| Anno | 2019 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Volfango De Biasi |
| Attori | Giampaolo Morelli, Massimo Ghini, Alessandra Mastronardi, Paolo Ruffini, Carla Signoris Luigi Luciano, Diana Del Bufalo, Paolo Calabresi, Antonello Fassari, Raiz, Luca Scapparone, Elisa Di Eusanio, Francesco Marioni (II), Thierno Thian, Serena Iansiti, Gaetano Solfrizzi, Marco Giuliani, Jun Ichikawa, Piero Pelù, Nicolas Vaporidis, Giulio Golia, Yonv Joseph, Antonietta Manca, Piergiorgio Martena, Giulia Todaro. |
| Uscita | giovedì 17 gennaio 2019 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,80 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 25 gennaio 2019
Fred, Diego e Paolo sono i componenti di una diabolica e geniale agenzia che fornisce alibi ai propri clienti e il cui motto è "Meglio una bella bugia che una brutta verità". In Italia al Box Office L'agenzia dei bugiardi ha incassato 1,6 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Il seducente Fred, l'esperto di tecnologia Diego e l'apprendista narcolettico Paolo sono i componenti di una diabolica e geniale agenzia che fornisce alibi ai propri clienti e il cui motto è 'Meglio una bella bugia che una brutta verità'. Fred si innamora di Clio, paladina della sincerità a tutti i costi, alla quale quindi non può svelare qual è il suo vero lavoro. La situazione si complica quando Fred scopre che il padre di Clio, Alberto è un suo cliente, che si è rivolto all'agenzia per nascondere alla moglie Irene un viaggio con la sua giovane amante Cinzia proprio nel giorno dell'anniversario di matrimonio.
Nel XIX secolo la pochade era un genere di commedia che andava per la maggiore nutrendosi di amori, tradimenti, scoperte inattese. Il re della pochade era Georges Feydeau le cui pièces hanno fatto (e fanno tuttora) ridere spettatori in tutto il mondo.
Per strappare le risate (impresa da sempre più difficile che non il suscitare commozione) l'autore parigino curava con estrema precisione la messa in scena avvalendosi, si potrebbe dire, di un calcolo quasi matematico. Tanti, anche nel cinema si sono provati ad imitarlo ma pochi ci sono riusciti, Forse perché hanno confuso la meccanica con la matematica. Si sono cioè convinti che un concatenarsi di episodi (spesso boccacceschi) sarebbe stati sufficiente per suscitare il divertimento del pubblico.
De Biasi e Bonifacci rileggono il soggetto di Alibi.com e lo migliorano. Hanno cioè la perfetta misura (matematica) per offrire un ritmo al film, per farlo procedere senza intoppi facendo divenire accettabili anche le situazioni più assurde. Si vedano i primi dieci minuti in cui si assiste all'enunciazione delle strategie dell'agenzia e si potrà capire quanta cura sia stata messa nella trasposizione dall'ambientazione francese a quella italiana.
Per fare ciò occorre però disporre di un cast capace di funzionare come (qui il termine risulta appropriato) un meccanismo di orologeria in cui ogni ingranaggio sia perfettamente oliato. È quanto avviene in questa occasione in cui ognuno è collocato nel ruolo più appropriato anche quando, come Alessandra Mastronardi, affronta un personaggio dalle caratteristiche inedite. Si ride e si sorride e magari si pensa, in un'epoca di fake debordanti, al lato infantile della bugia. Quello che Giorgio Gaber cantava dicendo. "Credo nella bugia quando un bambino si nasconde..."
L'idea iniziale non è male, per quanto copiata da un film francese, ma si sa che le copie raramente riescono bene. Una agenzia procura gli alibi più inverosimili per coprire infedeltà ed altre situazioni imbarazzanti. Purtroppo dopo cinque minuti gli sceneggiatori restano senza idee e tutto il film procede a gag che neanche il peggior Bombolo riuscirebbe a concepire, attori [...] Vai alla recensione »
Magari avete già visto L'agenzia dei bugiardi, quando si chiamava Alibi.com (tra i maggiori successi in Francia nel 2017, uscito alla chetichella anche da noi). Alla lettera. Perché quello firmato da De Biasi, con co-sceneggiatore Bonifacci (e prodotto da Picomedia, già dietro Il testimone invisibile, da un originale spagnolo), è un remake quasi inquadratura per inquadratura, battuta per battuta, gag [...] Vai alla recensione »