L'ultimo ultras

Film 2009 | Drammatico V.M. 14 90 min.

Regia di Stefano Calvagna. Un film con Stefano Calvagna, Francesca Antonelli, Giancarlo Lombardi, Mauro Meconi, Rossella Infanti. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2009, durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 4 settembre 2009Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 1,65 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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In Italia al Box Office L'ultimo ultras ha incassato 62,7 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
1,65/5
MYMOVIES 1,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 1,15
CONSIGLIATO NO
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Il mondo della tifoseria.
Recensione di Michelangelo Salvioni
Recensione di Michelangelo Salvioni

Il gioco del calcio: ultima vera epopea epica contemporanea, oppio del popolo e riscatto degli umili, spettacolo, teatro, sogno di soldi ed evasione. Negli ultimi anni il gioco del pallone ha perso quella patina poetica ed eroica che aveva nell'Italia della ricostruzione e del boom. Ricorda Alessandro Baricco le partite sognate alla radio e le immagini in bianco e nero trasmesse dalla rai a domenica già finita: emozioni sfasate, sfuocate, vissute fuori sincro. Il calcio come luogo dell'immaginario in cui elevare al rango di avventura nazionale le partitelle nei campi di terra, le ginocchia sbucciate, gli amici che vanno e quelli che restano.
Canta Francesco De Gregori l'ansia di crescere di un ragazzino dalle spalle strette, le sconfitte e i successi di tante vite comuni che appendono, o non si arrendono ad appendere, le scarpette a "qualche tipo di muro". Disegna il fumettista italiano Davide Previati la concitazione di un gruppo di figli di operai del petrolchimico Anic di Ravenna: le fabbriche incombenti sullo sfondo, il cuore a sussultare per un tiro sbagliato, una parata impossibile e le narici che inalano sudore e malinconia presto sovrastati dal sapore dei prodotti della raffinazione. Il calcio in Italia è stato quello che prima fu il ciclismo, retorica popolare, pulita, sana, palcoscenico privilegiato per la messa in scena dei nostri sogni. Il gioco del pallone oggi non è più lo schermo da proiezione su cui animare aspirazioni e metafore di un paese in subbuglio. Il calcio oggi è intrattenimento fine a se stesso, discussione sterile, pretesto per facinorosi, distrazione pericolosa dai pericoli di un paese che vacilla.
Nella tifoseria organizzata si può leggere ancora l'ansia di riscoprire un senso di appartenenza ormai perduto, l'espressione di un disagio che non riesce a placarsi nell'assoluta mancanza di punti di riferimento o nella preponderante presenza di punti di riferimento sbagliati: ecco quindi la violenza, la strumentalizzazione politica, la volgarità e, inaccettabile, l'omicidio.
Negli ultimi anni è successo di tutto, tutto si è detto e molto sarà ancora ripetuto all'infinito. Risse, gli stadi che si svuotano, accoltellamenti, le famiglie che non possono più andare a vedere la partita, il colore politico di certe tifoserie, poliziotti che sparano e gente che muore, uomini folli che accoltellano, fanno esplodere e poliziotti che muoiono...
Il film, produzione indipendente, vorrebbe raccontare oggettivamente con l'obiettivo di fare chiarezza, di sfatare dei luoghi comuni riscoprendo l'umanità e il desiderio di condivisione che gravitano attorno al mondo degli ultras, spesso ragazzi problematici incapaci di superare i loro problemi da soli. Ci prova ma non ci riesce. Troppo complessa la riflessione sociologica, storica e politica con cui confrontarsi. Troppo difficile oggi, guardando il tifo organizzato, isolare quel desiderio di alleviare il disagio e la solitudine dell'uomo moderno dalla violenza, dalla cronaca e dal rumore di fondo. Il film si perde nel melodramma, nella fiction e in uno stile traballante e amatoriale dai dialoghi improbabili. Forse un documentario si sarebbe maggiormente avvicinato alle intenzioni iniziali che sembrano essere quelle di "voler raccontare senza giudicare". L'argomento trattato è molto sentito dal regista-sceneggiatore-attore a cui va il merito di aver creduto nel progetto. Riflettendo sul tema importante apprezziamo lo sforzo.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Da latitante e in incognito, abile nelle scommesse sui cavalli, Giovanni vive sul lago di Garda, lontano dalla sua città dove, ultrà irriducibile, ha ucciso un ragazzino. Tormentato dai sensi di colpa, spera di dimenticare. Intanto segue le partite della squadra locale di calcio, ma stenta a controllare la propria violenza. L'incontro affettivo con Marina gli fa desiderare di cambiare vita e abitudini. Scritto, diretto e interpretato da Calvagna, è un film superficiale nell'analisi del fenomeno della violenza negli stadi: a una generica denuncia si contrappone l'insistenza sulle forze avverse (quali? Il destino?) che si oppongono alla ricerca di un vero cambiamento. Prodotto e distribuito da Poker Entertainment. V.M. 14 anni.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 10 settembre 2009
Scerbanenko

Visto due ore fa..credo di essere stato l'ultimo spettatore di questo film in Italia,solo in una sala da 250 posti. Partenza a volume folle,poi l'incredibile storia. Le scene migliori sono quelle degli scontri perchè credibili quanto le finte risse tra amici. Incredibile Andryi Shevcenko in un cameo ad un certo punto,è il migliore attore del film! Allora,Calvagna fa films perchè ha appoggi politici,orm [...] Vai alla recensione »

domenica 14 febbraio 2010
scrik80

Davvero non riesco a capacitarmi della pletora di commenti negativi letti su questo film, che a mio avviso è un capolavoro incompreso che sarà riscoperto negli anni a venire. Partiamo dalla trama: degne di note e assolutamente reali le vicende del protagonista che, senza fare una mazza tutto il giorno (di lavoro fa....scommesse sportive), vive in un bell'albergo, sfoggia una macchina prestigiosa e [...] Vai alla recensione »

martedì 12 gennaio 2010
ultimoboyscout

Pessimi attori, che recitano anche peggio del pessimo, un regista che ve lo raccomando. I dialoghi del film sono i più patetici della storia del cinema e certi discorsi su onore e dignità...beh lasciamo proprio stare. Per onestà e chiarezza il film non c'entra nulla col mondo del calcio ne tantomeno con quello degli ultras veri.

domenica 14 febbraio 2010
bear76

Ieri sera ho noleggiato questo "capolavoro".....pensavo di vedere un film che rispecchiasse una realta' cruda e difficile....invece dopo 15 minuti di film ho iniziato prima a deprimermi per la recitazione dell'attore protagonista che risulta improponibile e veramente poco credibile nei panni di un capo ultras, al massimo poteva interpretare lo scippatore di borse alle vecchiette per strada.

lunedì 28 dicembre 2009
JohnCipollina

Durante la proiezione credevo che non potesse essere vero....mai visto un film così brutto. Si salva solo Schevchenko. Le risse fra ultras sono ridicole e si vede anche che i bastoni sono di gommapiuma! L' abbigliamento degli ultras è .....no via non si può proprio commentare una roba simile. I dialoghi sono un mix fra "100 vetrine" e un film porno.

giovedì 14 gennaio 2010
Stexest

Non ricordo di avere visto un film così brutto da tanto tanto tempo. Uno di quei film che guardi fino alla fine solo perché vuoi vedere sino a che punto possano arrivare. Partiamo dal protagonista, un Ricky Memphis dei poveri che parla come se avesse una patata in bocca. Passiamo al ricattatore... che potrebbe anche far paura se non facesse ridere.

sabato 17 ottobre 2009
LaurettaRm

Film noioso,scontato, mal recitato e pseudo impegnato realizzato da un regista che in quanto ex ultras è tutto tranne che obbiettivo.

venerdì 4 settembre 2009
pluto

la recitazione approssiamtiva sia del protagonista che dell'antagonista penalizzano un film che avrebbe potuto sviscerare meglio il significato aggregativo che unisce i frequentatori delle curve da stadio dando risalto all'aspetto affettivo invece di quello violento. La love story pare assolutamente fuorviante.

domenica 28 luglio 2013
Salvatore Scaglia

Il film risulta complessivamente mal recitato e con una trama estremamente inverosimile: l'accoltellatore di un ragazzo durante una bagarre tra ultras, ricercato dalla polizia, si rifugia al Nord proprio nella località dove abita la madre del giovane morto e, per di più, di questa finisce con l'innamorarsi. Fa una figlia con lei e poi si costituisce, autoaccusandosi non dell'omicid [...] Vai alla recensione »

martedì 2 aprile 2013
daniele23

Il gioco del calcio: ultima vera epopea epica contemporanea, oppio del popolo e riscatto degli umili, spettacolo, teatro, sogno di soldi ed evasione. Negli ultimi anni il gioco del pallone ha perso quella patina poetica ed eroica che aveva nell'Italia della ricostruzione e Ricorda Alessandro Baricco le partite sognate alla radio e le immagini in bianco e nero trasmesse dalla rai a domenica già [...] Vai alla recensione »

Frasi
tranquilla!
Giovanni (Stefano Calvagna)
dal film L'ultimo ultras - a cura di io so' tranquillo!
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