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Million Dollar Baby
Un film di Clint Eastwood.
Con Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman, Mike Colter, Lucia Rijker.
continua»
Titolo originale A Million Dollar Baby.
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 137 min.
- USA 2004.
uscita venerdì 18 febbraio 2005.
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![]() Clint Eastwood attore, Hilary Swank e Morgan Freeman, fondono mirabilmente i loro stili di recitazione commuovendoci senza colpire basso
Adriano De Carlo
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Clint Eastwood è il caso più singolare dell'intera storia del cinema. Un westerner segaligno e laconico, un prodotto della televisione di mezzo secolo fa è oggi il regista americano più ammirevole. "Million Dollar Baby", un titolo che poteva suscitare qualche timore, è una delle prove più convincenti di questo californiano pacato e lungimirante. Ispirato ai racconti dello scomparso F.X.Toole, il film mostra la trentenne Maggie Fitzgerald (Hilary Swank) irrompere nella vita dell'anziano manager di pugilato Frankie Dunn (Clint Eastwood), un uomo senza illusioni, ma privo di rancori. L'energia vitale della donna riesce a contagiare il riluttante Frankie, visto che la giovane vuole ad ogni costo diventare campionessa di pugilato. Non più tanto giovane per quello sport violento, Maggie ha una spinta interiore capace di travolgere ogni resistenza. Frankie vede in lei, pur senza ammetterlo, la figlia che non vede ormai da troppi anni. Inizia così il loro sodalizio, che comprende la totale dedizione della donna per quell'uomo che sembra essere l'ultimo legame tra lei ed il resto dell'umanità. Anche il vecchio ex-pugile Scrap (Morgan Freeman), che è diviso tra amicizia e risentimento per Frankie, si unisce al progetto di trasformare la ragazza in un pugile di qualità, in un lasso di tempo proibitivo. L'alchimia che unisce i tre darà risultati insperati. Maggie combatterà con onore, fino alla svolta tragica che consente a ciascuno di dare il meglio di se. Tutto apparentemente molto semplice. Ma il regista Eastwood ci parla di sentimenti, di coraggio e di paura con un pudore, una grazia e quella pacatezza registica che è di fatto uno stile consolidato. La spietatezza di William Munny, il malinconico cow boy de "Gli spietati", è stata rimossa, Frankie Dunn riflette sul suo passato con amarezza, con ironia, con l'amore paterno per questa giovane creatura. Ed a questi temi si aggiunge quello forse più inquietante, che riguarda l'eutanasia e che Eastwood affronta con consapevole fermezza. L'ortodossia della religione viene sfidata senza spocchia, mostrando quanto siano differenti in ogni essere umano i temi della vita e le scelta che da esse derivano. Ed il pugilato, con sequenze magistrali, non è il tema centrale, quanto lo sono quelli riguardanti la crudelta dell'esistenza, la generosità e l'amore ritrovato. E non solo. Clint Eastwood attore, Hilary Swank e Morgan Freeman, fondono mirabilmente i loro stili di recitazione commuovendoci senza colpire basso, con quella partecipazione che ogni attore e regista italiano dovrebbe iniziare a considerare indispensabile per chi fa quel mestiere. |
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premi nomination |
Premio Oscar 4 1 |
Nastri d'Argento 1 0 |
Golden Globes 3 3 |
David di Donatello 1 0 |
Clint ci delude
domenica 20 febbraio 2005
di giovanni dm
Il film del momento, quello di cui non si può parlar male, né da destra né da sinistra; il capolavoro dell'anno, a sentire critici di ogni estrazione: proprio per questo – e per l'entusiasmo con cui eravamo entrati in sala - merita qualche riga. La trama ruota intorno a un vecchio allenatore di boxe (Eastwood) che si trova tra i piedi una trentenne desiderosa di averlo come trainer: e proprio lui, maschilista all'antica in rotta con la figlia (che non risponde da anni alle sue lettere), si continua » |
Nel buio pesto del mondo di eastwood
giovedì 24 febbraio 2005
di alessandro pesce
Sin dal suo debutto dietro la macchina da presa nel lontano 1971 si capì subito che Eastwood non era un regista comune e che aveva imparato la lezione rigorosa del suo maestro Don Siegel.Oggi dopo piu' di 40 anni è al massimo della sua maturità espressiva. Million dollar baby:un film che si segue con religiosa attenzione da subito e che culmina in forti emozioni nell’ultima parte. I temi:il peso del passato,la paternità, l'America degli umili, l’incontro-scontro generazionale,; l’eutanasia ( ma continua » |
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Meditate, gente, meditate
domenica 13 marzo 2005
di Accuccu
Credo che questo sia il più bel film che ho visto negli ultimi 3-4 anni... Non si trovano le parole per descrivere il silenzio, il gelo che scende in sala nello spazio di pochi secondi quando un pugno, il destino, ci attende al varco. Un film all'inizio leggero, ironico, grazie alle contraddizioni tra Clint Eastwood e Morgan Freeman, che poi, man mano che la pellicola va avanti ti descrive la vita così come tutti la conosciamo, con il dolore, la sofferenza, la gioia, l'orgoglio, la speranza, l'amore, continua » |
Facciamoci mettere ko
venerdì 9 marzo 2007
di mic
Non c'è molto da dire. C'è molto da vedere, da guardare. Da guardare e riguardare. Lasciando che i propri pensieri facciano silenzio. Lasciandosi trascinare nie dialoghi, nelle battute, nelle attese e nei dolori dei protagonisti. Lasciandosi scolpire nella mente le immagini di quei toni quasi in bianco e nero, carichi di drammaticità visiva. Lasciandosi guidare da una regia in questo caso perfetta. Non facendosi ingannare: non è un film sull'eutanasia, sulla morte. E' un film sulla vita, continua » |
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| La voce fuori campo di Eddie (Morgan Freeman) all'inizio del film | |
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Frankie amava ripetere che la boxe era qualcosa di innaturale, che nella boxe si fa tutto al contrario. A volte, per tirare un colpo vincente, bisogna arretrare. Ma se arretri troppo, non combatti più. Rischi tutto per un sogno che nessuno vede, tranne tu!!! |
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| Frankie (Clint) | |
| Ti riposerai da morta!!! | |
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| Eddie (Morgan Freeman)a Frankie (Clint Eastwood) | |
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Eddie: La gente muore ogni giorno Frankie, mentre lucida il pavimento o lava i piatti. Frankie: Sai qual è il loro ultimo pensiero? Non ho mai avuto un'occasione. Eddie: Invece grazie a te Maggie ce l'ha avuta, e se morisse oggi sai quale sarebbe il suo ultimo pensiero? Ho avuto l'occasione che volevo. Frankie: Morirei in pace se fossi in lei. |
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Altre frasi celebri del film Million Dollar Baby
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DVD | Million Dollar BabyUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 21 settembre 2005
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SOUNDTRACK | Million Dollar BabyLa colonna sonora del film
Disponibile on line da lunedì 28 febbraio 2005
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Che grande, struggente, magnifico film è Million Dollar Baby. Negli Usa ha incassato poco e i moralisti gli hanno lanciato contro una campagna per un tema - l'eutanasia - che va bene quando se ne occupano gli altri ("Mare dentro" è in gara come migliore film straniero), molto meno se la produzione è americana. Però a Eastwood, che è un moralista vero, non interessa affatto fare un film a tesi: dall'interno di una squallida palestra di boxe, ci racconta una storia di solitudine e affetti, di conti col passato, di rispetto di se stessi; roba fuori moda, ma che è anche l'unica a contare davvero. » |
di Alberto Crespi L'Unità
Il 31 maggio Clint Eastwood compirà 75 anni: prepariamoci a festeggiarlo. In questi tre quarti di secolo, ne ha fatta di strada: da icona del western italiano (Sergio Leone) a controverso eroe/macho della Nuova Hollywood (Don Siegel e i «Callaghan» successivi), fino a diventare l’unico regista capace di tenere in vita la lezione della Hollywood classica. Da Brivido nella notte (1971) in poi, ha diretto 27 film, conteggiando anche un episodio tv (per le «Storie incredibili» prodotte da Spielberg) e un documentario (per la serie «The Blues» prodotta da Scorsese). » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Se ne sta ai margini, del mondo, Frankie Dunn (Clint Eastwood), il vecchio allenatore di Million Dollar Baby (Usa, 2004, 137’). È bravo a costruire pugili. Conosce la boxe, le sue regole e il suo mercato. Ma non fa correre rischi ai suoi atleti, neppure per un titolo. Già per questo se ne sta ai margini: è troppo interessato a quel che gli sembra giusto, per rincorrere il successo. È un po’ ci sta anche per la sua curiosa abitudine di passate il tempo con un libro in mano. Pensa. Pensa tanto, da tormentare il povero Padre Horvak (Brian O’Byrne) a proposito della Trinità e delle sue oscurità teologiche. » |
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Eastwood, la boxe e poche parole Mirando al cuore del sottobosco dello sport più frequentato dal cinema, la boxe, Eastwood fa uno dei suoi film più scarni, amari, puri, senza dar conto né far sconti. Un classico, alla Hawks, in cui l' azione non ha luogo né tempo: siamo nell' eternità dei primari sentimenti (americani). Un vecchio allenatore si prende cura quasi filiale di una giovane che vuole boxare: entrambi saranno fedeli alle loro promesse finché morte non li separi. Film di poche, essenziali parole, compresa quella, non sempre ascoltata, di Dio: un ritratto impietoso di un angolo sperduto del Grande Paese, in cui Morgan Freeman fa la voce della coscienza e Hilary Swank è ancora sorprendente. » |
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