C'è tempo

Film 2019 | Commedia +13

Anno2019
GenereCommedia
ProduzioneItalia
Al cinema10 sale cinematografiche
Regia diWalter Veltroni
AttoriStefano Fresi, Giovanni Fuoco, Simona Molinari, Francesca Zezza, Jean-Pierre Léaud .
Uscitagiovedì 7 marzo 2019
DistribuzioneVision Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,28 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Walter Veltroni. Un film con Stefano Fresi, Giovanni Fuoco, Simona Molinari, Francesca Zezza, Jean-Pierre Léaud. Genere Commedia - Italia, 2019, Uscita cinema giovedì 7 marzo 2019 distribuito da Vision Distribution. Oggi tra i film al cinema in 10 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,28 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un viaggio attraverso un'Italia dimenticata e capire che essere fratelli può essere una scoperta sorprendente, come un meraviglioso arcobaleno a due volte sovrapposte. In Italia al Box Office C'è tempo ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 294 mila euro e 189 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,28/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 1,58
PUBBLICO 3,25
CONSIGLIATO NÌ
Veltroni dichiara la sua grande passione cinefila, ma vira ogni volta che la storia prende una piega dolorosa.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 6 marzo 2019
Recensione di Paola Casella
mercoledì 6 marzo 2019

Stefano è un quarantenne precario che svolge due mansioni: l'osservatore di arcobaleni e il guardiano di uno specchio che riflette i raggi del sole illuminando il paesino di Viganella, dove l'uomo si è trasferito insieme alla moglie Luciana. Mentre fa la guardia allo specchio, Stefano viene raggiunto da una notaia che gli affida la tutela legale di un ragazzino, Giovanni, che risulta essere suo fratellastro, in quanto figlio di secondo (o terzo, o quarto....) letto di quel padre che Stefano non ha mai conosciuto. Inizia qui un percorso di reciproca conoscenza fra il quarantenne sovrappeso e chiacchierone e il 13enne sottotaglia e compassato, che prenderà la forma di un road movie fra Emilia Romagna e Toscana.

È davvero difficile valutare C'è tempo, a prescindere da chi l'ha scritto, cosceneggiato e diretto, quel Walter Veltroni che è stato politico e direttore di giornale prima di cimentarsi con la scrittura creativa e il documentario filmico, e finalmente debuttare nel cinema di finzione.

È ancora più difficile perché l'identità del suo autore emerge da ogni singola inquadratura, come è normale che sia. C'è tempo tracima riferimenti cinematografici che dichiarano la passione cinefila di Veltroni, e che lo spettatore si può divertire a individuare. Ma nonostante il regista si sia (saggiamente) circondato di solidi professionisti, da Doriana Leondeff alla sceneggiatura a Davide Manca alla fotografia, il suo film risulta ancora amatoriale, il che non toglie nulla alla genuinità dell'intenzione, ma molto alla qualità dell'esito finale.

Si fa fatica a trovare momenti filmici spontanei: nella recitazione del pur solido Stefano Fresi (migliore quella naif dei "non attori" Giovanni Fuoco, Francesca Zezza e la cantante Simona Molinari); nella meccanica degli eventi, che rivela ad ogni passo la sua gestazione a tavolino; nei dialoghi, che spesso enunciano o sottolineano invece che, semplicemente, parlare. Così come Stefano chiede al saputello Giovanni "Ma come parli?", gli spettatori si potrebbero porre la stessa domanda rispetto ai personaggi del film, perché non basta la reiterazione di alcuni colloquialismi ("Ma che davero?" o "Anche no" e "Anche meno") a rendere credibili le conversazioni fra i personaggi.

C'è tempo resta intrappolato nella finzione senza mai lasciar filtrare la realtà, dimenticando proprio quella lezione di Ettore Scola che il film cita esplicitamente nelle prime scene. E impone ai suoi personaggi una consapevolezza dei propri "difetti fatali" che dovrebbe emergere solo a conclusione del loro processo di crescita. Veltroni decide di "tagliare" ogni volta che la storia rischia di prendere una piega dolorosa, come dopo l'incontro di Stefano con la madre o dopo la disturbante rivelazione di Giovanni sul padre, per riprendere senza sosta l'inseguimento agli arcobaleni, sotto una luce invariabilmente splendente.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 11 marzo 2019
severo

Livello piatto e televisivo. Stucchevole. Da evitare.

sabato 9 marzo 2019
Marina Casali

Film di superficie, con dialoghi improbabili e citazioni scontate  e sprecate. Tipico spaccato di un Italia irreale. Peccato per gli attori, bravi, soprattutto Stefano che regge tutto, ma non basta. Collage disordinato di musiche non originali, qualche sprazzo musicale intimo e inedito, ma troppo breve.  Non film, non telefilm, forse “filmetto” per amici concepito in una vacanza [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 marzo 2019
Francesco

Ho sempre apprezzato Valter Veltroni come politico ma non come regista. Ho trovato il mediocre e di una banalità unica. Storia scontata battute stupide. Sono uscito dalla sala mezz'ora prima della fine.

venerdì 15 marzo 2019
amgiad

E' un film da non perdere, assolutamente. Dopo averlo visto capirete in maniera completa ed eusariente come non deve essere un film. Sicuramente la pellicola pone della domande: come ha fatto Veltroni a trovare il produttore e il distributore (il finanziamento del Mibac non lo prendiamo in esame perchè segue altre strade). Non si può fare un film in cui l' unico messaggio sono [...] Vai alla recensione »

martedì 12 marzo 2019
emmetifirenze

Se amate Veltroni alla follia, se siete inesorabilmente attratti dalla sua visione del mondo e delle cose, dal suo modo di esprimersi in politica, dalle sue preferenze artistiche ed estetiche, dai suoi tic e tabù, allora questo film appagherà ogni vostra aspettativa. Perché tutto, ma proprio tutto, rimanda alla personalità del vostro idolo: i buoni sentimenti che l'hanno vinta su tutto e tutti, il [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 marzo 2019
francesca

si e' detto che e' un film amatoriale e non professionale,scontato, "buonista" eppure e' proprio questo che mi e' piaciuto.Storia tenera forse gia' vista ma non per questo godibile personaggi a tutto tondo uno Stefano Fresi finalmente protagonista eccellente un ragazzino "sapientino"bravissimo una cantate Simona Molinari che sa anche recitare,panorami splendidi [...] Vai alla recensione »

martedì 12 marzo 2019
verbavolant

Film carino e piacevole nonostante gli alti e bassi di recitazione e sceneggiatura. Stefano Fresi si conferma una forza della natura ma é una bella sorpresa anche Simona Molinari sia per le interpretazioni canore (ha una gran voce) sia per la freschezza del personaggio. Un po’ più bloccati i ragazzini. Trama e sviluppo sono abbastanza scontati ma é la sequenza delle situazioni [...] Vai alla recensione »

domenica 10 marzo 2019
Zoe B

Deliziosa, delicata commedia dove si ride e ci si emoziona. Tutto ciò che amo in un film! Ben recitato, musica inedita di Lucio Dalla e innumerevoli citazioni cinematografiche. Complimenti!

sabato 9 marzo 2019
stefano73

Se il film non fosse di Walter Veltroni l'avrei stroncato. Invece apprezzo almeno l'impegno e il messaggio. C'è la scoperta di un fratello mai conosciuto....e di luoghi d'Italia da visitare. Purtroppo si tratta in fondo di una commediuccia poco appassionante e costruita. Che cerca una comicità inefficace e qualche sentimento stiracchiato e improbabile. 

martedì 12 marzo 2019
Fabiuz62

Premetto: il film meriterebbe 3,5/4 stelle, ma ne ho date 5 per far media con altre recensioni che "puzzano" di prevenuto. Se infatti il film fosse stato firmato da altri registi più blasonati, avrebbe ricevuto senz'altro altri consensi....Il fatto che alla regia fosse un soggetto "estraneo" al grande cinema ha evidentemente condizionato il parere di molti.

domenica 10 marzo 2019
Scippone

Io l'ho trovato bellissimo. Leggero e con significati profondi. Bravissimi gli attori che mi hanno divertito e fatto riflettere. Complimenti allo staff e a Veltroni che si è proposto in questa avventura.

FOCUS
INCONTRI
martedì 5 marzo 2019
Alessandra Vitali

Stefano, quarantenne precario e irrisolto, di lavoro fa l'osservatore di arcobaleni. Lui, che di suo padre non ha mai voluto sapere neanche il nome, deve lasciare il paesino del Piemonte in cui vive per correre a Roma. Improvvisamente si è ritrovato orfano e con un fratellastro tredicenne di cui non conosceva l'esistenza, Giovanni, rimasto solo al mondo. Accettandone la tutela, Stefano potrà beneficiare di un lascito a suo favore. Lui è dubbioso ma sua moglie ha un piano: prendere i soldi e lasciare il ragazzino in un collegio. Inizia così un viaggio attraverso un'Italia dimenticata dalle autostrade che, grazie all'incontro con la cantante Simona in tour con sua figlia, farà capire a entrambi che essere fratelli può essere una scoperta sorprendente, come un meraviglioso arcobaleno a due volte sovrapposte.

In occasione dell'uscita al cinema di C'è tempo, dal 7 marzo al cinema, il regista Walter Veltroni racconta il film.

Frasi
Hanno lasciato un figlio, un ragazzino di 13 anni, da solo. E la persona designata come tutore sono io.
Una frase di (Stefano Fresi)
dal film C'è tempo - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 12 marzo 2019
Alberto Pezzotta
Film TV

Dimentichiamo chi è il regista e cosa ha fatto nella vita. Vediamo C'è tempo senza pregiudizi. È un road movie-con-ragazzino, un po' come Sole a catinelle con Checco Zalone. Ma con pochissimi riferimenti al presente italiano (qualche battuta su precari e bancari). Invece c'è tanto cinema, come in un brutto Wenders. Il tredicenne protagonista ha il mito di I 400 colpi, mentre la sua amica vede solo [...] Vai alla recensione »

sabato 9 marzo 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Parafrasando una celebre uscita di Godard a proposito di John Wayne, potremmo suggellare così la recensione di «C'è tempo»: come posso amare Veltroni per la passione, il culto, la bulimia cinefile e non amare il suo primo film di finzione che ne costituisce una sorta di distillato in purezza? Forse si tratta del fatto che il 63enne ex uomo politico di massimo rango ha tramutato in fiaba universale, [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 marzo 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Un tredicenne troppo maturo per la sua età e uno studioso di arcobaleni (!) adulto solo all'anagrafe? un rapporto fraterno fra diversi costruito vagabondando in auto lungo le strade di una bellissima Italia? il dramma di due traumatiche infanzie tradotto in favola? un omaggio al cinema composto di un eclettico puzzle di citazioni, a partire dal Leaud di I 4OO colpi.

giovedì 7 marzo 2019
Alice Catucci
Sentieri Selvaggi

Quando Stefano (Stefano Fresi), osservatore di arcobaleni e bambinone mai cresciuto, viene informato dell'esistenza di Giovanni (Giovanni Fuoco), fratellastro tredicenne rimasto orfano, decide, allettato da una cospicua somma in denaro, di partire da Viganella per andare a Roma a prenderlo. Inizia così un viaggio che cambierà la vita di entrambi. Una delle caratteristiche principali di C'è tempo, primo [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 marzo 2019
Stefano Giani
Il Giornale

C'è tempo per diventare registi di fiction... L'esordio di Veltroni nel film d'autore nei giorni del debutto di Zingaretti alla guida del Pd non ha le tinte arcobaleno di una commedia in cui Stefano scopre un fratellino snob con vent'anni di meno. D'altra parte lui che ne sa, guarda gli arcobaleni e mette specchi sulla montagna. Tra amori contrastati e buonismo vuoto come le strategie dem le dotte [...] Vai alla recensione »

martedì 5 marzo 2019
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Non è facile fare un film. Ancor più arduo è riuscire a fare film che funzionino. Farne di belli, poi, certe volte è addirittura miracoloso. Walter Veltroni, lo sappiamo, di film belli ne ha visti moltissimi. E per il suo esordio da regista con un lungometraggio di finzione (dopo 4 documentari e 3 serie tv sempre declinate sul reale) non fa mistero di ispirarsi ai grandi maestri del nostro cinema [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
mercoledì 6 febbraio 2019
 

Stefano, quarantenne precario e irrisolto, di lavoro fa l'osservatore di arcobaleni. Lui, che di suo padre non ha mai voluto sapere neanche il nome, deve lasciare il paesino del Piemonte in cui vive per correre a Roma.

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