film tv Il bambino di Betlemme e Una vita in regalo, le miniserie Al di là delle frontiere (2004) di Maurizio Zaccaro e La stagione dei delitti (2004), Rocco (2004), Il mondo è meraviglioso (2005), Attacco allo stato (2006). Ma Fassari esplode anche per i più giovani nel ruolo dello zio Cesare nella miniserie tv I Cesaroni (2006), vero e proprio successo di Canale 5, dove ricalca un po' lo stereotipo del romanaccio tutto abbacchio, vino e calcio. Dopo un tale buon risultato, le proposte piovono e Fassari accetta ruoli anche nei serial Codice rosso (2006) e Medicina generale (2007). Al cinema più recentemente recita ne La mossa del pinguino di Claudio Amendola, in Assolo di Laura Morante e in Suburra di Stefano Sollima.
Chi cerca la risata, ma anche la riflessione, contrappunti di una carriera dai caratteri opposti fra cinema e teatro, non può non avvicinarsi ad Antonello Fassari, perché sottrarglisi significa sottrarsi a quello sguardo di un'Italia contemporanea. Un interprete che lascia "de ppiù", insomma. Un cult sul palcoscenico dove diventa protagonista di un dramma cinematografico invisibile a tutti quale è La ricotta di Pasolini.

Ultimi film

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Drammatico, (Italia - 2016), 60 min.
Drammatico, (Italia - 2015), 130 min.

Focus

TELEVISIONE
martedì 3 febbraio 2009
Alessandra Giannelli

Ave Cesaroni! Ci siamo, da venerdì 6 febbraio tornerà, su Canale 5, la famiglia Cesaroni con tutti i suoi personaggi: dalla coppia Claudio Amendola – Elena Sofia Ricci, ai più giovani Alessandra Mastronardi, Matteo Branciamore, ma anche Antonello Fassari, Max Tortora, Elda Alvigini e Ludovico Fremont. Il gruppo storico, su cui, diciamolo, spiccano la simpatia di Amendola, la bravura di Fassari e Tortora, ma anche quella tutta al femminile della Ricci

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