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Chloë Sevigny

Chloë Sevigny (Chloë Stevens Sevigny) è un'attrice statunitense, regista, sceneggiatrice, è nata il 18 novembre 1974 a Darien, Connecticut (USA).
Nel 2010 ha ricevuto il premio come miglior attrice secondaria serie miniserie film tv al Golden Globes per il film Big Love. Chloë Sevigny ha oggi 47 anni ed è del segno zodiacale Scorpione.

La reginetta dei film indie

A cura di Fabio Secchi Frau

L'attrice americana che più di ogni altra si potrebbe definire indipendente, almeno nelle scelte e nei generi che ha esplorato. Psicologica, sta attraversando il suo momento d'oro, facendosi straordinaria interprete di quell'oscuro malessere che è in ognuno di noi. Eclettica per natura e vocazione, divina quando bacia un'altra donna - che sia stata sedotta o sia stata lei a sedurre poco importa -, stilisticamente provocatoria, non lasciatevi mai imbambolare da quel faccino biondo, perché la signorina in questione è stata capace di mettere in scena la più provocatoria sequenza di sesso orale del cinema, come non se n'erano mai viste!
Di origini europee (si dice nobili), figlia di un ragioniere, ma sorella di Paul Sevigny, meglio conosciuto come NYC DJ, Chloë Sevigny è sempre stata una ragazza ribelle, tanto è vero che durante il suo ultimo anno di studi liceali si rasò la testa a zero! Nello stesso periodo, comincia a lavorare per racimolare qualche quattrino e lo fa con il mestiere di babysitter. Ironia della sorte, il bambino del quale si deve prendere cura è l'attore Topher Grace. Poteva rimanere nella sperduta Darien, cittadina americana, a un'ora di macchina da Manhattan, che le ha fatto da casa, ma invece a 18 anni, decide di trasferirsi a Brooklyn dove si unisce a un gruppo di skaters che bazzicano al Washington Square Park e ciondolano nei locali della città. New York City le porta fortuna e, per una ragazza con quella grazia, non è difficile farsi notare, infatti, mentre camminava per strada, ecco che viene notata dalla fotografa Nina Schultz, che lavora per la rivista di moda SASSY, e messa immediatamente sotto contratto per la H&M. La vita di modella è affascinante, ma anche piena di sacrifici. Collabora in alcuni video musicali come esperta costumista e poi si fa rappresentante della moda grunge e rave, ormai veri e proprio movimenti giovanili culturali underground che vivono nel sottobosco newyorkese. Incontra Harmony Korine, sceneggiatore e regista esordiente che all'inizio le offre tutta la sua amicizia, ma che poi vedrà trasformato il loro legame in un rapporto amoroso.
Sarà proprio Korine a spingere la Sevigny alla recitazione quando, dopo aver scritto Kids, le chiede di far parte del film, venendo diretta da Larry Clark, nel 1995, e diventando così compagna di set di Rosario Dawson. Il suo ruolo è quello di Jennie, una ragazza che scopre di essere affetta dal virus dell'HIV, un ruolo molto intenso e particolarmente pesante che spingerà Steve Buscemi a chiederle di partecipare al film Mosche da bar, l'anno seguente. Cominciano a fioccare proposte economicamente allettanti, anche da Hollywood, ma la Sevigny declina e torna a lavorare accanto a Korine, che questa volta sarà il suo regista in Gummo (1997), per il quale firma anche i costumi.
Disgraziatamente, la sua relazione con Korine si interrompe e lei passa a Jarvis Cocker, per poi avere un brevissimo flirt con Vincent Gallo. Nel contempo, acquista la fama di reginetta dei film indie, imponendosi al mondo intero e alla critica con pellicole come Palmetto - Un torbido inganno(1998) di Volker Schlöndorff, con Woody Harrelson, Elisabeth Shue e Gina Gershon, o The Last Days of Disco(1998). Ma è con l'opera prima di Kimberly Pierce che la Sevigny tocca il cielo con un dito. Inizialmente era stata audizionata per il ruolo di Teena Brandon (una ragazza che ama e si comporta da ragazzo) in Boys Don't Cry (1999), la regista la vide però meglio nel ruolo della bella e affascinante Lana, offrendo il ruolo della Brandon a una Hilary Swank in stato di grazia. La Sevigny, altrettanto brava, sarà nominata ai Golden Globe e agli Oscar come miglior attrice non protagonista, ma disgraziatamente non vincerà, perché il premio andrà alla ragazza interrotta Angelina Jolie.
Poco importa, la Sevigny continua a lavorare in film indipendenti come Julien Donkey-Boy (1999), La mappa del mondo (1999), American Psycho (2000) e il sorprendente film tv Women (2000), dove questa volta è lei a vestirsi da ragazzo (al posto della Swank) e a chiedere di essere amata da una riluttante Michelle Williams nell'episodio 1972. Dopo aver partecipato a un altro film corale, Ten Minutes Older - The Trumpet (2002), ritrova Gina Gershon nel film Demonlover (2002) di Olivier Assayas, poi recita accanto a un redivivo Macaulay Culkin in Party Monster (2003). È sul set della scandalosa opera The Brown Bunny (2003) di Vincent Gallo che intraprende una piccola relazione con lui e accetta di mettere in scena una urtante e quantomeno esplicita ripresa di sesso orale.
Volto molto amato dal maestro Lars von Trier, la Sevigny si fa dirigere in Dogville (2003) e Manderlay (2005), primi due episodi della trilogia "americana" del regista danese. Nell'ultimo periodo della sua carriera, la Sevigny si fa meno rigida e accetta anche pellicole più commerciali, apparendo perfino in telefilm come Will & Grace (2004). Lavora per Woody Allen in Melinda e Melinda (2004) e si fa volto della campagna MAC Cosmetics Viva Glam. Recita per il re dei registi indipendenti Jim Jarmusch in Broken Flowers (2005), nel ruolo della segretaria di Jessica Lange, ma anche in I morti non muoiono (2019), e si fa dirigere da David Fincher nel thriller Zodiac (2007), accanto a Jake Gyllenhaal. Tra le ultime interpretazioni troviamo quella di Sarah nella serie di Luca Guadagnino We Are Who We Are.
Notevole e violenta, è particolarissima anche nel descriversi: « Io sono molto orgogliosa della mia integrità e meno orgogliosa del mio cinismo».

Ultimi film

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Thriller, (USA - 2007), 158 min.
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Thriller, (USA, Canada - 2000), 101 min.
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Drammatico, (Danimarca - 2005), 139 min.
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News

Il film verrà presentato al Toronto Film Festival.
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