A pranzo la domenica

Film 2026 | Drammatico, 90 min.

Regia di Mariella Sellitti. Un film con Lorenza Indovina, Cesare Bocci, Fabrizia Sacchi, Toni Laudadio, Antonio Serrano. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2026, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 14 maggio 2026 distribuito da ZTV Production. Oggi tra i film al cinema in 7 sale cinematografiche Valutazione: 2,5 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Ultimo aggiornamento giovedì 7 maggio 2026

Una commedia corale umana e amara, ispirata con umiltà e affetto al cinema di Pietro Germi e Antonio Pietrangeli.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO NÌ
Uno script credibile per un'opera prima dall'ottimo cast.
Recensione di Paola Casella
martedì 5 maggio 2026
Recensione di Paola Casella
martedì 5 maggio 2026

Adele ha 55 anni, vive a Nocera Inferiore, non si è mai sposata perché per 18 anni ha accudito la madre malata, e ora che l'anziana signora non c'è più è finita anche la sua pensione, che consentiva a entrambe la sopravvivenza. I fratelli di Adele, pur essendo molto benestanti, decidono di vendere la casa in cui Adele e la loro madre hanno abitato da sempre perché "non si può mantenere". Adele va a vivere "temporaneamente" da una sorella del padre, zia Luisa, ma non ha di che mantenersi: ha frequentato il liceo classico francese, ha fatto la segretaria (al nero) presso uno studio dentistico, ma da un ventennio non lavora più, non ha accumulato contributi, non possiede conoscenze specifiche e non sa usare il computer.

I fratelli non vogliono che faccia lavori modesti come la badante, ma non c'è mercato per lei, soprattutto in un mondo in cui la domestica di sua cognata è laureata in filosofia e la parrucchiera in chimica. Le cognate sono ancora più grette dei suoi fratelli, la zia la utilizza come tuttofare mentre gioca ai solitari: come farà Adele, che ha pensato a tutti meno che a se stessa, a cavarsela?

A pranzo la domenica è l'opera prima di Mariella Sellitti, che firma sia la regia che la sceneggiatura, e la sorpresa positiva viene proprio dal testo che è scritto in maniera credibile e con una conoscenza dell'ambiente e dei personaggi che racconta.

Soprattutto i dialoghi sono di buon livello, e consentono di rendere realistici i loro ruoli ad un cast di ottimi attori, fra cui spiccano Fabrizia Sacchi, cui il cinema da tempo deve un bel ruolo di protagonista, nei panni della cugina vegana e rifatta, Patrizia Loreti in quelli della Zia Luisa (un ruolo scritto bene pur nella sua brevità, al netto dell'assenza di accento napoletano dell'attrice) e Cesare Bocci in un cammeo che racconta in un lampo i limiti di quelle cittadine di provincia dove tutti "hanno un'idea di te e non importa quello che sei veramente: ti hanno messo un'etichetta e te la devi tenere".

Lorenza Indovina è molto convincente nel disegnare con Adele il ritratto di una donna di mezza età che ha sacrificato se stessa, ma ha anche rinunciato a crescere e a prendere decisioni, e deve imparare che, contrariamente al motto di Tomasi di Lampedusa, "tutto deve cambiare affinché qualcosa cambi". La sua Adele è dolce e remissiva, ma anche intelligente e animata da quel senso di giustizia che la porterà a contemplare la possibilità di rivalersi sui fratelli avidi ed egoisti.

Il valore del film sta proprio nell'avere come protagonista un'eroina riluttante, bloccata da una tradizione patriarcale, da certi retaggi socioculturali del Meridione e da una ritrosia personale: una donna che ha bisogno di imparare a "pretendere ciò che le spetta" a dispetto di tutti, compresi un notaio che allunga le mani e un avvocato più giovane di lei che vive ancora con la mamma.

Il tallone d'Achille sono una regia ancora acerba e probabilmente un budget risicato, nonché un repentino cambiamento di carattere da parte dell'avvocato di Adele, troppo incoerente con il personaggio fino a quel momento tratteggiato con maggiore attenzione. Ma soprattutto in scrittura sarebbe giusto investire ancora su Mariella Sellitti.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 14 maggio 2026
Veronica Cascelli
Close-up

Sarà forse per la crescita demografica ferma allo zero ormai da decenni, o forse per il raggiungimento della mezza età anche di autori e autrici cinematografiche, con tutto ciò che ne consegue a livello di rapporti e responsabilità familiari, ma tra i personaggi femminili, o per meglio dire tra le figure professionali femminili salite agli onori della ribalta nel recente cinema italiano, ed europeo, [...] Vai alla recensione »

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