| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Israele, Polonia, Italia |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Or Sinai |
| Attori | Evgenia Dodina, Arkadiusz Jakubik, Katarzyna Lubik, Dominika Bednarczyk Martin Ogbu, Chelli Goldenberg, Meir Suissa. |
| Uscita | giovedì 28 maggio 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Intramovies |
| MYmonetro | 3,37 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 28 maggio 2026
Mila torna nel suo villaggio natale in Polonia, affrontando tensioni familiari e il peso delle sue scelte dopo anni di lontananza e vita segreta. Mama è 111° in classifica al Box Office. lunedì 8 giugno ha incassato € 92,00 e registrato 236 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Mila fa la governante in Israele presso una famiglia benestante che la tratta con affetto, (quasi) come una di famiglia. Ha un amante, un giardiniere africano, ma anche un marito nullafacente, e ha lasciato la Polonia per andare a guadagnare il pane per tutta la famiglia, in particolare la figlia 22enne, Kasia: Mila ha accettato la lontananza dai suoi cari e lavora senza risparmiarsi soprattutto per pagare alla ragazza l'università. In seguito ad una caduta dalle scale mentre fa le pulizie la padrona di casa manda Mila in Polonia per due settimane "a riprendersi", proprio quando lei era sul punto di partire per una sospirata vacanza al mare con il giardiniere. Ma una volta arrivata in Polonia Mila scoprirà che il marito ha una storia importante con una vicina e che la figlia, incinta, ha deciso di sposare un ragazzo che non vuole che Kasia contini gli studi universitari.
Coproduzione fra Italia, Polonia e Israele, Mama è un progetto nato all'interno del Torino Film Lab e del Museo Nazionale del Cinema e segna l'esordio al lungometraggio della giovane regista di Tel Aviv Or Sinai.
La protagonista è interpretata dall'attrice bielorussa Evgenia Dodina con grande pudore ed equilibrio, ma sul suo volto vediamo passare mille emozioni: dalla passione alla delusione, dalla rabbia alla rassegnazione, in un'altalena appena accennata ma resa ben visibile. La storia di Mila è quella di tante donne dell'Est che hanno assunto il ruolo di domestiche o badanti in Paesi più ricchi accettando un ruolo subalterno nella speranza di poter dare un futuro migliore ai propri figli.
In particolare Mila vuole che Kasia si affranchi da una società maschilista che mette le donne sempre al secondo posto e le spinge ad essere moglie e madri anche per condannarle a una eterna sudditanza. Kasia vuole bene a sua madre e capisce il suo sacrificio, ma è innamorata, e il futuro marito sembra trattarla con gentilezza - salvo decidere tutto per lei, spalleggiato della sua famiglia invadente. L'amante del marito non è una persona cattiva e si fa da parte quando Mila torna a casa, ma la situazione fra lei e il consorte è ormai compromessa, e Mila ha comunque un amante in Israele cui non è pronta a rinunciare.
Mama si intitola così perché il ruolo preponderante nella vita di Mila è quello materno e ha comportato una serie di rinunce delle quali ora la donna comincia a pentirsi. Sinai ne fa un'eroina riluttante che si batte contro i mulini a vento in un contesto sociale tradizionalista e gretto. Il suo stile di regia è (apparentemente) documentario e racconta, attraverso dettagli minimi, un'esistenza semplice, senza per questo mai sminuire la sua protagonista. Da spettatori facciamo il tifo per Mila, anche se sappiamo che sarà difficile per lei trovare una soluzione ai suoi guai, e anche se per uscire da quella situazione a lei sgradita sarà disposta a compiere gesti davvero riprovevoli.
Mila vive tra Israele e la Polonia rurale, in una sorta di sospensione che ignora fino a quando nella sua vita controllata, succede qualcosa capace di erodere un articolato impianto progettuale. Mama inizia con un equivoco: una scena sensuale, una donna volitiva, una casa benestante. Ma è tutto l'opposto di come appare. Il ritorno imprevisto dei veri padroni di casa, infatti, rimodella gli equilibri, [...] Vai alla recensione »