Psyco

Film 1960 | Giallo +16 109 min.

Titolo originalePsycho
Anno1960
GenereGiallo
ProduzioneUSA
Durata109 minuti
Regia diAlfred Hitchcock
AttoriJanet Leigh, Anthony Perkins, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam, John McIntire Simon Oakland, Patricia Hitchcock, Frank Albertson, Lurene Tuttle, John Anderson, Vaughn Taylor, Mort Mills.
TagDa vedere 1960
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,90 su 67 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alfred Hitchcock. Un film Da vedere 1960 con Janet Leigh, Anthony Perkins, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam, John McIntire. Cast completo Titolo originale: Psycho. Genere Giallo - USA, 1960, durata 109 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,90 su 67 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una bella impiegata ruba quarantamila dollari e fugge. Cambia la macchina, si trova nel mezzo di un temporale e decide di passare la notte in un motel. Il film ha ottenuto 4 candidature a Premi Oscar,

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Consigliato assolutamente sì!
4,90/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,76
ASSOLUTAMENTE SÌ
Uno dei film cult di Hitchcock.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Una bella impiegata ruba quarantamila dollari e fugge. Cambia la macchina, si trova nel mezzo di un temporale e decide di passare la notte in un motel. Il proprietario è Norman, all'apparenza un ottimo ragazzo che manifesta soltanto qualche piccola stranezza, come quella di impagliare uccelli. Il motel non ospita nessun altro cliente. La donna decide di fare una doccia prima di dormire. Sotto l'acqua viene aggredita e uccisa da un'altra donna, che si intravvede appena. La mattina Norman scopre il corpo. Sconvolto fa pulizia, mette il cadavere nel bagagliaio e fa sparire la macchina nelle sabbie mobili. Sconvolto perché sa che l'assassina è sua madre, che è patologicamente gelosa del figlio e non sopporta neppure che parli con altre donne. Un investigatore privato, con l'aiuto del fidanzato della donna uccisa, riesce a risolvere la matassa.
Psyco non era certo il migliore dei film di Hitchcock ma a volte le vie del culto percorrono strade misteriose. Negli anni Sessanta la pratica dell'inconscio non era certamente una novità, lo scalpore c'era già stato nel 1944 con Io ti salverò (Gregory Peck, con l'aiuto della Bergman e di un "freudiano" risolve le proprie angosce risalendo analiticamente a un incidente infantile), ma Anthony Perkins aveva dato un'interpretazione di tale efficacia da divenire da quel momento il più famoso "pazzo" della storia del cinema, senza più una possibilità autentica di emanciparsi da quel ruolo. La critica non ha mai perdonato a Hitchcock l'eccesso di crudezza (e di effetto) di certe scene. Ricordiamo le più famose: il teschio della madre seduta sulla sedia girevole, la morte del detective privato (Martin Balsam), la sinistra casa Bates sempre inquadrata contro un cielo minaccioso. Soprattutto la sequenza dell'uccisione di Janet Leigh sotto la doccia ha creato una vera psicosi collettiva.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
a cura della redazione
lunedì 31 luglio 2006


Psyco nacque un po' casualmente, dopo che un altro progetto piuttosto impegnativo a cui Hitch stava pensando non poté essere realizzato. Il regista mirò a un film a basso costo, in bianco e nero, e lo concepì come una sfida: il suo scopo era ottenere un'opera di qualità in poco tempo, con pochi mezzi, senza star eccelse e utilizzando per di più un soggetto considerato degno di un horror "di serie B". Psyco è infatti tratto dal libro omonimo di Robert Bloch, un romanzo di scarso valore ispirato a un serial killer (uno di quei pluriomicidi che tornano tragicamente a ripetere nel corso del tempo crimini simili, spinti dagli stessi moventi e con analoghe modalità) realmente esistito, tale Edward Gein. A differenza di altri film di Hitch tratti da romanzi, la vicenda di Psyco si attiene fedelmente alla storia originale. Per le riprese (durate dalla fine del novembre 1959 al 1° febbraio 1960.) Hitch si servì prevalentemente di una troupe di formazione televisiva e il film - pur essendo prodotto per conto della Paramount e da questa distribuito - fu girato su un set degli studi Universal parzialmente già esistente. Poiché i dirigenti della Paramount si mostravano sconcertati e riluttanti, Hitch finanziò l'impresa di tasca propria: la cifra, assai contenuta, di 800.000 dollari si rivelò in seguito essere stata un ottimo investimento. Il film costituì infatti il maggior successo di Hitchcock sia negli USA sia all'estero, con utili - nel corso degli anni - di milioni di dollari.
Nonostante Hitchcock abbia insistito sul valore specificamente "filmico" di Psyco - affermando che il soggetto e i personaggi gli interessavano poco rispetto a montaggio, fotografia, colonna sonora, gioco di suspense con lo spettatore -, non si può negare che nel film si ritrovino alcune costanti tematiche proprie del regista, che contrassegnano tutta la sua produzione cinematografica: l'interesse per la psiche umana, analizzata nei suoi recessi più intimi e tenebrosi, il tema del "doppio" - qui presente come dissociazione della personalità - quello della sessualità rimossa o pervertita o vissuta come peccato, il rapporto fra colpevolezza e innocenza, l'ambiguità e la difficoltà dei rapporti umani, in particolare fra uomini e donne...
Ma se è vero che già di per sé tali elementi possono costituire la base di un film intrigante, la forza di Psyco - e in questo ha ragione il regista - non risiede poi tanto in ciò di cui parla quanto in come ne parla. A titolo di esempio, soffermiamoci brevemente su un paio di elementi chiave che caratterizzano appunto il "linguaggio" del film, il suo modo di narrare, il suo stile. Notevole, innanzitutto, la struttura complessiva dell'opera, il suo articolato e abile gioco di anticipazioni rivelatrici e di inganni tali da non falsificare propriamente il reale svolgersi degli eventi, ma da renderlo di più difficile interpretazione. Psyco è fitto di allusioni, costituite da battute, oggetti (gli uccelli impagliati che Norman colleziona, ad esempio), atteggiamenti dei personaggi (Norman - inquadrato di spalle - che sale le scale di casa con un'andatura tipicamente femminile). D'altra parte il film presenta anche false piste: per esempio i soldi - su cui alcune inquadrature tornano ad insistere - non hanno in realtà nessun ruolo nel delitto, così come nessuna importanza nello svolgersi degli eventi riveste l'incontro con il poliziotto o il cambio di automobile effettuato da Marion. Un'altra modalità adottata nella "costruzione" del film è poi la negazione di quello che normalmente ci si aspetterebbe: la morte inattesa della protagonista a circa metà film e l'assassinio di Arbogast - un personaggio che sembrava fatto apposta per infondere sicurezza -hanno l'effetto di spiazzare completamente lo spettatore. Le voci fuori campo della presunta madre di Norman, le sue ambigue apparizioni - aiutate, in un paio di casi, da ingegnose riprese dall'alto -contribuiscono a creare un senso generale di smarrimento. Nessuna identificazione durevole è consentita - tutti i personaggi sono ugualmente minacciati, per nessuno di loro si ha la garanzia che sopravviverà fino alla fine del film - e il pubblico risulta coinvolto in un senso di attesa e di dubbio che costituisce la quintessenza della suspense. Certo, è forse difficile rendersene conto oggi, dato che perlopiù il film è assai noto e che il meccanismo è stato utilizzato e ripreso da moltissimi altri registi. È giusto però riconoscerne la novità e l'originalità in Psyco.
In secondo luogo, consideriamo la fotografia e l'uso del bianco e nero: è l'ultima volta che Hitch vi ricorre, e lo fa dopo una serie di opere in cui - se si eccettua Il ladro (1956) - ha già usato il colore. Nostalgico omaggio a una tradizione estetica a cui egli aveva molto contribuito? Una sfida ai film di serie B - realizzati in bianco e nero per questioni di economia - sul loro stesso terreno? Questi fattori devono aver avuto il loro peso, ma ad essi vanno aggiunti senz'altro motivi intrinseci al film stesso: Hitch riteneva infatti che il bianco e nero, nel suo tagliente contrasto di chiari e di scuri, di luci e ombre, nella sua forte valenza espressionistica, avrebbe meglio reso la drammaticità della vicenda; non erano effetti di realtà quelli che cercava, tantomeno nelle scene di sangue, ma l'impatto di una violenza più sottile e penetrante. E come non associare il bianco e nero con la duplicità del personaggio di Norman Bates (vi è un'inquadratura in cui, dopo aver spiato Marion che si spoglia, si volge verso la macchina da presa, e il suo volto appare nettamente diviso: una metà in ombra e una in luce)?
Molti altri elementi concorrono a determinare quello che - per dirla con gli addetti ai lavori - costituisce lo "specifico filmico" di Psyco, ovverosia ciò che ne fa un'opera specificamente cinematografica, quella che Hitchcock ha definito "film puro": montaggio, movimenti di macchina, scenografie, colonna sonora... Del resto è nota - al punto da essere leggendaria - la cura meticolosa con cui il regista si occupava di ogni minimo dettaglio dei suoi film, a partire dalla sceneggiatura fino alla pubblicità: perché ogni elemento contribuisce con pari importanza alla creazione di un'opera cinematografica, al suo ritmo, al suo stile, alla sua capacità di avvincere lo spettatore.
Se il pubblico americano decretò il successo del film fin dall'inizio, la critica si dimostrò invece, soprattutto al momento dell'uscita, molto severa: nella sua prima recensione il critico del "New York Times" definì Psyco "una macchia sopra una carriera onorevole" (ma nel giro di pochi mesi si ricredette, e parimenti fecero anche altri suoi colleghi). Nonostante non mancassero i riconoscimenti alla maestria tecnica del regista, molti ritennero che Hitchcock si fosse spinto troppo oltre, sia per i temi trattati, sia soprattutto per le modalità della loro messa in scena, indulgendo troppo all'horror. Ad ogni modo Psyco fu uno dei pochi film per cui Hitch ricevette una nomination per l'Oscar come migliore regista; nomination furono fatte anche per l'interpretazione di Janet Leigh (come attrice non protagonista), la fotografia e la scenografia. Nessun premio però fu assegnato. Una curiosità: in Francia, laddove al contrario la critica sostenne il film fin da subito (un'approfondita opera di rivalutazione dell'intera produzione cinematografica di Hitch era in corso da qualche anno per merito di cinefili e studiosi dei "Cahiers du cinéma": nomi come A. Bazin, C. Chabrol, E. Rohmer, F. Truffaut), fu il pubblico a non accoglierlo favorevolmente, quando uscì nel 1961. Distribuito di nuovo qualche anno dopo, ottenne un successo destinato a durare a lungo. Anche in Italia, come in tutta Europa, Psyco è diventato un vero e proprio cult movie.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 4 maggio 2012
Leonardo96

Come non rimanere stregati da un film così coinvolgente, sinistro e perfetto? Una segretaria dell'Arizona (Janet Leigh, azzecatissima in questa parte) ruba un'ingente somma di denaro dal proprio ufficio e alloggia in un inquietante motel. Pessima scelta: la donna è uccisa nella doccia da un misteriosa figura, in apparenza dalla madre del proprietario del motel (Norman Bates, interpretato magistralmente [...] Vai alla recensione »

sabato 4 settembre 2010
chriss

Psycho è, da sempre, una delle mie pellicole preferite. Non ne sono tanto sicuro, ma il vero motivo di tanto attaccamento deve ricercarsi sia nella perfetta immedesimazione in Norman Bates da parte di Anthony Perkins, sia in tutto l' andamento del film, piuttosto anomalo: ci fa credere delle cose che sembravano esser certe ed invece, il regista, ce le fa crollare [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 ottobre 2013
Simone Magli

Un thriller, anzi il vero thriller, al quale hanno tutto da invidiare quelli di oggi. L'espressività dei personaggi, i primi piani, la musica, le inquadrature dei particolari e soprattutto la suspense. Un film che non lascia niente al caso: ci si può divertire ad analizzarlo quanto si vuole.

mercoledì 6 ottobre 2010
markriv

Marion Crane (Leigh), segretaria in una società immobiliare, fugge con 40.000 dollari che il suo capo gli aveva dato da depositare in banca. Dopo 2 giorni di rocambolesca fuga, si ferma per dormire in un isolato motel gestito da Norman Bates (Perkins) un giovane schivo e solitario, che racconta alla fuggitiva dello strano rapporto con sua madre, a quanto pare molto gelosa del figlio.

mercoledì 23 maggio 2012
Alessandro Guatti

Marion Crane, impiegata in un’agenzia immobiliare, fugge con il denaro di un cliente per sposare il suo amante. Il pernottamento nel motel di Norman Bates le sarà fatale, proprio quando avrà deciso di redimersi: la madre del proprietario non accetta le intrusioni di altre donne nella vita del figlio. Peccato che la madre di Norman sia morta da dieci anni.

sabato 4 settembre 2010
Goruz

Psycho è uno di quei film dinanzi ai quali lo spettatore non può, non riesce a distogliere gli occhi dallo schermo, anche se forse molti punti sono a mio avviso prevedibili (unica pecca del film), non si può non sentirsi catturati, non voler sapere come andrà a finire, se i sospetti saranno confermati. Il climax crescente è scandito da una incredibile colonna sonora, [...] Vai alla recensione »

sabato 6 gennaio 2018
Norman

Psycho non si sarebbe nemmeno dovuto realizzare, dato che nessun produttore era disposto a finanziarlo, ritenendolo esagerato per i tempi. Ma Hitchcock, rimasto entusiasta dal libro di Robert Bloch da cui poi trasse il film, decise di osare. Chiamò gli addetti ai lavori della sua serie "Hitchcock Presenta" per ridurre il più possibile i costi e, con una scenografia essenziale, [...] Vai alla recensione »

sabato 24 dicembre 2016
elgatoloco

"For ever Hitch": sarà anche retorico ribadirlo, ma è vero. Nessun altro autore-regista del cinema ha saputo indagare il rapporto eros-morte come Hitchcock, nessun altro come Sir Alfred, qui e in altri film, sa dirci che cosa significa l'inconscio. Dalla prima all'ultima sequenza, dall'intenzione di furto-fuga di Marion(Janet Leigh, eccelsa), l'impiegata "modello [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 giugno 2016
elgatoloco

Se Hitchcock definisce(invero un po'ingenerosamente, diremmo...) il romanzo di Robert Bloch"Psycho"da cui il film è tratto "un romanzaccio"(in"Le cinéma selon Hitchock", intervista con François Truffaut, in italiano Edizioni Pratiche)é vero che ne ha preso solo spunto, cambiando sostanzialmente tutto o quasi.

giovedì 10 settembre 2015
SugarK

Dopo che Alfred Hitchcock ha visionato la pellicola North by Northwest, ha cercato un progetto che potesse essere interessante da mostrare al pubblico del suo tempo di atipico, sconvolgente e per di più indimenticabile, finché non ha trovato il libro Psycho di Robert Bloch. Questo libro d'horror fu così interessante per Hitchcock che la Paramount Pictures non voleva produrlo, [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 settembre 2015
SugarK

Dopo che Alfred Hitchcock ha visionato la pellicola North by Northwest, ha cercato un progetto che potesse essere interessante da mostrare al pubblico del suo tempo di atipico, sconvolgente e per di più indimenticabile, finché non ha trovato il libro Psycho di Robert Bloch. Questo libro d'horror fu così interessante per Hitchcock che la Paramount Pictures non voleva produrlo, [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 settembre 2014
Filippo Catani

Una bella e infelice impiegata di Phoenix si impadronisce di quarantamila dollari e decide di fuggire in cerca di una nuova vita. Una volta in autostrada, la donna viene sorpresa da un violento temporale e decide di fermarsi in un piccolo motel fuorimano. Lì farà la conoscenza del proprietario del motel. Una pellicola geniale e dal fortissimo effetto specialmente per l'epoca.

lunedì 19 novembre 2012
Aleister

  Nel 1959, sembrava che Hitchcock avesse raggiunto l'apice della carriera, avendo già firmato una serie di capolavori praticamente ininterrotta, da Rebecca, la prima moglie (1940) a Notorious, fino all'osannato La Donna che Visse Due Volte (1958), oltre alle pellicole già citate prima. Ma nel 1959 Hitch compra i diritti di un romanzo di [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 luglio 2011
LorenzoMnt

Avere (volontariamente) a disposizione 800.000 dollari,gli stessi sceneggiatori del suo show televisivo e l'effetto del bianco e nero:una sfida che Hitchcock pose a sè stesso e che risolse brillantemente,ottenendo anche con un'ardita campagna pubblicitaria ben 40 milioni di dollari di incasso mondiale,rendendolo anche il suo film di maggior successo.

martedì 13 aprile 2010
nmatt

Una ragazza sotto la doccia. Il rumore dell'acqua che scende la isola da tutto il resto. Marion Crane è in fuga, ha appena rubato 40.000 dollari dal suo principale ed è fuggita da Phoenix (Arizona) per raggiungere il fidanzato Sam a Fairvale per sposarlo. Si è fermata per la notte in un tetro motel fuori mano, il cui proprietario, Norman Bates, pare assai oppresso dalle ire della dispotica mamma, che [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 dicembre 2009
Sergio Rizzitiello

In questo film credo che siano presenti tutti gli ingredienti della nostra società, resi drammaticamente, ma mai troppo: azione nullificante della madre, incapacità del figlio ad opporre una valida resistenza, impotenza, solitudine e patologia del figlio stesso, odio spaventoso che dalla madre al figlio ritorna come un boomerang dal figlio alla madre.

sabato 16 gennaio 2010
G. Romagna

Non c'è dubbio: In Hitchcock il culto dell'immagine -inteso come elemento significante- raggiunge apici mai toccati da nessun altro (il che non è poco, visto che si parla di cinema; forse, a ben pensarci, solo il Fritz Lang de Il Mostro di Dusseldorf riesce a tenergli testa), ed anche questo film non fa difetto. Un thriller semplice per trama ed elaborazione, con una cura, un'elega [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 marzo 2011
Gianluca78

In questa svolta nel cinema del Maestro Alfred, c'è la vera rivoluzione del cinema thriller.Oltre alla solita maniacale puntigliosità, nel ritrarre dettagli e minuziose particolarità, eccovi delle unicità e luccicanti perle. Innanzitutto, la colonna sonora è per eccellenza quella che accompagna, terrorizza e rincuora le nostre paure più nascoste, come [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 aprile 2010
il cinefilo

Il film in questione è,come molti sapranno,uno dei più famosi film di A.Hitchcock in assoluto se non addirittura quello che lo ha consacrato definitivamente nell'olimpo dei registi leggendari(senza nulla togliere ovviamente ad altre sue grandi opere come LA FINESTRA SUL CORTILE,INTRIGO INTERNAZIONALE o REBECCA LA PRIMA MOGLIE)ed è anche il film che ha elevato Anthony Perkins all'unico ruolo che gli [...] Vai alla recensione »

mercoledì 5 maggio 2010
Alex41

Agghiacciante, ricco di suspense, scene memorabili, è un CAPOLAVORO. Alfred Hitchcock, dopo altri capolavori come "La donna che visse due volte", "Gli uccelli" e "La finestra sul cortile", ci regala una delle sue opere più indimenticabili, un thriller tutt'oggi ancora definto un film spaventoso e bellissimo. Una trama semplice, dove il vero protagonista non è nè la ragazza e nè il bravissimo Anthony [...] Vai alla recensione »

martedì 9 febbraio 2010
Luca Scialo

Un thriller capolavoro, storia geniale e diabolica, con una trama che inizia in un modo per poi portarti tutta su un altro scenario. Un'impiegata fugge con 40 mila dollari di un cliente della banca per la quale lavora, anzichè depositarli, dirigendosi verso il suo compagno con la speranza che quei soldi cambino la vita ad entrambi, che trovano insoddisfacente; arriva in un motel per passare [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 luglio 2009
Chapliniano

Ne conoscete uno migliore????? ditemelo!!!!Io nn credo assolutamente!!!!

mercoledì 8 gennaio 2014
DanBa

La mia non è una recensione ma un commento a quanto scritto dal Sig. Zappoli e da voi pubblicato. Vi inviterei a fare attenzione perchè una recensione deve necessariamente indicare la trama senza però assolutamente svelare i dettagli del film. Tantopiù in un thriller dove il centro di tutto è la suspence. Ciò che è pubblicato non è una recensione [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 aprile 2010
il cinefilo

Il film in questione è,come molti sapranno,uno dei più famosi film di A.Hitchcock in assoluto se non addirittura quello che lo ha consacrato definitivamente nell'olimpo dei registi leggendari(senza nulla togliere ovviamente ad altre sue grandi opere come LA FINESTRA SUL CORTILE,INTRIGO INTERNAZIONALE o REBECCA LA PRIMA MOGLIE)ed è anche il film che ha elevato Anthony Perkins all'unico ruolo che gli [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 aprile 2010
il_marco95

capolavoro assoluto, girato con una maestria incredibile e in un perfetto bianco e nero. Il re di tutti i thriller. Veramente incredibile. Incute un'angoscia e un timore non mostrando (o almeno la minima) violenza. Colonna sonora, usata principalmente nella prima parte, trascina lo spettatore nel vortice senza uscita, che si concluderà con la famigerata scena della doccia.

sabato 20 giugno 2009
giovi

a mio avviso uno dei film più belli di hitchcock e uno die più belli di sempre in generale, girato in un perfetto bianco e nero, musiche bellissime e la scena della doccia è storia del cinema... bellissimo!

sabato 28 marzo 2015
Enigmista12

Dopo aver visto questo film per un lungo periodo ho avuto paura di fare la doccia (anche se mi lavavo ugualmente). Il film parla di una donna bionda e carina di nome Marion Crane che stufa della sua vita, ruba 40.000, e poi fugge cambiando anche auto durante il tragitto. Sorpresa da un temporale, va fuori strada e trova rifugio in un hotel deserto, gestito da un ragazzo di nome Norman Bates e da sua [...] Vai alla recensione »

lunedì 30 gennaio 2012
andys80

Poche parole per esprimere un consenso assoluto su ogni componente di un film che come pochi ha portato una grande innovazione al cinema. Una storia originale e l'inizio di un genere cinematografico nuovo. Capolavoro assoluto del cinema che solo un maestro come Hitchcock poteva realizzare.

domenica 3 gennaio 2010
riccardo-87

Premettendo che non è il mio genere e che quindi non ne sono rimasto estasiato come molti, ritengo che questo è un film davanti al quale le critiche sono totalmente inopportune. Nel suo genere è un vero capolavoro, niente da dire; la famosa scena della doccia ritengo che sia un po' troppo sopravvalutata, almeno per i giorni nostri, anche se è innegabile che abbia altissimo valore per come è stata [...] Vai alla recensione »

martedì 7 gennaio 2014
Istian Gonny

pur essendo un fil degli anni 60 e quindi piuttosto lento mi è piaciuto molto... perchè la storia è bella e il finale è uno dei più belli della storia del cinema... ora ho capito perchè hitchcock volesse tenere segreto il finale... GENIO

domenica 19 giugno 2011
Renato C.

Come dice il Farinotti, non è il miglior film del grande Hitchcock ma è veramente un eccezionale giallo/thriller! A parte l'interpretazione di Anthony Perkins nella parte del folle, è tutto l'untreccio del film e le locations che ne fanno veramente un film da brivido, specialmente se si pensa che è del 1960! La famosa scena della doccia già fa presagire dell'inizio che succederà quelche cosa: L'inqudratura [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 maggio 2011
nick castle

Psyco non ha bisogno di presentazioni. Risulta uno dei film più influenti della storia del cinema, il film quanto le sole musiche di Bernard Hermann. Hitchcook realizzò un film che pur rimanendo nella storia, forse non è uno dei risultati più alti del vecchio Alfred, non di certo ai livelli di Vertigo o Intrigo internazionale, ma sicuramente più che discreto, più [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 aprile 2011
ralphscott

Più che un horror,cui di fatto andrebbe annoverato per almeno tre scene,a me ricorda l'atmosfera di quei sapidi noir americani,dove le nebbie la facevan da padrone,negli anni '40. Perkins,a leggere l'ultimo libro di Marisa Berenson,era un gran brav'uomo:forse,propio per quest'aria da boy scout (un po' troppo sculettante,a dirla tutta),la scelta di Hitch è [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 aprile 2010
il_marco95

capolavoro assoluto, girato con una maestria incredibile e in un perfetto bianco e nero. Il re di tutti i thriller. Veramente incredibile. Incute un'angoscia e un timore non mostrando (o almeno la minima) violenza. Colonna sonora, usata principalmente nella prima parte, trascina lo spettatore nel vortice senza uscita, che si concluderà con la famigerata scena della doccia.

venerdì 2 aprile 2010
il_marco95

capolavoro assoluto, girato con una maestria incredibile e in un perfetto bianco e nero. Il re di tutti i thriller. Veramente incredibile. Incute un'angoscia e un timore non mostrando (o almeno la minima) violenza. Colonna sonora, usata principalmente nella prima parte, trascina lo spettatore nel vortice senza uscita, che si concluderà con la famigerata scena della doccia.

venerdì 2 aprile 2010
il_marco95

capolavoro assoluto, girato con una maestria incredibile e in un perfetto bianco e nero. Il re di tutti i thriller. Veramente incredibile. Incute un'angoscia e un timore non mostrando (o almeno la minima) violenza. Colonna sonora, usata principalmente nella prima parte, trascina lo spettatore nel vortice senza uscita, che si concluderà con la famigerata scena della doccia.

martedì 22 settembre 2009
Hal 9000

Il film più noto di Hitchcock, universalmente e giustamente considerato come un capolavoro con la "C" maiuscola, non è nemmeno la sua opera migliore ("Gli Uccelli" e "La finestra sul cortile" sono un gradino più alti), ma asaputo entrare nell'immaginario collettivo grazie ad alcune scene da antologia tra cui quella della doccia una delle più straordinarie e famose nella storia del cinema.

lunedì 3 agosto 2009
audreyh grant cooper

Questo film, capolavoro assoluto, resta una pietra miliare del thriller di tutti i tempi, a cominciare con la celebre sequenza della doccia, per terminare con l'inasppettata morte della protagonista dopo appena 40 minuti del film!!! Ben congegnato, recitato e diretto, psyco resterà per sempre un film magico.

lunedì 3 agosto 2009
audreyh grant cooper

Questo film, capolavoro assoluto, resta una pietra miliare del thriller di tutti i tempi, a cominciare con la celebre sequenza della doccia, per terminare con l'inasppettata morte della protagonista dopo appena 40 minuti del film!!! Ben congegnato, recitato e diretto, psyco resterà per sempre un film magico.

mercoledì 24 giugno 2009
giofredo'

psyco regge ancora, sia per contenuto,sia per lo spessore thrylleriano, gli urti dei films tanto precedenti quanto attuali.La forza e la chiave di questo successo, plecludo sia dovuta alla capacita' che il regista seppe dare a tutta la struttura filmica,alitando gradualmente sul tema,fino a spezzare il ritmo con dei flash di puro orrore, senza ancorarsi a nessun effetto speciale(o almeno a quelli che [...] Vai alla recensione »

martedì 25 agosto 2009
marezia

L'uomo delle 3 stelle (dalla mia definizione) si è sbilanciato finalmente... Allora è umano.

mercoledì 26 maggio 2010
loris760

Uno dei film più sopravvalutati di Hitchcock, Insieme ad UCCELLI. Se questo film si merita 4,5 stelle allora a NODO ALLA GOLA o ad IL DELITTO PERFETTO bisogna darne 10.

Frasi
NORMAN Voglio dire, malata di nervi. Ha dovuto allevarmi da sola dopo la morte di mio padre. Io avevo soltanto cinque anni e questo l'ha logorata molto. Non che sia stata costretta a cercarsi un lavoro perché mio padre ci aveva lasciato un po' di soldi... comunque, qualche anno fa, mia madre incontrò un uomo e lui la convinse a costruire questo motel. Lei non viveva che per quell'uomo e... quando lui morì, fu un colpo troppo forte... anche... anche per il modo in cui morì. (Ride) Non credo che sia la cosa migliore di cui parlare mentre uno mangia. Comunque fu una perdita irreparabile per lei. Non le restava più niente...
MARION Tranne voi.
NORMAN Un figlio non può sostituire un amante.
MARION Perché non ve ne andate da qui?
NORMAN Alla ricerca di un'isola come voi?
MARION No, non come me.
NORMAN Io devo stare qui. Chi la curerebbe, se me ne andassi? Rimarrebbe sola, lo so. Si spegnerebbe il fuoco, sarebbe freddo e umido come una tomba. Quando si ama qualcuno, non si può lasciare anche se si rende odioso. Capitemi, io non odio lei. Odio ciò che l'ha fatta. diventare così. La sua malattia.
MARION Non sarebbe meglio se la metteste... in qualche posto?
NORMAN Volete dire in una clinica... in un manicomio?... Vi impressiona meno chiamarlo "qualche posto", vero? Mettetela in qualche posto.
MARION Scusatemi. Non credevo di dir niente di male.
NORMAN Che ne sapete voi di certe cose? Avete mai visto l'interno di un manicomio? Le risate, le lacrime... e gli sguardi allucinati che vi scrutano? Mia madre là dentro? Ma lei è innocua... è innocua come uno di quegli uccelli impagliati.
MARION Scusatemi, ma... avevo l'impressione che... vi fosse di peso. Parlavo per il vostro bene.
NORMAN Tutti parlano per il mio bene. Vengono qua con la faccia contrita (adirandosi) e consigliano... oh, con tanta delicatezza... sì, lo so che sarebbe una soluzione, ma il solo pensiero mi angoscia. Non la posso lasciare. Non è come se fosse una maniaca... una... pazza furiosa. Solo, qualche volta perde un po' la testa. (Alterandosi) Tutti qualche volta perdiamo un po' la testa. (Sorride) A voi non è mai capitato?
MARION Sì, e in certi casi una sola volta può bastare. Io lo so.
NORMAN (Sorride) Lo so... Norman.
MARION (Sorridendo) Norman. (Si alza in piedi per andar via)
NORMAN Oh, ma non... non volete già andare a dormire, vero?
MARION Sono molto stanca. E devo guidare tutto il giorno domani. Devo tornare a Phoenix.
NORMAN Davvero?
MARION Sono andata a ficcarmi in una brutta trappola. E voglio tornare laggiù... per vedere se trovo il modo di uscirne. Prima che sia troppo tardi.
Dialogo tra Marion Crane (Janet Leigh) - Norman Bates (Anthony Perkins)
dal film Psyco - a cura di Patrizia
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