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Una famiglia mostruosa, spaventa di più un vampiro o un cinico truffatore?

Con leggerezza e vivacità visiva, Volfango De Biasi approfondisce il tema della diversità e della tolleranza, in un film per tutta la famiglia che strizza l'occhio a tanti generi diversi. Dal 25 novembre al cinema.
di Giuseppe Avico

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Massimo Ghini (67 anni) 12 ottobre 1954, Roma (Italia) - Bilancia. Interpreta Vladimiro nel film di Volfango De Biasi Una famiglia mostruosa. Al cinema da giovedì 25 novembre 2021.
domenica 21 novembre 2021 - Focus

La nuova commedia di Volfango De Biasi, Una famiglia mostruosa, è un piatto ricco di tanti ingredienti diversi trattati con intelligenza e leggerezza. Se da una parte il film si contamina di ispirazioni differenti, dall’altra poggia su una narrazione classica e sicura, senza la pretesa di volersi spingere oltre. Il risultato è un film per famiglie in grado di intrattenere grandi e piccoli, viaggiando sugli orizzonti e i propositi di un nuovo cinema di genere italiano.

Luna e Adalberto sono due giovani innamorati che stanno per diventare genitori. Quando arriva il momento di far conoscere alla propria ragazza la sua famiglia, Adalberto va in difficoltà. Il motivo è semplice: la sua è una famiglia di mostri. Suo padre e sua sorella sono vampiri, la madre è una strega, suo zio è uno zombie e la nonna è un fantasma. E se c’è una cosa che una famiglia di mostri proprio non può tollerare è un matrimonio con una comune mortale.

Il filo rosso che percorre l’intero film è un intrattenimento mai autocompiacente che si poggia su un tema di grande attualità, quello della diversità e della tolleranza. Se da un lato si ha la famiglia sui generis di Adalberto, mostruosa e diversa dalle altre nella realtà narrativa del film, dall’altro compare quella di Luna, che può ritenersi normale solo perché perfettamente integrata. Quelle che vengono presentate nel film sono due famiglie agli antipodi, differenti in tutto e per tutto. Quella di Adalberto è una famiglia di mostri altolocata ma fuori dal mondo e dal tempo, barricata nel suo spazio vitale (il castello). Quella di Luna, al contrario, è una famiglia di ignoranti dediti alla truffa. Questo pretesto narrativo, che si sviluppa per gran parte del film, mette lo spettatore nella condizione di chiedersi chi sia il vero mostro e cosa faccia davvero paura.

Può un vampiro spaventare più di un cinico truffatore? Può una strega far più paura di una donna frivola, spietata e superficiale? Il film può dirsi realistico, al di là di vampiri, fantasmi e licantropi, perché presenta una tematica sempre attuale e di grande interesse: la tolleranza nei confronti di chi è diverso, o inteso tale.   

La riflessione che questo film pone al pubblico, senza imporla, non è nuova ma viene elaborata attraverso uno sguardo, quello del regista, abituato a trattare determinati temi come quello della diversità. E il suo sguardo, distante da sovrastrutture, è quello più legato a un’idea di leggerezza e vivacità che indubbiamente rende i suoi film un po’ per tutti.

Una famiglia mostruosa rientra in questa categoria ma si fa carico anche dell’ambizione estetica e visiva del suo regista. I costumi di Alberto Moretti, la scenografia di Giuliano Pannuti, il trucco di Irina Danilova e Martina Cossu, gli effetti speciali di Massimiliano Bianchi e la fotografia di Roberto Forza, hanno un ruolo fondamentale, giocando molto sull’impatto visivo che è accattivante e degno di nota. Il cast del film, di cui fanno parte Massimo Ghini, Lillo, Emanuela Rei, Ilaria Spada, Cristiano Caccamo, Lucia Ocone, Paolo Calabresi, Barbara Bouchet e Pippo Franco, è ben amalgamato e restituisce al pubblico, oltre alle risate, delle buone interpretazioni tanto individuali quanto collettive.

Partendo da un impianto narrativo classicheggiante, il film di De Biasi strizza l’occhio a tanti generi differenti e presumibilmente anche ad altrettante ispirazioni. Nella sua commedia ci sono elementi che ricordano quelli de La famiglia Addams e del film d’animazione Hotel Transylvania. Quello che è riuscito al regista di Iago, Un natale stupefacente e L’agenzia dei bugiardi (guarda la video recensione), è di aver mescolato come in una pozione più ingredienti differenti, dando vita ad un prodotto che non risulta mai posticcio ma sempre ben bilanciato.  Una famiglia mostruosa è un film divertente per tutta la famiglia che invita alla riflessione senza calcare la mano, con la leggerezza di una risata.


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