| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania, Turchia, Francia |
| Durata | 127 minuti |
| Al cinema | 27 sale cinematografiche |
| Regia di | Ilker Çatak |
| Attori | Özgü Namal, Tansu Biçer, Leyla Smyrna Cabas, Ipek Bilgin, Kerem Can Aziz Çapkurt, Siir Eloglu, Eray von Egilmez, Mustafa Cicek, Elit Iscan, Uygar Tamer. |
| Uscita | giovedì 30 aprile 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 3,44 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 24 aprile 2026
La vita professionale e personale di una coppia di artisti viene sconvolta da un evento legato a una prima teatrale. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, Yellow Letters è 38° in classifica al Box Office. giovedì 21 maggio ha incassato € 904,00 e registrato 30.649 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Derya e Aziz, una coppia turca di mezza età, lei attrice di teatro, lui drammaturgo e docente universitario, entrano nel mirino delle autorità turche come oppositori del regime di Erdogan: la pièce politicamente impegnata che Derya intrepreta viene cancellata, Aziz viene allontanato dall'università e i suoi social messi sotto controllo. Persino le dinamiche di coppia, e il rapporto con la figlia adolescente Ezgi, entrano in crisi quando il dramma si sposta dal palcoscenico alla vita reale seguendo logiche narrative simili, e mettendo alla prova l'impegno politico dei due protagonisti, fino a quel momento limitato ad un dissenso astratto e metaforico veicolato in forma artistica e intellettuale. Ma l'arte e l'ideologia sono abbastanza pericolose e potenti da minacciare il potere costituito, e in ogni caso da spingere gli spettatori e gli studenti a porsi domande scomode e potenzialmente sovversive.
Yellow Letters è il quinto film del regista tedesco di origine turca Ilker Çatak, il cui lavoro precedente, La sala professori, aveva fatto incetta di premi in Germania ed era entrato nella cinquina dei titoli per l'Oscar come Miglior film internazionale.
Le "lettere gialle" del
titolo sono quelle con cui il governo turco comunica azioni legali contro i suoi cittadini, e Catak
esplora le pressioni che la politica esercita sulle persone entrando nella loro quotidianità a gamba
tesa, anche solo per la loro volontà non violenta di esprimere un disaccordo. Le due professioni di
Derya e Aziz, ovvero artista e docente, sono quelle che la dittatura teme maggiormente, perché
riescono a fare breccia nelle menti delle persone senza necessariamente esporsi a livello di
politica attiva.
Catak ambienta la sua storia in un presente metafisico in cui si vedono manifestazioni per la
Palestina e l'Ucraina come per i diritti degli omosessuali, allargando dunque il discorso a una
dimensione globale, non solo all'attuale situazione turca. L'azione (o meglio, l'inazione, perché i
due protagonisti entrano in un tempo sospeso determinato dalle decisioni delle autorità) si sposta
da Ankara a Istanbul e le pressioni esercitate dalla dittatura minano le relazioni interpersonali e
mettono la coppia centrale in gabbia anche quando formalmente non lo è (ancora). Il pubblico
diventa dunque pensatamente privato, e nel caso di Derya e Aziz le tensioni esterne mettono allo
scoperto le ipocrisie e le contraddizioni etiche all'interno di una coppia che si era sempre ritenuta
coerente e coraggiosa.
"Dopo il successo de La sala professori, il regista tedesco di origine turca İlker Çatak torna al cinema con Yellow Letters, affidandosi nuovamente a un’interprete femminile potente: se nel precedente film era Leonie Benesch, qui brilla l’attrice turca Özgü Namal. Il film racconta la storia di Aziz, drammaturgo e docente universitario, e di sua moglie Derya, [...] Vai alla recensione »
C'è una regola non scritta: i turchi (e i greci) sempre. Vale nei festival, ma anche in sala: se esce un film turco, è bene vederlo. Novantanove su cento non è mai una sòla. Anche se il regista è per nascita e passaporto tedesco e nel ruolo di Ankara e Istanbul ci sono rispettivamente (con un'idea forte e per nulla scontata che vale anche come schiaffo a un potere che censura e zittisce chiunque abbia [...] Vai alla recensione »