Un viaggio corale e intimo nell'America contemporanea. Dal 14 maggio al cinema.
di Giancarlo Zappoli
Sono gli Stati Uniti a un mese dalle elezioni che hanno riportato Donald Trump alla casa Bianca quelli che vengono proposti in questo documentario. Le linee narrative sono parallele. Passano da New York al Midwest giungendo fino al Nord Dakota. Si alternano microstorie di gente comune a un duplice ritratto di due personalità estremamente diverse: un acceso sostenitore di Trump e un cuoco messicano che finiranno per avere un punto in comune senza conoscersi.
Gianluca Vassallo affronta il documentario affronta il documentario tenendo conto di chi lo ha preceduto e, al contempo, proponendo il proprio sguardo. La creatività di Vassallo si esplica nell’andare a cercare dettagli di vite quotidiane, di proporci pensieri detti con la massima naturalezza (“Che si provino a venire a prendere le mie armi a casa mia!”) in una riunione serale con amici magari davanti a un bel fuoco scoppiettante. Ogni inquadratura, grazie anche a precise scelte di montaggio, acquista un significato che va oltre a quanto si vede creando un puzzle che sottintende un’analisi accurata del panorama umano che Vassallo è andato ad esplorare. A chi osserva davanti allo schermo vengono offerte molte occasioni di riflessione.