Ti amo in tutte le lingue del mondo

Film 2005 | Commedia 99 min.

Regia di Leonardo Pieraccioni. Un film con Leonardo Pieraccioni, Giorgio Panariello, Giulia Elettra Gorietti, Massimo Ceccherini, Rocco Papaleo. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2005, durata 99 minuti. Uscita cinema venerdì 16 dicembre 2005 - MYmonetro 2,89 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Che fare se, dopo il tradimento di tua moglie, ti sei finalmente innamorato di un'altra donna ma una ragazzina di 16 anni (tua allieva) è follemente innamorata di te? In Italia al Box Office Ti amo in tutte le lingue del mondo ha incassato 20 milioni di euro .

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Consigliato sì!
2,89/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,14
PUBBLICO 3,56
CONSIGLIATO SÌ
Pieraccioni riesce a divertire grazie anche a un ottimo cast.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Gilberto è professore di ginnastica in un liceo di Pistoia. Separato dalla moglie che lo tradiva vive con il fratello che fa il bidello nella sua stessa scuola e soffre di balbuzie. Una sua allieva, Paolina, è follemente innamorata di lui e gli lascia messaggi d'amore in tutte le lingue del mondo. Lui cerca di tenerla a bada ma ci riesce a fatica destando sospetti nel preside. Finché un giorno, trascinato da un collega in una villa affittata a scambisti incontra Margherita che è stata portata lì con l'inganno. Tra i due nasce l'amore ma Paolina non molla.
Il nuovo film di Leonardo Pieraccioni segna una svolta. Il regista e l'attore sono cresciuti e offrono una storia ricca di svolte e colpi di scena in cui si può ridere, sorridere e, volendo, anche un po' commuoversi. Perché la precarietà dei sentimenti, l'incapacità di confrontarsi con un'adolescenza troppo precocemente adulta anche perché priva di modelli definiti e in cerca di figure sostitutive, diventano occasione di riflessione e non solo di risata facile. La quale è riservata a sequenze ben definite come quella della villa degli scambisti. Pieraccioni riesce a divertire grazie anche al cast che ha scelto. Oltre alle efficaci Maria Giulia Gorietti e Marjo Berasategui ha reso Panariello praticamente irriconoscibile ottenendo da lui un personaggio che non si riduce solo a una macchietta. Si è divertito poi un mondo a tramutare Francesco Guccini in una delle figure più istituzionali che ci siano: il preside. E Guccini lo ha ricambiato cucendosi addosso un personaggio che fa del sospetto la sua arma più potente e consentendo a Leonardo di dar vita alla doppia anima che alberga in questo film e forse nel suo carattere. Ha quarant'anni e lo ripete più volte ma... davanti al Preside è sempre come un ragazzino che deve dare spiegazioni dei suoi comportamenti. Leonardo Peter Pan non c'è più ma ogni tanto ritorna.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

8° film - in 11 anni - dello zuccheroso comico toscano, sempre scritto con Giovanni Veronesi: più si abbassa il livello medio della commedia italiana, più si alza l'apprezzamento per Pieraccioni. Prof. quarantenne di ginnastica in un liceo di Pistoia, Gilberto ha in Deborah una moglie infedele da cui si separa, in Cateno un fratello bidello scemotto e balbuziente che lo adora e in Paolina un'allieva sedicenne che lo ama. S'innamora della misantropa Margherita, psicologa degli animali e madre di Paolina (ma lui non lo sa). Scoppia un finimondo che finisce presto. Superficiale commedia corale in linea con le precedenti, ma più intorcinata nell'intreccio, più pittoresca nelle figure di contorno, più felice nel lavoro dei caratteristi (tra cui c'è Guccini, preside ottuso e severo) e, almeno nelle intenzioni, meno dolciastra. La sua insegna: "L'amore è un'altalena di perdenti, se si fa pari c'è già da star contenti". Azzeccata la scelta della basca Berasategui, ex modella, che non si fa doppiare. Esterni anche a Montecatini e Gardaland. 18 modi di dire "Ti amo".

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 20 agosto 2014
Trammina93

Se ci fossero nel sistema di votazione le mezze stelle, gli avrei dato sicuramente la mezza stella in più. Purtroppo mi sembravano eccessive le quattro stelle. Da quando fa film, Pieraccioni non sbaglia un colpo e non delude mai. L'unico che non mi è piaciuto molto è Finalmente la felicità ma per il resto fa sempre film divertenti, usando bei cast e con trame diverse [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 gennaio 2011
AlanWake

Pieraccioni ritorna alla grande, un film elaborato e studiato, nonché intelligente poiché la trama è molto bella, davvero molto bella. La comicità Toscana torna in TV (e sul grande scherma qualche anno fa) a divertirci, e a farci passare una gradevole ora e mezza (e di più). Belle anche le musiche, la sceneggiatura (naturalmente di Leonardo Pieraccioni) è scorrevole [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 luglio 2011
il cinefilo

Mi dispiace per il povero Pieraccioni ma devo dire che,con TI AMO IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO,egli ha sfornato una di quelle tante moderne"commedie all'italiana"che il sottoscritto definisce abitualmente"mediocri"e la ragione è molto semplice...a tratti(pochi)il regista-attore riesce a strappare qualche timidissimo sorriso di gusto o addirittura,ma solo in casi positivamente [...] Vai alla recensione »

martedì 10 gennaio 2012
Andrea55

A mio avviso il miglior film di Pieraccioni dopo "Il Ciclone", la presenza di Panariello e Ceccherini da una grossa mano al regista toscano(già bravo e simpatico di suo), da Pieraccioni ci si aspetta questo, risate(anzitutto) e un occhio anche al sentimento, questi due ingredienti non mancano di certo al film.

venerdì 6 agosto 2010
paolomiki

 Non si possono dare cinque o quattro stelle per un film del genere e su questo credo che siamo tutti d'accordo.Ma dobbiamo prender atto di una cosa e cioè che il mercato italiano offre questo e null'altro.Questo film non è mai volgare è divertente scorre bene ha discreti attori e anche qualche momento riflessivo.Questa è buona e onesta commedia italiana.

martedì 22 dicembre 2015
Barolo

Pieraccioni confeziona da anni sempre lo stesso prodotto,forse condito in salse diverse, ma è sempre la stessa solfa.Il ciclone fu molto divertente, ma riproporlo all'infinito con qualche variante, finisce con lo stancare.Qui gli attori sono bravi e qualche battuta divertente si sente,tuttavia nel complesso sarebbe necessario che il regista, in aggiunta alla sua spontanea [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 ottobre 2015
gianluca sersante

be' a me pieraccioni piace tanto e adoro tutti i suoi film nessuno escluso ma se dovessi sceglier una sola forse sceglierei questa ( anche se finalmente la felicita e un fantastico via vai li ho visti gia dieci volte...)

martedì 10 marzo 2015
dariotto

ci ha sorpreso ,pensiamo che sia forse il piu bel film di Pieraccioni senza togliere niente alle altre sue creazioni ,da vedere e rivedere per trovare il buono che cè in tutti noi

martedì 10 marzo 2015
dariotto

ci ha sorpreso ,pensiamo che sia forse il piu bel film di Pieraccioni senza togliere niente alle altre sue creazioni ,da vedere e rivedere per trovare il buono che cè in tutti noi

domenica 5 gennaio 2014
Francesco Izzo

Anche dopo 8 anni questo film di Pieraccioni è sempre divertente. Le battutte del comico toscano fanno spesso ridere fino alle lacrime (ad es.quando riaccompagna a casa dalla villa di scambisti la bella veterinaria e poi cerca di memorizzare il suo numero di cellulare disturbato da un venditore di rose) .Il suo stile diretto e travolgente funziona bene (se si esclude a mio avviso un eccessivo [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 agosto 2012
annavolle

Troppi "gli" riferiti alle donne! Il Cinema é Arte e Cultura! E' davvero impressionante e disdicevole tanta costante ignoranza della lingua italiana. Un consiglio ovviamente per il futuro: "gli" si usa per riferirsi esclusivamente agli uomini.

domenica 17 aprile 2011
peppe97

Nonostante l'assenza di abbellimente speciali che l'avrebbero sicuramente perfezionata,la suddetta pellicola si dimostra estremamente divertente,persino ad un pubblico abbastanza ampio,rispecchiando comunque vicende per lo più giovanili,verosimili forse tipiche della società italiana.

giovedì 31 dicembre 2009
Luca Scialo

Finalmente Pieraccioni cambia registro, e se c'è sempre una bella da inseguire, e i soliti Papaleo e Ceccherini, questa volta ha aggiunto anche un bravissimo Panariello. Finalmente è tornato a fare un film frizzante.

Frasi
Cateno: ma te tu fai dei sughi che son troppo densi , non ce la fo' a mandarli via, mi pare la melma del popo!
Gilberto: popo il che?
Cateno: popo e basta il fiume!
Dialogo tra Gilberto (Leonardo Pieraccioni) - Cateno (Giorgio Panariello)
dal film Ti amo in tutte le lingue del mondo - a cura di ANTONIO88
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Michele Anselmi
Ciak

Non teme Boldi & De Sica, anche perché l’ultima volta, due Natali fa, li ha stracciati con Il Paradiso all’improvviso (29 milioni di euro al botteghino). Non si fa intimorire nemmeno da King Kong. Infatti scherza: «La mia risposta a King Kong sta nell’aver spogliato Rocco Papaleo per scoprire che ha più peli di quello scimmione». Leonardo Pieraccioni, quarant’anni compiuti il 17 febbraio, è di buon [...] Vai alla recensione »

Lionello Montenovi
Nick

Gilberto (Leonardo Pieraccioni), insegnante di educazione fisica presso un liceo di Pistoia, è oggetto dei tradimenti della moglie e contemporaneamente dell’amore Folle e adolescenziale di una sua alunna sedicenne, Paolina. Dopo che l’uomo si è separato dalla compagna fedifraga, la ragazza gli dichiara il suo amore “in tutte te lingue del mondo”, su foglietti che gli fa trovare dappertutto.

Oscar Cosulich
Il Mattino

«Avevo undici anni quando mia nonna mi regalò il disco ”via Paolo Fabbri 43” e da allora Francesco Guccini è diventato il mio idolo», racconta felice Leonardo Pieraccioni, sul set di «Ti amo in tutte le lingue del mondo», il suo settimo film, nelle sale il 16 dicembre. «A quattordici - concitnua l’attore - sono persino scappato di casa, solo per prendere un treno e andare a vedere quel portone di via [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Che bella sorpresa: a Leonardo Pieraccioni è riuscito un altro film. Il secondo di fila: per lui è già un record. Dopo il grazioso Il Paradiso all’improvviso di due anni fa, ecco questa commedia osa, piacevolmente senza pretese, Ti amo in tutte le lingue del mondo, che fa convivere con estremo garbo sentimento e umorismo. La divertente storiella è ambientata a Pistoia, dove il timido prof di ginnastica [...] Vai alla recensione »

Raffaella Giancristofaro
Film Tv

È molto bella la gag che introduce l’ultima fatica di Pieraccioni e Veronesi: un marito innamorato corre a casa per la festa a sorpresa per la moglie, organizzata con gli amici. E che sorpresa. La voce narrante di Leonardo ci preannuncia una pellicola sugli amori intorcinati”, ma il toscanismo rimane un’esca, pura tappezzeria. Ciò che segue, dispiace dirlo, è una storiella molto oltre i limiti dell’esilità. [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

La risata è sempre un po’ crudele. Un poveretto scivola sulla buccia di banana. Oppure cade in un tombino. Oppure viene colpito da un vaso di gerani. I presenti, prima di controllare se ha la testa rotta, cominciano a sghignazzare. Ma il balbuziente, per favore, no. Il balbuziente Giorgio Panariello – che accompagna il regista (nonché attore, nonché sceneggiatore) Leonardo Pieraccioni in quasi tutte [...] Vai alla recensione »

Leonardo Jattarelli
Il Messaggero

Per il film della maturità, come succede spesso anche per le stagioni della vita, Pieraccioni torna all’infanzia, protetto dalle quattro mura di una scuola e salta dall’altra parte della cattedra. Diventa prof., di ginnastica nel caso specifico, e il suo piccolo, cinematografico mondo di provincia che ha cullato da sempre i sogni di un impenitente Peter Pan, viene rivisitato da un altro punto di osservazion [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Leonardo Pieraccioni non è più una persona, è diventato un pacco regalo. Arriva Natale e sotto l'albero ci deve essere un suo film. Quest'anno il pacco si intitola Ti amo in tutte le lingue del mondo. Titolo che deriva dall'infinità di bigliettini che una giovanissima studentessa dedica al suo insegnante di educazione fisica: Gilberto (Pieraccioni).

Aldo Fittante
Film TV

Se «Guccini sta a Pieraccioni come Emilio Fede sta a Berlusconi» - è il buon Leonardo a confessarlo in ogni dove in questi giorni di promozione natalizia - Ti amo in tutte le lingue del mondo sta al comico toscano come Caro diario stava allo splendido quarantenne Nanni Moreui. L’ex enfant prodige di I laureati insomma, è cresciuto: addio Sindrome di Peter Pan, il 2005 ha segnato per lui il traguardo [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Figuratevi un maritino che per festeggiare il compleanno della mogliettina le prepara una sorpresa in casa con fiori, torta, champagne e un gruppetto di amici. Ma entrando al buio lei risponde al telefonino e il dialogo piccante non lascia adito a dubbi: il povero Gilberto, insegnante di ginnastica in un liceo di Pistoia, è cornuto. Il prologo di Ti amo in tutte le lingue del mondo scritto (con Giovanni [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Dopo sei film di cui tre nel medagliere dei più clamorosi successi italiani di tutti i tempi, e vent'anni di carriera tra cabaret, cinema e altro, Leonardo Pieraccioni mette in scena i suoi veri quarant'anni. E' evidente l'intenzione d'imprimere una svolta di maturità al suo cinema pur senza rinunciare alla chiave umoristico-sentimentale che gli è propria.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Dopo il largo successo di pubblico ottenuto due anni fa a Natale con Il Paradiso all’improvviso, Leonardo Pieraccioni, sempre collaborando con Giovanni Veronesi per i testi, si è immaginata una storia d’amore un po’ più complicata. Per un verso, infatti, Gilberto, il personaggio da lui stesso interpretato, si vede fatto segno all’innamoramento ossessivo e smodato di una minorenne nel liceo di Pistoia [...] Vai alla recensione »

Valerio Guslandi
Ciak

Crisi del settimo film per Leonardo Pieraccioni? Dal punto di vista del botteghino sembrerebbe di no - le somme si tireranno a fine gennaio - da quello dell’ispirazione forse si. Più che fare sempre lo stesso film, Pieraccioni rifà sempre se stesso, imbastendo soggetti che ruotano intorno a storie di amori buffi e impacciati, a volte contrastati da equivoci, ma sempre pronti ad avere un lieto fine. [...] Vai alla recensione »

Marjo Berasategui nella parte di Margherita
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