Hitchcock/Truffaut

Film 2015 | Documentario 79 min.

Regia di Kent Jones. Un film Da vedere 2015 con Martin Scorsese, Wes Anderson, David Fincher, Alfred Hitchcock, Richard Linklater. Cast completo Titolo originale: Hitchcock/Truffaut. Genere Documentario - USA, 2015, durata 79 minuti. Uscita cinema lunedì 4 aprile 2016 distribuito da Nexo Digital e Cinema srl. - MYmonetro 3,50 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Truffaut incontrò Hitchcock per la prima volta nel '54, quando era ancora solo critico ai Cahiers du cinéma. In Italia al Box Office Hitchcock/Truffaut ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 119 mila euro e 119 mila euro nel primo weekend.

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domenica 25 agosto 2019 ore 22,15 su SKYARTE

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Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
La conversazione-libro più affascinante tra due pilastri della storia del cinema, arricchita oggi da riflessioni di altri registi.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
Recensione di Raffaella Giancristofaro

1962: mentre la Nouvelle Vague si afferma nel mondo, François Truffaut, giovane critico dei "Cahiers du Cinéma" (e allora già autore di I 400 colpi, Jules e Jim e La calda amante) chiede un'intervista "in profondità" al celebre regista Alfred Hitchcock, inglese di stanza a Hollywood, dove sta ultimando il suo quarantottesimo film (Gli uccelli). In linea con i colleghi della prestigiosa rivista francese, l'obiettivo è ribadire la statura di "autore" di Hitchcock, che negli Stati Uniti era considerato piuttosto un "intrattenitore", con pregiudizio rispetto al successo tv di Alfred Hitchcock Presents. Dalle fitte conversazioni tra i due scaturisce un volume, anche fotografico, fondante e accessibile: François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock (da noi pubblicato da Pratiche nel 1977, poi rieditato da Saggiatore).
Pur nella distanza d'età (uno ha 30 anni, l'altro 63) e di punti di vista, i due condividono una passione totalizzante per l'arte cinematografica: il primo ha le competenze tecniche per discutere nel dettaglio del mestiere, il secondo la passione di chi si diverte a spiegare a un collega e fan come smontare le macchine costruite in decenni. Così, gradualmente, si svela l'uomo dietro le opere e si definiscono concetti come il MacGuffin (il pretesto in sé irrilevante ma attorno a cui ruota l'azione), la suspense, il rapporto con gli attori; tutto a servizio del cinema "puro", inteso come architettura di idee e sfide visive.
Hitchcock/Truffaut parla anche a un pubblico non specializzato ma è soprattutto una goduria per il cinefilo: il co-sceneggiatore è Serge Toubiana, critico ed ex direttore dei "Cahiers du Cinéma", mentre il regista Kent Jones è direttore del New York Film Festival, nonché direttore artistico della Fondazione World Cinema, co-sceneggiatore di Il mio viaggio in Italia (2001) di Martin Scorsese, regista di Val Newton: The Man in the Shadows (2007), co-regista con Scorsese di A Letter To Elia (2010), documentato ritratto della forza ispiratrice di Elia Kazan.
Date le premesse, l'accesso diretto e competente alle fonti è garantito: ai film muti, da cui Hitch era partito come titolista e gli archivi video e fotografici delle major si aggiungono gli estratti dall'audio originale delle conversazioni, comprese due significative richieste dell'inglese di spegnere il registratore (forse in cerca di risposte accettabili, in tema di cattolicesimo e lavoro con gli attori) e gli scatti di Philippe Halsman, collaboratore storico di Salvador Dalì, che colgono il farsi dell'intervista insieme alla traduttrice e cruciale collaboratrice Helen Scott, allora ufficio stampa del French Film Office negli Usa. Rispetto al libro, il documentario riscopre due passaggi inediti, stimolati dal regista francese: un parere su una scena di I 400 colpi e un confronto sui metodi opposti ("partecipato" vs "individualista") adottati prima e durante le riprese. In questo flusso si innestano le riflessioni, su una poetica imponente, di dieci registi di ieri e oggi (grande assente: Brian De Palma, il più evidente degli allievi di Hitch, forse più appropriato del meno noto Kiyoshi Kurosawa).
Tra guilty pleasures dichiarati (Marnie come film "maledetto", La donna che visse due volte come pura fantasia), ossessioni condivise, temi ricorrenti come il trasferimento di colpa, si rilevano l'estremismo e la violenza che Sir Alfred astutamente celava dietro forme raffinate. Si evidenzia anche, di riflesso, la diminuita libertà e la frustrazione degli epigoni nel conflitto con l'industria; anche queste, come l'amarezza per il riconoscimento tardivo (immortalato dal repertorio dell'American Film Institute), raccontate nella postfazione al libro aggiunta da Truffaut. E si capisce come, ancor di più dopo il successo epocale di Psyco, Hitch sia assurto a emblema dell'indipendenza della categoria, rivendicata poi anche dalla New Hollywood di Scorsese e compagni, e mai slegata dal desiderio di presa sulle platee.
Sulla falsariga del volume, insomma, il film rimarca l'originalità di Hitch, la precisione della costruzione, l'unicità del rapporto intimo stabilito con chi guarda. Non a caso il francese trovava limitante la definizione di master of suspense e le affiancò quella di "artista dell'ansia": un autore la cui principale tecnica è restare in contatto con le proprie paure primarie. Con l'effetto di invischiarvi implacabilmente il proprio pubblico.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

50 anni dopo la pubblicazione del celebre libro ll cinema secondo Hitchcock , edito in Italia dal Saggiatore, Jones confeziona un resoconto affascinante proprio sulla famosa intervista al maestro della suspense Hitchcock condotta da Truffaut. Il 13 agosto 1962 negli studi della Universal, il 30enne Truffaut e Hitchcock, che compiva 63 anni quel giorno, si siedono l'uno di fronte all'altro per avviare una chiacchierata lunga un'intera settimana. Hitchcock, davanti al fan Truffaut, in presenza della traduttrice Helen Scott e del fotografo Philippe Halsman, parla della nascita, dei timori e delle gioie del suo modo di fare cinema. L'audio dell'intervista, intriganti approfondimenti di quell'incontro, le immagini di repertorio e altre tratte dai suoi film e dai backstage, la curiosità devota di Truffaut, sono amalgamati al commento sui temi e sulla tecnica di Hitchcock da parte di molti illustri colleghi. Ne esce il ritratto di un libro, una celebrativa rassegna cinematografica su quanto sia "noiosa la logica", una pietra preziosa per gli amanti del Cinema. Distribuisce per 2 giorni Nexo Digital.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 6 aprile 2016
Jacopo Mancini

“Hitchcock-Truffaut” è un film di grande valore. Il regista Kent Jones ha realizzato un’opera davvero fondamentale. Il documentario ricostruisce i contenuti dell’intervista che il grande maestro inglese rilasciò a François Truffaut nel 1962, un’intervista durata ben otto giorni. Da quella conversazione nacque un libro (“Il cinema secondo Hitchcock”), che ha cambiato la storia di quest’arte e ha influenzato [...] Vai alla recensione »

domenica 27 marzo 2016
natoacittè

non succedeva spesso hitchcock s'offrrisse di collaborare con qualche comparsa... per delineare una narrativa, e in tante occasioni si scopriranno per diversi motivi le motivazioni, descritto come genio assoluto, non ha quell'aria di attaccarsi a smancerie ne di attaccare altre persone per primo, si veda che sempre la storia dimostra..

martedì 17 maggio 2016
LBavassano

Un incontro che ha segnato la storia del cinema, sancendo il ruolo di Hitchcock come autore di culto al di là dei riconoscimenti del pubblico, consacrando il valore di Truffaut come teorico e regista. Un incontro che ha imposto un marchio indelebile all'amore per il cinema di una generazione di autori e di spettatori. Un documentario non all'altezza, né dal punto di vista critico [...] Vai alla recensione »

mercoledì 6 aprile 2016
Jujitsu

Anche per chi, come me, non conosce Hitchcock (fatto salvo per Psycho), il documentario è piaciuto molto e direi vale la pena di vederlo. Nonostante gli argomenti si avventurino nell'ambito tecnico delle storie raccontate, il filo da seguire non è mai noioso ne eccessivamente difficile da comprendere anche per chi non  ha mai visto un suo film.

mercoledì 6 aprile 2016
Jujitsu

Anche per chi, come me, non conosce molto il regista inglese (fatto salvo per Psycho), il documentario  è piaciuto molto e direi valga la pena di vederlo. Sebbene gli argomenti trattati entrino nel tecnico delle storie raccontate dei vari film e dei rapporti tra le persone, il filo da seguire non è mai noioso ne eccessivamente difficile da comprendere anche per chi di cinema si [...] Vai alla recensione »

martedì 5 aprile 2016
L'imbecille

 Credo che lo spettatore si aspettasse una “presenza e un coinvolgimento” maggiore di Alfred in questo film, visto che la finalità era proprio questa. Ma che rispondere ad una domanda siffatta: <<perché non sono stati fatti vedere quei pezzettini di film dove, tra le “comparse”, appariva proprio lui??>> Ci siamo accorti che di Alfred si vedono [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
venerdì 4 marzo 2016
 

È il 13 agosto 1962 quando François Truffaut e Alfred Hitchcock si siedono l'uno di fronte all'altro per una lunga intervista. Accompagnati dall'interprete Helen Scott, i due staranno insieme una settimana intera, durante la quale il grande autore britannico [...]

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