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Alfred Hitchcock

Alfred Hitchcock (Alfred Joseph Hitchcock) è un attore inglese, regista, produttore, sceneggiatore, montatore, art director, è nato il 13 agosto 1899 a Londra (Gran Bretagna) e muore il 29 aprile 1980 all'età di 80 anni a Los Angeles, California (USA).
Nel 1968 ha ricevuto il irving thalberg memorial al Premio Oscar.

L'arte di creare suspence

A cura di Daniele Di Ubaldo

«L'arte di creare suspence è nello stesso tempo quella di mettere il pubblico nell'azione facendolo partecipare al film. Lo spettacolo, da questo punto di vista, non è più un gioco che si fa a due (il regista + il suo film), ma a tre (il regista + il suo film + il pubblico) e il suspence, come i sassi bianchi di Pollicino o la passeggiata di Cappuccetto Rosso, diventa un mezzo poetico perché il suo obiettivo è quello di commuoverci, di farci battere più forte il cuore» (F.Truffaut). Questo affermava il regista francese a proposito di Alfred Hitchcock (1899-1980), universalmente riconosciuto come il più grande creatore di thriller (anche numericamente: 54 lungometraggi in 53 anni di carriera) della storia del cinema.
«L'immagine hitchcockiana per eccellenza - continua Truffaut - è quella di un uomo innocente scambiato per un altro, inseguito e che ritroviamo mentre sta cadendo da un tetto, aggrappato ad una grondaia sul punto di rompersi» (ivi, p.293). E questo perché nell'opera del maestro inglese, trasferitosi nel 1940 negli Stati Uniti, non c'è quasi mai, come nel giallo, la reale preoccupazione di seguire e dipanare un intreccio, né, come nel noir classico, l'interesse a descrivere un mondo, le sue leggi e i suoi personaggi. Quello che interessa ad Hitchcock è mettere in scena le paure comuni dell'uomo comune, e fare in modo che lo spettatore le viva in prima persona mentre le osserva e non le subisca invece attraverso un racconto. Le vertigini, la perdita d'identità propria o di chi ci è a fianco, il tradimento, l'essere accusati ingiustamente, la claustrofobia, il venire improvvisamente strappati dal proprio mondo, l'essere braccati: il cinema di Hitchcock suscita queste sensazioni, che sono tutte facce di uno stesso sentimento di base, la paura. Una paura motivata e ragionevole, non lontana e soprannaturale come quella dell'horror, con cui ogni spettatore potrebbe trovarsi un giorno a fare i conti.
L'importanza degli innumerevoli capolavori hitchcockiani non consiste però solo nell'aver dato un volto a tutti i timori quotidiani del borghese medio: film come Il club dei 39 (1935), Rebecca la prima moglie (1940), Notorius (1946), Io confesso (1953), La finestra sul cortile (1954), La donna che visse due volte (1958), Psyco (1960), Gli uccelli (1963) e tanti altri, s'imposero anche per la loro bellezza formale, il più delle volte raggiunta attraverso una costante sperimentazione tecnica. Nodo alla gola (1948), ad esempio, è un unico piano-sequenza di oltre un'ora e un quarto, mentre la famosa scena della doccia in Psyco fu ottenuta montando 70 posizioni di macchina diverse per 45 secondi di film.

Ultimi film

Documentario, (USA - 2015), 79 min.
Giallo, (USA - 1976), 120 min.
Giallo, (Gran Bretagna - 1972), 116 min.
Spionaggio, (USA - 1969), 108 min.
Spionaggio, (USA - 1966), 128 min.
Giallo, (USA - 1964), 129 min.
Drammatico, (USA - 1963), 120 min.

Focus

INCONTRI
venerdì 2 settembre 2011
Giovanni Bogani

Questo personaggio così negativo, vuoi sapere se ha lasciato strascichi dentro di me? Sì, ma al contrario: con le mie nipotine sono così affettuoso che devono dirmi: zio, basta per favore con tutte queste coccole!”. Anche a Venezia, dove tutti sono continuamente preoccupati di dire e fare la cosa giusta, Filippo Timi riesce a mantenere la voglia di giocare. Protagonista – insieme a Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea e Valeria Solarino – di Ruggine di Daniele Gaglianone, che passa oggi alle Giornate degli Autori, Filippo Timi racconta con humour anche un personaggio scomodo, come quello che interpreta in questo film, che parla di violenza sui bambini

NEWS
venerdì 5 agosto 2011
Marlen Vazzoler

Mercoledì scorso la National Film Preservation Foundation e il New Zealand Film Archive hanno annunciato la scoperta dei primi 30 minuti del film inglese The White Shadow, nel quale il ventiquattrenne Alfred Hitchcock ha partecipato nella qualità di sceneggiatore, assistente alla regia, montatore e scenografo. Si tratta di un film muto del 1923 diretto da Graham Curtis ed interpretato da Betty Compson e Clive Brook

CELEBRITIES
giovedì 29 aprile 2010
Tirza Bonifazi Tognazzi

Il signore scompare Il 29 aprile 1980 se ne andava, spezzato da un blocco renale, uno dei più grandi artisti della storia del cinema, il maestro della suspense, Alfred Hitchcock. Solo un anno prima, nel ricevere il Premio alla carriera da parte dell'American Film Institute, aveva commentato coi suoi amici che doveva essere arrivata la sua ora. D'altronde lo humour macabro del regista, specie quando applicato alla morte, era cosa nota

I film più famosi

Giallo, (USA - 1960), 109 min.
Spionaggio, (USA - 1959), 136 min.
Giallo, (USA - 1954), 122 min.
Giallo, (USA - 1954), 105 min.
Drammatico, (USA - 1963), 120 min.
Commedia, (USA - 1955), 97 min.
Giallo, (USA - 1964), 129 min.

News

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Passati 30 anni dalla scomparsa del maestro della suspense. Il mito sopravvive.
Una rilettura non convenzionale della storia del cinema.
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