| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Brasile |
| Durata | 101 minuti |
| Al cinema | 5 sale cinematografiche |
| Regia di | Marianna Brennand Fortes |
| Attori | Jamilli Correa, Dira Paes, Fatima Macedo, Rômulo Braga . |
| Uscita | giovedì 7 maggio 2026 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Black Light Film |
| MYmonetro | 4,13 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 4 maggio 2026
Una tredicenne è decisa a dare una svolta al suo futuro. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Goya, Manas - Sorelle è 54° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 750,00 e registrato 602 presenze in totale.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Marcielle detta Tielle ha 13 anni e vive in una capanna a Marajó, nella foresta amazzonica a Nord del Brasile, insieme ai genitori, una sorella più piccola e due fratelli. La sorella maggiore Claudia se ne è andata e le manca, ma la madre, incinta del sesto figlio, dice a Tielle che Claudia che ha avuto fortuna perché ha sposato un brav'uomo e ora abita lontano. La quotidianità sembra serena pur nell'assoluta povertà, dato che la famiglia vive della vendita di gamberetti pescati nel fiume e succo di bacche di açaí colte arrampicandosi sugli alberi. Ma un brutto giorno il padre di Tielle decide che lei debba dormire accanto a lui: è la fine dell'innocenza, e rientra nel quadro desolante di abuso da parte degli adulti sulle ragazzine del luogo, che comprende anche un commercio di favori sessuali per pochi spiccioli con gli estranei a bordo delle chiatte che attraversano il fiume.
Manas - sorelle segna il debutto alla regia della documentarista brasiliana Marianna Brennand, che per questo film ha vinto il premio per la Miglior regia alle Giornate degli Autori.
In effetti la direzione del cast e la fotografia degli ambienti sono eccezionali e descrivono senza romanticismi o voyeurismi la vita in una parte del mondo dove l'abuso sessuale è sistemico e ha spesso luogo nell'ambito famigliare. "Se avete qualche problema a casa accettatelo e abbiate fede", predica una santona locale che doppia anche come procacciatrice di incontri fra le ragazzine e i viaggiatori delle chiatte. "Certe cose non c'è modo di cambiarle", dirà la madre a Tielle che le si rivolge in una silenziosa ricerca di aiuto. A Marajó l'incesto è dunque una pratica comune tollerata e la prostituzione minorile è un fatto della vita, e magari porta anche qualche spicciolo a casa.
Jamilli Cores Marcielle è la straordinaria interprete di Tielle, e Fatima Macedo Danielle ritrae sua madre come una perpetuatrice involontaria dell'abuso, annientata dal dolore e asservita a un marito-padrone. Tielle invece cerca una via d'uscita, anche perché si rende conto che la fuga della sorella maggiore e il destino di quella minore (di qui il titolo del film) è legato alla reiterazione della violenza sessuale attraverso infinite generazioni femminili: una violenza che Brennard non mostra proprio per non riprodurre ulteriormente l'abuso (anche sulle giovanissime interpreti) e per non spettacolarizzare la sofferenza dei suoi personaggi. Ma ciò che avviene è chiaro, perché se ne vedono le conseguenze su esseri umani indifesi.
Lo stile della regista è a metà fra il documentaristico e il finzionale, racconta il Male ma restituisce anche la bellezza dei luoghi e delle persone, dedicando grande cura ad ogni inquadratura. Il connazionale Walter Salles ha definito Manas "il grande debutto di una regista di talento" e Brennard, che ha studiato cinema in California ma è tornata nella sua terra natale e ha trascorso anni a studiare le donne vittime di violenze cui ha dedicato il suo film, ha una notevole stoffa.
Marcielle, detta Tielle, ha tredici anni e vive con la famiglia in un'isola della foresta amazzonica. Le uniche realtà che conosce sono la sua casa su palafitte dove tutti dormono nella stessa stanza, l'acqua e la foresta incontaminata dell'Amazzonia, la scuola, la chiesa e il negozio dove ci si fornisce di quello che serve. Non ci sono fughe possibili, nella sua vita, se non nelle [...] Vai alla recensione »
«Certe cose non si possono cambiare», dice la madre alla figlia adolescente Marcielle (la bravissima Jamilli Correa): parole dure e rassegnate che suonano come una condanna per una tredicenne in cerca di conforto materno dopo essere stata violentata dal padre, anche lei, come le altre "sorelle" (manas, appunto) del villaggio sull'isola di Marajó, in Brasile, vittima di abusi fuori e dentro casa.