Triangle of Sadness

Film 2022 | Satirico, 149 min.

Regia di Ruben Östlund. Un film Da vedere 2022 con Woody Harrelson, Harris Dickinson, Charlbi Dean Kriek, Zlatko Buric, Iris Berben. Cast completo Titolo originale: Triangle of Sadness. Genere Satirico, - Svezia, 2022, durata 149 minuti. distribuito da Teodora Film. - MYmonetro 2,97 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento domenica 22 maggio 2022

Il racconto di alcuni modelli che cercano in tutti i modi di abbandonare il mondo delle passerelle. Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

Consigliato sì!
2,97/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,81
PUBBLICO 3,09
CONSIGLIATO SÌ
Un film che ci prende ferocemente in giro e ride sulla fine della civiltà occidentale.
Recensione di Marianna Cappi
domenica 22 maggio 2022
Recensione di Marianna Cappi
domenica 22 maggio 2022

I modelli Carl e Yaya, dopo aver discusso di denaro una sera al ristorante, vengono invitati ad una crociera di lusso, tra milionari soli e accompagnati di varie provenienze e anziani e gentili fabbricanti d'armi. Ma la sera della cena col capitano una terribile mareggiata getta ospiti e equipaggio nel caos più totale, e i due bellissimi si ritrovano spiaggiati su un'isola, senza essere in grado di procurarsi aiuto né cibo.

Ostlund ama indubbiamente mettere il dito nella piaga ma ancora di più ama osservare la piaga da una prospettiva originale, spesso contraria al comune senso di marcia.

La sequenza iniziale del film, con la sfilata di modelli uomini interrogati sui loro diritti calpestati (guadagnano un terzo delle colleghe femmine) inaugura subito un gioco di ribaltamenti che continuerà con l'imposizione da parte della miliardaria russa di un bagno in mare a tutta l'equipaggio della nave e approderà definitivamente in superficie con l'episodio finale sull'isola e la presa del potere da parte di chi, nel mondo pre naufragio, era ultima fra gli ultimi.

Ma ciò che rende speciale questo approccio è l'aggiunta dell'umorismo: il fatto che, in quel prologo da antologia, ci sia l'inquadratura del cane, e che il pomeriggio "libero" dell'equipaggio preveda la discesa sullo scivolo, e che sull'isola appaia il sottomarino dell'amore. Si ride moltissimo, infatti, in Triangle of Sadness, mentre va in scena, in maniera spettacolarmente orribile, la fine della civiltà occidentale. E si ride senza dimenticare che lo si sta facendo a partire da una questione seria (come dimostrano le sue conseguenze drammatizzate), perché è a questo scomodo miscuglio che il regista mira.

Per quanto le immagini abbiano un ruolo centrale nella sua opera, e il suo guardare con lenti senza filtro il comportamento umano sia spesso il motore della sua indagine cinematografica, Ostlund è anche un regista di parole: il linguaggio è causa ed effetto della sua graffiante ironia (basti pensare a Woody Harrelson, capitano marxista di una nave abitata solo da ultra ricchi, che propone le sue riflessioni politiche al microfono di bordo nella notte dell'apocalisse) ed è proprio a partire da un tabù del linguaggio, per cui sarebbe poco educato parlare di soldi, che hanno inizio, a cascata, le sarcastiche argomentazioni di questo assurdo postulato (dall'oligarca che si è arricchito col letame al vomito indotto dalla combinazione di Champagne e "forza maggiore").

Una durata minore avrebbe dato più compattezza al film, più fulmineità (la terza parte è di gran lunga meno originale del resto) ma, nonostante ciò, si esce ritemprati dalla visione di Triangle of Sadness, felici che ci sia qualcuno che ci prende ancora ferocemente in giro e colpisce alla testa.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 1 luglio 2022
Luca Pacilio
Rumore

Carl e Yaya, modelli e influencer, sono invitati su uno yacht per una crociera di lusso, ma scoppia una tempesta. Diviso in tre capitoli, il film di Ostlund (alla sua seconda Palma D'Oro) ne vanta un primo assai riuscito, prologo teatrale e parlatissimo che porta sul piatto il politicamente corretto, la uber richness, apparenza & presenzialismo (e conseguente bellezza come capitale), temi pervertiti [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 giugno 2022
Phil de Semlyen
Time Out

Dopo aver inchiodato l'ego maschile con Forza maggiore e preso in giro il mondo dell'arte in The square, lo svedese Ruben Östlund parte all'attacco del mondo dei ricchi, raccontando il naufragio di uno yacht gigantesco che fa pensare a Buñuel rifatto dai fratelli Farrelly. Un film che non va per il sottile, la commedia perfetta per i nostri tempi. Dopo un prologo zoolanderesco nel mondo della moda, [...] Vai alla recensione »

martedì 31 maggio 2022
Pier Maria Bocchi
Film TV

Ormai il cinema di Ruben Östlund è sufficientemente chiaro: descrizione, definizione, precipitazione, dénouement. Questo il passo. Il resto è casualità apparente, grottesco ghiacciato, caos. Non ne esce lui, Östlund. Non ne escono i film. Mai. Neppure quest'ultimo Triangle of Sadness: che prende le mosse da una coppia, lui modello lei modella, per finire su uno yacht e poi su un'isola.

martedì 31 maggio 2022
Massimo Causo
Duels.it

Lo sguardo corrucciato che disegna sul volto il triangolo della tristezza dopo il quadrato che delimitava lo spazio dell'altruismo: i teoremi dell'astrazione sociale nell'epoca delle apparenze, che Ruben Östlund va elaborando nel suo cinema, sono perfetti strumenti di comunicazione simbiotica col mondo contemporaneo. Hanno il merito di spaginare la scansione dei ruoli in cui, a qualsiasi livello del [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 maggio 2022
Leonardo Gandini
Cineforum

Se vi piacciono i film misurati e compatti, Triangle of Sadness non fa per voi. Squilibrato, esagerato, prolisso, come già il precedente, premiato The Square. Ma più di quest'ultimo, pieno di motivi interessanti, a partire da una riflessione, articolata e non banale, sul tema del denaro. Il dislivello della nostra società ha ispirato, negli ultimi anni, più di un cineasta, basti pensare ad opere come [...] Vai alla recensione »

domenica 22 maggio 2022
Paolo Mereghetti
Il Corriere della Sera

Forse gli eredi di Lina Wertmuller potrebbero pretendere i diritti: anche se in versione kolossal, Triangle of Sadness (il Triangolo dell'infelicità, cioè quello che sta sulla fronte, dove le rughe che si increspano ti fanno leggere le possibili preoccupazioni) dello svedese Ruben Òstlund, già Palma d'oro nel 2017 per The Square, ripropone la situazione su cui si reggeva Travolti da un insolito destino..., [...] Vai alla recensione »

domenica 22 maggio 2022
Francesco Alò
Il Messaggero

Il ritorno di due palme d'oro. Lo svedese Östlund in Triangle Of Sadness fa naufragare su isola deserta umile ciurma e passeggeri di uno yacht da 240 milioni di dollari composti da commercianti di fertilizzanti russi («Io vendo merda!») influencer fighetti e venditori di armi (esploderanno per una granata fatta da loro). Mix di Travolti da un insolito destino (1974) della Wertmüller più Monty Python [...] Vai alla recensione »

domenica 22 maggio 2022
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Vincitore di Un Certain Regard con il suo primo film, For- za maggiore (2014), e della Palma d'oro con il secondo, The Square (2017), il fenomeno Ruben Östlund arriva a Cannes nella nuvola di compiaciuta superiorità che emanano i suoi film e che ben incarna il concetto di cinema d'autore di prestigio portato avanti da questo festival. Lars von Trier venticinque anni fa.

domenica 22 maggio 2022
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

In crociera, alcuni personaggi ricchi cercano svago, mentre la nave viene sballottata da un forte temporale. Finale da Isola dei famosi. Östlund continua la sua operazione di dissacrazione di una società fondata sul capitale e sulla bellezza, a cominciare dalla scena iniziale con un casting di ragazzi a torso nudo per fare passerella. Scava con il consueto sarcasmo, al tempo stesso feroce ma anche [...] Vai alla recensione »

domenica 22 maggio 2022
Elisa Battistini
Quinlan

Ruben Östlund è uno che attraverso il cinema vuole parlare della società in cui vive, uno che non si tira indietro di fronte allo scherno e alla valutazione morale. Ruben Östlund è un regista che mostra chiaramente quali sono le sue influenze (il finale di Forza maggiore cita scopertamente Buñuel; in Triangle of Sadness, il suo nuovo film, è impossibile non pensare a Marco Ferreri e ai Monty Python), [...] Vai alla recensione »

domenica 22 maggio 2022
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Dall'arte contemporanea di The Square, Palma d'oro a Cannes nel 2017, al dietro le quinte delle sfilata con le intervista ai modelli e il dettaglio, dichiaratamente accennato, del 'triangolo di tristezza' sul volto. Ma è solo un flash prima dei titoli di testa. Suddiviso in tre parti (Carl e Yaya; lo yacht; l'isola), Triangle of Sadness vede protagonista una coppia formata da un modello e una influencer, [...] Vai alla recensione »

domenica 22 maggio 2022
Teresa Marchesi
Huffington Post

I chirurghi estetici chiamano 'triangolo della tristezza' la zona in mezzo agli occhi che invecchia il viso. Un paio di punturine di botox fanno miracoli. "Triangle of Sadness" è il titolo paradossale scelto da Ruben Ostlund per completare la trilogia iniziata con "Forza Maggiore" (2014) e proseguita con "The Square", provocatorio capolavoro premiato nel 2017 con la Palma d'oro.

sabato 21 maggio 2022
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

"Da ciascuno secondo le proprie capacità a ciascuno secondo i propri bisogni". Muove da un'istanza marxiana il quinto lungometraggio di finzione dello svedese classe 1974 Ruben Östlund, salito alla ribalta internazionale con Forza maggiore (Turist) nel 2014 e poi consacrato dalla Palma d'Oro a The Square nel 2017. A Cannes 75 compete con Triangle of Sadness, che sceglie quale Virgilio una coppia di [...] Vai alla recensione »

NEWS
CANNES FILM FESTIVAL
sabato 28 maggio 2022
 

Il film di Ostlund si aggiudica il riconoscimento più ambito del Festival. Vai all'articolo »

CANNES FILM FESTIVAL
domenica 22 maggio 2022
Marianna Cappi

Dalla visione si esce felici che qualcuno continui a prenderci ferocemente in giro. In concorso.  Vai all'articolo »

winner
miglior film
Festival di Cannes
2022
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