I morti non muoiono

Film 2019 | Commedia +13 103 min.

Titolo originaleThe Dead Don't Die
Anno2019
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata103 minuti
Al cinema6 sale cinematografiche
Regia diJim Jarmusch
AttoriBill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloë Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover Caleb Landry Jones, Rosie Perez, Iggy Pop, Sara Driver, Rza, Carol Kane, Selena Gomez, Tom Waits.
Uscitagiovedì 13 giugno 2019
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,66 su 69 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jim Jarmusch. Un film con Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloë Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover. Cast completo Titolo originale: The Dead Don't Die. Genere Commedia - USA, 2019, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 13 giugno 2019 distribuito da Universal Pictures. Oggi tra i film al cinema in 6 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,66 su 69 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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I morti sembrano doversi vendicare di una piccola cittadina di provincia. In Italia al Box Office I morti non muoiono ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 575 mila euro e 230 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,66/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,76
PUBBLICO 1,73
CONSIGLIATO NÌ
Una commedia dall'ironia irresistibile che spiazza lo spettatore e rivela uno stile che si fa morale e visione del mondo.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 15 maggio 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 15 maggio 2019

L'abuso spropositato delle risorse del pianeta ha provocato la frattura della calotta polare e lo spostamento dell'asse terrestre, scambiando il giorno con la notte e risvegliando i morti dal riposo eterno. A Centerville, da qualche parte in Ohio, il mondo chiede il conto agli uomini, divorati nei diner, dentro i motel 'old school' alla Psyco, nei centri di detenzione, nelle fattorie, nelle stazioni di servizio. A difendere l'ordine e la cittadina ci sono soltanto Cliff Robertson, capo della polizia di Centerville, Ronnie Peterson, agente che sembra sapere tutto di zombie e di eradicazione dei morti-viventi, e Mindy Morrison, poliziotta fifona che vorrebbe tanto fuggire lontano. Attaccati alle loro fissazioni terrene (caffè, Chardonnay, telefonini, chitarre, antidepressivi...) e risoluti a divorare ogni essere vivente, gli zombie dovranno vedersela anche con Zelda Wiston, impresaria di pompe funebri e virtuosa della katana. Spade o fucili, le cose volgono al peggio, a meno di non essere di un altro mondo...

Sei anni dopo aver immaginato dei vampiri decadenti e misantropi (Solo gli amanti sopravvivono), disattivando tutte le convenzioni del genere, i vampiri non gli interessavano come predatori ma come immortali, spettatori di quel tempo immobile che è l'eternità, Jim Jarmusch realizza una commedia sui morti viventi e conferma l'orrore che gli ispira il mondo contemporaneo. Un mondo che non ha più niente da offrire. I suoi migliori frutti sono già stati colti.

Se ieri a Detroit il vampiro di Tom Hiddleston esibiva quei frutti come vestigia di una civiltà scomparsa, oggi a Centerville lo zombie di Iggy Pop 'incarna' le vestigia degli uomini materialisti. Sulle note di Sturgill Simpson, la cui canzone presta il nome al titolo originale ("The Dead Don't Die"), e sul filo delle referenze (Don Siegel, George A. Romero, Samuel Fuller, Robert Kirkman, Frank Darabont, Ruben Fleischer) avanzano Bill Murray, Adam Driver e Chloë Sevigny, habitué maggiori e cool dell'autore americano. Ma sotto una luna tenace e le disfunzioni inspiegabili che annunciano la fine del mondo, si trascinano lenti e spaventosi altri fedelissimi di Jarmusch come RZA, Iggy Pop e Tom Waits, tre musicisti che non esitano a lasciare il microfono per fare il (suo) cinema.

Se Tom Waits, uomo dei boschi, è il solo autorizzato a osservare la catastrofe senza esserne travolto, Iggy Pop, già autentico morto vivente del punk (Gimme Danger), si aggiudica la piena decomposizione della carne. Prima volta invece per Selena Gomez, che incarna una giovinezza che vorrebbe scampare l'apocalisse apparecchiata dalle generazioni precedenti. Su un pianeta dove tutto è fottuto, Jim Jarmusch esercita un'ironia irresistibile e rivela daccapo uno stile che si fa morale e visione del mondo.

Come la sua coppia di vampiri guarda l'umanità cadere e applica ai suoi zombie la vecchia ricetta della decollazione dopo averli risvegliati nella maniera più classica, grattando la terra fino a emergere una mano. Jarmusch dichiara subito il partito preso della tradizione in un dialogo tra Bill Murray e Adam Driver che hanno appena scoperto due cadaveri mutilati. "A cosa pensi?", domanda il primo. "Penso agli zombie", risponde convinto il secondo. Oltre a donare il tono del film, ironico e imperturbabile, questo scambio di battute assomiglia a una dichiarazione d'intenzione. Cosciente di partecipare al (gran) ritorno dei morti viventi sul grande e sul piccolo schermo, l'autore rinvia lo spettatore alle sue abitudini per poi spiazzarlo.

Se lo strappo al genere è meno incisivo di quello hip hop di Ghost Dog o quello rock di Solo gli amanti sopravvivono, I morti non muoiono continua ad abbracciare la pop cultura rivelandone l'inaspettato. Questa volta si tratta di zombie, i personaggi più 'desti' e apprezzati del cinema horror, terreno minato e insieme conquistato da Jim Jarmusch. Minato perché i fan dei morti viventi non amano troppo che ci si prenda delle libertà con queste creature, conquistato perché la figura del morto vivente è onnipresente nella sua filmografia.

Dal vagabondo di Permanent Vacation al killer solitario di The Limits of Control, i suoi eroi sembrano alla ricerca di un nutrimento sempre insufficiente. Ricercato vivo o morto era anche il William Blake di Johnny Depp nel western mistico del 1995 (Dead Man). E non si contano i numerosi revenants (torna pure Tilda Swinton) di I morti non muoiono, farsa ridondante di un mondo troppo vecchio. Perché alla maniera di Paterson le rime interne e le ripetizioni sono ancorate alla banalità di una smalltown senza qualità dove i vivi sono sovente più morti e viceversa.

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VIDEO RECENSIONE
Gli zombie incontrano il cinema d'autore.
Overview di Ilaria Ravarino
lunedì 29 aprile 2019

Film di apertura del 72esimo Festival di Cannes, The Dead Don't Die di Jim Jarmush porterà in Costa Azzurra gli ospiti più sgraditi in assoluto: i morti. Morti viventi e cattivissimi, come nella migliore tradizione dei film di genere, affrontati da uno sgangherato manipolo di star destinate (con estrema probabilità) a fare una brutta fine: Bill Murray e Adam Driver, Iggy Pop e Tilda Swinton, tutti in fila in attesa del morso fatale in un film che promette di rinnovare - smontandolo dall'interno - un genere antico quanto la storia del cinema. E più appetibile di quanto si possa pensare.

Se per Jim Jarmush l'incontro con gli zombie non è una prima volta, almeno nel campo dei "classici" dell'orrore (nel 2013 c'era stato il precedente vampiresco di Solo gli amanti sopravvivono), il fascino delle tenebre ha conquistato negli ultimi anni anche altri autori la cui poetica non è legata - necessariamente - alla paura.

Solo per ricordare l'esempio più recente, in territorio italiano, è impossibile non citare l'operazione Suspiria di Luca Guadagnino, remake/reboot del classico di Dario Argento a base di streghe, rituali demoniaci e possessioni, passato in concorso a Venezia 75 con gran chiasso mediatico e poche soddisfazioni. Ma un assaggio di horror, in chiave fantasy e grottesco, era stato già tentato da Matteo Garrone nel 2015, che con Il racconto dei racconti - in concorso a Cannes, e con identica sfortuna critica - aveva rispolverato le pagine più oscure de "Lo Cunto de li Cunti", tra cuori di draghi, streghe in cerca dell'eterna giovinezza e mostri allevati tra i muri di casa. E mentre Garrone promette di fare del suo prossimo Pinocchio "una favola horror per bambini", è atteso per questa estate il ritorno alle tenebre di Pupi Avati con Il Signor Diavolo, diabolica discesa all'inferno a 43 anni di distanza da La casa dalle finestre che ridono.

Capita spesso, poi, che l'incursione nel genere di un regista non di genere provochi un risultato inaspettato, deflagrante, persino rivoluzionario: capitò nel 2008 con i vampiri di Lasciami entrare dello svedese Tomas Alfredson (La Talpa), pratico di thriller e neofita dell'horror, e nel 2014 con gli spiriti maligni di Babadook di Jennifer Kent, esordio folgorante di una regista interessata (per il momento) ad altro. Senza andare troppo indietro nel tempo basti ricordare che il primo ad accendere la miccia del gran ritorno degli zombi, nel 2002, fu il Danny Boyle di Trainspotting e The Millionaire, con l'apocalittico 28 giorni dopo.

E tra i primi a rivalutare i vampiri, sia pure nel film di un altro (Robert Rodriguez), fu il Quentin Tarantino sceneggiatore di Dal Tramonto all'Alba: lo stesso Tarantino che oggi vagheggia di dirigere "un horror davvero spaventoso, come L'Esorcista". E chissà che i tempi, per lui, non siano maturi.

Lenti, veloci, senzienti o irrazionali, tutti accomunati da da un tratto: sono morti, ma sembrano vivi. Creature del folklore haitiano (la parola stessa, "zombi", deriva dal creolo haitiano "zonbi"), i morti viventi sarebbero - secondo le leggende caraibiche - creature vittime di un incantesimo operato da alcuni sacerdoti, detti bokor, in grado di catturare l'anima di una persona costringendola a una sorta di letargia simile alla morte. Legata a doppio filo alla pratica del voodoo, la creatura controllata dal bokor è inerte, ciondolante, priva di anima e perciò capace di qualsiasi efferatezza: non è un caso che il primo film dedicato all'argomento, L'isola degli zombies del 1932 di Victor Halperin, con Bela Lugosi protagonista, sia ambientato proprio a Haiti.

Ma se la natura degli zombi caraibici non era necessariamente maligna - gli schiavi dei bokor venivano usati essenzialmente per lavorare, sfruttati nelle piantagioni di zucchero - è con George Romero, e il suo La notte dei morti viventi del 1968, che si plasma nell'immaginario occidentale la figura del morto che ritorna: affamato, arrabbiato e nato per punire, più o meno metaforicamente, i vizi del capitalismo moderno. Da allora, pur declinato in molteplici versioni (figli di un'epidemia, come in Train to Busan o REC; generati da un incidente ne Il ritorno dei morti viventi; evocati dal Necromicon, grande classico de L'Armata delle Tenebre; più veloci di una gazzella in 28 giorni dopo; lenti e implacabili, come in ogni film di Romero) gli zombi sono stati, senza eccezioni, villain senza ritorno. Chissà che Jarmush, con il suo The Dead Don't Die, non riesca persino a redimerli.

Innumerevoli sono le risorse a disposizione per chi voglia farsi una cultura sui morti viventi senza limitarsi ai film che il cinema, dal 1932 a oggi, ha prodotto. Nel campo dei libri tre sono i titoli imprescindibili: il "reportage" World War Z di Max Brooks (autore anche del geniale Manuale per sopravvivere agli zombie), il folle remake Orgoglio Pregiudizio e zombie di Seth Grahame Smith (da Jane Austen) e il completo manuale The Zombie Book - The Encyclopedia of the Living Dead di Nick Redfern.

Attraversando velocemente il fumetto (dall'italiano Dodici di Zerocalcare a Blackgas di Warren Ellis, fino all'arcinoto The Walking Dead di Robert Kirkman), gli zombi sono protagonisti gettonati anche nei videogiochi, essenza stessa della saga di Resident Evil, carne da macello nel multiplayer di Left 4 Dead e ironica controparte di Piante contro Zombi, cult arrivato quest'anno a compiere dieci anni. Star del piccolo schermo dal 2010 con la saga seriale di The Walking Dead, gli zombi esistono anche nel mondo reale: succede nelle zombie walk, sfilate di morti viventi in costume, nate negli Stati Uniti nei primi anni 2000 e diffuse oggi anche in Italia (Lucca Comics and Games, novembre).

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 19 giugno 2019
Inesperto

Il mondo si sposta dal suo asse, il giorno e la notte cominciano a scambiarsi, i morti escono dalle loro fosse e gli alieni fanno una rapida capatina sul pianeta. In questa irrazionale e molto compassata apocalisse-zombie, l'obiettivo della storia si fissa sulle vicende di una tipica, quanto minuscola, cittadina statunitense ed i nostri protagonisti sono una coppia di poliziotti bonaccioni, circondati [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 giugno 2019
Maramaldo

Non era l'idea di partenza. Cinema, voleva fare Jarmusch, di alto livello. Impadronendosi spudoratamente di materiali di una mitologia consolidata, intendeva dare lezione di cinema. C'è riuscito. Pretenzioso com'è, nell'illusione di dirigerle, imbarcò una manica di "primedonne" ciascuna delle quali si è ritenuta in diritto di dare spettacolo a modo [...] Vai alla recensione »

domenica 23 giugno 2019
muttley72

Ennesimo film che rivisita il tema degli zombie, MA in chiave semi-comica esibendo in questo caso molti attori già noti al pubblico. Sinceramente il film non mi ha dato nulla e posso dire quindi che non se ne sentiva la mancanza: anche la trama risulta a tratta forzatamente stramba (un personaggio si rivelerà essere un extraterrestre e sarà prelevato da un disco volante senza che [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 giugno 2019
lupodelupis

premessa: contiene spoiler Non ricordo film che abbia suscitano in noi spettatori (invero pochi, una decina) un unanime sgomento per il nonsense del film. Mi piacciono i film nonsense, ironici e perfino stupidelli ma altra cosa è un film come questo dove a finire sul banco degli imputati c'è una sceneggiatura scritta male e senza senso, e una regia sicuramente capace ma che non [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 giugno 2019
Fabio

Il film risulta deludente sotto molti aspetti: il ritmo è lento, trascinato, non si ride praticamente mai, di contro si sbadiglia abbastanza spesso. E' monotonia sin da subito, fino alla fine. Sembra a tutti gli effetti un'operazione studiata: il genere finto-horror-patinato-splatter quanto basta è di moda, si vende bene ed il cinema americano continua a sfornare film per la gioia [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 giugno 2019
jake

francamente? Non mi è piaciuto. Che spreco di attori per non farli recitare. Gli unici tre che avrei volentieri "mangiato" sono i 3 pischelli del riformatorio totalmente insopportabili. E poi basta con messaggi politici subliminali. Si va al cinema non per farsi  indottrinare ma per vedere cinema. Concordo con chi ha scritto prima di me che l'alba dei morti dementi era [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 giugno 2019
Bibo1977

Ho faticato davvero a non addormentarmi nella prima mezz’ora. quando finalmente(???), cominciano a risvegliarsi i morti. dieci minuti di applausi a Cannes(ma per quale motivo???), per un film mal riuscito sui morti viventi. già...perchè se all’inizio pensavo ad una commedia comica basata sugli zombie, a parte qualche spunto (poco) divertente e molti demenziali, il resto [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 giugno 2019
opidum

do la sufficienza perchè  c'è un cast incredibile e qualcosina è anche diverttente  ma la verità è che le scene divertenti sono tutte nel trailer. di zombi ce ne sono pochi e  i primi si vedono dopo mezzora. tanta ironia e demenzialità ma appunto calma piatta. poca azione e poco sangue.

lunedì 24 giugno 2019
anabasi

Molte citazioni a cominciaRe dalle origini ( la notte dei morti viventi) per passare a Kill Bill con l'aliena con la Katana ( ma che ci incastra?) Con un tocco di Ultimatum alla terra. Film inutile che non porta niente di nuovo al filone dei walking dead. Non riesce neppure ad essere ironico : dialoghi lenti, soporiferi e poco graffianti ( stile Jarmush,  appunto).

lunedì 1 luglio 2019
amarolucano

Regista di spessore per un genere di film che proprio non gli appartiene + cast stellare. Ero molto curioso ma non mi aspettavo un granchè, in effetti così è stato. Film poco originale, situazioni viste e riviste in tantissimi altri zombie-movie. Attori sprecati. Resta poco. Un film che comunque si può guardare senza rimanere offesi.

sabato 29 giugno 2019
ACR

difficile trovare una recensione che copre al contrario tutti i punti che avrei sottolineato io. Diciamo solo che quando di parla di intrattenimento "intelligente" e "riflessione" allora siamo già dalle parti del radical chic ... quindi due pianeti ancora più diversi di quello della Swinton che alla fine vola via sul disco volante.

giovedì 27 giugno 2019
elpiezo

Un brusco cambio climatico provoca il risveglio dei morti nella sonnolenta cittadina di Centreville gettando nel panico i suoi bizzarri e metodici abitanti. Ironica dark comedy dalle lievi venature horror, infarcita di citazioni a tema e sorretta da un cast esperto che induce a riflettere sulla possibile fine del mondo.

martedì 25 giugno 2019
Martina Grandi

Piacevole intrattenimento intelligentemente ironico e al tempo stesso escamotage di riflessione, senza la solita banale retorica sul cambiamento climatico. Poca recitazione a favorire l'ironia, prova anche questa della capacità dell'intero cast (di cui molto aprezzabile è anche la "quota giovane"). Colonna sonora capolavoro.

FOCUS
FOCUS
sabato 15 giugno 2019
Roy Menarini

Esiste una cultura zombi? Forse è questa la domanda che bisogna farsi per capire dove va a parare Jim Jarmusch con il suo nuovo I morti non muoiono. Il film, presentato al Festival di Cannes 2019 come proiezione di apertura, ha già spaccato in due il pubblico degli appassionati di Jarmusch. Chi trova quest'ultimo capitolo della sua carriera in linea con gli ultimi, malinconici racconti cinefili (in particolare Solo gli amanti sopravvivono, cui sembra apparentarsi fin dalla titolazione, e Paterson, che condivide l'attore principale Adam Driver) è in contrasto con chi si chiede perché il cineasta americano mostri questa volta tanta svogliatezza.

In effetti, grazie al big bang innescato da George A. Romero (ampiamente e un po' scolasticamente citato in I morti non muoiono), gli zombi sono diventati non solo un oggetto di culto collettivo ma anche un immaginario estremamente versatile, adatto a ogni tipo di prodotto (cinematografico e seriale) e soprattutto duttile anche per scorribande ironiche.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 16 maggio 2019
Massimo Causo
Duels.it

I morti non muoiono, i vivi non vivono: Jim Jarmusch ce lo dice senza mezzi termini. Nel suo nuovo film (che apre in Concorso Cannes 72) tutto sommato il mondo non c'è più e Centerville - a real nice place di 738 anime) non è certo Paterson, che grondava Storia e storie da ogni mattone: qui il passato sembra già annullato in un tempo fuori dal tempo, che scansa i ricordi nella ritualità dei luoghi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 maggio 2019
Pier Maria Bocchi
Cineforum

A Centerville i morti escono dalle tombe perché la terra è fuori dal suo asse. La terra. Il suo asse. Centerville. Cittadina-al-centro. Cittadina come centro, anima e cuore. Come asse. I morti escono da terra, si dirigono in centro-città, e chiedono - come prevede ogni zombie-movie del mondo - ciò a cui in vita erano più legati. I morti di The Dead Don't Die chiedono, per prima cosa, caffè e free cable [...] Vai alla recensione »

martedì 2 luglio 2019
Giona A. Nazzaro
Rumore

Jim Jarmush non solo è arrabbiato. E preoccupato. Tanto. Non a caso il poliziotto interpretato da Adam Driver ripete per tutto il film che "finirà bene". Jarmush mette mano alla mitologia dei morti viventi ripartendo da Romero. Al punto da scovare il modello originale della Pontiac utilizzata dal compianto regista ne La Notte Dei Morti Viventi. Girato nei dintorni della casa di Jarmush, il film vanta [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 giugno 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Scorri il cast e scopri l'autore. Tilda Swinton, che fu vampira, è titolare delle pompe funebri, tra famiglia Addams e Kill Bill. Driver, che fu conducente poeta di autobus, è il poliziotto esperto (conosce anche il copione del film). Bill Murray, icona del regista, è lo sceriffo. Iggy Pop il primo non-morto a fare cucù. Tom Waits, il tremendo uomo dei boschi.

mercoledì 19 giugno 2019
Mattia Carzaniga
Vanity Fair

L'immaginifica Centerville è davvero un bel posto, «A real nice place» c'è scritto sotto il cartello di benvenuto. Finché non arrivano gli zombie a fare casino. O forse è meglio così: prima dell'esplosione di revenant sanguinari non c'era mica tutta questa vita, tra il diner, il benzinaio e la stazione di polizia. I morti non muoiono, film d'apertura all'ultimo Cannes, al cinema dal 13 giugno, è il [...] Vai alla recensione »

martedì 18 giugno 2019
Valeria Vignale
Tu Style

Nella cittadina sonnacchiosa di Canterville, provincia profonda d'America, i morti all'improvviso squarciano le tombe e sbranano i vivi. Non risparmiano nessuno, parenti e amici d'infanzia. Ma nello humor di questa zombie comedy firmata da Jim Jarmusch, che ha aperto il Festival di Cannes, cercano le stesse cose che amavano da vivi - il caffé, lo chardonnay, il wi-fi - lasciando esterrefatti i poliziotti [...] Vai alla recensione »

domenica 16 giugno 2019
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

A sei anni da Only Lovers Left Alive, con Tom Hiddleton e Tilda Swinton, coppia di raffinati studiosi della musica e delle lettere, e pertanto emarginati quali vampiri che si beano del loro solo amore, Jim Jarmusch torna ai materiali dell'immaginario popolare per replicare la metafora della deriva statunitense ridotta, questa volta, a una popolazione di zombie cannibali.

domenica 16 giugno 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Mai fare film su personaggi che detesti. E soprattutto mai perdersi dietro a qualcosa che credi di conoscere così bene da aver capito fino in fondo non solo come funziona ma cosa vuol dire. Ogni regista conosce queste regole per istinto. Se la sai troppo lunga, o peggio credi di saperla troppo lunga, il film sarà un morto che cammina. Paradosso: proprio questo succede col nuovo lavoro di Jim Jarmusch, [...] Vai alla recensione »

domenica 16 giugno 2019
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

La faccenda finisce male, dice e ripete l'agente Ronnie (Adam Driver) allo sceriffo Cliff (Bill Murray). I due vivono a Centerville, città di 734 anime nell'America profonda, e sono alle prese con più di un problema. Sembra che il selvatico Bob (Tom Waits), detto Hermit, eremita, stia per arrostirsi un pollo del vecchio Miller (Steve Buscemi), irascibile e reazionario.

sabato 15 giugno 2019
Beatrice Fiorentino
Il Manifesto

Il titolo originale "The Dead Don't Die" (suona più o meno come "dededdondai") genera un buffo gioco fonetico di gusto tipicamente jarmuschano che ci riporta con la memoria agli inizi della carriera del cineasta americano, a quel "Daunbailò", il suo terzo lungometraggio, che nella versione italiana, invece, stava per "Down By Law". Curioso. Di tipicamente jarmuschano ne "I morti non muoiono" c'è molto [...] Vai alla recensione »

sabato 15 giugno 2019
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Dopo la coppia di vampiri, protagonisti dello struggente "Solo gli amanti sopravvivono", Jim Jarmush torna alle atmosfere horror, rivisitandole in chiave parodistica, nella commedia che ha aperto l'ultimo Cannes "I morti non muoiono". A Centerville, Ohio, si consuma la resistenza contro gli zombi, i morti risvegliati dallo sfruttamento delle risorse del pianeta, disassato e con una calotta polare ormai [...] Vai alla recensione »

sabato 15 giugno 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Allegro ma non troppo, dark ma non abbastanza, I morti non muoiono porta il Jarmusch style in un territorio che - evidentemente - non gli appartiene, e se proprio di horror dobbiamo parlare, alla lunga preferiamo i suoi vampiri di Only Lovers Left Alive. Certo, nel film c'è l'ovvia metafora dei morti viventi, c'è la politica intrinseca che si fa attualità, c'è l'inconfondibile umorismo legato ai dettagli [...] Vai alla recensione »

sabato 15 giugno 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

C'era urgenza di altri morti viventi? Urgenza proprio no, dopo 131 episodi di "The Walking Dead", adattamento della serie a fumetti di Robert Kirkman (per chi soffre di astinenza, esiste anche lo spin-off "Fear The Walking Dead"). Ma non si può impedire a un regista di culto come Jim Jarmusch la sua variazione sul tema. Anche se non ha fatto i compiti, non si è messo in pari e forse disdegna le serie [...] Vai alla recensione »

venerdì 14 giugno 2019
Robbie Collin
The daily Telegraph

When word got out that Iggy Pop would be playing a zombie in the new Jim Jarmusch film, some of us found ourselves wondering how we would be able to tell. There was never any doubt over whether it would work, though: it takes a particular kind of actor to get on Jarmusch's wryly ruminative, sleepy-cool level, but the cadaverous Stooges frontman had been a creative ally since the director's early Coffee [...] Vai alla recensione »

venerdì 14 giugno 2019
Todd McCarthy
The Hollywood Reporter

The dead don't die, and neither does the zombie genre, with Jim Jarmusch's slim but fun hipster take on the format's familiar tropes. A small Eastern town becomes notably smaller as the undead rise to chew upon a flavorsome cast that's methodically ripped apart, feasted upon and otherwise pretty thoroughly decimated by the time Sturgill Simpson's nifty title tune plays out for the final time.

venerdì 14 giugno 2019
Peter Bradshaw
The Guardian

Jim Jarmusch's undeadpan comedy is laconic, lugubrious and does not entirely come to life, despite many witty lines and tremendously assured performances by an A-list cast. It's a droll if directionless riff on a fondly remembered, affectionately reanimated genre: the middle-America zombie nightmares of George A Romero, when the flesh-munching bodies tumble out of their graves, now utterly surrendered [...] Vai alla recensione »

venerdì 14 giugno 2019
Alessandra De Luca
Avvenire

Nella sonnolenta cittadina di Centerville cominciano ad accadere cose strane: il sole smette di tramontare, gli animali diventano inquieti e aggressivi, la radio trasmette solo la canzone The Dead Don't Die di Sturgill Simpson e i morti riemergono dalle proprie tombe. Tutta colpa, dice la tv, dello spostamento dell'asse terrestre che rischia di provocare sul nostro pianeta una vera e propria catastrofe. [...] Vai alla recensione »

venerdì 14 giugno 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Scorri il cast e scopri l'autore. Tilda Swinton, che fu vampira, è titolare delle pompe funebri, tra Famiglia Addams e Kill Bill. Driver, che fu conducente poeta di autobus, è il poliziotto esperto (conosce anche il copione del film). Bill Murray, icona del regista, è lo sceriffo. Iggy Pop il primo non-morto a fare cucù. Tom Waits, il tremendo uomo dei boschi.

giovedì 13 giugno 2019
John Semley
The Globe and Mail

"This is the final shootout scene," says Forrest Whittaker's out-of-time, culturally-crisscrossed urban-hitman-samurai, setting off the final shootout scene of Jim Jarmusch's 1999 film Ghost Dog: The Way of the Samurai. It's the sort of self-conscious, wink-nudge shtick that, circa the turn of the millennium, was very much on-trend and which now feels as hopelessly dated as spaghetti straps and Yankees [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 giugno 2019
Katie Walsh
The Los Angeles Times

Indie pioneer Jim Jarmusch may be best known for his low-key, chatty black-and-white films such as "Stranger Than Paradise," which won the Camera d'Or at Cannes in 1984, and "Down by Law." But the auteur has always flirted with genre, from his samurai-inspired crime film "Ghost Dog: The Way of the Samurai" and his recent vampire film, "Only Lovers Left Alive.

giovedì 13 giugno 2019
A. O. Scott
The New York Times

"The Dead Don't Die," Jim Jarmusch's shaggy-dog zombie movie, isn't all that scary, but one thing about it did haunt me. A character played by Selena Gomez is referred to as "a hipster from the big city." If I were on Twitter right now, I'd note that fact and say something like "Wow. 2019," except that I'm not sure I entirely understand the layers of irony and pop-cultural meta-textualism at work here. [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 giugno 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Nasce sotto il segno di La notte di morti viventi (1968), traducendo l'horror in surreale umorismo secondo i collaudati canoni del cinema di Jim Jarmush, ma si tratta di uno Jarmush minore, che con sorridente vaghezza intreccia il divertito omaggio a un genere a lui caro con un'esplicita satira dell'America di Trump. A partire dal fatto che i morti escono dalle tombe a causa di uno spostamento dell'asse [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 giugno 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Lo spostamento dell'asse terrestre ha fatto scambiare il giorno con la notte, risvegliando i morti. Che, oltre a divorare i vivi, non hanno dimenticato le loro fisse terrene, come lo Chardonnay, i telefonini, gli antidepressivi. Tre poliziotti proveranno a fermare la resurrezione, con l'aiuto di una strana impresaria di pompe funebri. Film grottesco, ironico, tra commedia e horror, per raccontare quanto [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 giugno 2019
Maurizio Cabona
Il Messaggero

Dopo la gara russo-americana degli Anni '40-'50 a chi ha la bomba nucleare più grossa, due esplosioni contemporanee ai Poli spostano l'asse terrestre. Ne deriva il cambio del clima e la catastrofe. ...e la Terra prese fuoco di Val Guest, il film britannico del 1961 che lo immagina un anno prima della reale crisi di Cuba, sintetizza le paure di tutti e diventa un classico del cinema (ed è il debutto [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 giugno 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

Tra i cineasti in servizio attivo, Jim Jarmusch è forse il meno dipendente da un repertorio codificato e riconoscibile. Alterna film di grande delicatezza psicologica (Broken Flowers, Paterson) con rivisitazioni dei generi tradizionali: dal western (Dead Man) all'horror, come Solo gli amanti sopravvivono o questo film di zombi, che ha fatto l'apertura del Festival di Cannes.

giovedì 13 giugno 2019
Eugenio Renzi
Il Manifesto

Tutto comincia con un pollo. Un contadino della contea di Centerville ne denuncia la scomparsa. Due poliziotti indagano sul fattaccio. Il pubblico già sa che dietro c' è uno zombi. Ma cos' è uno zombi? È uno che ritorna, un non morto. E ovviamente il primo a tornare è il genere stesso. Che per altro non è mai morto, ma al contrario si è evoluto. COME RICORDA Jarmusch stesso nelle sue varie interviste [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 giugno 2019
Benedetta Bragadini
Rolling Stone

I morti non muoiono è uno dei quei film che vai a vedere con un hype pazzesco. E quando esci dal cinema sei incazzato nero. Perché le premesse c'erano tutte: quell'hipster geniale ed über indie di Jim Jarmusch (Paterson è un capolavoro), il suo talento per l'horror (i vampiri di Solo gli amanti sopravvivono!), il suo humor rarefatto - che con gli zombie ci va a braccetto - e un cast da far tremare [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 giugno 2019
Marina Visentin
Cult Week

La terra sottoposta a continue vessazioni ha cominciato a ribellarsi: la calotta polare si è fratturata e l'asse terrestre si è spostato, invertendo giorno e notte e provocando una fitta serie di eventi variamente catastrofici. È questo l'incipit del nuovo e atteso film I morti non muoiono di Jim Jarmusch, in arrivo nelle nostre sale dopo un passaggio - tra tanti applausi e non pochi fischi - al recente [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 giugno 2019
Richard Brody
The New Yorker

Il film di zombi di Jim Jarmusch è una vitale, fantasiosa e politicamente cupa fiaba su un mondo mandato fuori giri dal fracking polare. Lo spostamento dell'asse terrestre che ne deriva cambia la durata del giorno e della notte e riporta in vita i morti. E nella piccola cittadina di Centerville ci sono solo tre agenti di polizia (Adam Driver, Bill Murray e Chloë Sevigny) per fare i conti con loro. Vai alla recensione »

martedì 11 giugno 2019
Ann Hornaday
The Washington Post

In Jim Jarmusch's zombie comedy "The Dead Don't Die," Adam Driver and Bill Murray play Ronnie and Cliff, a pair of amiable police officers in a small town called Centerville that could be Upstate New York or the Poconos - a rural, pleasant redoubt that when the movie opens is seen behind a scrim of gentle mist. "A Real Nice Place," reads a welcome sign later in the film, which of course can only mean [...] Vai alla recensione »

martedì 11 giugno 2019
Roberto Manassero
Film TV

Tutto sta nel titolo originale, The Dead Don't Die, che letto velocemente suona come uno scioglilingua, dededdondai, ripetizione di lettere e sillabe ridotte allo stato di suono. Jarmusch ci ha da sempre abituati a giochi come questo («I scream, you scream, we all scream for ice cream» cantavano i carcerati di Daunbailò) e soprattutto ha sempre collocato il suo cinema fuori dallo spazio reale per portarlo [...] Vai alla recensione »

martedì 11 giugno 2019
Pietro Masciullo
Sentieri Selvaggi

Dentro un orologio rotto si muoveva già Tom Waits in uno dei suoi capolavori, forse l'album più rappresentativo della produzione anni '80 del cantautore americano. Suggestione che ci porta dritti a quest'ultimo rain dog interpretato in I morti non muoiono: un eremita/filosofo perso nel bosco intorno a Centerville - "a very nice place" di qualche centinaio di abitanti - dove gli orologi si fermano e [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 giugno 2019
Marco Giovannini
Ciak

I 700 e rotti (in tutti i sensi) abitanti di Centerville, talmente minuscola che non ha nemmeno un centro, sono preoccupati. Gli orologi non funzionano più e il Sole e la Luna non si alternano più con regolarità. L'asse del nostro pianeta si è spostato per l'ultima irresponsabile trovata capitalistica: la trivellazione della calotta polare alla ricerca di materiali combustibili.

venerdì 17 maggio 2019
Fabio Fumagalli
Filmselezione

E' una lunga storia d'amore quella vissuta da Jim Jarmusch con Cannes. Otto selezioni dei suoi tredici film: dapprima Stranger Than Paradise, che nel 1984 gli assicura la Camera d'Oro riservata alla migliore opera prima. Poi, Down by Law e Mistery Train, nell'86 e 89; quindi Taxisti di notte: Seguono due capolavori come Dead Man e Ghost Dog nel 1991 e il 1999.

giovedì 16 maggio 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Di paura si può morire. Di paura di può tornare anche in vita. Ma soprattutto di paura si può anche ridere, però questo risultato il primo film in gara non lo ottiene e "The dead don't die" e la firma eccellente di Jim Jarmusch, apre immediatamente la lista delle delusioni. A Jarmusch, che proprio qui a Cannes qualche anno fa aveva saputo cogliere una struggente storia di vampiri, alla base del suo [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 maggio 2019
Francesco Boillé
Internazionale.it

Zombie stanchi quanto l'occidente e i suoi (non) valori, quanto il suo immaginario. The dead don't die, di Jim Jarmusch, ha aperto la 72ª edizione del festival di Cannes - che almeno sulla carta si annuncia tra i più stimolanti degli ultimi dieci anni - illustrando questo concetto in maniera interessante per alcuni aspetti ma senza convincere interamente.

mercoledì 15 maggio 2019
Geoffrey MacNab
The Independent

The 72nd Cannes Festival opened on a muted note on Tuesday evening with the world premiere of Jim Jarmusch's pallid zombie comedy, The Dead Don't Die. This is Jarmusch at his most low key. He has a tremendous cast, many of whom have worked with him before, but he doesn't do much with them. Actors such as Bill Murray, Adam Driver, and Steve Buscemi give strangely listless and deadpan performances.

mercoledì 15 maggio 2019
Emanuela Martini
Film TV

Se i suoi vampiri evanescenti vivevano a Detroit e a Tangeri, ai bordi della decadenza occidentale, i suoi zombi proliferano nel cuore dell'America: Centerville, "a real nice place", tutta gente che si conosce, un po' alla Twin Peaks, qualche fattoria, una strada, un posto di polizia, un diner. E un cimitero dal quale, quando una catastrofe scombina l'asse e i ritmi della Terra, riemergono i morti [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 maggio 2019
Alessandro Stellino
Filmidee

La 72° edizione del Festival di Cannes si apre su toni di sommessa polemica: la rivoluzione degli orari delle proiezioni stampa indispettisce i giornalisti, messi alle corde da una manifestazione che dimostra di tenere in sempre minor conto il responso della carta stampata (per non dire di quello del popolo critico di internet), fa firmare embargo all'atto del ritiro dell'accredito e - corre voce - [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 maggio 2019
Raffaele Meale
Quinlan

A Centerville, una tranquilla cittadina della provincia statunitense, i morti escono dalle tombe, risvegliati dallo spostamento dell'asse terrestre per colpa dei cambiamenti climatici. Lo sceriffo e i suoi assistenti, insieme ad alcuni abitanti, tentano la strenua resistenza. I morti non muoiono a Centerville, placida cittadina statunitense, "a very nice place" come indica una scritta.

mercoledì 15 maggio 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

Nel 1968 George A. Romero confezionava il primo zombie-movie politico della storia, "La notte dei morti viventi", metafora del lato oscuro del sogno americano e delle sue valenze cannibalistiche. Il 72° Festival di Cannes ha scelto per il suo 'via' l'ultima rivisitazione politica del genere, firmata da un beniamino di Cannes (e di ogni cinefilo che si rispetti): il Jim Jarmusch di "Down by law", "Dead [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 maggio 2019
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

"Andrà a finire male". L'agente Peterson (Adam Driver) lo intuisce (a dire il vero lo sa proprio, "ho letto il copione per intero"...) dall'inizio del film. Nella tranquilla (immaginaria) cittadina di Centerville, qualcosa non va come dovrebbe. La luna splende grande e bassa nel cielo, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali iniziano a mostrare comportamenti insoliti.

mercoledì 15 maggio 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Allegro ma non troppo, dark ma non abbastanza, The Dead Don't Die porta il Jarmusch style in un territorio che - evidentemente - non gli appartiene, e se proprio di horror dobbiam parlare, alla lunga preferiamo i suoi vampiri, quelli del meraviglioso Only Lovers Left Alive che portò al Cannes nel 2013. D'altra parte è lo stesso cineasta americano a dichiarare che i succhiatori di sangue sono i suoi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 maggio 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

Centerville non è proprio il centro dell'universo. 400 abitanti, zero criminalità, tre poliziotti tutti miopi, un eremita, il bar gestito da un nero ma frequentato sempre e solo da un bianco razzista (cappellino con slogan: Make America White Again). All'improvviso gli zombie. Sono lenti come piacevano al maestro Romero e al nostro Fulci ma implacabili e abitudinari, cercando connessioni internet anche [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 maggio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Una classica little town americana, poche centinaia di abitanti: ma diner, stazione di polizia, pompe funebri e addirittura un istituto di correzione per minori. Per mezz' ora, una descrizione svagata e quasi ipnotica, di quelle tipiche del regista, piena di tocchi irnoici e sornioni, piccole gag deliziose, popolata di volti noti: Bill Murray, Adam Driver e Chloë Sevigny sono i poliziotti, Tilda Swinton [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 maggio 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

The Dead don't Die parla di zombie, gli zombie che siamo noi, che affollano il nostro tempo, l'America di Trump e l'Europa dei governanti alla Macron (o dei nostri)?, la realtà dei confini, dei muri, tra persone e tra ricchezze, nell' organizzazione gerarchica del mondo. Gli zombie sono gli esclusi, quelli messi ai margini - così nelle parole di Tilda Swinton - ai quali resta solo la fame.

mercoledì 15 maggio 2019
Anton Giulio Onofri
Close-Up

Zeppo di allitterazioni dentali ad effetto, il titolo originale inglese del nuovo film di Jim Jarmusch scelto dal Festival di Cannes per la serata di apertura dell'edizione 2019 (e inserito nel concorso ufficiale) lascia indovinare quella programmaticità estetica e strutturale tipica di un cinema che, salvo rare e riuscite intuizioni liriche (Dead Man, Ghost Dog), risulta a volte troppo costretto in [...] Vai alla recensione »

martedì 14 maggio 2019
Owen Gleiberman
Variety

What does a Jim Jarmusch zombie movie look like? It looks like just what you'd expect: a cheeky hipster walking-dead comedy that surveys the apocalypse with a shrug of blasé self-consciousness. (It seems to be saying, "The dead are rising! And what else is new?") "The Dead Don't Die," which kicked off this year's Cannes Film Festival, opens with a shot of a cemetery, an all-too-obvious nod to the [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
venerdì 14 giugno 2019
Andrea Chirichelli

Pets 2 - Vita da animali (guarda la video recensione) mantiene la prima posizione in una classifica che ieri ha comunque visto l'arrivo di tre nuove entrate, limitate però a posizioni di rincalzo. Nessun film, come capita spesso il giovedì, è riuscito [...]

BOX OFFICE
giovedì 13 giugno 2019
Andrea Chirichelli

Pets 2 rimane leader della classifica italiana seguito da Aladdin e X-Men - Dark Phoenix. Scopri la classifica »

POSTER
giovedì 6 giugno 2019
 

L'abuso spropositato delle risorse del pianeta ha provocato la frattura della calotta polare e lo spostamento dell'asse terrestre, scambiando il giorno con la notte e risvegliando i morti dal riposo eterno.

VIDEO RECENSIONE
lunedì 3 giugno 2019
A cura della redazione

L'abuso delle risorse del pianeta ha provocato lo spostamento dell'asse terrestre, scambiando il giorno con la notte e risvegliando i morti dal riposo eterno. A Centerville, da qualche parte in Ohio, il mondo chiede il conto agli uomini.

TRAILER
mercoledì 15 maggio 2019
 

L'abuso spropositato delle risorse del pianeta ha provocato la frattura della calotta polare e lo spostamento dell'asse terrestre, scambiando il giorno con la notte e risvegliando i morti dal riposo eterno.

GALLERY
mercoledì 15 maggio 2019
 

Si è aperta ufficialmente ieri sera la 72esima edizione del Festival di Cannes. A dare il via al concorso è stato l'attesissimo I morti non muoiono di Jim Jarmusch, film irriverente dal cast stellare (Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloë Sevigny, [...]

NEWS
martedì 7 maggio 2019
 

La pacifica città di Centerville si trova a combattere un'orda di zombie mentre i morti iniziano a sorgere dalle loro tombe.Diretto da Jim Jarmusch, I Morti non Muoiono sarà al cinema da giovedì 13 giugno distribuito da Universal Pictures.

CANNES FILM FESTIVAL
mercoledì 10 aprile 2019
 

L'attesissimo zombie movie di Jim Jarmusch, The Dead Don't Die, darà il via al concorso del 72° Festival di Cannes, fissato per il prossimo 14 maggio. Un cast stellare, composto da Bill Murray, Chloe Sevigny, Adam Driver, Tilda Swinton, Selena Gomez, [...]

TRAILER
lunedì 1 aprile 2019
 

Il nuovo film di Jim Jarmusch con Selena Gomez, Adam Driver, Bill Murray, Steve Buscemi, Tilda Swinton, intenti a combattere gli zombie.

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