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giovedì 24 agosto 2017

Bela Lugosi

Nome: Béla Ferenc Dezsõ Blaskó
Data nascita: 20 Ottobre 1882 (Bilancia), Lugos (Romania)

Data morte: 16 Agosto 1956 (73 anni), Los Angeles (California - USA)
occhiello
"Lei è un uomo molto intelligente... per avere avuto una sola vita!"
dal film Dracula (1931) Bela Lugosi è Il conte Dracula
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Bela Lugosi

Domani e giovedì torna al cinema il capolavoro di Mel Brooks.

Frankenstein Junior, la parodia perfetta

martedì 1 febbraio 2011 - Rudy Salvagnini cinemanews

Frankenstein Junior, la parodia perfetta L'orrore è un genere che spesso ama gli eccessi e, dove c'è l'esagerazione, c'è inevitabilmente la parodia. Inoltre, è fisiologico nell'horror spingere al massimo la soglia dell'incredibile richiedendo agli spettatori una altrettanto massima sospensione dell'incredulità. In questo modo, le storie si popolano di fatti poco realistici e anche poco credibili, ma mantengono intatte le loro capacità visionarie, metaforiche e soprattutto di intrattenimento. Tutto questo produce terreno fertile per trasformare la paura in risata, con solo qualche accorgimento di tono. Le parodie hanno quindi accompagnato gli horror sin dai primi tempi, trovando gioco facile nel metterne in burletta gli aspetti più mostruosi e inattendibili. Un gioco facile, ma dalla riuscita tutt'altro che scontata. Molte volte le battute cadono piatte e la farsa non produce una comicità accettabile. Il meccanismo più semplice è quello di mettere un comico - generalmente presentato come pavido e pauroso - di fronte a uno dei mostri classici. Gli esempi sono tantissimi e, per restare ai soli film italiani, basta ricordare Tempi duri per i vampiri in cui Renato Rascel si trovava di fronte al vampiro per eccellenza Christopher Lee o Un mostro e mezzo in cui sono Franchi e Ingrassia a essere coinvolti in una vicenda che fa il verso a quella di Frankenstein. Oppure, in epoca più recente, il delirante - ma per niente disprezzabile - Fracchia contro Dracula.

La parodia perfetta
Frankenstein Junior è però una cosa del tutto diversa e ha tracciato una strada che pochi altri sono riusciti a percorrere con merito. Un conto è infatti un film comico che riprende stilemi e personaggi di un determinato genere cinematografico e li inserisce all'interno di una struttura semplice - quale generalmente quella della farsa - per trarne spunti comici; tutt'altra cosa è una parodia vera e propria che riprende con rispetto e affetto un film o una serie di film per trarne qualcosa di autonomamente valido e autenticamente spassoso. Lo scopo di Mel Brooks quando realizza Frankenstein Junior è quello di realizzare un omaggio a un cinema che ama - quello della Universal degli anni d'oro dell'horror e in particolare il ciclo di Frankenstein - attraverso la sua bonaria presa in giro. La profonda e perfetta conoscenza del modello permette a Brooks di effettuare dei precisi rimandi cinefili che vanno oltre il richiamo agli aspetti esteriori più noti e banali. Dalla partita di freccette di Il figlio di Frankenstein all'incontro con l'eremita cieco di Frankenstein, sono molte le scene ricreate in modo da mantenerne l'estetica ma riuscendo a mutarne lo spirito con una perfetta scelta dei tempi comici. Che Brooks voglia ricreare il fascino visivo dei film degli anni '30 risulta evidente non solo dalla scelta - decisamente controcorrente - di usare il bianco e nero, ma anche dalla grande cura nelle scenografie spinta sino all'uso di elementi originali impiegati nei vecchi film di Frankenstein, macchinari di laboratorio compresi. Tutto questo crea un'atmosfera ricca e impagabile, ma non soverchia lo spirito comico profuso a piene mani da Brooks e da Gene Wilder in una sceneggiatura vivace e brillantissima. Il regista massimizza l'effetto comico inserendo le gag in un contesto che riprende meticolosamente quello dei film oggetto della parodia, senza essere sbrigativo nei valori estetici. E molte di queste gag sono rimaste proverbiali a testimonianza di una felicità di scrittura assai rara.

Il cast perfetto
Oltre alle qualità di scrittura, di impostazione e di regia (un Mel Brooks mai così sorvegliato e attento), il film ha anche il vantaggio - tipico di quelle situazioni in cui tutto sembra andare per il verso giusto - di un perfetto casting: gli attori sono tutti giusti nei rispettivi ruoli e per alcuni di loro questo risulta "il" ruolo della loro carriera. Questo è senz'altro vero per Marty Feldman, il comico dagli occhi sporgenti, che dipinge un ritratto perfetto di un personaggio, quello di Ygor, che avrebbe potuto facilmente ridursi a macchietta. Nelle mani di Feldman, l'assistente di Frankenstein diventa invece la lunare proiezione di un prototipo ormai consunto, ridandogli vita e significato. Dal Fritz di Dwight Frye (Frankenstein) all'Ygor di Bela Lugosi (Il figlio di Frankenstein), Feldman trae spunto per divertentissimi nonsense che hanno fatto epoca e scuola. Gene Wilder - vero motore alla base dell'esistenza stessa del film - perfeziona la sua recitazione fatta di attese e di finezze, riuscendo a trovare un equilibrio di comicità e ironia che porta il suo stile a livelli di efficacia ancora maggiori delle sue migliori riuscite precedenti (Per favore, non toccate le vecchiette e l'episodio della pecora in Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere di Woody Allen). Peter Boyle, robusto caratterista, riesce a trovare il modo di dare sottigliezza e umorismo alla caratterizzazione forse più difficile, quella del mostro di Frankenstein, già ridotto a inerte caricatura in così tanti film da rendere difficile immaginare una nuova dimensione della parodia. Eppure, Boyle ci riesce, dando calore e umanità al mostro e rendendolo motivo di ilarità senza ridurlo a zimbello. Ma anche gli attori dei ruoli minori sono azzeccati. Su tutti, basta ricordare la bravissima Cloris Leachman, nei panni dell'austera e sinistra Frau Blücher che, in una delle gag più note e più assurde del film, causa un nitrito di cavalli ogni volta che viene pronunciato il suo nome.

Un cocktail di intelligenza e umorismo rimasto unico
Molti altri film hanno cercato di sfruttare la scia di Frankenstein Junior per far ridere prendendo in giro i mostri tipici dell'horror, però il cocktail di intelligenza, affetto, umorismo e conoscenza del genere di riferimento di questo film è rimasto unico, probabilmente anche per la fortunata coincidenza dell'incontro di diversi spiriti creativi all'apice della loro brillantezza. Quando, molti anni dopo, Mel Brooks ha ritentato il colpo con l'altro grande mito dell'horror realizzando Dracula morto e contento il risultato è stato ben diverso.

   

lunedì 17 luglio 2017 - L'attore premio Oscar nel 1995 si è spento a Los Angeles a 89 anni.

Addio a Martin Landau, celebre comandante Koenig di Spazio 1999

a cura della redazione cinemanews

Addio a Martin Landau, celebre comandante Koenig di Spazio 1999 Interprete colto e raffinato, Martin Landau era figlio dell'Actors Studio dove fece il suo ingresso nel 1955 avviando, con le sue preziose dottrine attoriali, artisti del calibro di Jack Nicholson e Anjelica Huston.
Consacrato con l'Oscar al miglior attore non protagonista nel 1995 per l'interpretazione di un Bela "Dracula" Lugosi in Ed Wood di Tim Burton, il Maestro era noto per l'interpretazione del comandante Koenig nella serie fantascientifica Spazio 1999.
Mefistofelica guardia del corpo del boss spionistico James Mason, nell'Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock, Martin Landau aveva raggiunto il successo al fianco di Jeff Bridges in Tucker - Un uomo e il suo sogno» diretto da Francis Ford Coppola. Vincitore di un Golden Globe nel 1988, l'anno successivo ha recitato al fianco di Woody Allen e Mia Farrow in Crimini e misfatti.
Protagonista nel 2015 del thriller diretto da Atom Egoyan Remember, l'attore, classe 1931, non aveva mai smesso di lavorare nonostante avesse 89 anni. Si è spento sabato 15 luglio a Los Angeles per un affaticamento cardiaco.

   

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