Dogville

Film 2003 | Drammatico 165 min.

Regia di Lars von Trier. Un film Da vedere 2003 con Nicole Kidman, Stellan Skarsgård, Siobhan Fallon Hogan, Chloë Sevigny, Patricia Clarkson. Cast completo Genere Drammatico - Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia, 2003, durata 165 minuti. - MYmonetro 4,02 su 93 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Von Trier ha forse superato una volta per tutte il piacere sottile di cercarsi dei detrattori con la dimostrazione della capacita' di valorizzare un cinema purificato dall'esibizione stilistica e capace di mettersi al servizio degli attori. In Italia al Box Office Dogville ha incassato 2,6 milioni di euro .

Consigliato assolutamente sì!
4,02/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,80
CONSIGLIATO SÌ
Lars Von Trier si lascia definitivamente il Dogma alle spalle.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Sfuggita all'inseguimento di due killer, la bella Grace arriva nella sperduta cittadina di Dogville. Grazie all'aiuto di Tom, portavoce della comunità, Grace riesce ad ottenere protezione a patto che sia disposta a lavorare per la comunità. Ma quando si viene a sapere che la donna è una grossa ricercata, gli abitanti di Dogville avanzano nei confronti di Grace sempre maggiori pretese. Ma Grace nasconde un segreto che farà pentire tutta Dogville di aver mostrato i denti contro di lei... Lars Von Trier ha ripulito il proprio cinema da quel sospetto di manierismo autoreferenziale che lo rendeva inviso a molti. Il Dogma e' alle spalle. Resta solo un 'Dog' nel titolo del film ma il regista danese, con l'avvio di questa trilogia rompe col passato confermando paradossalmente la continuita'. Niente piu' camera a mano o sfocature estemporanee ma un'assenza quasi totale di scenografia in favore della parola e dei gesti. L'influenza di Brecht e' dichiarata ma non si tratta di un omaggio retro. Siamo invece di fronte a una storia narrata per capitoli in cui si concretizza il bisogno di una moarle che non rinvii la punizione e che, soprattutto, non risolva tutto con un perdono generalizzato. Le colpe vanno punite. Le protagoniste 'cuordoro' della trilogia precedente trovano in Grace un personaggio femminile pronto a subire fino in fondo ma che alla fine sapra' come non soccombere. Von Trier ha forse superato una volta per tutte il piacere sottile di cercarsi dei detrattori con la dimostrazione della capacita' di valorizzare un cinema purificato dall'esibizione stilistica e capace di mettersi al servizio degli attori. Prima fra tutti una straordinaria Nicole Kidman ma senza dimenticare l'apporto di attori del calibro di Ben Gazzara o James Caan. Lauren Bacall non fa il cameo role ma e' li' a ricordarci che il cinema 'classico' non puo' morire. Non pero' conservarlo in una cineteca della memoria. Bisogna sapersi rimettere in gioco. Sempre. Lei lo fa da maestra.

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Recensione di Davide Morena
lunedì 10 novembre 2003

"Il nuovo film di Lars Von Trier non è niente di speciale. Prevedibile e inconcludente, si trascina dall'inizio alla fine senza coinvolgere. La storia è piuttosto banale, e raccontata facendo affidamento su uno stile filmico consolidato al punto da divenire autoreferenziale ed autocelebrativo. Sembra che il cineasta danese si sia adagiato sui canoni peraltro da lui stesso dettati e che trovi difficoltà ad uscire dalla gabbia della ripetizione, forse perché incapace di interpretare il mondo con la forza visiva che un tempo gli era caratteristica. Possiamo forse parlare di crisi per Von Trier."
Il giorno che potremo recensire con queste parole il nuovo film di Von Trier, sarà un giorno memorabile. Magari gli alieni sbarcheranno sulla Terra, un esquimese vincerà i 100m piani alle Olimpiadi, un uomo partorirà venti gemelli, tutto nello stesso giorno. E comunque ricorderemmo quel giorno come il giorno che Von Trier ha fatto un film scontato e mediocre.
Anche questa volta, invece, il nuovo lavoro del regista 47enne è semplicemente sconcertante.
Lo è sin dall'inquadramento scenico del racconto: il mondo, per quanto complesso ed inintelligibile, riesce a stare tutto dentro a un capannone. Gli elementi dello spazio sono stilizzati al punto da divenire simboli prosciugati di ogni elemento estetico: una linea bianca sul pavimento è una strada, il rumore di una maniglia è una porta, il bianco è il giorno ed il nero è la notte. Von Trier sorpassa il Dogma senza rinnegarlo: se prima era bandito il ricorso a qualsiasi set artificiale, in Dogville il tentativo è quello di far muovere gli attori nel vuoto assoluto, nell'assenza totale di scenografia. Il risultato consapevole di questa spremitura è un'astrazione scenografica talmente minimale e significativa da risultare "bella".
I personaggi di Dogville si muovono dentro questa scatola vuota, che a volte sembra enorme ed altre troppo piccola a contenerli: subito chiare ci sono le relazioni su cui saranno giocate le loro storie, tanto lineari da far sospettare allo spettatore, dopo una mezz'ora buona di film, che forse non accadrà nulla di emozionante in questo fittizio scorcio di vita rurale cui si sta assistendo. Qui Von Trier sconcerta ancora una volta, e il film prende una piega inaspettata: si incammina giù per un pendio leggero che crediamo di poter governare, ma che ci accorgiamo essere troppo ripido solo quando ormai è troppo tardi e quando già intravediamo al fondo uno schianto mortale. Come un vortice Dogville ci catapulta in una dimensione oscena e imbarazzante, ci fa vergognare di appartenere al genere umano, solo per poi stupirci ancora una volta: non siamo poi così cattivi, siamo solo umani e dunque abbiamo qualche difficoltà a capire il mondo che ci circonda. Mondo che in Dogville, come detto, sta tutto chiuso in una scatola...
Lo sconcerto dura fino alla fine, quando i titoli di coda si chiudono sull'agghiacciante frase "versione ridotta tratta dall'omonimo film", dando conferma alle voci che volevano il film tagliato nella versione italiana: per quanto lungo ed estenuante Dogville, come già accadeva dopo le quattro ore de Il Regno, ci lascia con le mani serrate sui braccioli della poltrona ed una sola richiesta in mente: "ancòra". Per una volta ci conforta sapere che si tratta del primo capitolo di una trilogia...
Sugli attori non c'è da spendere molte parole. Basti la testimonianza lasciata da Ben Gazzara nel "confessionale" -allestito per dar sfogo alle prevedibili frustrazioni degli attori in una situazione di isolamento come quella voluta da Von Trier - e riportata tra le altre nel trailer del film: Gazzara ha giurato sull'Onnipotente che non mancherà mai più di rispetto a sé stesso in questo modo e che quindi non lavorerà mai più per questo regista maledetto. Grazie Lars, per averci dato la confortante certezza che anche i grandi attori per guadagnarsi da vivere devono lavorare fino a sudare sangue.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 31 gennaio 2013
Sylya

Con una superba Nicole Kidman che fa di se stessa la rappresentazione più che calzante della delicatezza e della bontà d'animo, diversamente dai film a cui siamo abituati Dogville si apre come una lunga pellicola di un'inconsueta drammaticità presentataci con gli strumenti più semplici di una scenografia teatrale.

sabato 19 gennaio 2013
weachilluminati

Signori accomodatevi,  salite su treno di questo  eccellente lavoro di Lars Von Trier.  E'  in scena l'umana meschinità   ed il potere di cancellarla .  Con una rappresentazione teatrale incisiva   il regista  scava  nei meandi della pische malata di chi cerca di giustifcarsi. Un finale esplosivo con un dialogo finale lapidario.  & [...] Vai alla recensione »

sabato 11 febbraio 2012
Luis23

E' obbligatorio mettere subito in risalto una superba interpretazione di Nicole Kidmann, Del resto tutti gli attori contribuiscono nel film a costruire il pathos, che avvolge il film con punte di vere e proprie atrocità. Non è un caso che l'ancor più crudele e "necessario" epilogo non turba affato l'ossservatore ma, anzi, provoca una liberazione come quando, [...] Vai alla recensione »

martedì 15 marzo 2011
pikkio

Del film "Dogville" mi è rimasta una sensazione particolare, scrivo questo commento per sapere da chi lo avesse visto cosa pensi. Cercando un aggettivo per descrivere sinteticamente l'opera me ne è venuto in mente uno riferito a qualcosa che in realtà nella stessa opera è mancata, parlo del termine "sobrietà" e mi riferisco principalmente [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 ottobre 2013
Barone2000

La bella Grace arriva Dogville, cittadina nelle Montagne Rocciose americane, inseguita dai gangster. Per restare deve guadagnarsi la fiducia degli abitanti (15) assumendo lavori servili inutili, con buona volontà e spirito di sottomissione. Quando la comunità le volterà la faccia, facendola prigioniera, e denunciandola ai gangster la verità che verrà alla luce non potrà essere più crudele e meritata. [...] Vai alla recensione »

domenica 23 novembre 2014
Murphy

Film di grandissima intensità, durezza e verità. Film assolutamente innovativo dato il fatto che si svolge praticamente senza alcuna scenografia, ma non per questo risulta boioso o stancante. Proprio per il fatto che non esistono luoghi che fanno da sfondo ai protagonisti, sono i protagonisti stessi che acquistano importanza. Il maestro danese non fece mai scelta più azzeccata [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 giugno 2014
stefano capasso

Dogville è una cittadina degli Stati Uniti, isolata, la strada che ci arriva si interrompe lì. Una piccola comunità ci vive nelle sue abitudini consolidate e immutabili. L'arrivo improvviso di Grace, che cerca di sfuggire ai gangster innesca una serie di processi relazionali tra gli abitanti. Grace è una giovane e bella donna che ha bisogno di aiuto e da questo gli [...] Vai alla recensione »

lunedì 15 luglio 2013
ShiningEyes

Perverso, maniaco, psicopatico,simbolista, porco, dategli tutti gli aggettivi che vi pare, ma il fatto che, Lars Von Trier è uno dei più originali e fantasiosi cineasti del mondo, è innegabile. Posso capire che vi sconvolge, con il suo cinema crudo, triste e pesante, ma chi sa vedere oltre la soglia dei propri pregiudizi o blocchi mentali, lo può apprezzare appieno. Vai alla recensione »

giovedì 15 febbraio 2018
criticoso

Dogville è materialmente una pellicola, ma non è cinema. No, non è cinema perché non c'è paesaggio, non c'è scenografia. Forse è teatro? No, non è  teatro, perché non c'è palcoscenico. Forse è letteratura? No, non è letteratura, anche se la voce narrante conta almeno quanto la recitazione.

giovedì 19 novembre 2015
jacopo b98

 Negli anni ’30 la giovane e bella Grace (Kidman) arriva, braccata da un gangster senza nome, a Dogville, una piccola cittadina sulle montagne rocciose. Tom (Bettany), l’idealista del villaggio, farà di tutto per farla accettare, ma Dogville mostrerà tutta la propria crudeltà e la propria repressione verso la nuova venuta.

venerdì 19 giugno 2015
Omanoc_load

Dogville non deve lasciare inquieti per le dichiarazioni della stessa Kidman che ha ribadito la sua contrarietà a ritornare a lavorare con un regista più che inquieto come Lars Von trier. Dogville non deve essere sminuito per quell'unico spazio scenico che ritorna e ritorna a scandire le stagioni. Dogville deve rendersi necessario quanto indispensabile per chi rischia ancora di definirsi [...] Vai alla recensione »

domenica 7 settembre 2014
SnoYze

Il film è consigliabile a chi ama i banalmente denominati "film lenti". è un film di Von Trier (chi conosce il regista sa cosa aspettarsi da Dogville), ciò significa che sarà per tutte le sue due ore di durata un film molto impegnativo e intriso sempre di messaggi, nascosti e non, sulle facoltà che l'uomo ha o può arrivare ad avere.

domenica 11 maggio 2014
Max Steel

Siamo negli anni 30: Grace, una ragazza in fuga da alcuni gangsters della malavita, trova rifugio in una piccola cittadina del Colorado isolata fra le montagne ; in cambio di asilo accetta di lavorare per gli abitanti di Dogville, ma imparera’ presto che ogni forma di aiuto ha un prezzo: una volta appreso che la ragazza é ricercata tutti i cittadini iniziano ad avanzare pretese su di [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 luglio 2009
Marta009

A Dogville Grace s'imbatte in Tom, un giovane con velleità di scrittore che, attratto dalla bellezza della ragazza e dall'aura di mistero che si porta dappresso, decide di aiutarla. L'indomani convoca i suoi concittadini, espone il caso ricordando loro che è dovere di ogni cristiano portare aiuto a chi versi nelle angustie, e ottiene due settimane di tempo perché Grece dimostri di essersi meritata [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 luglio 2009
Marta009

Nel film il conflitto insanabile tra la Legge che uccide e lo Spirito che dà vita trova la sua formulazione più compiuta nel colloquio notturno tra Tom e Grace (che è quasi la grottesca parodia di quello tra Nicodemo e Gesù). Grace è ormai ridotta in schiavitù, relegata in una casetta ai margini della cittadina, sottratta agli sguardi perché pietra d'inciampo.

giovedì 2 luglio 2009
Marta009

Nel vangelo di Luca c’è un passo significativo che la scena finale del film di Lars von Trier richiama alla memoria. Gesù, in cammino alla volta di Gerusalemme, manda avanti dei messaggeri perché entrino in un villaggio di Samaritani e gli facciano i preparativi: «Ma essi non lo ricevettero […]. Quando Giacomo e Giovanni ebbero visto ciò, dissero: Signore, vuoi che diciamo al fuoco di scendere dal [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 luglio 2009
Marta009

Tentati dalla generosa taglia che le è stata messa sul capo, gli abitanti di Dogville tradiscono Grace. Segnalano la sua presenza nella cittadina al misterioso gangster, il quale non tarda ad arrivare scortato da un imponente corteo di automobili (impossibile non andare con la memoria alla parusia descritta nell’Apocalisse: e verrà preceduto dagli angeli con gloria e potenza grande).

giovedì 2 luglio 2009
Marta009

Questo scontro tra idiomi è il basso continuo che percorre Dogville (almeno fino al colpo di scena finale, come vedremo). Solo i primi minuti del film sono ricchissimi di risonanze evangeliche e letterarie. In particolare è all'evangelo di Giovanni e all'Idiota di Dostoevskij (che della buona novella giovannea è la rivisitazione) che si strizza l'occhio.

martedì 17 aprile 2012
oldpulp

Per iniziare una recensione di questo capolavoro di Lars Von Trier bisogna affermare che non è un film qualsiasi, e che potrebbe non piacere a tutti, proprio per l'originalità del soggetto e perchè tutto sommato è un prodotto piuttosto rivoluzionario. La genialità della pellicola(e la prima cosa che salta all'occhio) è senz'altro l'assenza [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 settembre 2010
Andrea b

Nella città di Dogville trova rifugio una giovane ragazza inseguita dai gangster.La povera Grace sarà inizialmente accolta e nascosta ma poi verrà umiliata,violentata,torturata e incatenata fino a che non riuscirà a liberarsi ed attuare la sua sanguinosa vendetta.Il set del film di Lars Von Trier è tutt' altro che ordinario e proprio qui sta il genio del regista.Le [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 agosto 2010
fedeleto

Von trier e' di sicuro uno degli ultimi veri registi che ci sia rimasto,capace di fare un film che porti a riflettere su alcune tematiche interessanti.Dopo averci commosso con dance in the dark,von trier si concentra su un film decisamente differente da tutti gli altri ,e si allontana dal progetto dogma 95.Dogville  e' un film che mette in risalto il lato ipocrita dell'uomo,che [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 luglio 2009
Marta009

Idiota, dunque, è colui che fa fatica, o addirittura è incapace, di comunicare perché parla un idioma che gli altri non comprendono. L'idiota è un forestiero, uno che viene dal di fuori, dalla lingua e dai costumi difficilmente, o almeno non immediatamente, assimilabili da parte nostra. La letteratura conosce mirabili figure di idioti: Socrate, Don Chisciotte, il Principe Myskin, per citare i più [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 luglio 2009
Marta009

Roberto Escobar nel suo giudizio tranciante sul presunto statuto cristiano del film Dogville - «Qualcuno azzarda l’ipotesi che si tratti di un film quasi-cristiano. Ma persino il diritto alle idiozie ha un limite» - non si avvede di avallare proprio la tesi contro la quale appunta le sue armi di critico. Infatti, accostando all'aggettivo 'cristiano' la parola 'idiozie', inavvertitamente coglie una [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 maggio 2012
cianoz

Qualcuno definisce questo... "film" un capolavoro, qualcuno dice che è arte. Io dico che non è più arte di quella che potrebbe essere uno di quei quadri tutti bianchi con un punto o una linea in mezzo al niente. A me non piace ne l'uno ne l'altro. Innanzitutto questo non è un film, è una rappresentazione teatrale registrata e diffusa al cinema.

giovedì 16 febbraio 2012
Dario85

 Grande opera uscita dai meandri della mente del genio Von Trier. Senza dubbio un film che spiazza completamente, dopo la prima visione è difficilissimo dare un commento, è un film che ha bisogno di tempo e riflessione per esser capito, e anche di varie visoni. Un tipico film che piace o non piace, più unico che raro; Insomma una gemma.

giovedì 28 aprile 2011
vallyambro91

Semplicemente straordinario. Un capolavoro con un significato tanto potente quanto difficile da accettare: la cattiveria dell'animo umano. Non un film per tutti, "Dogville" è una storia impegnativa, adatta solamente agli amanti del cinema a cui non risulta noioso o impossibile stare seduti per quasi 3 ore davanti alla tv. Non è un film da guardare con gli amici per passare [...] Vai alla recensione »

sabato 3 ottobre 2009
dragonalex

E' un film decisamente fuori dal comune.Non esiste scenografia,non ci sono paesaggi...sembra una recita.Ma la storia è veramente gradevole.Nicole Kidman è straordinaria.Una storia che sembra noiosa per poi apparire di una crudelta' inaudita,con una vendetta tremenda nel finale.Guardatelo e godetevelo tutto!

lunedì 15 febbraio 2016
Staikòn

Quando metti nelle mani di von Trier un talento enorme come quello della Kidman, sai già che ne scaturirà qualcosa di spaventosamente bello. E Dogville è questo: è spaventoso ed è bello. La bellezza è ovunque, nella recitazione magistrale degli attori, nella trovata geniale della scenografia "teatrale", nella trama misteriosa e intrigante. E cosa c'è allora di spaventoso? A spaventare è il substrato [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 luglio 2009
Marta009

Queste, le parole che andrebbero lette. Le parole di Andrea Panzavolta.

martedì 12 ottobre 2010
aksel07

Secondo me è miglior film di Von Trier. Cinico, teatrale, attualissimo e scomodo. E' "unico" . Nicole Kidman straordinaria. Finale epico. Avrebbe dovuto conquistare Cannes ma vinse ingiustamente il film "Elephant" (carino ma non paragonabile a Dogville!!)  per far contenti gli americani.

martedì 11 febbraio 2014
no_data

 Quando si parla di Lars Von Trier non può non venirti in mente la follia. Quella che filtrata attraverso la sapiente conoscenza umana, ti tiene a galla facendoti vedere l'uomo senza quella tara culturale che ben pochi percepiscono. Bene, in Dogville tutto è tolto. Tutto è netto, scenografia compresa. I personaggi scarnificati dalla loro finta moralità comunitaria, [...] Vai alla recensione »

martedì 11 febbraio 2014
no_data

Quando si parla di Lars Von Trier non può non venirti in mente la follia. Quella che filtrata attraverso la sapiente conoscenza umana, ti tiene a galla facendoti vedere l'uomo senza quella tara culturale che ben pochi percepiscono. Bene, in Dogville tutto è tolto. Tutto è netto, scenografia compresa. I personaggi scarnificati dalla loro finta moralità comunitaria, si [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 aprile 2013
toty bottalla

Uno strano film che racconta una storia di umanità senz'anima, credo che la scenografia atipica e curiosa serva proprio a rimarcare questo aspetto, qui rappresentato sotto forma ipnotica che in qualche modo ci disorienta e ci fa riflettere, ci meraviglia e ci fa chiedere: ma perchè ho scelto di vedere un film così lungo e impegnativo? Saluti.

sabato 17 novembre 2012
Alex41

Lasciate perdere questo film. Un polpettone estremamente lungo, noioso, pesante, piatto, che non coinvolge, non dà emozioni, i personaggi non danno interesse, come anche la sceneggiatura. Come si può pretendere di fare un film in un unico set teatrale e esaltare al "capolavoro" solo per l'idea: il contenuto conta molto di più, e qui è veramente disastroso. Vai alla recensione »

mercoledì 5 gennaio 2011
ElCidCampeador 29

Un film che non lascia indifferenti, sia per la sua terribile introspezione psicologica personale e sociale, sia per le scelte di regie attuate da Lars. Scenografia ridotta all'osso, solo parole, gesti, sguardi, lunghi silenzi, più ombre che luci. L'animo umano sorge e invade una realtà offuscata dai pregiudizi  e dagli Ego.

mercoledì 10 novembre 2010
alexdelarge100

anaella citta dei cani nessuno e innocente nei confronti Grace tutti meritano di morire e grace di salvare se stessa mi e piacuto il confronto tra padre e figlia nella macchina inqui parlavano della natura umana

domenica 14 giugno 2009
alexdelarge

possibile che tutti i film di questo regista durano sempre più di 2 ore?! e basta dopo un po' uno si stanca di sentire dialoghi su dialoghi,con cambi improvvisi (e improbabili)di trama.situazioni improbabili,personaggi improbabili per un regista improbabile e mediocre che nella sua carriera avrà realizzato sì e no 2 film sufficienti.questo di sicuro non è tra quelli.

mercoledì 14 marzo 2012
exelidin

Mi spiace, lo so che questa è Arte, il cinema è Arte e sicuramente c'è più dietro a Dogville che a molte altre pellicole scialbe e disgustose. Non sto dicendo che è brutto, che non fa pensare. Sto dicendo chè è NOIOSO all'inimmaginabile, nemmeno i comizi dei nostri politici mi deprimono di più, il che è tutto dire.

domenica 3 maggio 2009
dario

Il solito Von Trier, involuto, compiaciuto, originale per forza. Film lento, smorto, scontato, recitato in maniera elementare, sceneggiato bizzarramente. Storia non certo originale: originale è il modo di narrarla, meglio personale, quello narcistico di Von Trier. Spettacolo noioso, irritante per le sottolineature, finto dimesso. Attori sprecati, spaesati.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Avremo ancora il coraggio di lamentarci del cinema? Ormai non passa settimana senza che escano film belli o interessanti, tanto da far scarseggiare il tempo en gli euro necessari per vederli. Però Dogville appartiene alla categoria “cinquestelle lusso”: perderlo è vietato (pur col rammarico che la distribuzione lo abbia accorciato di 40’). Se von Trier ci stupisce a ogni film, non è mai così geniale [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

La piccola città, “Dogville”, è senza costruzioni né strade, una mappa disegnata sul pavimento sulla quale i personaggi si muovono come teatranti degli anni Trenta-Quaranta. La vicenda, divisa in un prologo e in alcuni capitoli le cui diciture condensano la materia, viene riferita da una voce narrante nel tono dolce di chi racconta una favola. I componenti della comunità delle Montagne Rocciose simbolo [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

“Sono nato in una piccola città”: lo cantava Bruce Sprlngsteen, lo ripete Lars von Trier ambientando la sua Dogville in una small town di un’America brutta, sporca e cattiva. Un’America “tutta di testa”, disegnata sulla moquette che ricopre il palcoscenico. Non ci si muove mai, infatti, dal teatro di posa: solo le scritte sul pavimento ci indicano le vie, la piazza, le case di questo paesino dimenticato [...] Vai alla recensione »

Stefano Lusardi
Ciak

Com'è noto, a Trier non basta il cinema, preferisce il funambolismo e la prestidigitazione. In questo caso la sua idea di "cinema a ostacoli" lo ha portato a eliminare ogni riferimento scenografico e, anche se oggi è molto di moda sparare sul pianista danese, la scelta stilistica non è gratuita o semplicemente ad effetto, ma serve per concentrare l'attenzione dello spettatore su dialoghi e personaggi. [...] Vai alla recensione »

Angelica Tosoni
FilmChips

Dall'alto, la macchina da presa si avvicina alle tavole nere di un pavimento di legno in cui sono tracciate in bianco strade e case. Dogville si presenta allo spettatore sotto forma di mappa. Da adesso si stabilisce tra Lars von Trier e la platea un patto che non si scioglie fino al termine del film. Nell'istante in cui sullo schermo iniziano a scorrere titoli di coda e fotografie più o meno vecchie [...] Vai alla recensione »

Bruno Fornara
Film TV

Ci sono registi sui quali non si discute. Riconosciuti da tuti come grandi, i loro film si ammirano e basta. Ci sono poi dei registi, non molti, sui quali la discussione è più che aperta. Anzi, più che una discussione, è una lotta senza esclusione di colpi tra sostenitori accaniti e detrattori convinti. Uno di questi personaggi sotto tiro è Lars Von Trier.

Manuela Grassi
Panorama

Una donna bellissima ammantata di volpi d'argento cerca rifugio in una piccola città di montagna, inseguita da un'auto di gangster. Un giovane dalla faccia per bene accetta di nasconderla...Tutto accade su un palcoscenico nero sul quale sono semplicemente disegnati la strada principale, via degli Olmi, i perimetri delle case, perfino la sagoma del cane Mosè.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Nove capitoli, un prologo, una voce narrante prodiga di commenti sui fatti. Che sono quelli di una giovane donna, Grace, arrivata di notte, inseguita da dei gangsters, in una cittadina chiamata Dogville, alle falde delle Montagne Rocciose. Gli abitanti, gente dall’aria per bene, la mettono in salvo votando in assemblea di farla restare con loro. Presto, però, le cose cambiano.

Cristina Piccino
Il Manifesto

Dogville, la Città dei Cani, è una piccola comunità nel cuore delle Montagne Rocciose immersa nei suoi rituali di relazioni ipocrite, pulsioni frustrate, reciproche diffidenze. Siamo nell'America della Grande Depressione, i suoi abitanti sono poveri, inventano lavori di sopravvivenza, e soprattutto stanno bene attenti a non rompere gli equilibri di una messinscena che gli permette di esistere.

Silvio Danese
Quotidiano.net

Dogville è un paesino disegnato col gesso come si faceva in cortile, da ragazzini, per simulare il mondo. Intorno c'è il vuoto, il buio o la luce accecante a seconda se è giorno o notte. Centrato su una eretica parabola cristologica, designando una donna proba, Grazia, al posto del Signore, è un altro film estremo del regista di Dancer in the dark. Cancella il rapporto convenzionale del cinema con [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Eccola qui, la versione “condensata” di Dogville, nuova attesissima opera del danese Lars Von Trier: dura circa 40 minuti in meno rispetto al film che ci siamo sciroppati a Cannes. Ma aspettate a lanciarvi in pubblici appelli in difesa degli autori e della libertà di espressione: i tagli li ha fatti Von Trier medesimo, non appena i venditori internazionali gli hanno insinuato il dubbio che 177 minuti [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Il perdono? È un’arroganza. Così assicura il Gangster (James Caan) a Grace (Nicole Kidman), nell’ultima sequenza di Dogville (Francia, 2003, 137’). Segue poi una motivazione complessa, di cui possono bearsi i molti estimatori di Lars von Trier. Quanto ai, pochi scettici, dopo oltre due ore anche loro hanno un motivo di gratitudine nei confronti del regista danese.

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