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martedì 6 dicembre 2016

Hilary Swank

Una ragazza da milioni di dollari

Nome: Hilary Ann Swank
42 anni, 30 Luglio 1974 (Leone), Bellingham (Washington - USA)
occhiello
Questa è l'unica vita che abbiamo ed è una cosa grande, terribile, breve e infinita e nessuno di noi ne esce vivo
dal film P.S. I Love You - Non è mai troppo tardi per dirlo (2007) Hilary Swank è Holly Kennedy
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Hilary Swank
Golden Globes 2005
Premio miglior attrice in un film drammatico per il film Million Dollar Baby di Clint Eastwood

Golden Globes 2005
Nomination miglior attrice miniserie o film tv per il film Angeli d'acciaio di Katja von Garnier

Premio Oscar 2004
Premio miglior attrice per il film Million Dollar Baby di Clint Eastwood

Golden Globes 2000
Premio miglior attrice per il film Boys Don't Cry di Kimberly Peirce

Premio Oscar 1999
Premio miglior attrice per il film Boys Don't Cry di Kimberly Peirce



L'attrice di Hollywood incontra i giovani giurati del festival.

Hilary Swank a confronto con i ragazzi di Giffoni

venerdì 15 luglio 2011 - Fiorella Taddeo cinemanews

Hilary Swank a confronto con i ragazzi di Giffoni Gli applausi esplodono sin dalle immagini di Boys don't cry, proiettate nella grande sala Truffaut. Il video confezionato ad hoc dallo staff di Giffoni ripercorre le tappe dell'incredibile carriera di Hilary Swank, la star più attesa nell'edizione 41 del festival del cinema per i ragazzi. I giurati l'aspettano tutti in piedi. Il cinema è un tripudio di t-shirt gialle, viola, nere. Le ragazzine lanciano sguardi ammirati. Notano le scarpe: zeppe rosse di altezza non inferiore ai 13 centimetri. Ma lei, la divina interprete di The Million Dollar Baby, sembra sfidare le leggi di gravità e con un passo veloce e un'allure unica, saluta tutti e sorride con naturalezza. I ragazzi quasi non parlano. Sembrano inebetiti da tanta bellezza e da tanta decisione. «È proprio una “brava” attrice..» dice uno di loro «Solo brava?» gli risponde malizioso un altro. Le premesse perché l'incontro tra l'attrice premio Oscar e i ragazzi di Giffoni si riveli intenso e coinvolgente ci sono tutte.
Una bambina della Bielorussia le chiede come riesce ad affrontare lo stress del suo lavoro. La Swank sorride: «mi avevano avvisata che qui mi avrebbero fatto le domande migliori della giornata. In effetti fare l'attrice non è solo glamour. C'è un lavoro duro alle spalle e la cosa più difficile è riuscire a rimanere fedele alla propria idea di lavoro». La curiosità del pubblico si concentra tutta proprio sul mestiere di interprete. In molti hanno visto i suoi film, in molti l'hanno vista trionfare sui red carpet di tutto il mondo. «Mi chiedete consigli per diventare bravi attori. Bene: dovete avere sempre una vorace fame di verità. Verità del ruolo, verità del film, verità del personaggio. È questo che fa la differenza. Guardate Meryl Streep: per me lei è la migliore in assoluto. Riesce sempre a diventare qualcun altro. Non so che farei per essere anche solo una mosca che le ronza intorno». Dalla platea si alza un ragazzino: «Hilary sposami!». «Quanti anni hai?» gli risponde. «Diciannove!». «Peccato. Se ti sposo mi arrestano». E la sala esplode a ridere.
«Spesso mi chiedono dove voglio arrivare dopo aver vinto due Oscar- continua la Swank- Io sento di avere in me un potenziale ancora enorme da esprimere. Se pensi infatti di aver raggiunto già tutto, corri il rischio di rinunciare alla tua stessa vita. Non volevo diventare un'attrice per vincere dei premi. L'ho fatto perché amo le persone e le loro storie. E, credetemi, le aspettative su di me sono sempre altissime. Ma non importa perché le aspettative più alte sono comunque le mie. Mi metto continuamente sotto pressione. Ma è questa la bellezza dell'arte: non esiste perfezione, ma solo la ricerca della perfezione».
Manlio Castagna, il vicedirettore del festival, reclama l'ultima domanda prima di consegnare a Hilary Swank il premio Truffaut. Ma i ragazzi non smettono di agitare le mani per potersi aggiudicare il microfono. «Pensi di poter ancora migliorare?» chiede infine un giovanissimo giurato. L'attrice non si precipita nella risposta. Ci pensa su e dice: «Ok, queste cose le dico a voi. Non ne parlerei mai con la stampa. In effetti non sono tra quelle attrici che affermano di non riguardarsi mai: per me è fondamentale andare a rivedere il lavoro fatto...anche quando hai vinto l'Oscar. È importante analizzare il modo in cui la telecamera ti cattura e ti riprende: capire le inquadrature. Così mi rendo conto dei miei punti deboli, osservo dove si accumula in modo eccessivo la tensione. Solo così imparo a riconoscerla e a tenerla a bada per il futuro».

   

La Robert De Niro in gonnella si racconta al pubblico del festival.

Million Dollar Swank, al Giffoni la dura di Hollywood

venerdì 15 luglio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Million Dollar Swank, al Giffoni la dura di Hollywood Minuta, vestita in giallo canarino e in equilibrio su gigantesche scarpe a zattera rosse, la due volte premio Oscar Hilary Swank è apparsa ieri al festival di Giffoni per incontrare il pubblico dei ragazzi. Qualcuno la chiama «la Robert De Niro in gonnella», lei fa la modesta e glissa: «Qualsiasi associazione vogliate fare con De Niro, mi rende una donna felice». Nessuno dice invece che da qualche tempo Hollywood non la ama come prima, i tempi dei grandi film d’autore sono passati, Boys Don’t Cry e Million Dollar Baby risalgono al 2000 e al 2005 e quel che è venuto dopo, più o meno di diritto, è stato trascurabile o trascurato. Lei mette le mani avanti, spiega di non avere «rancori», con orgoglio sottolinea che «non ho mai fatto un film Disney» e che «quando vado al cinema non guardo i film pensando che il ruolo di quell’attrice lo avrei voluto fare io. In sala sono un normalissimo spettatore». Di una bellezza strana e imperfetta, la Swank tende a sfuggire a tutti i canoni di Hollywood. Inafferabile e all’occorrenza anche aspra, è uno strano oggetto femminile che non nasconde le proprie cicatrici fisiche («Servono a ricordare che sei vivo e umano. Che sanguini»), né quelle biografiche («Con i 3000 dollari che ho preso con Boys Don’t Cry non sono riuscita nemmeno a pagarmi l’assicurazione sanitaria»), che si allena col Kraf Maga, training militare dell’esercito israeliano «perché è ottimo anche per l’autodifesa», e che a patti con lo star system non ci è mai voluta andare. Anche a costo di tenere per sé un incredibilmente naturale, e ancor più incredibilmente sottoutilizzato, talento.

Che ricordo ha del suo primo Oscar?
Me lo consegnò Roberto Benigni. Ero seduta in attesa di sapere il nome del vincitore, in ansia. Lui ha aperto la busta e ha perso un sacco di tempo, facendo battute e scherzando. Quegli istanti me li ricorderò per sempre: sono una sua fan ma mi ha fatto soffrire.

Le piace il cinema italiano?
Sono una grande ammiratrice di Fellini, uno dei miei registi preferiti. Ho visto tutti i suoi film. Recentemente mi sono appassionata a Gabriele Muccino: abbiamo parlato di qualche possibile progetto da condividere, anche più di uno.

Si diceva che avrebbe avuto un ruolo ne Il mago di Oz di Sam Raimi: è vero?
Mi sarebbe piaciuto perché adoro Sam Raimi, con cui ho fatto The Gift. Siamo amici, lui è un grande creativo e un artista a tutto tondo. Oz l’avrei tanto voluto fare, ma c’è stato un conflitto politico all’interno degli Studios: diciamo che ci sono persone che avrebbero dovuto lavorarci, e io non ero una di loro. Non nutro risentimento per questa scelta, capita. Con Raimi farò un altro film, prima o poi.

Che ruolo avrà nei suoi prossimi film, New year’s eve e Resident?
In New year’s eve, una commedia, sono una dei producer dello show di capodanno, quello che viene organizzato a fine anno a Times Square. In Resident sono un’avvocatessa da poco separata che se ne va a vivere da sola a New York. È un film dall’atmosfera alla Rosemary’s baby.

In Million Dollar Baby il suo ruolo inizialmente era destinato a Sandra Bullock: ne avete mai parlato?
Sandra non aveva ancora firmato, aveva solo fatto qualche colloquio. Sono cose che succedono: parli di un progetto, poi il film viene finanziato ma magari il tuo attore ormai ha preso altri impegni. Non so bene cosa sia successo nel caso di Million Dollar Baby, comunque rispetto Sandra sia come donna che come attrice e le nostre conversazioni non riguardano mai fatti di lavoro. Se dovesse consigliare un film da vedere al cinema?
La scorsa settimana ho visto Beginners, mi è piaciuto molto. È un dramma con Ewan McGregor, che spiega come l’infanzia influenzi la vita dell’adulto.

Cosa ama dell’Italia?
La sua cultura e l’accoglienza. A 16 anni ho abitato a Milano, la gente mi ha fatto sentire molto protetta. E poi adoro la calda generosità degli italiani, che ti ricorda quanto siano importanti famiglia e amici, e amo il rito del mangiare tutti insieme allo stesso tavolo. Trovo entusiasmanti le doti umane degli italiani.

Come giudica la condizione femminile in Italia?
Quando avevo 16 anni ho passato molto tempo nel vostro paese, che adoro. Tutto sommato la situazione oggi non è tanto diversa da allora. La sfida per le donne è ancora aperta, e non solo in Italia ma in tutto il mondo: viaggiando molto, vedo donne diverse in diverse culture che hanno gli stessi problemi. C’è ancora molto cammino da fare, anche se le cose stanno migliorando. Credo che in questo momento dobbiamo soprattutto essere unite.

Cosa pensa del Festival di Giffoni?
Che è stupendo. Per i ragazzi che vengono qui è fantastico confrontarsi con culture diverse, mi sembra una formula bellissima. Per me è stato incredibile oggi poter pranzare con ragazzi nigeriani, giordani, afghani. Per un bambino della Nigeria, per esempio, è difficile vedere a casa i film che proiettano qui: è un’opportunità incredibile per loro.

Da Boys Don't Cry a Million Dollar Baby, le cinque migliori interpretazioni di Hilary Swank che torna nelle sale con I segni del male

5x1: Hilary Swank, la carezza in un pugno

martedì 10 aprile 2007 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Hilary Swank, la carezza in un pugno Ti colpisce come la Maggie Fitzgerald di Million Dollar Baby; sembra fredda e determinata come il detective Ellie Burr di Insomnia; Hilary Swank stupì tutti nel 1999 con Teena Brandon di Boys Don't Cry: una interpretazione da Oscar per un'attrice che pochi anni prima era stata "tagliata" da Beverly Hills 90210. L'uscita in sala del suo nuovo film, I segni del male, è l'occasione per ripercorrere i cinque ruoli più significativi di questa trentaquattrenne determinata e intensa.

Qualcosa di buono

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,94)
Un film di George C. Wolfe. Con Hilary Swank, Emmy Rossum, Josh Duhamel, Stephanie Beatriz, Jason Ritter.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2014. Uscita 27/08/2015.

Capodanno a New York

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,79)
Un film di Garry Marshall. Con Robert De Niro, Zac Efron, Lea Michele, Ashton Kutcher, Jessica Biel.
continua»

Genere Commedia rosa, - USA 2011. Uscita 23/12/2011.

Amelia

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,87)
Un film di Mira Nair. Con Ewan McGregor, Hilary Swank, Richard Gere, Mia Wasikowska, Christopher Eccleston.
continua»

Genere Biografico, - USA 2009. Uscita 23/12/2009.

P.S. I Love You - Non è mai troppo tardi per dirlo

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,53)
Un film di Richard LaGravenese. Con Hilary Swank, Gerard Butler, Lisa Kudrow, Harry Connick jr., Jeffrey Dean Morgan.
continua»

Genere Commedia, - USA 2007. Uscita 01/02/2008.

I segni del male

* * - - -
(mymonetro: 2,44)
Un film di Stephen Hopkins. Con Hilary Swank, David Morrissey, Idris Elba, AnnaSophia Robb, Stephen Rea.
continua»

Genere Horror, - USA 2007. Uscita 06/04/2007. 14
Filmografia di Hilary Swank »
Qualcosa di buono (2014) Capodanno a New York (2011)
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