Il viaggio di Yao

Film 2018 | Commedia +13 103 min.

Titolo originaleYao
Anno2018
GenereCommedia
ProduzioneFrancia
Durata103 minuti
Regia diPhilippe Godeau
AttoriOmar Sy, Lionel Louis Basse, Germaine Acogny, Fatoumata Diawara, Gwendolyn Gourvenec Alibeta, Abdoulaye Diop, Ismaël Charles Amine Saleh, Mame Fatou Ndoye, Aristote Laios, Aboubacar Dramé, Dior Diouf, Christophe Bigot.
Uscitagiovedì 4 aprile 2019
DistribuzioneCinema
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Philippe Godeau. Un film con Omar Sy, Lionel Louis Basse, Germaine Acogny, Fatoumata Diawara, Gwendolyn Gourvenec. Cast completo Titolo originale: Yao. Genere Commedia - Francia, 2018, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 4 aprile 2019 distribuito da Cinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Un bambino di un villaggio senegalese un giorno parte per Dakar per conoscere il suo mito, un attore francese di grande successo in visita in Senegal.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Omar Sy seduce con la sua umiltà e la sua sobrietà in un road movie dalla sincerità disarmante.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 12 marzo 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 12 marzo 2019

Seydou Tall, nato in Francia da famiglia senegalese, è una star del cinema. Separato da una moglie ostile e padre di un bambino di pochi anni, decide di andare in Senegal sull'onda di un'autobiografia di successo. Ad accoglierlo con entusiamo nel paese d'origine c'è soprattutto Yao, un ragazzino di tredici anni venuto da lontano a reclamare il suo autografo. I quattrocento chilometri coperti da Yao per raggiungerlo colpiscono l'attore che abbandona il tour promozionale per riaccompagnarlo a casa. Il loro viaggio deraglierà progressivamente, stravolgendo qualsiasi storia scritta prima.

Da Samba a Mister Chocolat, Omar Sy ha già lavorato intorno al tema dello sradicamento. Appena mascherato sotto il personaggio di un attore celebre, con Il viaggio di Yao va alla radice (e alle radici) della questione, recitando e co-producendo un film girato in Senegal e costellato di referenze autobiografiche.

Vestito da viaggio iniziatico, il road movie umanista di Philippe Godeau è una meditazione esistenziale sui rischi di un sogno senza radici, che minaccia un attore sovraesposto e impiegato principalmente nel mainstream francese e timidamente nelle produzioni hollywoodiane. Al cuore di un film diluito coi buoni sentimenti sussiste in filigrana un altro film, più divertente ed entusiasmante, dove Lionel Louis Basse, bambino radioso e immagine di un Senegal indomito e avido di cultura, incarna davvero il ruolo di provocatore insolente e iconoclasta di una star del cinema che si prende troppo sul serio e prende troppo sul serio il suo desiderio di essere l'amico ragionevole o il buon padre protettivo quando l'occasione lo richiede.

La personalità preferita dai francesi, che ha messo tutti d'accordo nel 2018 sbaragliando politici e calciatori, fa un passo di lato nel cuore dell'Africa e seduce con la sua umiltà e la sua sobrietà. Per Omar Sy quello di Seydou Tall è un ruolo inedito e direttamente legato alla storia della sua famiglia. Tuttavia conferma rovesciato un potenziale comico che gioca sovente intorno al concetto hollywoodiano di fish out of water. Se in Mister Chocolat, riflessione sulla condizione di un'artista nero nella Francia della Belle Époque, Omar Sy interpretava un nero in un mondo di bianchi, nel film di Philippe Godeau è un bianco in un mondo di neri. Un "Bounty", come lo appella irriverente Yao, uno snack nero fuori e bianco dentro. Di fatto, Seydou Tall pensa come un bianco e la logica del Senegal gli sfugge.

Ma giù dallo schermo le cose sono più complicate di così. Perché se ieri l'attore, figlio delle banlieue e di immigrati africani, dichiarava di essere Rafael Padilla (Mister Chocolat), un'artista che voleva esistere altrimenti e affrancato dall'etichetta che gli avevano incollato addosso, oggi non è mai stato così vicino ad essere se stesso dentro un ritratto in forma di racconto naïf che lo impegna intimamente (e finanziariamente).

Mentre i francesi guardano a Omar Sy come a un riconciliatore nazionale, a un attore terapeutico che ripara la società, l'attore ritorna nel paese di suo padre, nella terra dei suoi antenati con pudore e senza artifici nella recitazione se non la sua verità personale. Disattendendo la disposizione comica per l'armonia, l'attore avanza emozionato e riflessivo in un film semplice ma mai semplicistico sulla paternità, la trasmissione e la ricchezza della differenza.

Il film di un uomo e di una vita, un film imperfetto ma di una sincerità disarmante. Omar Sy getta la maschera del magical nero, il nero senza passato né legami la cui sola funzione è di alleggerire le tribolazioni dei bianchi nevrotizzati (e paralizzati) dalle pressioni sociali (Quasi amici). Omar Sy è finalmente se stesso. È come non lo abbiamo mai visto e dove non lo abbiamo mai visto: da qualche parte tra l'Africa e la Francia, in quello che lo separa e in tutto quello che lo avvicina a Yao.

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FOCUS
FOCUS
giovedì 21 marzo 2019
Ilaria Ravarino

Inquadrare con un geolocalizzatore le location de Il Viaggio di Yao, l'on the road africano diretto da Philippe Godeau con Omar Sy (al cinema dal 4 aprile), è un viaggio nel viaggio: villaggi e paesi come piccole macchie disegnate su un territorio monocromatico, tagliato da poche strade bianche, rare strisce blu, nessuna zona verde. Il Senegal di Diofior, il villaggio (reale) da cui parte nel film l'avventura del giovane Yao, è nell'ovest del paese, nella regione del fiume Sine Saloum: una cittadina di 15.000 abitanti, in forte crescita demografica, con un alto numero di scuole e una popolazione etnicamente mista. È qui che Godeau ha girato parte del film, e proprio qui Il Viaggio di Yao ha avuto la sua prima proiezione, una particolare première nella piazza del villaggio con Omar Sy a introdurre il film.

Da Diofior, al centro della regione delle mangrovie (una delle più note ai turisti), le riprese si sono spostate a Dakar, capitale del Senegal e centro propulsore culturale dell'Africa Occidentale, sede della principale università del paese e della Biennale d'arte africana, che nel film è il motivo per cui il personaggio di Sy, l'attore Seydou Tall, ritorna nel continente.

Sempre a Dakar sorge la Grande Moschea, uno dei più imponenti edifici religiosi del paese: la preghiera-fiume che blocca le strade e ferma il taxi del protagonista nella prima parte de Il Viaggio di Yao è la preghiera del venerdì, che per dieci minuti trasforma le strade di Dakar in luoghi sacri di raccoglimento. Era infine capitale del Senegal nel 1840 Saint Louis, l'altra grande città raccontata nel film: caotica, pittoresca e multicolore, costruita su un'isola alle foci del fiume Senegal, la sua particolarità è il porto, dove il pesce viene essiccato e salato all'aperto, e il labirintico mercato dei tessuti. Nel 2000 l'isola è stata proclamata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

Culla del cinema africano, il Senegal ha dato i natali al primo grande regista del paese, Ousmane Sembène. Ma dopo un lungo periodo d'oro, quello tra gli anni Sessanta e Ottanta (l'origine negli anni Cinquanta, poco prima dell'indipendenza dalla Francia, con Afrique sur Seine di Paulin Soumanou Vieyra), l'industria cinematografica senegalese ha subito un tracollo: a dodici anni dalla scomparsa di Sembène, a Dakar, un tempo centro del cinema senegalese, sono rimasti aperti solo quattro cinema - sotto accusa i costi del passaggio dall'analogico al digitale - mentre la produzione di titoli locali si è ridotta a soli cinque film in dieci anni.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
lunedì 25 marzo 2019
A cura della redazione

Nato in Francia da una famiglia senegalese, Seydou Tall è una star del cinema che sull'onda di un'autobiografia di successo arriva in Senegal. Ad accoglierlo c'è Yao, un ragazzino venuto da molto lontano solo per un autografo.

CELEBRITIES
lunedì 18 marzo 2019
Annalice Furfari

Dalla banlieue a Hollywood. L'attore francese Omar Sy è la rappresentazione vivente della carriera che non ti aspetti, quella su cui non avresti scommesso un centesimo. La sua vita sembra un film, uno di quelli che strappano risate a perdifiato e con [...]

TRAILER
venerdì 15 marzo 2019
 

Seydou Tall, nato in Francia da famiglia senegalese, è una star del cinema. Separato da una moglie ostile e padre di un bambino di pochi anni, decide di andare in Senegal sull'onda di un'autobiografia di successo.

Lionel Louis Basse nella parte di Yao
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