Gli uccelli

Film 1963 | Drammatico 120 min.

Regia di Alfred Hitchcock. Un film Da vedere 1963 con Jessica Tandy, Rod Taylor, Suzanne Pleshette, Tippi Hedren, Veronica Cartwright. Cast completo Titolo originale: The Birds. Genere Drammatico - USA, 1963, durata 120 minuti. Uscita cinema lunedì 7 gennaio 2019 distribuito da Cineteca di Bologna. - MYmonetro 4,29 su 56 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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In un paesino a sud di San Francisco accadde un fatto strano: un gabbiano aggredisce una ragazza. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar,

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Consigliato assolutamente sì!
4,29/5
MYMOVIES 4,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,81
ASSOLUTAMENTE SÌ
La fantasia apocalittica del maestro del brivido e il film più astratto e più spettacolare della sua filmografia.
Recensione di Marianna Cappi
mercoledì 27 giugno 2018
Recensione di Marianna Cappi
mercoledì 27 giugno 2018

In un negozio di animali di San Francisco, s'incontrano e si conoscono l'avvocato Mitch Brenner e la ricca e famosa Melanie Daniels, figlia dell'editore di un grande giornale. Mitch finge di scambiarla per una commessa e le domanda una coppia di "inseparabili" (Love Birds) per il compleanno della sorellina Kathy. Melanie, indispettita ma anche affascinata, decide di recapitargliela di persona, per fargli una sorpresa. Non trovandolo in città si spinge fino a Bodega Bay, dove l'uomo passa i fine settimana con la madre e la sorella. Qui, però, Melanie viene inspiegabilmente attaccata da un gabbiano alla testa. Ed è solo il primo di una serie di attacchi inquietanti degli uccelli, sempre più numerosi e feroci, contro gli abitanti della cittadina.

Cinquantesimo titolo di Hitchcok, e tecnicamente il più complesso di tutti, Gli Uccelli fa seguito al successo di Psyco e segna il debutto sullo schermo di Tippi Hedren.

Dopo aver attinto alla letteratura di Daphne Du Maurier già due volte (la più nota fu per Rebecca), Hitch, in collaborazione con lo sceneggiatore Evan Hunter, trasforma profondamente il setting di partenza del racconto (di cui possedeva i diritti ma dal quale non credeva inizialmente di poter trarre un lungometraggio), e ne riscrive ex novo i personaggi, conservando però la sensazione di impotenza, d'angoscia e di trappola che lo avevano attratto alla prima lettura.

Per le scene degli uccelli, si fece ricorso ad un pioniere dell'animazione disneyana, lo stesso che aveva sdoppiato Hayley Mills per Il cowboy con il velo da sposa, e anche a manufatti meccanici, ma per la maggior parte vennero utilizzate vere riprese di veri uccelli, ritoccate, sovraimpresse e moltiplicate.

Sebbene oggi il risultato tecnico non sia comparabile con ciò che si ottiene tramite computer grafica, l'impatto delle immagini originali non perde di efficacia alcuna e l'effetto in qualche modo stilizzato e astratto delle stesse amplifica ulteriormente il sentimento angosciante dell'inspiegabile e la natura deviata e imprevedibile del fenomeno. Il motivo del comportamento degli uccelli, infatti, non solo non viene mai spiegato, ma nel copione s'insiste sulla sua insensatezza, sul suo andare contro natura rispetto alle abitudini dei volatili, così come più volte sostenuto dall'ornitologa nel ristorante accanto al porticciolo.

Nulla è lasciato al caso, nel film: ogni dettaglio è frutto di un lavoro maniacale di documentazione e invenzione, compresa la somiglianza tra Jessica Tandy e Tippi Hedren, accentuata da costumi e acconciature, che fa della madre e dell'amante di Mitchell una sorta di figura bifronte.

L'interpretazione ultima è invece lasciata allo spettatore, ma, nella dinamica tra prigionia e liberazione, e nella rappresentazione del comportamento ondivago e imprevedibile degli uccelli, come fossero forze esistenti ma rimosse, erroneamente credute addomesticate, non è difficile ipotizzare un parallelo con la forza irresistibile e perturbante del desiderio sessuale. Non a caso è la bionda eroina a scatenare la minaccia, nel momento in cui s'intrufola nell'abitazione dell'uomo per lasciare i due pappagallini (e che il personaggio della Hedren e i due volatili in gabbia siano "inseparabili" lo testimonia anche il comune verde del loro piumaggio e del tailleur di lei). Ma Gli Uccelli è questo e molto altro. Metafora dei bombardamenti bellici, di una crisi morale diffusa, di una giustizia divina irrazionale o di una natura che conserva un cuore selvaggio e una violenza assassina, il più metafisico dei film di Hitchcock (manca completamente di colonna musicale), sorta di messa in scena della paura stessa, è anche il più spettacolare. Un cinema widescreen che non accenna a farsi ridimensionare dal tempo.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
a cura della redazione
giovedì 3 agosto 2006

Gli uccelli inaugurò un nuovo contratto concluso da Hitchcock con la Universal: Hitchcock lasciava così definitivamente la Paramount, la casa di produzione con cui aveva di preferenza collaborato durante gli anni '50 a partire dalla Finestra sul cortile. All'epoca di Psyco - è vero - c'erano state alcune incomprensioni fra il regista e i dirigenti della Paramount, ma i motivi del "trasferimento" erano dovuti principalmente al riassetto produttivo della Universal, rilevata proprio in quegli anni dalla MCA (Music Coporation of America), la colossale società - con interessi nel campo dello spettacolo, dei mass media e dell'industria - al cui servizio di agenzia Hitchcock si era affidato. Il rapporto con la Universal - durato fino alla morte del regista - non fu fruttuoso come quello con la Paramount. Alcuni film di Hitch andarono male o malissimo, il Maestro invecchiava, si mostrava più nervoso e insicuro, realizzava assai meno film di un tempo e sembrava aver perso quel magico contatto con il pubblico che aveva saputo raggiungere negli anni precedenti.
Gli uccelli è tratto dal racconto omonimo di Daphne Du Maurier, la scrittrice inglese a cui Hitch si era ispirato anche per La taverna della Giamaica (1939) e Rebecca, la prima moglie (1940). Solo l'idea centrale della Du Maurier è rimasta però nel film, quella dell'attacco degli uccelli agli uomini, mentre trama e personaggi sono una creazione ex novo. Hitch dedicò, come sempre del resto, una grande attenzione al lavoro dello sceneggiatore, Evan Hunter, che dovette rivedere lo script più volte; al regista stavano particolarmente a cuore lo sviluppo del personaggio di Melanie e la definizione delle reazioni dei protagonisti man mano che la vicenda diventava più drammatica. Hitchcock giunse a intervenire sulla scenneggiatura anche durante le riprese, improvvisando sul set, cosa del tutto insolita per lui; si sentiva inquieto e stranamente emozionato. Gli ci volle del tempo anche per decidere il finale. Una versione prevedeva che i fuggiaschi sarebbero giunti a San Francisco dove avrebbero trovato il Golden Gate ricoperto da uccelli; poi il regista optò per un finale aperto a tutte le possibili interpretazioni e volle che dopo l'ultima inquadratura non comparissero le parole "the end", ma soltanto "a Universal release". Alla Universal non furono entusiasti di questa idea e, dal loro punto di vista, non avevano torto: anche il pubblico mostrò in seguito di non capire né apprezzare questo finale tanto sconcertante.
Il film fu girato in parte in teatro di posa, in parte nella cittadina di Bodega Bay - dove è ambientata la storia -, una località sulla costa, non molto distante da San Francisco. Grande cura fu dedicata ai costumi dei personaggi e all'arredamento delle abitazioni, studiati fin nei minimi particolari affinché risultassero realistici e tipici del luogo.
Anche per cercare di abbassare i costi, gli attori scelti per Gli uccelli non furono dei divi: a causa degli effetti speciali occorre-vano riprese lunghe e faticose, e i compensi per delle star sarebbero stati troppo elevati. Per Tippi Hedren, la protagonista, si trattò della prima esperienza cinematografica: fino ad allora aveva fatto soltanto qualche pubblicità; Hitch cercò di ritagliare sulla sua personalità il personaggio di Melanie Daniels, un po' come aveva fatto con Grace Kelly nella Finestra sul cortile. Comunque, anche senza divi, il film risultò molto costoso, in termini di tempo (sei mesi per il montaggio e la messa a punto degli effetti speciali) e denaro.
Hitchcock organizzò da par suo un'intensa e intelligente campagna pubblicitaria ma, nonostante il buon successo di pubblico, i profitti finali furono piuttosto modesti. In generale i critici americàni riconobbero l'elevata qualità degli effetti speciali e l'efficacia di certe sequenze, ma per il resto si mostrarono piuttosto tiepidi: la storia d'amore non si legava sufficientemente con gli sviluppi drammatici, i personaggi erano poco convincenti, gli interpreti - e qui si può essere d'accordo - deboli, il finale oscuro.., in breve, il film non era all'altezza di altri classici del regista. Tuttavia gli ammiratori, anche negli Stati Uniti, non mancarono: sulla scia della critica francese - già da alcuni anni appassionata sostenitrice dell'opera di Hitchcock - gli studiosi più sensibili resero omaggio a questa nuova, inquietante, straordinaria, fantasia del regista.
Nel corso degli anni Gli uccelli ha suscitato le interpretazioni più disparate: letture in chiave esistenzialista o religiosa si sono sovrapposte ad altre di taglio sociologico o psicoanalitico. Perché gli uccelli attaccano? Quale ruolo hanno i protagonisti in tutto questo e Melanie in particolare? È una rivolta della natura contro le persecuzioni umane, come suggerisce l'ornitologa nel ristorante? O si tratta di una punizione divina per le colpe degli uomini, di un flagello biblico che si rinnova, come sostiene l'ubriaco? Quale il significato del finale? Se già nel film precedente, Psyco, Hitchcock aveva volutamente spiazzato gli spettatori - eliminando la protagonista a metà film e offrendo un finale che forniva sì una spiegazione ma nessuna consolazione - negli Uccelli la sfida si fa ancora più forte. "Vi ho promesso che gli uccelli arriveranno? Ecco, la promessa è mantenuta", può ben affermare il regista. Ma, in effetti, non si è mai assunto anche l'impegno di spiegare perché arrivano. Qualche indicazione, tuttavia, l'ha data, affermando per esempio che Gli uccelli è un film sulla "complacency", vale a dire sull'autocompiacimento, quella sicurezza di sé tanto fastidiosa quanto in fondo vulnerabile che ostenta Melanie fin dal suo primo apparire e che èdestinata a crollare man mano che gli eventi precipitano. Che abisso fra la donna bella, elegante e ammirata delle prime inquadrature e quella ferita, fasciata e sotto shock del finale!
Gli uccelli, scrive il critico americano Robin Wood, "sono l'incarnazione dell'arbitrario e dell'imprevedibile, di ciò che rende la vita e le relazioni umane precarie, un monito alla nostra fragilità e instabilità, che non possono essere ignorate o eluse, e, ancor più, alla possibilità che la vita sia assurda e senza senso". Gli uccelli colpiscono indiscriminatamente, attaccano i bambini, uccidono la sfortunata e devota Annie, non conoscono pietà. La loro presenza costringe però i protagonisti - in particolare le donne: Melanie, Lydia, Annie - a rivelarsi agli altri e prima ancora a se stessi, nelle loro debolezze e paure, nei loro desideri e fallimenti. E alla fine, nonostante tutto, in tanta disperazione, rimane un filo di speranza nella solidarietà umana, nei rapporti di affetto: lo dimostrano il sacrificio di Anniu per salvare Cathy, il nascente amore fra Melanie e Mitch, il prodigarsi di quest'ultimo per salvare le persone che ama e soprattutto, nel finale, il debolissimo ma inequivocabile sorriso di Melanie a Lydia, la stretta di mano delle due donne, la preocdupazionè di Cathy per i pappagallini. Ma, al di là dei possibili significati, Gli uccelli rimane nella memoria di ogni spettatore innanzitutto come una grandiosa fantasia fatta cinema, un incubo reso immagini e suoni, la rappresentazione - attraverso tutti i mezzi di cui il cinema dispone (o almeno, disponeva a quell'epoca) - di paure remote, ancestrali, invincibili. Colori slavati o lividi, silenzi allarmanti o suoni atroci, paesaggi brulli o interni cupi e, su tutto, una sensazione costante di angosciosa attesa che si condensa via via negli attacchi sempre più drammatici degli uccelli: un film aspro, crudele, inquietante come solo la realtà sa essere e come solo nei sogni capiamo, per dimenticano la mattina dopo. Ma, negli Uccelli, il risveglio non c'è.

FANTAFILM
Cento anni di cinema di fantascienza

Melaine, ragazza viziata dell'alta società di San Francisco, incontra casualmente in un'uccelleria l'avvocato Mitch Brenner ed è attratta dal suo atteggiamento sicuro, ironico e beffardo. Con il pretesto di recapitargli due "pappagallini inseparabili" Melaine si reca a Bodega Bay dove Brenner vive con la possessiva madre Lydia e con la sorellina Cathy e, invitata a partecipare alla festa di compleanno della bambina (i due "inseparabili" sono un dono per lei), trova ospitalità presso Annie Hayworth, maestra nella locale scuola ed ex fidanzata di Mitch. Mentre tra i due giovani nasce l'amore, Bodega Bay è sconvolta da una improvvisa follia che rende aggressivi stormi di uccelli. Anticipati da casi insoliti e isolati, in un crescendo di terrore, gli uccelli colpiscono la scuola e l'abitato di Bodega Bay e costringono Mitch, la sua famiglia e Melanie a subire un allucinante assedio durante la notte. Vittima dello shock, Melanie cade in uno stato catatonico e la silenziosa tregua che gli uccelli sembrano improvvisamente stabilire consente a Mitch di tentare la fuga, insieme alla madre e a Cathy, verso San Francisco. Costruito con tecnica minuziosa vicina al perfezionismo (difficile credere che, in realtà, molte sequenze furono impostate estemporaneamente sul set), il film si compone di quasi 1.400 inquadrature, 371 delle quali consistono in effetti speciali. Per girare le incursioni degli uccelli, oltre alla tecnica della sovrapposizione, si fece ricorso ad uccelli meccanici, ai gabbiani attirati con del cibo verso la macchina da ripresa e ai corvi ammaestrati dall'équipe di Ray Berwick ("Baldy", il corvo più docile del gruppo, divenne addirittura la mascotte della troupe e posò per le foto pubblicitarie assieme a Tippi Hedren ed Hitchcock). La lavorazione del film comportò grande stress per gli attori costretti a provare più volte con i loro pennuti antagonisti: se Taylor se la cavò con una buona dose di graffi e beccate, la Hedren - costretta a subire la furia di veri uccelli nella scena della soffitta - accusò un forte esaurimento nervoso che la allontanò per qualche settimana dal set. Il film è privo di commento musicale (gli unici due brevi sottofondi musicali sono le note del pianoforte suonato da Melanie in casa di Mitch e la canzoncina intonata dai bambini nella scuola di Annie) ma l'ingegnoso "silenzio" elettronico elaborato da Remi Gassmann e Oskar Sala scandito dall'inquietante battere di ali e dalle strida di uccelli non ne fa percepire l'assenza. Ricco di geniali soluzioni visive fin dai titoli di testa con le lettere del cast frantumate dalle ombre saettanti degli stormi, il racconto dilata una frivola commedia sentimentale alle dimensioni di un orrore apocalittico. Ad una lettura psicoanalitica (Donald Spoto lo ha associato all'ideale trilogia composta da Psyco e da Marnie), il film si presterebbe ad una allegoria sulla crisi del conformismo borghese, fiaccato dalla solitudine, dai sensi di colpa, dalla paura di essere incompresi, e sulla riappropriazione violenta e traumatizzante dell'energia animalesca della passione. I personaggi del film vivono soffocati dall'ansia esistenziale fino a riscoprirsi cambiati dopo un'esperienza violenta. In questo contesto, la figura della "gabbia" (da quelle dei canarini e degli "inseparabili" maneggiate con noncuranza nell'uccelleria, a quelle figurative della cabina telefonica o della casa assediata) è l'elemento iconografico più suggerito: uscire dalla gabbia significa conquistare il senso di sè. Il soggetto si ispira ad un breve racconto di Daphne Du Maurier che Hitchcock aveva già preso in esame per un possibile adattamento televisivo nella serie Alfred Hitchcock Presents. L'originalità della versione cinematografica sta nell'evitare qualsiasi spiegazione razionale o scientifica della rivolta degli uccelli e nella scelta di un inquietante finale aperto (il film non termina con la rituale parola "fine") dopo aver scartato l'ipotesi di far ritrovare i protagonisti fuggiti da Bodega Bay sullo sfondo del Golden Gate ricoperto di uccelli. The Birds lanciò sullo schermo la modella Tippi Hedren nel ruolo di Melanie (...la radice greca del nome significa bruna): Hitchcock che l'aveva notata in televisione in uno spot pubblicitario (la scena del bambino che fischia al suo passaggio è ripresa da quello) ne riplasmò l'immagine secondo i canoni della bionda glaciale ma vulnerabile, archetipo della figura femminile di tante sue opere. Premiato dal pubblico, ma per lungo tempo colpevolmente sottovalutato dalla critica, The Birds è - con le parole scelte da Truffaut nell'insostituibile intervista Il cinema secondo Alfred Hitchcock - una "costruzione intellettuale" che, pur sfuggendo alla rigida classificazione in un genere, ripensa in maniera inedita il tema della rivolta della natura contro l'uomo, centrale in tanta fantascienza degli anni dell'impegno ecologico. Nel ruolo della piccola Cathy fa la sua apparizione Veronica Cartwright che ritroveremo più volte in film di soggetto fantascientifico (Terrore dallo spazio profondo, Alien, Navigator).

GLI UCCELLI
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 16 giugno 2011
a17540

Un meccanismo perfetto. Ogni gesto, ogni parola, ogni movimento di camera è l’unico e il migliore possibile. Ogni volta che rivedo questo film, mi sembra ancora più bello, più profondo della volta precedente. Il finale aperto, che la prima volta può lasciare interdetti, è un vero colpo di genio che rende possibili le infinite chiavi interpretative elaborate [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 luglio 2011
MrBuzzino

Perché dei comuni gabbiani, passeri, corvi attaccano con crescente furia e organizzazione il bucolico paesino di Bodega Bay con l'intenzione di far fuori gli abitanti, specie i bambini? E perché una coppia di "love-birds" se ne sta tranquilla nella propria gabbia? Impossibile scrivere qualcosa in più di quanto già detto e scritto su questo film senza risposte, [...] Vai alla recensione »

domenica 26 giugno 2016
Luigi Chierico

In tutti questi 50 anni si è scritto e detto tanto su questo film che sono convinto sia stato uno dei più visti e noti ad oggi a dispetto dei denigratori. Il nome di Alfred Hitchcock è abbinato da chiunque e non solo dagli appassionati di cinema colui che ed ha lasciato in eredità tantissimi film di suspense che erroneamente si indicano generalmente col genere “giallo”.

sabato 23 aprile 2016
Maurito91

Melania ha un incontro un po' brusco con Mitch Brenner in un negozio di uccelli:lui finge di chiedere informazioni a lei sugli uccelli che avrebbe voluto regalare alla sorellina Cathy, due pappagalli "inseparabili", facendo finta di non sapere chi fosse,lei lo asseconda  ma dopo un po' lui le rivela di sapere chi è lei,e dei guai che ha combinato dato che lui fa l'avvocato [...] Vai alla recensione »

martedì 6 settembre 2011
Donald93

Un film che gode sempre più di fama; l'angoscia trasmessa da Hitchcock direttamente dagli uccelli non ha precedenti. Un film così fuori dagli schemi non venne mai pensato fino ad Hitchcock... Rivedendo però 'Gli uccelli' con occhio imparziale, cade all'occhio il troppo tempo che viene utilizzato per la prima metà del film; si sviluppa un rapporto tra la coppia protagonista ma senza mai convincere [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 settembre 2010
il cinefilo

TRAMA:Nella cittadina americana di Bodega Bay un gigantesco stormo di pennuti ha"dichiarato guerra"agli esseri umani e tenteranno più stragi...COMMENTO:Si tratta di uno dei film più famosi di Alfred Hitchcock e della storia del cinema e possiede numerosi pregi che lo rendono meritevole di potersi classificare come"cult movie".

mercoledì 26 ottobre 2016
Renato C.

Tre stelle perchè il film è fatto molto bene, però ricordo che quando l'ho visto al cinema quand'ero ancora adolescente, uscendo dalla sala ho incontrato due coetanei che stavano entrando e mi hanno chiesto: "E' bello?" Io ho risposto "E' un bellissimo film fino alla fine, ma poi? E' meglio che lo giudicate voi!".

lunedì 28 dicembre 2015
andrejuve

“Gli Uccelli” è un film del 1963 diretto da Alfred Hitchcock. Melania Daniels è un’affascinante donna di San Francisco figlia del direttore di un famoso giornale. Un giorno si reca presso un’uccelleria al fine di acquistare un volatile. La proprietaria del negozio si assenta momentaneamente e in quell’istante entra un uomo in cerca di una coppia di pappagalli [...] Vai alla recensione »

sabato 15 agosto 2015
JackPug

Che dire ? Insieme a "Psycho" e a "Intrigo internazionale" tra i film più noti del maestro del brivido. Ma "Gli uccelli" non è solo un film thriller ma anche uno tra i primissimi film che ha quasi anticipato il genere horror. "Gli uccelli" ti lascia pietrificato dal primo all'ultimo minuto : all'inizio sembra tutto tranquillo ma quando [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 agosto 2014
Great Steven

GLI UCCELLI (USA, 1963) diretto da ALFRED HITCHCOCK. Interpretato da ROD TAYLOR – TIPPI HEDREN – SUZANNE PLESHETTE – JESSICA TANDY – VERONICA CARTWRIGHT § A Bodega Bay, cittadina californiana balneare vicino a San Francisco, accade un fatto strano: una ragazza disoccupata e nullafacente, che sta recandosi da un uomo affascinante e facoltoso per recargli due inseparabili [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 maggio 2014
tomdoniphon

Il paesino di Bodega Bay, vicino a San Francisco, è sconvolto da un improvviso (ed inspiegabile) attacco da parte di comuni uccelli. Il protagonista del film (l'avvocato Mich Brenner: Rod Taylor) riusicrà a portare in salvo la propria famiglia (e la nuova fidanzata Melanie Danilels: una convincente Tippi Hedren) dall'attacco dei pennuti.

lunedì 19 agosto 2013
fulicchio

Il film è in due parti: una prima che si svolge in modo apparentemente tranquillo e convenzionale e una seconda dominata dall'attaccco degli uccelli. Ma ad una osservazione più attenta molti particolari della prima parte suggeriscono aspetti ben più inquietanti. I dialoghi della prima parte in effetti procedono con un  certo non-sense, un po' come nel Godot di Beckett, [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 settembre 2017
blackandwhite

Un soft-horror realistico con importante significato sociale ed ecologico. Unica pecca è che la sua interpretazione non è immediata. Occorre prima di tutto fare attenzione al tema ricorrente della gabbia, dell'imprigionamento che coinvolge non solo gli uccelli ma anche gli esseri umani, intrappolati dai legami e dagli stati sociali, dallo stesso sistema economico e dal lavoro. Vai alla recensione »

mercoledì 4 maggio 2011
pattie

Dopo avere rivisto a distanza di anni il capolavoro di Hitchcock, della cui grandezza è superfluo anche solo accennare, non faccio altro che risentire nella testa la meravigliosa poesia in musica del grande maestro Battiato. Naturalmente non credo ci possano essere riferimenti tra le due opere...o no?! Il mio è comunque un invito, per tutti coloro che dovessero leggere questo mio post, [...] Vai alla recensione »

sabato 29 agosto 2009
Giacomo J.K.

Mi era stato presentato come IL capolavoro di Hitchcock. Forse la mia parrà una bestemmia, ma questo film non mi ha detto nulla, e non mi ha lasciato niente al di fuori di un senso di attesa per questo grande capolavoro del genere che in realtà non è mai arrivato. L'unica vera, grande nota di merito va agli effetti speciali, di cui questo film è stato pioniere e - come sempre nel genio di Hitchcok [...] Vai alla recensione »

martedì 17 agosto 2010
LorenzoMnt

Le mie aspettative non sono state deluse.Era da tempo che volevo vederlo ma la mia lunga attesa è stata premiata.Il film è un capolavoro in tutti i sensi,e non sono riuscito a trovarci dentro neanche un difetto.Geniale l'idea dell'assenza di colonna sonora,usando solo gli stridii degli uccelli,e quella del finale aperto.Qualcuno potrebbe obbiettare che il film è lento,ma solo gli impazienti potrebbero [...] Vai alla recensione »

sabato 23 aprile 2016
Portiere Volante

Hitchcock è un grande,credo di aver visto quasi tutte le sue pellicole e ne sono felice. Anche questa volta è riuscito a farmi provare un senso di ansia purissima e tensione senza una storia veramente accattivante. Infatti di per sè la storia non è il massimo,ci si domanda spesso da dove vengono questi uccelli,perchè attaccano con tanta cattiveria e perchè [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 settembre 2012
MichaelMyers98

Così interpretai il film la prima volta che lo vidi. Un film morboso e visionario in cui creature che abbiamo sterminato per anni ci rendono pan per focaccia e mettono in atto una serie di violenze totalmente ingiustificate. Data la presenza degli animali, le riprese furono un inferno, culminato nell'esaurimento nervoso di Tippi Hedren. Alcune scene come l'attacco alla scuola e il finale [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 aprile 2012
brando fioravanti

Una cittadina viene continuamente attaccata da uno stormo di uccelli. Non ci sono ragioni, sembra che gli uccelli rifiutano l'uomo in tutta la loro civiltà e diversità, si rifiutano anche di mangiare mangimi. La situazione è davvero inquietante perchè si perde completamente la fiducia con il nostro abituale rapporto con la natura, che si mostra superiore [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 gennaio 2012
Nigel Mansell

E' un capolavoro. Inquietante e soprendente. Le scene della baia appaiono come una splendida tela impressionista. Non tutto è detto nè spiegato, ed è questo che fa di questo film una pellicola così attraente.

giovedì 26 febbraio 2015
il befe

chi nn l ha visto?

giovedì 16 gennaio 2014
g_andrini

Il finale è un po' criptico, ma comunica la desolazione del genere umano, martoriato dalle continue guerre. E' una pellicola molto "eccentrica", con notevole "personalità", ma, a mio parere, un po' sopravvalutata.

lunedì 27 giugno 2011
Lalli

ho provato a farmi tante domande sul significato del film, credo che lo sappia solo il grande regista o forse non è che una "semplice" storia. cmq sia mi piace leggerlo in chiave animalista e penso che gli uccelli facciano proprio bene a ribellarsi all'uomo, da sempre li uccide X PURO DIVERTIMENTO CHIAMANDO LO STERMINIO DI INNOCENTI CREATURE UNO SPORT.

venerdì 24 agosto 2018
Fabio

un flim che influenzerà generazioni di cineasti. la capacità di costruire la tensione drammatica è l'aspetto che più mi è piaciuto.

mercoledì 13 aprile 2011
Asdrubale

Non capisco come si faccia a considerarlo uno dei più grandi capolavori di Hitchcok.. Solitamente amo molto i cambi (anche netti) di stile e di genere all'interno di un film, ma in questo caso mi pare avvenga in una maniera troppo brutale; i personaggi, la storyline, fin dall'inizio prendono una ben precisa connotazione (protagonista quasi maniaca-ossessiva, madre morbosamente gelosa, maestra amica-rivale [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 luglio 2009
princifiume

Che dire, Hitchcok è HItchcok! I suoi film stupiscano sempre...

mercoledì 24 settembre 2014
sara.zud

Inizio con il dire che è la prima volta che mi trovo a recensire un film,ma in questa occasione mi sono trovata quasi obbligata nel farlo!Film dai pochi contenuti,poche parole e ovviamente dato il tempo del film riprese alquanto oscene!Non si può girare un film quasi mi viene da dire finto,bruttissima l'idea che degli uccelli possano attaccare le persone!E poi vogliamo parlare della [...] Vai alla recensione »

mercoledì 1 febbraio 2012
Supercazzola

film per il pubblico e per la critica gli uccelli è il capolavoro di hitchcock Il film parla di una ragazza che va in una città per consegnare dei pappagalli alla sorella,in quella città però tutti gli uccelli sembrano impazziti attaccando tutti i cittadini e causando danni. Il massimo del thriller con un funale bellissimo

sabato 6 febbraio 2010
Luca Scialo

Uno dei classici di Hitchcock, il film narra le strane e improvvise aggressioni violente di uccelli (in particolare corvi e gabbiani) in una cittadina tranquilla sita sulla costa, tanto da costringere i suoi abitanti a lasciarla. Film molto suggestivo, a tratti inquietante e drammatico, ma che rappresenta anche dei buchi nella propria trama. Su tutti, la mancata spiegazione del fenomeno di tali aggressioni [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
martedì 20 novembre 2018
 

In un negozio di animali di San Francisco, s'incontrano e si conoscono l'avvocato Mitch Brenner e la ricca e famosa Melanie Daniels, figlia dell'editore di un grande giornale. Mitch finge di scambiarla per una commessa e le domanda una coppia di "inseparabili" [...]

VIDEO RECENSIONE
martedì 3 luglio 2018
A cura della redazione

Bodega Bay sembra un isolato e tranquillo paesino americano, fino a quando un'inspiegabile rivolta di uccelli crea il panico nella popolazione. Sotto attacco c'è anche Melanie, straniera in città, nel posto sbagliato al momento sbagliatoPer alcuni è il [...]

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