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domenica 23 aprile 2017

Eduardo De Filippo

Data nascita: 24 Maggio 1900 (Gemelli), Napoli (Italia)
Data morte: 31 Ottobre 1984 (84 anni), Roma (Italia)
occhiello
Adda passà à nuttata.
dal film Napoli milionaria (1950) Eduardo De Filippo è Gennaro Jovine
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Eduardo De Filippo

Tutti a casa

* * * * -
(mymonetro: 4,06)
Un film di Luigi Comencini. Con Alberto Sordi, Eduardo De Filippo, Serge Reggiani, Martin Balsam, Nino Castelnuovo.
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Genere Guerra, - Italia 1960.

L'oro di Napoli

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,75)
Un film di Vittorio De Sica. Con Eduardo De Filippo, Totò, Sophia Loren, Paolo Stoppa, Silvana Mangano.
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Genere Commedia, - Italia 1954.

Assunta Spina

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,89)
Un film di Mario Mattoli. Con Eduardo De Filippo, Anna Magnani, Titina De Filippo, Antonio Centa, Giacomo Furia.
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Genere Drammatico, - Italia 1948.

Napoli milionaria

* * * * -
(mymonetro: 4,00)
Un film di Eduardo De Filippo. Con Totò, Delia Scala, Eduardo De Filippo, Titina De Filippo, Leda Gloria.
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Genere Commedia, - Italia 1950.

Fantasmi a Roma

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,98)
Un film di Antonio Pietrangeli. Con Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman, Sandra Milo, Marcello Mastroianni, Belinda Lee.
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Genere Commedia, - Italia 1961.
Filmografia di Eduardo De Filippo »

domenica 23 aprile 2017 - Una carriera di 'grandi caratteri', l'attore napoletano è il protagonista della commedia Lasciati andare. Al cinema.

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere

Pino Farinotti cinemanews

Toni Servillo, quando recita al cinema lo devi andare a vedere Lasciati andare è il film di Francesco Amato, con Toni Servillo. L'attore napoletano -sì, è di Afragola, ma è napoletano- negli anni si è guadagnato una franchigia che è di pochi: quando arriva nella sale lo vai a vedere. Un privilegio che apparteneva a gente come Sordi, Gassman, Mastroianni e pochi altri. E a Totò naturalmente. Nell'età dell'oro del cinema italiano. E mi piace iniziare proprio con un contrappasso, di arte e di tempo, fra Totò e Servillo, un riconoscimento che li unisce al livello più alto, che per la gente di cinema è molto raro, una laurea honoris causa in "Discipline della musica e del teatro". A Totò è stata consegnata dopo che era morto da cinquant'anni e in questi giorni, scrivendo del "principe", ho cercato di indovinare le sue parole alla notizia della laurea "Ci ho messo un secolo a prenderla, sono lo studente più fuoricorso del mondo". Servillo ha sempre tenuto alla sua "napoletanità", omologandosi a un altro gigante, facendo Eduardo nelle "Voci dentro" di Eduardo. Chi ha visto la commedia al "Piccolo", faceva fatica a distinguere il vecchio dal giovane, definiamoli così. Che Servillo possa rappresentare, al livello più alto, il teatro e il cinema è un altro segnale che appartiene a pochi.
In Lasciati andare Servillo è Elia, uno psicanalista che sarebbe invece un perfetto paziente in quel senso, sdraiato a esternare, invece che seduto ad ascoltare. È un pigro radicale, di soldi, di affetti, di tutto. Vive con una moglie, e non può essere che separato in casa, alla quale concede solo... pigrizia, appunto. Quando arrivano problemi di salute e occorre fare qualcosa, Elia si vede costretto a fare esercizio fisico. E così irrompe nella sua vita Claudia, personal trainer spagnola, iperattiva e matta al punto giusto. L'opposto del dottore nel carattere e nel ruolo: lui esperto di mente e lei di corpo. E il "corpo" diventa strumento di recitazione: non è facile passare da soggetto lento e bolso a reattivo e scattante. Come quando rincorre Claudia lungo una scalinata ripida senza perdere terreno.

mercoledì 12 aprile 2017 - L'artista napoletano ha ricevuto la laurea honoris causa post mortem. Ma per quanto ha fatto, a lui si deve non un mare, ma un oceano.

L'analisi di Totò? Che stupidaggine!

Pino Farinotti cinemanews

L'analisi di Totò? Che stupidaggine! Quello che è successo lo sappiamo. Una volta morto, Totò è diventato un altro. Sociologi, specialisti, scrittori, analisti, critici ci hanno spiegato che Totò... non era Totò. Certo hanno aspettato che morisse, perché altrimenti si sarebbe arrabbiato. Tutto può essere analizzato. Puoi studiare Marx e Joyce, persino De Filippi e D'Urso. Eco studiò Mike Bongiorno. Ma Totò va visto e rivisto. Fa sorridere, ridere e fa stare meglio. E che tutto si fermi lì. Ho voluto estremizzare il concetto, nel quale comunque credo. Una volta che l'attore, uomo marionetta, mimo snodato, canzonettista, battutista a braccio, è stato rubricato verso l'alto, verso la cultura e il sociale, protagonista e vittima di una revisione che avrebbe dovuto essere nobile ma era solo superflua, allora, gli stessi "analisti" detti sopra hanno ri-corretto la revisione, cercando di riportare il genio napoletano nella sua dimensione, quella popolare, sentimentale e semplice. Potenza della semplicità. Quella utile nel quotidiano, quel deterrente rispetto ai colleghi comici contemporanei, tristi, complicati e volgari che fanno sorridere per cinque secondi, quando ci riescono, poi tutto si dimentica.

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