| Anno | 1996 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 87 minuti |
| Regia di | Joe Pytka |
| Attori | Theresa Randle, Michael Jordan, Wayne Knight, Manner Washington, Eric Gordon Penny Bae Bridges, Brandon Hammond, Larry Bird, Bill Murray, Thom Barry, Charles Barkley, Patrick Ewing, Muggsy Bogues, Larry Johnson, Shawn Bradley, Ahmad Rashad, Del Harris, Vlade Divac, Cedric Ceballos, Jim Rome, Paul Westphal, Danny DeVito, Brad William Henke. |
| Uscita | lunedì 4 maggio 2026 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,15 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 30 aprile 2026
Un extraterrestre decisamente cattivo ha bisogno di nuovi personaggi per il suo Luna Park. Ruba quindi le capacità dei giocatori di basket dell'NBA. In Italia al Box Office Space Jam ha incassato 43,8 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Estate 1973. È notte e Michael Jordan, un bambino di 10 anni circa, sta tirando a canestro e rivela a suo padre James il suo grande sogno: giocare nella NBA. Ci riesce e diventa una stella di prima grandezza. Ma vent'anni dopo, dopo che James viene assassinato, annuncia il suo ritiro dalla pallacanestro e inizia la carriera nel baseball anche se con risultati modesti. Intanto in un pianeta alieno, il luna-park Moron Mountain sta attraversando un momento di crisi. Così Mr. Swackhammer, l'avido e malvagio proprietario, decide di far rapire i Looney Tunes dai Nerdlucks, i piccoli e mostruosi alieni per trasformarli nelle nuove attrazioni. Per salvarsi, Bugs Bunny e suoi soci decidono di sfidarli in una partita di basket, contando sulla loro bassa statura.
Ma i Nerdlucks mettono in atto un diabolico piano; rubano il talento a cinque dei migliori cestisti della NBA: Carles Barkley, Patrick Ewing, Larry Johnson, Muggsy Bogues e Shawn Bradley e si trasformano nei Monstars, cambiando la statura e l'aspetto trasformandosi così in un quintetto imbattibile. A questo punto i Looney Tunes sequestrano Michael Jordan mentre sta giocando una partita di golf. Il campione, inizialmente riluttante, accetta di giocare con loro dopo essere stato provocato dai Monstars.
Non è il primo incontro tra Michael Jordan e Bugs Bunny. Si erano già conosciuti per una serie di spot televisivi della Nike di grande successo andati in onda tra il 1992 e il 1993. Per questo, quando nel 1996 è uscito al cinema Space Jam, qualcuno lo ha preso come un prodotto commerciale mascherato da film.
Invece resta subito sorprendente nella perfetta fusione tra live-action e animazione 2D. In più, ci sono frammenti di biopic su Michael Jordan quando annuncia il primo ritiro dal basket professionistico nel 1993 dopo l'omicidio del padre e cerca di iniziare, senza fortuna, una carriera come giocatore di baseball prima di tornare a giocare con i Chicago Bulls. Il campione mette in gioco se stesso, anche con ironia, nel portare sullo schermo un frammento della sua vita.
Poi però prevale un'atmosfera da gioco contagioso: gli occhi incantati dei figli di Jordan quando vedono Bugs Bunny e Duffy Duck che sono andati a casa sua a prendere la sua attrezzatura da basket e mantengono il segreto della loro visita; la scena in cui il cestista viene inghiottito nella buca della pallina da golf. Un elemento ricorrente in Space Jam è la mutazione, che ricorre spesso nei cartoon come si vede nella trasformazione fisica degli alieni. Ma soprattutto si vede nei cinque campioni della NBA che sono stati privati del loro talento e non riescono più a tenere una palla in mano.
Ci si trova davanti a una metamorfosi dei corpi, come risultato di un folle scontro tra le forme dell'horror però presto inghiottite da quelle del comico demenziale. Joe Pytka, al suo secondo film realizzato a sette anni di distanza dalla stravagante commedia Felice e vincente con Richard Dreyfuss, si è formato soprattutto come regista pubblicitario pur avendo realizzato anche dei video musicali. Space Jam mostra, come uno spot, che ogni immagine ha pochissimo tempo per catturare l'attenzione del pubblico, ma lo fa nel migliore dei modi, con la fotografia abbagliante di Michael Chapman e gli effetti speciali di Ed Jones che raggiungono l'apice durante la sfida di basket. La presenza di Bill Murray, che sembra appena uscito dalla trappola temporale di Ricomincio da capo, lo rende ancora più vivace, sulla linea dei due Ghostbusters dove non c'è un attimo di sosta. Si sente infatti anche il marchio di Ivan Reitman, tra i produttori del film. Ma c'è anche spazio per uno squarcio umanista alla Spike Lee nella scena d'apertura in quel dialogo intenso tra Michael bambino e il padre dove, in pochissimi minuti, riesce a mostrare l'intensità del loro legame.
Alla fine, Space Jam fa contenti tutti: gli appassionati di basket, di cinema e dei cartoons Warner. Quando è uscito in sala è stato un grande successo. Costato 80 milioni di dollari, ha superato al box-office i 230. Ora dopo 30 anni, appare ancora più moderno ma anche sperimentale.
Un extraterrestre decisamente cattivo ha bisogno di nuovi personaggi per il suo Luna Park. Rapisce così i principali personaggi dei cartoon Warner per portarli sul suo pianeta. Sarà un incontro di basket che si deciderà all'ultimo secondo a risistemare le cose. A guidare la riscossa dei personaggi animati un Michael Jordan in carne ed ossa attento a non farsi rubare la scena dai "disegni".
Da piccolo, amavo moltissimo "Space Jam" in quanto ero (e, in un certo senso, sono ancora) un fan dei Looney Tunes. Rivedendo questo film da grande, però, mi accorgerei dei motivi per cui la critica lo biasimò così tanto (il mio voto è relativo al ritmo incalzante che rende il film gradevole, a qualche gag originale e divertente di cui si può ridere qua [...] Vai alla recensione »
Nella preparazione alla grande partita di pallacanestro che in Space Jam oppone gli alieni cattivi e i buoni cartoni animati alleati all'ex campione Michael Jordan, c’è un momento spiritoso: giocando, ogni personaggio (Bugs Bunny, Titti, il Gatto Silvestro, Duffy Duck, Beep Beep, il Coyote) non può fare a meno di comportarsi alla sua maniera classica, chi finisce spiaccicato contro il muro, chi precipita [...] Vai alla recensione »